Sintesi delle conclusioni del segretario nazionale Paolo Ferrero all’Assemblea del 14 settembre al Teatro Brancaccio di Roma
RICOMINCIAMO DALL’OPPOSIZIONE
La cosa che mi ha colpito di più della bella e istruttiva discussione di oggi è questa: che da un lato, lo diceva prima il segretario del circolo dell’Alitalia, i lavoratori si sentono abbandonati, si sentono soli, c’è un sentimento enorme di solitudine, di disperazione. Dall’altro si parla di ricostruire la speranza; il compagno De Angelis, diceva: “vorrei parlare non in quanto io sono licenziato, ma a partire dal fatto che uno come me venga licenziato” per vedere come si ricostruisce una lotta; oppure il compagno dei Giovani Comunisti di Catania che ci ha raccontato come in una realtà difficile si possano far valere la propria dignità e le proprie ragioni.
Il nostro principale problema politico è proprio questo: solitudine e disperazione da un lato; speranza e dignità dall’altra: difficoltà a trovare i percorsi per passare, a livello di massa, da una condizione all’altra, a Continue reading ‘Ricominciamo dall’opposizione: sintesi intervento conclusivo del Segretario nazionale del PRC’
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PIANO NON FUNZIONA, INACCETTABILE SU CONTRATTI È PRELUDIO RIFORMA Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, è giunto in via Flavia per portare la sua solidarietà ai lavoratori di Alitalia che presidiano la sede del ministero del Lavoro. I dipendenti, spiega l’ex ministro, «rischiano di pagare un disastro fatto prima dai manager e poi da questo governo». Il piano presentato da Cai, aggiunge, non funzione per due elementi fondamentali: «sul fronte industriale escludere la manutenzione vuol dire distruggere Alitalia ed aprire la strada ad una perdita di sicurezza. Sul piano dei contratti, è inaccettabile perchè riduce drasticamente gli stipendi e abolisce di fatto il contratto nazionale». Si tratta, conclude Ferrero, di «un preludio pericoloso in vista del confronto con Confindustria per la riforma del modello contrattuale». (Fin/Pn/Adnkronos) 11-SET-08 14:52 NNN
SABATO 13 PRIMO CPN DOPO IL CONGRESSO DI LUGLIO, DOMENICA 14 ASSEMBLEA PUBBLICA AL TEATRO BRANCACCIO. CONCLUDE IL SEGRETARIO PAOLO FERRERO
Si rende noto che il prossimo Cpn (Comitato politico nazionale) di Rifondazione comunista, il primo dopo il VII congresso del Prc, si terrà sabato 13 settembre a Roma, presso il Jolly Hotel (corso d’Italia 1), a partire dalle ore 10.00 e fino alle ore 19.00 circa.
Nel corso del Cpn, che sarà come sempre aperto alla stampa, alle tv e a tutti gli organi d’informazione che ne vorranno seguire i lavori, verranno eletti la nuova segreteria del Prc, la Direzione nazionale del partito e il tesoriere nazionale, oltre che il presidente del Cpn stesso.
Domenica 14, inoltre, si terrà, al teatro Brancaccio di Roma (via Merulana 244), a partire dalle ore 10, la prima manifestazione nazionale del Prc. Il titolo dell’iniziativa è “Ricominciamo dall’opposizione” e servirà a lanciare la campagna d’autunno del partito sui temi sociali, economici, dei diritti civili e della giustizia.
Le conclusioni dell’iniziativa pubblica del Brancaccio saranno tenute, alle ore 12.30, dal neo-segretario del Prc Paolo Ferrero, che incontrerà la stampa poco prima del suo intervento.
Cara Rifondazione,
forse è corretto che io ti scriva le ragioni per cui mi trovo ad avere la tessera n° 041204. “Al cuore non si comanda”, ha scritto Lidia Menapace chiedendo l’iscrizione al partito. Il mio cuore, in realtà, è sempre stato un po’ anarchico, più a suo agio nelle piazze e tra i movimenti che in una struttura organizzata. Perciò chi mi conosce, quando dico che anch’io mi sono iscritta, mi guarda con sorpresa. E’ una decisione maturata da qualche tempo ma per chiedere la tessera ai compagni e alle compagne di quello che da sette anni è di fatto il mio circolo, ho preferito aspettare la fine del congresso: infatti, pur avendo assunto chiaramente posizione nel dibattito tra le mozioni, riconoscendomi nella prima, non volevo che la mia iscrizione potesse apparire in alcun modo una scelta “contro” mentre vuole essere decisamente “per”. C’è chi dice che non è possibile risolvere la crisi della sinistra con un partitino che raccoglie i cocci di altri precedenti, ma io sono una vecchia maestra abituata a lavorare partendo dai dati reali e non mi pare che ci siano in giro molte forze attualmente impegnate ad arginare la gravissima deriva di destra. C’è chi auspica un vasto ed eterogeneo movimento di forze autorganizzate, me lo auguro anch’io ma nel frattempo ho letto dichiarazioni su quanto è bello il nucleare, ho visto arrivare i soldati nelle vie delle città, tanto per fare due esempi, senza un’ombra di opposizione, essendo in quei giorni il Prc chiuso nelle sue stanze, impegnato a discutere del proprio futuro; menomale che sulle impronte dei bambini rom si è mobilitata l’Arci e ha fatto qualche dichiarazione la chiesa, altrimenti sarebbero passate sotto silenzio anche quelle. E poi c’è la guerra, con le sue stragi; e la guerra quotidiana del lavoro, con i suoi morti; e la guerra della fame, con i suoi annegati; e la guerra della disinformazione, che uccide i cervelli, e davvero non si può aspettare, non dico un mese ma neppure un minuto di più, per rimboccarsi le maniche e andare tra la gente e lavorare a risvegliare coscienze. Così mi sono iscritta, da sinistra e dal basso che più in basso non si può; anche perché, ora che pare non vada più di moda, ora che più di qualcuno ci considera una specie in via di estinzione, mi piace vedere scritta vicino al mio nome la parola ‘comunista’.
