LUNEDI 14 LUGLIO

Dichiarazione di Maurizio Acerbo, portavoce del comitato di gestione del Prc

Non mi unisco al coro di solidarietà nei confronti degli arrestati della politica regionale abruzzese. Difficilmente questi possono apparire nel ruolo di martiri. Come prevedibile il coro è bipartisan, come trasversale è stato l’intreccio politica-affari nella sanità abruzzese, come trasversale è la tendenza a oscurare l’emergenza corruzione nel ceto politico nazionale. Il dato di fatto è che il gigantesco imbroglio delle cartolarizzazioni, ideato e concretizzato negli anni del governo regionale di centrodestra, è proseguito con l’arrivo alla guida della Regione del centrosinistra. E’ emblematico che i provvedimenti della magistratura abbiano raggiunto l’ex-assessore regionale alla Sanità di Forza Italia e i suoi attuali vertici regionali. Rifondazione Comunista può con orgoglio affermare di aver sempre denunciato l’irregolarità delle operazioni di pagamento non dovuto alle cliniche private. Lo abbiamo fatto negli anni della giunta di centrodestra e negli anni del centrosinistra. Non è un caso che il nostro rappresentante in giunta non abbia votato la cartolarizzazione, non è un caso che il nostro partito abbia presentato esposti alle procure abruzzesi. Certo, le prime rivelazioni dell’inchiesta vanno oltre le nostre più pessimistiche previsioni.

Nell’esprimere il mio apprezzamento personale per il lungo lavoro di indagine portato avanti dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Pescara non posso esimermi da una più generale considerazione politica.

E’ impressionante la sequenza di inchieste giudiziarie che riguardano il PD abruzzese. Dall’inchiesta che ha condotto all’arresto del sindaco e di quasi tutto il centrosinistra di Montesilvano per la Tangentopoli edilizia a quelle relative al cosiddetto partito dell’acqua, che coinvolgono il neoassessore regionale Donato Di Matteo e l’ex – deputato Giorgio D’Ambrosio fino a quella relativa al sindaco di Pescara e segretario regionale del PD. La gran parte delle materie su cui la magistratura ha aperto filoni di indagini sono state oggetto di forti scontri tra Rifondazione Comunista e il PD. Si pone per noi sempre più il tema dell’impossibilità di condividere esperienze unitarie con forze politiche così fortemente caratterizzate dall’insensibilità per la questione morale come diventa assordante il silenzio del PD nazionale su quello che accade nel feudo di Franco Marini. Consiglio all’onorevole Walter Veltroni di esaminare l’opportunità di commissariare il PD abruzzese e avviare la ricostruzione di una classe dirigente meno affetta da propensioni affaristiche.

ABRUZZO: FERRERO (PRC), QUESTIONE MORALE URGENTE PER PAESE E SINISTRA
ABRUZZO: FERRERO (PRC), QUESTIONE MORALE URGENTE PER PAESE E SINISTRA = Roma, 14 lug.
- (Adnkronos) - «Il doloroso e repentino arresto del presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e di diversi assessori, ex assessori e funzionari abruzzesi, ci dice una cosa sola, e cioè che l’urgenza della questione morale è più urgente che mai». Lo dichiara Paolo Ferrero, di Rifondazione comunista. «Una ‘questionè -spiega Ferrero-, dunque, tutt’altro che archiviata e da archiviare, ma che va anzi messa al centro dell’attenzione politica e istituzionale, al pari della sempre più acuta e urgente questione sociale, e anche al centro dell’azione di ricostruzione di una sinistra degna di questo nome». (Vco/Ct/Adnkronos) 14-LUG-08 15:42 NNN
FINE DISPACCIO

VENERDI’ 4 LUGLIO
PRC: CALABRIA; ESPONENTI PUGLIESI, DECISIONI SI RISPETTANO (V.’PRC: SEGRETARIO CALABRIA, NESSUNA ANOMALIA…’ DELLE 10.44) (ANSA) - BARI, 4 LUG - È contenuta in quattro punti la risposta che alcuni esponenti pugliesi di Rifondazione Comunista, sottoscrittori della mozione Acerbo-Ferrero-Grassi al congresso nazionale del partito, hanno rivolto al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, anche lui candidato alla segreteria del Prc. Gli esponenti pugliesi - che sulla questione hanno tenuto una conferenza stampa dinanzi alla presidenza della Regione Puglia - attaccano Vendola che aveva criticato la decisione della commissione nazionale del partito di annullare il congresso nazionale di Reggio Calabria «per gravi irregolarità nel tesseramento» e aveva annunciato di «portare al congresso di Chianciano i decaduti delegati di Reggio». I promotori della conferenza stampa sottolineano che vanno rispettate le decisioni degli organismi di garanzia democraticamente eletti. Inoltre «il caso di Reggio Calabria, dove hanno votato centinaia di persone che non avevano la tessera 2008, denota una distorsione e un uso molto discutibile del regolamento congressuale». Infine si sottolinea che molte iscrizioni sarebbero legate più ad una mozione che ad un partito e che la maggior parte dei nuovi iscritti parteciperebbe solo al voto finale senza partecipare al dibattito politico. (ANSA). MP 04-LUG-08 16:27 NNN
FINE DISPACCIO

