Una manifestazione contro le politiche economiche del governo e di Confindustria. Sarà questo il perno intorno a cui ruoterà l’organizzazione del corteo promosso da associazioni come il Forum dell’Ambiente, Sinistra unita e movimento politico della sinistra, a cui hanno aderito tutti e quattro gli ex partiti della sinistra Arcobaleno. A quanto pare gli articoli usciti in questi giorni, che in qualche modo descrivevano divisioni fra i partiti alla prova dei fatti sono smentiti da una convergenza del fare, che mette al primo punto l’opposizione al Governo Berlusconi. L’appuntamento è fissato a Roma per l’11 ottobre. La manifestazione della sinistra anticiperà di due settimane il corteo promosso dal Pd. «Fino all’ultimo - spiega ai Giornalisti Claudio Fava, coordinatore di Sd - ho chiesto a Veltroni di lavorare per una manifestazione comune, ovviamente ciascuno con la sua vocazione, ma prendo atto dalle parole di Walter che il Pd non è disponibile». A chiedere che tutte le opposizioni si mobilitassero insieme contro il governo è stata anche Grazia Francescato, leader dei Verdi, riscontrando però la stessa indisponibilità. «Questo appuntamento - osserva Fava - non serve per dimostrare che la sinistra è in salute, ma per mettere in evidenza che la nostra è l’unica che parla la lingua dell’opposizione. Prendiamo atto che i Democratici hanno scelto di fare un ‘Pd-pridè». In piazza ci sarà anche Rifondazione Comunista ed il Pdci di Oliviero Diliberto. «Noi aderiamo - spiega il segretario dei Comunisti Italiani - per dire che in Italia bisogna fare un’opposizione, cosa che in questo momento non accade». La manifestazione di ottobre, aggiunge ancora Diliberto, ha «dei forti connotati di classe. È contro il governo e Confindustria». Per le stesse motivazioni scenderà in piazza anche il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero: «Il nodo - osserva - è il caro vita. La manifestazione rappresenta la partenza di un percorso sui territori. L’obiettivo è la costruzione di un movimento di massa». I leader dei quattro partiti torneranno ad incontrarsi con gli organizzatori del corteo martedì prossimo per decidere i dettagli: dal percorso del corteo agli slogan.
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“I leader dei quattro partiti torneranno ad incontrarsi con gli organizzatori del corteo martedì prossimo per decidere i dettagli: dal percorso del corteo agli slogan”..e` cosi` che vorremmo costruire la svolta a sinistra?? E` cosi` secondo voi che si punta sull`autonomia del NOSTRO partito?? Con questo non voglio di certo dire che non dobbiamo partecipare alla manifestazione con le altre forze politiche (non siamo Sinistra Critica) ma vi rendete conto che concordare la piattaforma politica con le altre forze e` esattamente quello che facevamo fino a prima e da cui e` nata la SA?? Mi spiegate in questo modo, senza una propia linea e proposta politica, come puo` fare il PRC a caratterizzarsi rispetto a SD o ai Verdi? Ma e` servito il congresso a qualcosa o no? Mi state dicendo quindi che gli slogan vanno decisi con gli altri(la linea politica lo stesso), quindi noi ci spostiamo un po a destra per compiacere SD, e loro un po a sinistra per compiacere noi, ma cos`e` questo se non quello che gia` ha fallito con la sinistra arcobaleno? Lo capite o no che sono queste le cose che fanno male e che ci snaturano?? Ecco quindi che l`11 Ottobre chi vuole ascoltare qualcosa di radicale (e non ambiguo) e chi vuole una piattaforma politica radicale (direi di svolta a sinistra) trovera` come unica fonte Marco Ferrando che ha deciso di partecipare con una sua piattaforma (cosa che anche noi avremmo dovuto fare)!! Complimenti compagni, altro che svolta a sinistra!!
Caro Aldo, le cose che scrivi secondo me sono in aulche modo utili a precisare alcune cose.
1 la manifestazione dell’11 è aperta a tutti, per quanto mi riguarda il PRC dovrebbe andare in quella manifestazione caratterizzandosi su alcune tematiche in maniera forte, caro vita innanzitutto, scuola, sanità , ecc.
2 Secondo me è utile che il PRC stia a dialogare con tutti, movimenti innanzitutto e partiti, e che si lavori per la creazione di un Forum per l’opposizione politica e sociale alle destre nel quale tutti, tutti, dovrebbero stare, dai comitati, ai no tav, ai partiti da ferrando a SD. Questo è il punto, riuscire a tenere insieme l’opposizione cercando di fare quel passo in avanti che non si è fatto con la SA che invece era la somma dei partiti solamente.