Haidi Gaggio Giuliani
di Alessandro Cardulli
Con Paolo Ferrero “sfogliamo” le pagine dei giornali di questi giorni, ripercorriamo la cronaca di un paese cui guardano, in Europa e nel mondo, sempre più con diffidenza, ironia, a volte. Se smettiamo gli abiti di un nostro storico provincialismo e diamo un’occhiata ai grandi giornali europei e non, il racconto che fanno dell’Italia non è certo dei più confortanti. Non è solo la stampa, purtroppo ci sono organismi sia europei che internazionali a darci bacchettate. Caso ultimo: la vicenda della partecipazione alla sfilata di apertura delle Olimpiadi e gli interventi di esponenti di primo piano della maggioranza e ministri in carica che invitavano gli atleti azzurri a disertare. Il Comitato olimpico internazionale ce ne ha dette quattro che dovrebbero farci arrossire. Ferrero ci ricorda i diversi capitoli di una cronaca fra il noir e il ridicolo. I militari mandati per le strade, mitra imbracciato e tute mimetiche, la dichiarazione di un’emergenza che non c’è, o meglio c’è una emergenza ed è quella dei morti sul lavoro, le impronte digitali perfino ai bambini rom, i sindaci sceriffo che ne combinano di cotte e di crude, le misure “salva berlusconi” che hanno rappresentato il fulcro della politica del governo. E, di questi giorni, la manovra economica dannosa per i lavoratori e per il paese, contro i precari, le smargiassate di Tremonti che imbroglia le carte con la Robin tax che nessun vero economista prende sul serio e con la promessa di ventimila alloggi, una specie di gioco delle tre carte, una ”truffa” l’hanno definita le associazioni degli inquilini. E ancora i semi del razzismo, della xenofobia, di una perdita dei valori di solidarietà, eguaglianza, l’accanimento contro gli immigrati, contro i poveri. Parte da qui la conversazione con il nuovo segretario di Rifondazione che esce da un congresso difficile, complesso, con un partito che subisce una sconfitta elettorale pesantissima, scompare dalle aule parlamentari, si divide. Che Italia siamo diventati? “Un paese che ha degli amministratori incivili e populisti che applicano ferocemente non la logica del consenso ma la costruzione del capro espiatorio. Siamo dentro uno stato democratico -risponde Ferrero- ma le modalità attraverso cui si cerca il consenso sono tipiche del fascismo e del nazismo nel loro stato nascente. Possiamo pensare, per esempio, alla repubblica di Weimar. Una politica, questa, che si inserisce in un quadro di un paese spaventato, che guarda al futuro con terrore, con una sinistra che non è stata in grado di indicare sbocchi diversi, solidarietà e uguaglianza appunto. Davvero c’è materia di grande preoccupazione, di riflessione, per aprire un fronte molto ampio di lotta politica e sociale, per costruire un’alternativa di società”. Possiamo definire questo stato di cose come un effetto del berlusconismo che non è solo governo del paese ma un clima, un costume, una “cultura”? Ferrero fa un distinguo interessante, pur all’interno di una ipotesi di destra. “Il primo Berlusconi -dice- basa la sua politica sul populismo. Promette i soldi a tutti, fa balenare il miglioramento del tenore di vita per tutti. Il secondo Berlusconi, quello con cui ora abbiamo a che fare agisce sulle paure, cerca consenso nella logica del capro espiatorio, individuato nel diverso come il nemico”. E Rifondazione comunista che riemerge dopo le fatiche del congresso, torna a farsi sentire, come guarda al futuro prossimo, all’autunno, promuove e partecipa a incontri, vede Veltroni e Claudio Fava, Di Pietro, tanto per fare dei nomi “Sì, riemerge e c’è un elemento molto interessante che smonta la linea con cui anche certi organi di stampa hanno seguito il nostro congresso quasi fossimo una cosa inutile. Intanto –dice Ferrero- c’è il riconoscimento del ruolo politico del partito. E’ abbastanza chiaro che una opposizione politica di sinistra esiste, non è un’invenzione perché una opposizione esiste nella società. C’è il riconoscimento, anche da parte del Pd come emerso anche nel colloquio con Veltroni,non un puro fatto di cortesia, che dal nostro congresso è stato messo a punto un progetto politico, certo diverso da quello del partito democratico,che siamo una forza vera. Ricostruire il partito significa ripartire dalla questione sociale”. Ferrero parla di un ”lavoro