GIOVEDI’ 3 LUGLIO
PRC: FERRERO A VENDOLA, LEGALITÀ VA TUTELATA SEMPRE V ‘PRC: VENDOLA,ILLEGALE ANNULLAMENTO CONGRESSO…’ DELLE 17,12 (ANSA) - ROMA, 3 LUG - «La legalità va tutelata sempre, nel Paese come nel partito, e le decisioni prese dalla commissione congressuale di garanzia vanno rispettate. Invito tutti alla calma». Così il leader della mozione congressuale numero uno del Prc, Paolo Ferrero, replica alle affermazioni di Nichi Vendola che aveva protestato per l’annullamento del congresso di un circolo di Reggio Calabria, dove la mozione degli ex bertinottiani aveva ottenuto 345 sì con soli due voti contrari. Ferrero, insieme a Raul Mantovani, indice una conferenza stampa subito dopo quella tenuta da Nichi Vendola, e con linguaggio pacato sostiene la tesi delle irregolarità nel contestato congresso a Reggio Calabria. «Secondo quanto afferma la commissione congressuale - spiega Ferrero - in quel circolo nessuno aveva la tessera del 2008». «La commissione per il congresso - precisa Ferrero - rappresenta tutto il partito e fa applicare le regole, in modo che la legalità sia tutelata per tutti». «Gli organi di garanzia si occupano delle regole decise da tutti e questo non deve diventare motivo di scontro politico» ribadisce il leader della mozione numero uno, che a sua volta lancia un appello: «Il nostro confronto non si trasformi in una brutta competizione elettorale». Ferrero sostiene che nel tesseramento al Prc «si sono riscontrate delle anomalie» e «c’è un rischio di snaturamento, visto che in alcune zone il partito è aumentato di molto e gli aderenti coincidono con quanti hanno votato per la Sinistra arcobaleno». Dal canto suo, Raul Mantovani sostiene che nella fase precongressuale «in alcuni circoli si assiste a una sorta di primarie, come nel Pd, dove si sceglie il leader». «Ma questo - sostiene Mantovani - non rientra nella tradizione del nostro partito. Non è possibile che in alcune zone gli iscritti di colpo aumentino del 50% per votare una delle mozioni». (ANSA). SES/FV 03-LUG-08 18:28 NNN
FINE DISPACCIO

LUNEDI 30 GIUGNO
PRC:MOZIONE FERRERO, NOI AL 43,6%, MA NO A GUERRA DEI NUMERI (ANSA) - ROMA, 30 GIU - «Dalle cifre si evince chiaramente che il ‘vantaggio nettò della mozione che fa capo all’ex-segretario Franco Giordano è soltanto immaginario, nonostante il proliferare abnorme delle tessere soprattutto in alcune federazioni del Sud». Lo dichiara il coordinamento della mozione 1 del Prc, quella che fa capo a Ferrero, Grassi e Mantovani, in risposta agli esponenti della mozione 2 (Vendola, Giordano, Migliore) che si sono detti in «netto vantaggio» nelle votazioni nei circoli del partito. «Non siamo abituati a celebrare i risultati di una conta congressuale che avremmo francamente evitato e che i compagni della mozione 2 hanno voluto determinare a tutti i costi - scrive in una nota il coordinamento della mozione 1 - Comunque ci dispiace per loro, ma dobbiamo comunicare che hanno evidentemente sbagliato i conti. Visto che vantano un sorpasso senza fornire alcun dato, ci sembra opportuno fornire cifre certe e inequivocabili». «Su 882 circoli scrutinati e 19.387 voti espressi - si legge nella nota - la mozione 1 continua ad essere in testa con il 43,6% (8.455 voti), seguono la mozione 2 con il 42,1 (8.169), la mozione 3 con il 9,1 (1.756), la mozione 4 con il 3,4 (668) e la mozione 5 con l’1,7 (339)». «Constatiamo amaramente - è il commento del gruppo che fa capo a Ferrero - che si preferisce la guerra dei numeri al confronto politico». I21 30-GIU-08 20:53 NNN

GOVERNO: FERRERO (PRC), DI PIETRO HA RAGIONE L’8 LUGLIO IN PIAZZA = DIFESA SALARI E PENSIONI RESTA PRIORITARIA Roma, 30 giu. (Adnkronos) - «Non mi capita spesso ma questa volta sono d’accordo con Antonio Di Pietro: il premier pensa solo ai suoi interessi, non certo a quelli degli italiani. Ecco perchè, raccogliendo l’appello lanciato dal leader dell’Idv ma anche da molte associazioni, gruppi, girotondi, intellettuali e semplici cittadini, l’8 luglio andrò anche io a piazza Navona, a manifestare in difesa dello Stato di diritto e contro l’approvazione delle leggi ad personam che il presidente del Consiglio vuole imporre agli italiani a sprezzo di ogni regola e legge». Lo afferma Paolo Ferrero, esponente del Prc ed ex ministro alla Solidarietà sociale. «Di Pietro -aggiunge- però deve capire e riflettere anche su un altro punto, altrettanto centrale e decisivo, rispetto a quello della legalità: nell’opposizione a questo devastante e pericoloso governo delle destre bisogna mettere al primo posto la tutela e il rilancio dei salari e delle pensioni dei lavoratori e dei pensionati italiani». «A Berlusconi e al suo governo, cioè, bisogna opporsi con tutti i mezzi democratici possibili perchè il premier e le destre al potere non fanno nulla per la povera gente, per chi non arriva alla fine del mese, per i ceti popolari, non tanto per quello che fa o dice nel campo della cronaca rosa. L’8 luglio, comunque, sarò in piazza anch’io -ripete Ferrero- per difendere la democrazia reale e sostanziale del Paese, oltre che quella formale». (Pol/Pe/Adnkronos) 30-GIU-08 17:40 NNN
FINE DISPACCIO