Io sono contrario a che la costituente di una destra governista e di una sinistra settaria semplifichino il quadro, per questo ritengo che la manif dell’11 possa essere importante.
Occorre però pensare che dopo l’11 c’è il 12, che c’è lo sciopero del 17 dei sindacati di base e via di seguito-
Penso sia giustissimo cercare il massimo di convergenza con le altre forze reali della sinistra; questo non significa sciogliere il PRC. Ciò che continua a rendermi sciettico e freddo è la mancanza di una parola chiara della sinistra e nostra circa la necessità di USCIRE DALLA NATO come Italia e come Europa, senza se e senza ma. Si può discutere di tempi e modi, ma l’obiettivo strategico della sinistra a mio avviso non può essere che quello di uscire dalla gabbia di questo gigantesco apparato militare che ci sovrasta, ci comanda, ci svuota la democrazia, ci dissolve i diritti, ci privatizza i beni comuni sociali e ambientali, ma che quotidianamente noi foraggiamo con il nostro lavoro, senza, quotidianamente, batter ciglio. L’alternativa ad una totale opposizione alla NATO è la fine progressiva della sinistra in Italia ed in Europa. Su questo, e solo su questo, personalmente non ho dubbi. Tiberio Tanzini PRC Empoli tibenzini@tele2.it
al di là delle varie considerazioni esposte dai compagni, credo che in questo momento la questione più complessa che abbiamo di fronte è fare ripartire “un comune sentire di classe per costruire le lotte” perché, come diceva Ferrero al Brancaccio, la destra ha vinto sul piano culturale: le emergenze dei precari, dei disoccupati, dei lavoratori vengono vissuti non più come problema collettivo ma problema individuale e ha come sbocco la “guerra tra i poveri”, in quanto sta “passando l’idea che se qualcheduno è non può essere che colpa sua”.
I giornali borghesi ci ignorano e parlano di noi unicamente per trattare la questione divisione Ferrero/Vendola, nemmeno una riga sull’assemblea al Brancaccio… e purtroppo la “classe” conosce le informazioni attraverso i giornali ma soprattutto le tv raimediaset…; credo che l’importante sia ripartire e cercare di perdere meno compagni nella lotta interna che sta conducendo la minoranza -anche attraverso le federazioni e i circoli dove hanno la maggioranza!
compagno Aldo autonomia non significa isolamento. Anche io rifarei il 50% della piattaforma, ma per questa volta passi… Proprio perchè per noi autonomia non significa isolamento hai fatto bene ad indicare l’esempio di Marco Ferrando. A lui l’isolamento piace da morire…
Per l’Ilva la morte di un operaio vale 150 euro.
La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista condanna il metodo ricattatorio e intimidatorio con cui l’azienda pensa di penalizzare i lavoratori che in data 23 e 24 aprile scioperarono di fronte all’ennesimo incidente mortale sul lavoro.
L’ILVA ha deciso di decurtare dal premio di risultato la mensilità di aprile in quanto ritiene che lo sciopero indetto dalle tre segreterie FIOM-FIM-UILM non era stato concordato con l’azienda, adducendo che non furono rispettati i tempi di raffreddamento previsti dal contratto integrativo. E’ del tutto evidente che dietro presunte violazioni contrattuali vi è un attacco frontale al diritto di sciopero ed alla democrazia aziendale in generale.
In questo modo l’ILVA vuole colpire al cuore quei lavoratori che si mostrano sensibili al problema della sicurezza e che si battono per farla rispettare, in poche parole si vuole colpire i lavoratori con più chiara coscienza di classe.
Inoltre è del tutto evidente che Patron Riva vuole cancellare definitivamente il senso di solidarietà e rispetto tra i lavoratori fondamentale per reggere l’urto del ricatto padronale.
Vogliamo ricordare all’azienda l’incidente avvenuto il 22 aprile del 2008 di un operaio di nazionalità albanese (forse anche questo aspetto contribuisce a rendere meno importante l’avvenimento) di una ditta appaltatrice che dopo 8 ore di lavoro era ancora in fabbrica a svolgere la propria attività dall’altezza di 17 metri, quindi ben oltre l’orario consentito.
La segreteria provinciale del PRC si chiede se l’ILV A voglia anche programmare le morti sul lavoro, così i lavoratori non saranno sanzionati sul PDR.
