«È necessario e urgente che il governo si faccia promotore di un’azione, in sede europea, che induca la Bce a intervenire al fine di abbassare dei tassi d’interesse che ormai assomigliano, agli occhi delle famiglie italiane, un vero e proprio atto di strozzinaggio»: è quanto afferma il segretario del Prc Paolo Ferrero, commentando gli ultimi dati relativi ai mutui. «I dati dell’Ocse che rivedono al ribasso le stime di crescita per l’Italia e soprattutto - dice Ferrero - i tassi di interesse record per i mutui immobiliari, come certifica direttamente la Banca d’Italia (tassi così alti non si registravano dall’agosto 2002) e la crescita esponenziale dello stock di debito delle famiglie italiane sono indice di una situazione economica allarmante e gravissima».
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INCIDENTI LAVORO: FERRERO, MORTI FS VERGOGNA NAZIONALE
ROMA, 1 SET - «La morte dei due lavoratori delle Fs avvenuta oggi nei pressi della stazione di Motta Sant’Anastasia, tra Catania e Palermo, è una vera vergogna nazionale»: Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Al magistrato che indagherà su come si sono svolti i fatti - prosegue - consigliamo di rivedere un vecchio film del regista inglese Ken Loach, ‘Paul, Mick e gli altrì, che racconta di quante morti, tragedie, disperazione,drammi umani e sociali, hanno causato l’esternalizzazione delle Ferrovie e le privatizzazioni selvagge, in Gran Bretagna come in Italia. Continue reading ‘Paul, Mick, e gli altri 1260 ogni anno…’
Nel presente saggio Fabio De Nardis analizza i processi di elaborazione della sconfitta attraverso le dinamiche del VII Congresso del Prc (Chianciano 24-27 luglio 2008), in cui per la prima volta dopo quattordici anni di sostanziale stabilità al vertice si registra un cambio di conformazione della coalizione dominante. Un lavoro importante ed utile per una riflessione collettiva post congresso, che analizza i processi di scomposizione e ricomposizione dei gruppi dirigenti anche attraverso l’analisi dei contenuti dei cinque documenti congressuali, nessuno dei quali ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti degli iscritti, che ha visto la formazione di una coalizione tra diverse componenti. Questo lavoro si è basato anche con strumenti di analisi lessico-testuale con i quali si è analizzato il contenuto degli interventi scritti dai sostenitori dei diversi documenti nella tribuna congressuale pubblicata dal giornale del partito (Liberazione) nell’arco temporale che va dal 22 maggio al 15 luglio 2008 per un totale di 76 articoli ripartiti tra le cinque mozioni. Per scaricare l’intero documento clicca qui denardis_viicongressoprc
Roma 14 settembre 2008 - dalle ore 9.30 - Teatro Brancaccio
per scaricare il manifesto clicca qui manifesto
- ROMA, 31 AGO - «Noi abbiamo sempre lavorato perchè il processo riprendesse e il nostro ruolo di mediazione è stato riconosciuto anche da Pier Ferdinando Casini che allora era presidente della Camera e veniva puntualmente informato delle missioni di Ramon Mantovani, sempre nella logica di riprendere il filo del processo di pace». Il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero liquida così la polemica che ha coinvolto il suo partito dopo che, come scrive Repubblica, un dossier sarebbe in possesso del governo colombiano che accuserebbe il partito di Bertinotti di aver avuto contatti con i guerriglieri delle Farc. «Non c’è nulla di nuovo nelle cose pubblicate oggi - aggiunge Ferrero - che sono in linea con il fatto che noi abbiamo continuato ad avere rapporti con le Farc anche quando si era interrotto il processo di pace». «Non capisco perchè - attacca il leader del Prc - se lo fa la comunità di Sant’Egidio o Emergency va bene, mentre se lo fa Rifondazione fa male. Quando poi leggo che si parla di finanziamenti di 1000 più 400 euro non capisco se chi scrive si rende conto che rischia il ridicolo». «Noi - conclude - continueremo a lavorare per portare a buon fine il processo di pace».