GIOVEDI’ 26 GIUGNO
NOMADI: FERRERO (PRC), SCHEDATURA ETNICA BAMBINI È FASCISMO (ANSA) - ROMA, 26 GIU - «Nel 60/mo anniversario di quell’obbrobrio che furono le leggi razziali, il ministro dell’Interno Roberto Maroni oggi è arrivato a proporre la schedatura dei bambini rom. Si tratta, molto semplicemente, della stessa filosofia, cultura e politica voluta, imposta e praticata dal fascismo e da Benito Mussolini». È quanto afferma Paolo Ferrero (Prc). «La schedatura su base etnica di bambini, cittadini italiani o esteri che siano, rom o meno che siano, è infatti una proposta barbara, inaccettabile, indegna di un Paese civile. Mi metterò in fila anch’io, per farmi schedare dal ministro Maroni, e spero che così come me faranno tanti altri cittadini e genitori». (ANSA). VN 26-GIU-08 16:28 NNN
FINE DISPACCIO

SICUREZZA: EURODEPUTATI PRC SI RIVOLGONO A UE PER SCHEDATURA NOMADI = INTERROGAZIONE INVIATA ALLA COMMISSIONE EUROPEA, MISURA DISCRIMINATORIA Bruxelles, 26 giu. - (Adnkronos/Aki) - La delegazione di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea sulla questione della schedatura dei nomadi decisa dal governo nel quadro del pacchetto sicurezza. Lo rende noto un comunicato firmato da quattro europarlamentari, Giusto Catania, Roberto Musacchio, Vittorio Agnoletto, Luisa Morgantini e Vincenzo Aita. Nell’interrogazione, si legge nel comunicato, si «chiede se la schedatura attraverso le impronte digitali dei residenti nei campi nomadi, prevista dal governo italiano nel ‘pacchetto sicurezzà, non rappresenti una misura discriminatoria secondo il diritto comunitario, contraria alle norme del Trattato e della Carta dei diritti fondamentali, in materia di protezione dei diritti dei minori e diritti correlati alla cittadinanza europea». Nell’interrogazione, infine, si chiede «come intende attivarsi la Commissione europea presso le istituzioni italiane per chiarire questa situazione». Nelle settimane scorse perplessità su alcuni aspetti del pacchetto sicurezza erano stati espresse sia dal commissario europeo per Giustizia, libertà e sicurezza Jacques Barrot, sia dal collega agli Affari sociali e all’Occupazione Vladimir Spidla. (Gdr/Ct/Adnkronos) 26-GIU-08 16:33 NNN
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MERCOLEDI’ 25 GIUGNO
GIUSTIZIA: FERRERO (PRC), GOVERNO RITIRI SUBITO NORMA SALVAPROCESSI = Roma, 25 giu. (Adnkronos) - «Di fronte alla decisione, chiara e inequivocabile, presa oggi pomeriggio dal Csm, che ha giudicato ‘incostituzionalè il decreto che blocca dei provvedimenti -quelli ad personam blocca processi tanto cari al nostro premier Silvio Berlusconi- il governo ha una sola, reale, possibilità: bloccare immediatamente l’iter legislativo del provvedimento, ritirandolo dalla discussione in corso davanti al Parlamento». Lo afferma Paolo Ferrero, esponente Prc ed ex ministro alla Solidarietà sociale. «Ove non lo facesse, ci troveremmo di fronte non a un già di per sè anomalo e pericolosissimo scontro tra poteri dello Stato, ma a quello che in gergo tecnico si dice ‘ golpe istituzionalè. Il punto in discussione, infatti, è il rispetto integrale del quadro e del dettato costituzionale, cui anche un governo ‘eletto dal popolò deve tenere rigorosa e precisa fede. Fuori da questo quadro, c’è il golpismo istituzionale -conclude Ferrero- non certo la legittima attività politica di una maggioranza politica e parlamentare». (Pol/Gs/Adnkronos) 25-GIU-08 19:52 NNN
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MARTEDI’ 24 GIUGNO
PRC: LELLA BERTINOTTI, FAUSTO NON VOLEVA CANDIDARSI (ANSA) - ROMA, 24 GIU - «Fausto aveva deciso di smettere di dirigere gli uomini, dopo la presidenza della Camera. Non voleva candidarsi. Invece è stato costretto. Ha accettato per senso del dovere. ‘Se non lo faccio non potrò guardarmi allo specchiò, mi disse». Il racconto è di Lella Bertinotti, che, in un’intervista a «Chi», rivela le perplessità del marito a candidarsi alle politiche come leader della sinistra radicale. «Io - dice la signora Bertinotti - ero contraria. Per protesta, per la prima volta, non ho partecipato alla campagna elettorale». La moglie dell’ex leader di Rifondazione Comunista replica stizzita con i detrattori: «Io e Fausto siamo stati descritti come due mondani che vanno a ballare tutte le sere. Ce l’ho con chi avrebbe voluto chiuderci in un recinto di sporchi e ignoranti con i congiuntivi deboli. Invece in 23 anni siamo andati due volte a casa di Maria Angiolillo… Abbiamo passato molto più tempo davanti alle fabbriche e alle miniere».(ANSA). DEL 24-GIU-08 14:41 NNN
FINE DISPACCIO

