Un’altra Italia, Un’altra politica

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo
luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se
stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in
cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale
l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una
società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e
nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il
riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che
non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali
valori di umanità.
Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella
finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione
e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,
ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi
operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la
crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea
di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle
condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed è
l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e
politica. Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di
un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi
1.. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i
rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso.
La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale
protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo
dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di
estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e
Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna
giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta
impossessandosi della Russia di Putin;
2.. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni
falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di
trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo
economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord
e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” è
necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni
alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro:
lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione
di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei
giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale
e di economia solidale;
3.. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università e alla
ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla
contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata
attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti,
l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica
improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro
unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le
istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di
cittadinanza. L’affondo è costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale
deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
4.. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a
contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore
politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale,
dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio
pubblico e nelle scelte personali;
5.. sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di
cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e
per quelle relative al proprio destino biologico;
6.. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che
intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le
comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla
salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta
affermando con la destra al governo è un’idea di comunità corporativa,
egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le
nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far
crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la
gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima
efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando
la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle
risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa
del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del
governo in campo energetico.
7.. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare
fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del
governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di
stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti
costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di
affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire
l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un
percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione
provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea
sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in
affanno. ?L’attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere
questo compito, e comunque non da sola, animata com’è da pulsioni
consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti
delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi
dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui è sottoposta la scuola,
dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di
tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).
Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva
condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e
sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia
l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una
mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte
largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di
movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a
contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un’iniziativa di
massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali
e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a
un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire
all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche
territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici
sollevati.

Prime Adesioni;
Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Maurizio Acerbo, Andrea Agostini, Mario
Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Andrea Alzetta, Fabio Amato, Bianca Dacomo
Annoni,  Ciro Argentino, Giorgio Arlorio, Giuseppe Albanese, Stefano G.
Azzarà , Andrea Bagni, Rossana Ballino, Paola Baraffi, Imma Barbarossa,
Gianni Belloni, Alessandro Biasoli , Bianca Mara, Carlo Baldini, Maria Luisa
Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti , Carlo Borriello , Mara Bianca,
Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci, Gabriele Bollini,
Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano Bianchi,
Marina Bosco, Giacinto Botti, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria Buffo,
Oriella Busetto, Bianca Bracci Torsi, Paolo Cacciari, Daniele Calli, Maria
Campese, Giovanna Capelli, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca
Cavarocchi, Maria Grazia Campus,Sergio Caserta, Wilma Casavecchia, Cesare
Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Guido
Cappelloni, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone ,Aurelio Crippa, Mario Cena,
Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Eros
Cruccolini, Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Flavio
Cogo, Luisella De Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D’Erme, Dante De Angelis,
Loredana De Checchi, Paolo De Nardis , Piero Di Siena, Antonella Del Conte,
Walter De Cesaris, Elena Del Grosso, Jose Luis Del Roio, Gemma De Rosa,
Valeria Di Blasio, Pippo Di Marca , Mauro Di Marco, Dalma Domeneghini,
Ferruccio Danini, Eugenio Donise, Erminia Emprin, Roberta Fantozzi , Pietro
Folena, Riccardo Ferraro , Ciccio Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana
Fraleone, Mercedes Frias , Francesco Francescaglia, Davide Franceschini,
Francesca Foti , Matteo Gaddi , Stefano Galieni, Don Gallo, Clara Gallini ,
Rocco Giacomino, Matteo Gerardo, Alfonso Gianni, Dino Greco, Fosco Giannini,
Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio Giovagnoli, Claudio Grassi, Cristina
Grandi, Heidi Giuliani, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella,
Celeste Grossi, Rita Guglielmetti,  Paolo Halacia, Margherita Hack, Giuseppe
Joannas, Igor Kocijancic, Pietro Ingrao, Donata Ingrilli , Beniamino Lami ,
Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio, Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi,
Roberto Latella, Umberto Lauren, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio
Licandro, Lia Losa , Salvatore Lihard , Dora Maffezzoli, Ramon Mantovani,
Laura Marchetti,Gerardo Marletto, Graziella Mascia, Roberto Mastroianni,
Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao, Citto Maselli, Giorgio Mele,
Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Gennaro Migliore , Gianni Minà, Siliano
Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi,  Giorgio Molin, Emilio
Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni , Sandro Morelli, Roberto
Musacchio , Gianni Naggi, Amalia Navoni , Fabrizio Nizi , Alfio Nicotra,
Simone Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano , Manuela Palermi ,
Mario Palermo , Gianni Palumbo, Simona Panzino, Luigi Pegolo,
Elisabetta Piccolotti , Silvana Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta,
Giuseppe Prestipino,Giovanni Prezioso, Ciro Pesacane, Renata Puleo , Carla Ravaioli,
Luigi Regolo, Fausto Razzi , Simona Ricotti, Tiziano Rinaldini , Giorgio Riolo ,
Anna Maria Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena ,
Francesco Saccomano, Mario Sai , Don Roberto Sardelli,  Antonia Sani, Pino
Sgobio , Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca , Arturo Scotto , Luigi Servo,
Anita Sonego, Claudia Sacconi, Raffaele Salinari, Consiglia Salvino, Davide
Scagliante, Paola Scarnati, Aldo Semeraro, Patrizia Sentinelli,Antonio Sgrò,
Graziella Silipo, Massimiliano Smeriglio, Niko Somma,  Gabriella
Stramaccioni, Maria Luisa Severi,  Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino
, Federico Tommasello, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari,
Aldo Tortorella , Sergio Tosini, Luca Trevisan, Mauro Valiani, Mauro Vannoni
, Fulvio Vassallo Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Vendola, Jacopo
Venier, Pasquale Voza, Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi,
Angelo Zola, Katia Zanotti
Per aderire all’appello:
11ottobre2008@libero.it

2 Responses to “Un’altra Italia, Un’altra politica”


  1. 1 ned ludd'75

    Aggiungerei anche il punto n.8 che credo sia il più importante:
    fare capire ai ceti proletari che un altro mondo è possibile, ma soprattutto è possibile, e realmente, un altro sistema economico fatto di produzione industriale pubblica, di restringimento delle aree della libertà economica privata(non sarebbe altro che una corretta applicazione delle previsioni costituzionali), di una distribuzione ordinata e popolare dei servizi;orari di lavoro pianificati sulle porzioni di produzioni e non sulle ore(inutili) lavorate; nazionalizzazione degli asset strategici(ferrovie, industrie siderurgiche, automobili, trasporti aerei e stradali, petrolio della Val d’Agri). Lotta alla guerra, ma anche ai pensieri “che producono guerra”; per cui no alle religioni che vogliono sostituirsi al capitalismo morente e che preparano nuove crociate: no al Papa, no a Bin Laden: il socialismo come unica via di speranza per il mondo

  2. 2 Franco

    Qualcuno mi sa dire chi ha scritto questa piattaforma??

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