Assemblea dei comitati contro il documento dei sindaci
Val di Susa ribadisce, No alla Tav
Ferrero: il Prc sarà con voi
Monica Di Sisto
Bussoleno (To)
«Sottoscrivere il documento della Conferenza dei sindaci significava fare un torto ai miei cittadini, compromettere il lavoro di tutti noi di tanti anni, e andare contro il mandato chiaro che ho ricevuto dagli elettori nel 2004: no alla Tav». Il primo applauso della serata è stato per lei: Loredana Bellone, sindaca di San Didero, tra i partecipanti alla conferenza dei sindaci della Comunità montana della Val di Susa, convocata venerdì mattina scorso al rifugio de La Riposa. Le cronache l’hanno dipinto come l’incontro in cui gli amministratori locali della valle hanno sostanzialmente accettato, e sviluppato in sei priorità, i contenuti degli otto punti concordati da alcuni di loro con il Governo a fine luglio a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di far attraversare comunque la valle da un treno ad alta velocità ma - dicono - più sostenibile. I movimenti No Tav, quella stessa mattina, hanno scelto invece di tornare al ponte del Seghino: il luogo-simbolo dei primi scontri contro quel progetto. Un progetto che era e rimane «l’ennesima spartizione tra le lobby del cemento e del tondino», ma per la valle è soprattutto «momento fondante di una collettività che nella lotta è rinata», ricorda dal palco Nicoletta Dosio, portavoce dei comitati dalla prima ora. Bellone ha strappato il consenso di circa un migliaio di valsusini, affollati in serata nel Centro polivalente di Bussoleno per l’incontro con i movimenti No Tav convocato da Rifondazione comunista, proprio perché alla fine del confronto quel documento l’ha rispedito al mittente. Un gesto, il suo, che secondo Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione e ospite “di riguardo” della serata insieme al parlamentare europeo Vittorio Agnoletto, «consente di dire anche agli altri colleghi amministratori che è arrivato il momento di fermare la Tav una volta per tutte». Anche perché, ricorda Antonio Perini, altro noto referente dei 64 comitati nei 23 comuni della valle, «solo un terzo delle amministrazioni ha ratificato la proposta del governo, un’informazione che facciamo molta fatica a far passare sui media». Continue reading ‘NO TAV!’
Giovedì mattina, a partire dalle h 11.30 e a largo Chigi, davanti l’ingresso di palazzo Chigi, in occasione della prima riunione del consiglio dei ministri del governo Berlusconi alla ripresa dei lavori, dopo la fine delle vacanze, una rappresentanza di Rifondazione comunista protesterà, organizzando un pacifico sit-in, contro il governo delle destre per tre motivi.
Per dire NO a una legge-truffa, quella che il governo prospetta di approvare per le elezioni europee, visto che prevede l’abolizione delle preferenze (e cioè della libera e democratica possibilità di scelta da parte dei cittadini in merito agli europarlamentari da eleggere) e l’introduzione di una soglia di sbarramento che, distorcendo il sistema proporzionale in uso per le elezioni europee dalla prima volta che si è votato per il Parlamento europeo, soglia di sbarramento che ha l’unico scopo di espellere dall’Europarlamento la voce, le posizioni e le battaglie della sinistra italiana.
Per dire NO a un federalismo egoista, quello che si va delineando all’interno della riforma federalista propugnata dal governo delle destre. E per dire NO all’aumento indiscriminato di prezzi e tariffe che stanno colpendo in modo indiscriminato e micidiale i lavoratori e i pensionati italiani, aumenti indiscriminati contro i quali abbiamo già proposto e continuiamo a proporre il blocco di prezzi e tariffe.
Per questi motivi chiediamo a tutti i cittadini di partecipare alla nostra mobilitazione e invitiamo a fare altrettanto le forze politiche, sociali e sindacali democratiche che hanno a cuore le sorti della democrazia e della rappresentanza nel nostro Paese.
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Ufficio stampa Prc
Cara Rifondazione,
forse è corretto che io ti scriva le ragioni per cui mi trovo ad avere la tessera n° 041204. “Al cuore non si comanda”, ha scritto Lidia Menapace chiedendo l’iscrizione al partito. Il mio cuore, in realtà, è sempre stato un po’ anarchico, più a suo agio nelle piazze e tra i movimenti che in una struttura organizzata. Perciò chi mi conosce, quando dico che anch’io mi sono iscritta, mi guarda con sorpresa. E’ una decisione maturata da qualche tempo ma per chiedere la tessera ai compagni e alle compagne di quello che da sette anni è di fatto il mio circolo, ho preferito aspettare la fine del congresso: infatti, pur avendo assunto chiaramente posizione nel dibattito tra le mozioni, riconoscendomi nella prima, non volevo che la mia iscrizione potesse apparire in alcun modo una scelta “contro” mentre vuole essere decisamente “per”. C’è chi dice che non è possibile risolvere la crisi della sinistra con un partitino che raccoglie i cocci di altri precedenti, ma io sono una vecchia maestra abituata a lavorare partendo dai dati reali e non mi pare che ci siano in giro molte forze attualmente impegnate ad arginare la gravissima deriva di destra. C’è chi auspica un vasto ed eterogeneo movimento di forze autorganizzate, me lo auguro anch’io ma nel frattempo ho letto dichiarazioni su quanto è bello il nucleare, ho visto arrivare i soldati nelle vie delle città, tanto per fare due esempi, senza un’ombra di opposizione, essendo in quei giorni il Prc chiuso nelle sue stanze, impegnato a discutere del proprio futuro; menomale che sulle impronte dei bambini rom si è mobilitata l’Arci e ha fatto qualche dichiarazione la chiesa, altrimenti sarebbero passate sotto silenzio anche quelle. E poi c’è la guerra, con le sue stragi; e la guerra quotidiana del lavoro, con i suoi morti; e la guerra della fame, con i suoi annegati; e la guerra della disinformazione, che uccide i cervelli, e davvero non si può aspettare, non dico un mese ma neppure un minuto di più, per rimboccarsi le maniche e andare tra la gente e lavorare a risvegliare coscienze. Così mi sono iscritta, da sinistra e dal basso che più in basso non si può; anche perché, ora che pare non vada più di moda, ora che più di qualcuno ci considera una specie in via di estinzione, mi piace vedere scritta vicino al mio nome la parola ‘comunista’.