LUNEDI 23 GIUGNO
DILIBERTO A PRC,FACCIAMO INSIEME NUOVO PARTITO COMUNISTA
“Cosa stiamo aspettando?”. Oliviero Diliberto torna ad appellarsi a Fausto Bertinotti: “Il risultato elettorale ci ha riportato tutti ai minimi termini, e’ il momento di agire insieme”. Il messaggio che il segretario del Pdci rivolge direttamente all’ex presidente della Camera e’ chiaro: “L’Arcobaleno ha fallito e non certo per colpa di Oliviero Diliberto. Ricominciare da questa esperienza sarebbe andare contro il buon senso”. E allora “se ci sono due partiti che si dicono comunisti e che hanno anche governato uno accanto all’altro, costituiamo un nuovo partito comunista insieme”. Il Pdci terra’ il congresso una settimana prima di quello di Rifondazione comunista: “A questo punto aspetto una risposta da Rifondazione, con grande rispetto per il loro congresso. Mi auguro che la risposta sia positiva per costruire qualcosa di importante insieme”.

ALLARME DEL TESORIERE, POCHI SOLDI IN CASSA
POL S0A QBXB PRC: L’ALLARME DEL TESORIERE, POCHI SOLDI IN CASSA (ANSA) - ROMA, 23 GIU - Questa mattina la Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista ha approvato con voto unanime il bilancio consultivo 2007 e quello preventivo 2008 del partito presentati dal tesoriere nazionale Sergio Boccadutri. «L’azzeramento della nostra rappresentanza parlamentare - spiega Boccadutri- ha significato un duro colpo anche per le nostre finanze, dal momento che sono venute meno le quote che i nostri deputati e senatori devolvono, per statuto, al Partito. »Per avere un’idea, solo nel corso del 2007, i parlamentari hanno contribuito al partito con oltre 7 milioni di euro, cifra che abbiamo per la maggior parte distribuito sui territori«. »Sarà dunque necessario - continua Boccadutri- mettere in campo un’efficace campagna di autofinanziamento a sostegno di Rifondazione, soprattutto in vista delle elezioni europee. «Dopo il congresso del partito - conclude - sarà inevitabile ripensare alla nostra strategia sull’utilizzo delle risorse, che a mio avviso non può prescindere da un approfondimento organizzativo da parte del nostro gruppo dirigente, e da una politica che deve avere come obiettivo il rafforzamento della nostra presenza sul territorio»

PRC: ROSSI FIGLIO BATTE ROSSI PADRE, PRESIDENTE PROVINCIA
POL S0A S41 QBKM PRC: ROSSI FIGLIO BATTE ROSSI PADRE, PRESIDENTE PROVINCIA AP (ANSA) - GROTTAMMARE (ASCOLI PICENO), 23 GIU - In casa Prc, Rossi figlio batte Rossi padre, presidente della Provincia di Ascoli Piceno. È accaduto nel circolo di Rifondazione Comunista di Grottammare. La mozione congressuale dell’ ex ministro Paolo Ferrero, sostenuta dal giovane Lorenzo Rossi, ha infatti battuto quella di Walter De Cesaris, appoggiata da Massimo Rossi, ex sindaco della cittadina picena e unico presidente comunista di una provincia italiana. Risultato: 13 voti a quattro. «In realtà la cosa non mi sorprende - ha commentato Rossi senior - perchè in tutti i circoli la quinta mozione, quella appoggiata da me, ha raccolto pochissimi voti». Il presidente resta comunque convinto «che in questa fase sia necessario evitare una polarizzazione del partito, facendo prevalere l’ascolto». Quanto al ribaltone del circolo locale, papà Rossi lo spiega così: «anche se gli ideali restano gli stessi, con mio figlio c’è da tempo un conflitto politico aperto, che è poi il risultato di una preparazione politica differente e maturata in anni differenti: movimentista la mia, più teorica la sua, anche se non posso dirglielo senza che lui s’incavoli». E al confronto di idee, la famiglia è abituata: «Ricordo - conclude Massimo Rossi - che già in un congresso di qualche anno fa un intervento di Lorenzo fu tutt’altro che tenero nei confronti della mia posizione».