esterno” per dar vita ad una opposizione “unitaria, di sinistra” alle politiche del governo. La ricostruzione del partito ”passa attraverso la opposizione, dentro i processi reali nel paese e nella società”. Insieme bisogna “rimettere mano al funzionamento democratico e organizzato del partito. Ciò richiede il massimo impegno di tutti. Ogni iscritto deve diventare un dirigente nel territorio, nel luogo di lavoro in cui opera”. “Chiediamo l’inventiva -chiarisce con un’ immagine efficace- non l’obbedienza”. Il tentativo di arrivare ad una segreteria unitaria sta in questo quadro. “Il congresso ha deciso la linea politica -sottolinea- ma il partito è la casa di tutte e di tutti. Nessuno è un ospite”. Dopo le “quattro giornate“ di Chianciano intanto il partito non è andato in ferie. Ferrero ha partecipato a diverse “feste”. Avverte che c’è una “rimessa in movimento, voglia di ripartire, i compagni sanno di nuovo che c’è una linea politica, chiara, scelta dal congresso, una linea che non è un guazzabuglio. Tutti hanno capito bene il significato di ‘in basso a sinistra’”. Si lavora per costruire i gruppi dirigenti delle federazioni, c’è chi è più avanti, che deve ancora iniziare la discussione. C’è chi si oppone come avviene in Calabria. “Ma anche nella decisione di rientrare nella giunta regionale, cui il sottoscritto si è pronunciato nettamente contro, c’è qualcosa che si muove”. A scanso di equivoci Ferrero precisa: “Restiamo contrari alla decisione di entrare nella giunta regionale, una decisione che avviene a prescindere dal contesto. Il fatto positivo è che anche fra coloro che hanno votato per la mozione Vendola c’è chi si è pronunciato contro l’ingresso nelle giunta. E’ il segno che il congresso è finito, che c’è un partito che vuole tornare a misurasi sui fatti concreti”. La questione sociale, di cui parla Ferrero, che in Calabria è davvero un’ emergenza.
Venerdì 1 agosto, dalle ore 12.00, Forum online con il nuovo segretario nazionale Paolo Ferrero. Per partecipare basta accedere all’indirizzo http//forum.rifondazione.it e registrarsi.
Il nuovo segretario: «Rifondazione non è finita, svolta a sinistra dopo la disastrosa esperienza di governo»
di Micaela Bongi (il Manifesto del 30-07-2008)
La gestione unitaria la riproporrà a settembre anche «unilateralmente» e «con incarichi seri». Per il momento Paolo Ferrero, eletto domenica segretario di Rifondazione comunista sulla base di un documento -«Ricominciamo: una svolta a sinistra»- votato da quattro mozioni, prende la guida di un partito profondamente lacerato. Continue reading ‘«Parentesi chiusa, ora torniamo al conflitto»’
La notizia che Rifondazione comunista vorrebbe “rompere” tutte le giunte locali nelle quali governa con il centrosinistra è una notizia falsa, completamente e artificialmente inventata. Non so chi l’abbia messa in giro, ma si tratta solo di uno dei tanti, ennesimi, veleni che hanno tentato di non far concludere in modo legittimo, sereno e positivo - al partito della Rifondazione comunista - il suo VII congresso, che si è tenuto a Chianciano. Non ho mai pensato una cosa del genere, non l’ho mai detta, non la farò mai. Soprattutto, non è scritta da nessuna parte nel documento che la nuova mozione nata al Congresso di Chianciano e sulla base del cui programma politico sono stato eletto segretario del Prc. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. In merito alle singole esperienze amministrative locali, valuteremo caso per caso la necessità e l’agibilità della nostra presenza al governo, ove se ne presenterà occasione e modo per discuterne, non certo decidendo, con decisioni unilaterali e onnicomprensive, di uscire da tutte le giunte.
Cari compagni, carissime compagne (al cuore non si comanda),
chiedo l’iscrizione a Rifondazione comunista. Non muto la mia opinione sull’esaurimento della forma del partito politico: ma poichè esso è stato la più straordinaria invenzione della politica soprattutto come partito di massa (ma oggi dei soggetti), di massa -dicevo- non popolare nè populista, il suo superamento richiede analisi di discussione e l’avviamento di un processo preciso concordato pensato praticato, non certo slogan improvvisati. Continue reading ‘Menapace: mi iscrivo al Prc per contribuire a rilanciarlo’








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