Haidi Gaggio Giuliani
Vi proponiamo la lettura di due lettere di compagne/i calabresi sul rientro del Prc nella giunta Loerio (Liberazione del 08-08-2008).
In Calabria vorremmo un partito diverso
Cara “Liberazione”, il presidente Loiero, per quanto riguarda i compagni sottoscrittori della presente nota, può veramente fare a meno di sprecare energie per «battersi per convincere” qualche «componente del partito a cambiare idea”: noi, compagni e compagne del Prc che abbiamo aderito al documento Vendola, concordiamo con le affermazioni del nostro segretario nazionale e dichiariamo tutta la nostra ferma contrarietà all’ingresso di Rifondazione nella Giunta regionale calabrese. Noi sì ci batteremo con forza, insieme ai tanti compagni che fanno politica in modo disinteressato, per la costruzione di un partito diverso dagli altri, svincolato dalle logiche della gestione del potere e delle clientele e scevro da atteggiamenti di ricerca di sistemazioni personali e di gruppo, considerando prioritaria la questione morale che grava sul centrosinistra calabrese come un macigno. Un partito tutto proteso a battersi in difesa dei cittadini vessati dalle cricche e dalle caste, cui sono organici tanti che oggi governano la nostra regione, ed impegnato a lottare per il cambiamento reale ed il miglioramento collettivo delle condizioni di vita e di lavoro dei calabresi tutti, senza distinzioni tra province di serie A ed altre di serie B.
Santo Scalise, assessore provinciale Crotone - Francesco Gaudio, capogruppo Comune di Cosenza - Calaminici Vincenzo, segretario Petilia Policastro - Giovanni Scordamaglia e Marinella Ierardi, cpf Crotone - Domenico Dima, consigliere provinciale Crotone - Sergio Arena, consigliere provinciale Liberassociazione Sinistra Europea Crotone - Giuseppe Bevilacqua, cpf Crotone - Domenico Gradia, segretario circolo Crotone - Marcello Sbarra, cpr - Giorgio Liguori, commissione regionale Sanità -Raffaele Arena, cpf Cosenza - Luigi Ferraro, cpf Cosenza - Giuliano Ricca, direttivo “F. Gullo” Cosenza - Alessandro Iantorno, presidente Collegio Garanzia “F.Gullo” Cosenza - Edoardo Simonetti, presidente Collegio Garanzia “G.Mazzotta” Cosenza
Stanno conducendo Rifondazione in un baratro
Cara “Liberazione”, qualche settimana fa, durante la convulsa fase congressuale, alcuni dirigenti calabresi del Prc accusarono Paolo Ferrero ed altri firmatari del documento n. 1 di “para-leghismo”. Non accettavano che qualcuno potesse immischiarsi negli “affari” del partito regionale, pena la dispersione di pesanti invettive contro i “piemontesi” di turno, rei di “nutrire pregiudizi antimeridionali”. Oggi quegli stessi dirigenti, spingendo all’estremo il loro ragionamento, si rendono protagonisti di un atto ancor più grave: la secessione del Prc della Calabria, o meglio di una parte consistente di esso, dal resto del corpo del partito. La decisione unilaterale di rientrare nella giunta Loiero, in barba ad ogni tentativo di mediazione da parte del segretario Ferrero e ai ricorsi inoltrati al Collegio di Garanzia, crea un fossato difficilmente colmabile tra la dirigenza nazionale e quella calabrese, che forse anticipa lo scenario politico che l’intero Prc si troverà innanzi in autunno. Con una fazione del partito, quella arroccata su posizioni oltranziste verso la la “costituente di sinistra” e più governiste, pronta a compiere atti di ammutinamento sempre più palesi contro la linea emersa da Chianciano e a lavorare per la costruzione di un soggetto diverso dal Prc. Un soggetto subalterno al Pd, di fatto la sua “ala sinistra”, e pronto ad allearsi finanche con l’Udc di Casini. Di ciò se ne sono resi conto anche numerosi compagni calabresi che, pur non rinnegando nulla della recente battaglia congressuale, dove hanno sostenuto con convinzione il documento Vendola, non intendono seguire Scarpelli, Guagliardi e gli altri nel baratro in cui stanno conducendo il Prc in questa regione. Con questi compagni e tutti gli altri militanti che hanno a cuore le sorti del partito, opereremo in sinergia a partire dal prossimo congresso regionale per ricostruire una Rifondazione all’altezza delle lotte che la vedranno protagonista nei mesi e negli anni venturi.
Omar Minniti, comitato politico regionale Prc Calabria e comitato politico nazionale Prc











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