VENERDI’ 20 GIUGNO
PD: ACERBO (PRC), GRAVE SOSTENERE CHE ABBIAMO SILURATO PRODI
PD: ACERBO (PRC), GRAVE SOSTENERE CHE ABBIAMO SILURATO PRODI = VELTRONI SI SVEGLI, SIAMO NEL 2008 Roma, 20 giu. - (Adnkronos) -«Le parole di Veltroni contro il Prc sono di una gravità estrema. Il fatto che continui ad attribuire al Prc la responsabilità della caduta del governo Prodi è davvero surreale. Il segretario del Pd in pochi mesi è riuscito a riesumare un Berlusconi decotto, sfasciare l’Unione, rompere con Rifondazione e la sinistra». Lo ha dichiarato Maurizio Acerbo, portavoce del comitato di gestione del Prc «La realtà è che Rifondazione e le altre forze di sinistra hanno fino all’ultimo tenuto fede al patto sottoscritto con gli elettori sostenendo con fin troppo zelo il governo dell’Unione. Probabilmente, Veltroni, a fronte dell’offensiva razzista, anti-costituzionale e ai limiti della legalità, è in stato confusionale. E dunque -conclude Acerbo- non si è accorto che sono passati esattamente dieci anni, dal per lui tanto fatidico 1998». (Pol/Pn/Adnkronos) 20-GIU-08 17:09 NNN
FINE DISPACCIO

RO (PRC),GOVERNO PRODI CADUTO PER COLPA DI VELTRONI (ANSA) - ROMA, 20 GIU - «Il segretario del Pd Walter Veltroni ha proprio ragione. Il governo Prodi non è caduto per caso, ma per colpa sua», afferma Paolo Ferrero, esponente del Prc, a proposito della relazione tenuta dal segretario del Pd all’Assemblea costituente. «E se a Veltroni ora spuntano le lacrime per la fine del governo Prodi - aggiunge - non possiamo che registrarle come lacrime di coccodrillo». Quanto al Prc e al suo futuro politico, «visto che Veltroni si preoccupa anche di quello e vorrebbe impartirci lezioni su come e quando bisogna essere ‘di lottà o su come e quando si può e si deve essere ‘di governò, mi limito a ricordargli che, grazie a Dio, il futuro e le scelte di Rifondazione comunista le decideranno gli iscritti e le iscritte al nostro partito, non al suo». «Veltroni, quindi - conclude stia tranquillo e pensi al Pd, ma può star certo che proprio lui che di partiti comunisti ha già contribuito di buona lena a scioglierne e distruggerne uno bello grande, il Pci, non riuscirà a sciogliere il secondo, il Prc».(ANSA). I53-PAE 20-GIU-08 17:42 NNN
FINE DISPACCIO
PD: VELTRONI, CRISI UNIONE NO INCIDENTE MA ROTTURA PRC (ANSA) - ROMA, 20 GIU - La crisi del governo Prodi «non è stata il frutto di un incidente di percorso, ma del riproporsi per la seconda volta in un decennio e in forme se possibile ancora più gravi del ‘98, di una rottura strategica con Rifondazione Comunista e le altre forze che hanno dato vita alla sinistra Arcobaleno. Questa volta in un contesto di disperante frammentazione che ha segnato tutta la legislatura». Lo afferma il segretario del PD Walter Veltroni, nel corso della sua relazione all’assemblea del partito. (ANSA). KWR-FEL/GT 20-GIU-08 12:00 NNN
FINE DISPACCIO

PD:VELTRONI A PRC,LASCI IDEA PARTITO ‘DI LOTTA E DI GOVERNÒ (ANSA) - ROMA, 20 GIU - «Le forze che avevano dato vita alla Sinistra Arcobaleno sono alle prese con una riflessione e un dibattito interno che rispettiamo e al quale guardiamo con attenzione ed interesse. Ci auguriamo, lo dico con franchezza e ragione di una lunga amicizia, che queste forze lascino alle loro spalle l’idea di altri tempi del ‘partito di lotta e di governò». Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni, nel corso della sua relazione all’assemblea costituente del Pd. «Quando si sta al governo - prosegue - si governa. E l’unica lotta che è ammissibile, e anzi augurabile, è quella contro i problemi del paese. In ogni caso non si lotta contro il governo del quale si fa parte».(ANSA). KWR-FEL/TER 20-GIU-08 12:23 NNN
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GIOVEDI’ 19 GIUGNO
FINANZIARIA: NICOTRA (PRC), FEDERALISMO PADANO È CLASSISTA = Milano, 19 giu. (Adnkronos) - «Mentre Maroni dichiara che con la finanziaria decolla il federalismo, anche quello fiscale, Formigoni lamenta i tagli a regioni e enti locali che colpiranno il welfare sul territorio, e già si minaccia di reintrodurre i ticket sanitari. Il federalismo realizzato del centrodestra padano è di segno regressivo e classista, pagato dai lavoratori e dai ceti più deboli al Nord come al Sud». Lo ha dichiarato Alfio Nicotra, segretario del Prc in Regione Lombardia. (Sef/Lr-Pe/Adnkronos) 19-GIU-08 16:56 NNN
FINE DISPACCIO