Adesso basta non si può continuare con un’azienda che tende attraverso questi strumenti di eliminare ogni forma di dissenso e di solidarietà tra i lavoratori.
Pertanto chiediamo che sia restituito ai lavoratori il PDR della mensilità di aprile, anche perchè RIVA deve molto ai lavoratori che in questi anni hanno aumentato il livello di produttività ed il fatturato”senza ricevere nulla in cambio” anzi, vedendo peggiorate la loro condizione di lavoro e, devo molto alla città di Taranto che da anni subisce l’impatto ambientale e fai i conti con una macabra contabilità tanti dentro e fuori la fabbrica.
IL PRC fa appello a tutte le forze politiche, sociali e istituzionali della città e della provincia ionica affinché siano messi in campo tutti gli strumenti di pressione per restituire il maltolto ai lavoratori.
Come Rifondazione Comunista metteremo in atto tutte le azioni per sensibilizzare i lavoratori e la città rispetto a questo argomento e soprattutto affinché ai lavoratori sia restituito ciò che gli è stato illegittimamente tolto, perché la vita di un operaio non vale 150 euro.
Segretario Provinciale PRC FRANCO GENTILE
Segreteria Provinciale resp. lavoro FRANCESCO BRIGATI
Infatti io ho detto chiaramente che non ci dobbiamo isolare, però nel fronte comune con le altre forze della sinistra dobbiamo avere una nostra proposta, perchè sennò altrimenti da un lato finisce che rifai la cagata della SA in cui per i compromessi alla fine non dicevamo nulla, e dall’altro permetti a Ferrando di dare l’unica alternativa di classe alla gente perchè noi per raggiungere il compromesso con SD e Verdi quella alternativa non saremo mai in grado di darla!!!
Aggiungo un’altra cosa, ha fetto bene Ferrero ad andare in mezzo ai lavoratori di Alitalia! Ma quall’intervento ha un limite, perchè il Partito non puo’ andare dai lavoratori Alitalia solo per portare solidarietà, ma deve dare loro una prospettiva, un progetto politico! Questa prospettiva però non può essere quella del ritorno ad AirFrance, come ha detto Ferrero,quello è stato un errore, la posizione del nostro partito sulla questione Alitalia puo’ essere solamente che Alitalia va nazionalizzata e messa sotto il controllo dei lavoratori che ci lavorano dentro! Solo così puoi salvare la compagnia, i posti di lavoro e garantire dignità ai laoratori!Non ci sono altre alternative! Perchè il Partito non riprende queste parole d’ordine? Perchè ci riempiamo la bocca con gli avvenimenti sud americani ma poi nelle cose pratiche non prendiamo esempio dall’esperienza dei lavoratori venezuelani???
Ho letto su Liberazione di oggi il pezzo di Zipponi, sempre lo stesso dice le stesse cose dal congresso, e davvero lo dico senza cattiveria, ma cosa vuole Zipponi? io non riesco a capirlo, o forse è lui che non lo dice. Ha dubbi sulla manifestazione di Ottobre,non gli piace la piattaforma, sarà una scimmiotata di quella dello scorso anno, ma ci sarà, perchè ci sono i comunisti, c’è chi ha votato si al pacchetto sul welfare, alle pensioni, ecc, ma non sono gli stessi soggetti con cui vuole fare la costituente?
se no con chi allora? si è improvvisato accorto di tutti queste istanze, adesso che non siamo più in parlamento? poi la chicca finale, il 25 ottobre c’è un altra piazza (lo sa che c’è pure Di Pietro?) e dovremmo stargli vicini e parlargli, altrimenti rimarremo chiusi nella nostra antica cantina bolscevica a fare proclami, va bene dialoghiamo con chi ci considera una zavorra da spazzare via, ma di cosa parliamo? di Calcio?
Complimenti comunque al compagno per il continuo costruire di uno spirito costruttivo e unitario
Perfettamente d’accordo con Aldo. Sull’Alitalia l’unica proposta deve essere la nazionalizzazione della compagnia di bandiera, e la stessa sotto il controllo diretto dei lavoratori mediante dei consigli di gestione che esulino dalle sigle sindacali. Onestamente ho dei grossi dubbi… grossissimi dubbi sulle adesioni di Angeletti e Bonanni all’inaccettabile piano del governo e della CAI. Secondo me trattasi più che altro di adesioni personali… Chi ha orecchie per intendermi intenda!