MUNICIPIO XVI, PRC: «CONTRARI A PIANO REGIONALE RIFIUTI»
OMR0000 4 POL,AMB TXT Omniroma-MUNICIPIO XVI, PRC: «CONTRARI A PIANO REGIONALE RIFIUTI» (OMNIROMA) Roma, 19 giu - «Se da un lato apprendiamo con soddisfazione che nel piano rifiuti, finalmente, è prevista la chiusura della discarica di Malagrotta entro il 2008 - dichiarano in una nota il capogruppo Prc Massimiliano Ortu e l’assessore Valentina Steri del Municipio XVI - suscita sconcerto, dall’altro lato, l’impostazione generale del piano, che punta su discariche e inceneritori e la serie di condizioni poste per sancire il definitivo stop al conferimento dei rifiuti a Malagrotta». Preannunciando la convocazione di un Consiglio straordinario del Municipio XVI per lunedì 23, il consigliere Ortu e l’assessore Steri proseguono: «In Consiglio espliciteremo la nostra contrarietà al piano rifiuti e ad ogni ipotesi di individuazione di una area per una nuova discarica a ridosso di questo Municipio. Per questo martedì 24 saremo al fianco dei comitati che manifesteranno con un presidio davanti alla sede del Consiglio Regionale di via della Pisana». red 191340 giu 08
FINE DISPACCIO

MERCOLEDI 18 GIUGNO
IMMIGRATI: FERRERO (PRC), DIRETTIVA SU RIMPATRI SBAGLIATA E RAZZISTA = SCONCERTANTE ASTENSIONE DEL PD Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - «La direttiva sui rimpatri è sbagliata e perfigura un’Europa razzista che considera i clandestini alla stregua di criminali» È quanto afferma in una nota l’ex ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, sottolineando che «così facendo molti lavoratori immigrati si troveranno di fatto senza tutele e sotto il ricatto costante dei propri datori di lavoro. Questo voto inoltre -evidenzia Ferrero- apre la strada alla deriva che il Governo Berlusconi ha inaugurato con il recente pacchetto sicurezza. In questo scenario -conclude- trovo francamente sconcertante che il Pd si sia astenuto». (Sin-Bis/Pn/Adnkronos) 18-GIU-08 16:22 NNN
FINE DISPACCIO

SOSPENSIONE PROCESSI:FERRERO(PRC),È ORA CHE IL PD SI SVEGLI (ANSA) - ROMA, 18 GIU - «Il provvedimento salva-premier che il Pdl ha approvato questa mattina al Senato della Repubblica è una norma vergognosa, illegittima e assunta in palese e totale violazione di ogni minima regola e norma dello stato di diritto e della Costituzione», afferma l’esponente del Prc, Paolo Ferrero. «Bene, dunque, ha fatto l’opposizione di centro-sinistra e in particolare quella del Pd a uscire dall’aula per dissociarsi da tale colpo di mano, un vero e proprio ‘golpe biancò come l’hanno giustamente definito alcuni dei principali esponenti del Pd del Senato». «Ecco perchè - continua Ferrero - è ora che il Pd si svegli e che si metta, di buona lena, a dare vita a una seria, reale e concreta opposizione a Berlusconi e al suo governo, che ha scoperto subito il suo volto razzista, xenofobo e anti-operaio già dai suoi primi atti di governo, non solo per difendere l’autonomia della magistratura e la certezza del diritto, ma anche a difesa dei diritti conculcati dei lavoratori». «Insomma - conclude - l’opposizione, compresa quella targata Pd, è ora che si svegli e torni dove è giusto che debba stare: non solo cioè nelle aule del parlamento repubblicano, ma anche nella società. Noi del Prc siamo pronti».(ANSA). I53-PAE 18-GIU-08 17:00 NNN
FINE DISPACCIO

SOSPENSIONE PROCESSI: UN ALTRO DURO COLPO ALLA VERITA’ SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA
Il decreto sicurezza rischia di far saltare le sentenze, attese entro l’autunno, per le violenze compiute dai rappresentanti delle forze dell’ordine al G8 di Genova nel luglio 2001. Infatti l’emendamento “ferma processi” inserito nel decreto, rischia di bloccare per un anno tutta una serie di procedimenti già in corso (senza stoppare la prescrizione) producendo un effetto paradossale a riguardo i fatti del luglio 2001: gli unici condannati, fino a oggi, sono stati solo i manifestanti. Mentre per le forze dell’ordine accusate della “macelleria messicana” nella scuola Diaz e delle torture e vessazioni nella caserma di Bolzaneto un giudizio compiuto non arriverebbe più. Sarebbe una beffa, dopo sette anni di indagini e udienze, e un atroce atto di ingiustizia per le centinaia di migliaia di persone che hanno vissuto quella straordinaria mobilitazione moltitudinaria, e che nonostante la violenza, i soprusi e le torture degli apparati dello stato continuano a vivere nell’attualità delle lotte sociali di oggi, rifiutando l’ondata di deriva securitaria che sta investendo il paese e ha come scopo quella di prendersela con i più deboli, piuttosto che mettere in discussione un modello economico che produce incertezza del futuro e precarietà di vita, alimentando atteggiamenti xenofobi, razzisti e repressivi. Sarebbe un atto gravissimo. Si vuole impedire alle vittime della tortura di Stato del giusto risarcimento morale attraverso la giustizia. Dopo l’archiviazione per l’assassinio di Carlo Giuliano quest’atto rappresenterebbe l’ultimo di una serie di vergognosi depistaggi, silenzi su quello che Amnesty International dichiarò “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Raccogliamo l’appello che il Comitato verità e giustizia ha indirizzato al Presidente della Repubblica Napolitano affinchè blocchi questa vergogna e invitiamo tutti i movimenti, le forze sindacali e democratiche del paese ad straordinaria mobilitazione sociale e di difesa politica contro il tentativo reiterato di calpestare le garanzie costituzionali.
Italo Di Sabato rep. Naz.le Osservatorio sulla Repressione PRC/SE

UE: RIMPATRI; PITTELLA E SUSTA, IL PD SI È ASTENUTO (ANSA) - STRASBURGO, 18 GIU - Gli eurodeputati del Pd hanno scelto di astenersi nella votazione finale sulla direttiva rimpatri oggi a Strasburgo. Ne danno notizia i due capigruppo Gianni Pittella e Ginaluca Susta, i quali, in una dichiarazione, indicano che questa direttiva «rappresenta il primo tentativo di una politica europea contro l’immigrazione clandestina, anche se contiene ancora ambiguità e contraddizionì». «Tuttavia - rilevano i due europarlamentari - la dichiarazione congiunta con cui gli stati membri si impegnano a non adottare al loro interno norme peggiorative rispetto a quelle in vigore, l’obbligo per chi non ha limiti alla detenzione di prevederla solo entro il limite, pur ampio, di 18 mesi, la facoltà per ogni stato membro di adottare posizioni migliorative rispetto alla direttiva, soprattutto in tema di minori, rappresentano sufficienti garanzie per non votare contro e per rispondere alla domanda di sicurezza che è diffusa in tutta Europa, senza che questo comprometta la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone costrette dalla miseria all’emigrazione clandestina dai loro paesi». «In queste settimane ci siamo adoperati per presentare e sostenere vari emendamenti migliorativi del testo», rilevano i due eurodeputati, segnalando che questi «hanno ottenuto un significativo consenso in aula, ma non sufficiente per essere adottati». (ANSA)(ANSA). CLG 18-GIU-08 13:11 NNN
FINE DISPACCIO

MARTEDI’ 17 GIUGNO
SOSPENSIONE PROCESSI: AGNOLETTO, NAPOLITANO NON FIRMI
POL S0A S41 QBXW SOSPENSIONE PROCESSI: AGNOLETTO, NAPOLITANO NON FIRMI (V.’SOSPENSIONE PROCESSI: STOP ANCHE PER QUELLO…’DELLE 16:02) (ANSA) - ROMA, 17 GIU - Il Presidente della Repubblica «si rifiuti di firmare la legge sulla sospensione dei processi, impedisca che la verità sulle drammatiche giornate del G8 di Genova sia definitivamente archiviata». L’appello arriva da Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea. «A Genova durante la cerimonia ufficiale del 25 aprile avevo consegnato al Presidente della Repubblica i verbali delle requisitorie del Pubblico Ministero sulle torture di Bolzaneto. Napolitano - ricorda Agnoletto - in quell’occasione dichiarò di condividere la nostra richiesta di verità e giustizia pur ricordando, ovviamente, che non aveva alcun potere d’interferire con il lavoro della magistratura». «Oggi, invece - prosegue - Napolitano ha la possibilità di contribuire direttamente alla ricerca della verità e della giustizia confermando, con un atto concreto, quanto pubblicamente dichiarato il 25 aprile. Accolga l’appello del Comitato Verità e Giustizia di Genova, si rifiuti di firmare la legge sulla sospensione dei processi». «Sarebbe un atto coraggioso che riavvicinerebbe le istituzioni a molti cittadini e perfettamente in sintonia con i valori della Resistenza e della Costituzione che il Presidente difese con forza nel suo discorso, proprio a Genova, in occasione della Festa della Liberazione». «Se i processi di Genova fossero sospesi - conclude - l’Italia, conosciuta in tutto il mondo come la Patria del diritto, si trasformerebbe nel regno dell’impunità. Un Paese sempre più lontano dall’Europa e sempre più vicino alla Colombia».(ANSA). AU 17-GIU-08 16:49 NNN

FERRERO, PRC: STATO DI DIRITTO VALE SEMPRE. PER MAGISTRATI COME PER POVERI CRISTI.
Lo stato di diritto deve valere sempre, in una repubblica democratica come - fino a prova contraria - è e resta la nostra. Nei confronti dei magistrati, potere indipendente e autonomo dello Stato nei confronti del potere politico, come dei “poveri cristi”, e cioè di tutti gli immigrati, extracomunitari e non, rom, zingari o di altra nazionalità diversa da quella italiana che siano. Ecco perchè è inaccettabile che il presidente del Consiglio cerchi di ottenere, con un vero e proprio colpo di mano, se non di spugna, la cancellazione delle cosiddette “leggi ad personam”, a partire dal processo Mills, promuovendo quello che dal punto di vista giuridico è 1 “golpe bianco”. Viene davvero da dire che il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Quello che è ancora di più inaccettabile, però, è che le stesse destre che cercano di ritagliarsi un diritto su misura - pret a porter, verrebbe da dire con una battuta se la questione non fosse tragicamente seria - sono le stesse destre (Lega Nord compresa, anzi in testa a tutti) che stanno per varare un disegno di legge sull’immigrazione palesemente illegittimo e anticostituzionale. Ai clandestini che verranno colti in “flagranza di clandestinità” nel nostro Paese, infatti, la Pdl e la Lega ma anche il ministro della Giustizia Alfano preparano un pacchetto di norme che comporterà fino a 18 mesi di reclusione, in base al “reato” di trovarsi sul suolo nazionale. Proposte barbare e incivili che, ove mai diventassero norme di legge, prefigurano uno Stato fondato sull’odio e sul razzismo, oltre che palesemente illegittimo, come hanno più volte detto, in questi giorni, autorevoli esponenti del Parlamento europeo. Dunque, ai clandestini che arrivano in Italia - quelli vivi, naturalmente, chè di quelli morti a centinaia nel canale di Sicilia non interessa poco o nulla, al nostro governo - come ai magistrati che svolgono il loro dovere, le destre prefigurano un’unica scelta: fuggire o dimettersi. Contro questa barbarie della civilità e del diritto la sinistra ha il dovere politico e morale di opporsi e lottare, con tutti i mezzi civili, democratici e di massa a propria disposizione.

RIFORME:D’ALEMA RIUNISCE CASINI E SINISTRA, VELTRONI ASSENTE SEMINARIO A ROMA CON FILO-PROPORZIONALISTI (ANSA) - ROMA, 17 GIU - Massimo D’Alema riunisce come presidente della Fondazione Italianieuropei chi nella scorsa legislatura, a partire dal leader Udc Pier Ferdinando Casini, ha sostenuto una riforma elettorale in senso proporzionale, in un seminario a porte chiuse, in corso in un albergo della capitale. Il segretario del Pd Walter Veltroni, invitato, ha preferito non venire mentre è presente come rappresentante del partito il vice Dario Franceschini. L’ex ministro degli Esteri fa ripartire il dialogo sulle riforme rivolgendosi all’Udc, rappresentato oltre che da Casini anche dal segretario dei centristi Lorenzo Cesa, da Ferdinando Adornato e Bruno Tabacci. Ma guarda anche a sinistra visto che partecipano ai lavori gli esponenti di Sinistra democratica Cesare Salvi e Massimo Villone e la componente di sinistra del partito come Paolo Nerozzi e Vincenzo Vita. Ad aprire i lavori è stato Franco Bassanini seguito dal costituzionalista Leopoldo Elia. Presenti l’ex presidente del Senato Franco Marini, Pierluigi Bersani, Paolo Gentiloni, Giuliano Amato, Linda Lanzillotta, Livia Turco, Enzo Bianco e i ‘tecnicì Stefano Rodotà, Giovanni Sartori e Salvatore Vassallo. Veltroni che in un primo tempo aveva annunciato la sua presenza non c’è perchè, a quanto si apprende, impegnato in altri incontri e nella stesura della relazione in vista dell’assemblea del Partito Democratico venerdì e sabato a Roma. (ANSA). FEL/STA 17-GIU-08 11:12 NNN
FINE DISPACCIO

GERMANIA: FT, LAFONTAINE ‘CANCELLIERE SEGRETÒ IMPRIME SVOLTA A SINISTRA = Berlino, 17 giu. (Adnkronos) - Il Financial Times fa un ritratto di Oskar Lafontaine, l’uomo che la stampa tedesca ha soprannominato il ‘cancelliere segretò. Il copresidente della Linke - scrive - accoglie il visitatore forte della convinzione che il suo partito, il maggiore raggruppamento di opposizione, stia di fatto guidando il governo. «Siamo noi quelli al potere», spiega il copresidente della Sinistra, il partito che sta collezionando una serie di successi elettorali e che ha visto salire al 12 per cento il tasso di approvazione da parte dell’elettorato del paese. «Stando ai commentatori, siamo noi che guidiamo il dibattito politico in Germania», prosegue l’ex premier del Saarland, che nel 1999 si dimise da ministro delle Finanze dopo essere entrato in disaccordo con l’allora cancelliere Gerhard Schroeder. Non a caso, si legge sul Financial Times, la Cdu del cancelliere Angela Merkel ed il suo partner di coalizione a livello federale, la Spd, si sono spostati a sinistra adottando misure sostenute dalla Linke, tra cui maggiori benefici sociali e per i disoccupati. «Il nostro obiettivo è quello di cambiare la politica in questo paese. Questa è la nostra massima priorità», spiega Lafontaine commentando la svolta in direzione dell«agenda Robin Hood’ - quella di togliere ai ricchi per aiutare i poveri - adottata dal suo partito. Lafontaine spiega la popolarità del suo partito in questi termini: »Il vecchio meccanismo per cui la popolarità di un governo cresce con il buon andamento dell’economia si è rotto.Per la prima volta ci troviamo davanti ad un’economia in crescita ed a salari reali in calo«. E »la chiave - aggiunge - sta in salari più alti«.