Vi proponiamo la lettura di due lettere di compagne/i calabresi sul rientro del Prc nella giunta Loerio (Liberazione del 08-08-2008).
In Calabria vorremmo un partito diverso
Cara “Liberazione”, il presidente Loiero, per quanto riguarda i compagni sottoscrittori della presente nota, può veramente fare a meno di sprecare energie per «battersi per convincere” qualche «componente del partito a cambiare idea”: noi, compagni e compagne del Prc che abbiamo aderito al documento Vendola, concordiamo con le affermazioni del nostro segretario nazionale e dichiariamo tutta la nostra ferma contrarietà all’ingresso di Rifondazione nella Giunta regionale calabrese. Noi sì ci batteremo con forza, insieme ai tanti compagni che fanno politica in modo disinteressato, per la costruzione di un partito diverso dagli altri, svincolato dalle logiche della gestione del potere e delle clientele e scevro da atteggiamenti di ricerca di sistemazioni personali e di gruppo, considerando prioritaria la questione morale che grava sul centrosinistra calabrese come un macigno. Un partito tutto proteso a battersi in difesa dei cittadini vessati dalle cricche e dalle caste, cui sono organici tanti che oggi governano la nostra regione, ed impegnato a lottare per il cambiamento reale ed il miglioramento collettivo delle condizioni di vita e di lavoro dei calabresi tutti, senza distinzioni tra province di serie A ed altre di serie B.
Santo Scalise, assessore provinciale Crotone - Francesco Gaudio, capogruppo Comune di Cosenza - Calaminici Vincenzo, segretario Petilia Policastro - Giovanni Scordamaglia e Marinella Ierardi, cpf Crotone - Domenico Dima, consigliere provinciale Crotone - Sergio Arena, consigliere provinciale Liberassociazione Sinistra Europea Crotone - Giuseppe Bevilacqua, cpf Crotone - Domenico Gradia, segretario circolo Crotone - Marcello Sbarra, cpr - Giorgio Liguori, commissione regionale Sanità -Raffaele Arena, cpf Cosenza - Luigi Ferraro, cpf Cosenza - Giuliano Ricca, direttivo “F. Gullo” Cosenza - Alessandro Iantorno, presidente Collegio Garanzia “F.Gullo” Cosenza - Edoardo Simonetti, presidente Collegio Garanzia “G.Mazzotta” Cosenza
Stanno conducendo Rifondazione in un baratro
Cara “Liberazione”, qualche settimana fa, durante la convulsa fase congressuale, alcuni dirigenti calabresi del Prc accusarono Paolo Ferrero ed altri firmatari del documento n. 1 di “para-leghismo”. Non accettavano che qualcuno potesse immischiarsi negli “affari” del partito regionale, pena la dispersione di pesanti invettive contro i “piemontesi” di turno, rei di “nutrire pregiudizi antimeridionali”. Oggi quegli stessi dirigenti, spingendo all’estremo il loro ragionamento, si rendono protagonisti di un atto ancor più grave: la secessione del Prc della Calabria, o meglio di una parte consistente di esso, dal resto del corpo del partito. La decisione unilaterale di rientrare nella giunta Loiero, in barba ad ogni tentativo di mediazione da parte del segretario Ferrero e ai ricorsi inoltrati al Collegio di Garanzia, crea un fossato difficilmente colmabile tra la dirigenza nazionale e quella calabrese, che forse anticipa lo scenario politico che l’intero Prc si troverà innanzi in autunno. Con una fazione del partito, quella arroccata su posizioni oltranziste verso la la “costituente di sinistra” e più governiste, pronta a compiere atti di ammutinamento sempre più palesi contro la linea emersa da Chianciano e a lavorare per la costruzione di un soggetto diverso dal Prc. Un soggetto subalterno al Pd, di fatto la sua “ala sinistra”, e pronto ad allearsi finanche con l’Udc di Casini. Di ciò se ne sono resi conto anche numerosi compagni calabresi che, pur non rinnegando nulla della recente battaglia congressuale, dove hanno sostenuto con convinzione il documento Vendola, non intendono seguire Scarpelli, Guagliardi e gli altri nel baratro in cui stanno conducendo il Prc in questa regione. Con questi compagni e tutti gli altri militanti che hanno a cuore le sorti del partito, opereremo in sinergia a partire dal prossimo congresso regionale per ricostruire una Rifondazione all’altezza delle lotte che la vedranno protagonista nei mesi e negli anni venturi.
Omar Minniti, comitato politico regionale Prc Calabria e comitato politico nazionale Prc







Rifondazione va verso il baratro da sé, non c’è bisogno di additare i firmatari/ sostenitori della mozione- Vendola. Personalmente, condivido l’idea di un allargamento del consenso a sinistra, di una “unione” o “consociazione” o come diavolo vi pare delle “sinistre”, ma ero, sono e resto contraria all’ingresso di Rifondazione nella giunta Loiero.
Non sono per la spaccatura di un partito ridotto al lumicino, ma non vedo innovazione nel progetto rappresentato da Ferrero. Di arroccamenti, se ne vedono da ambo le parti.
Secondo me, A queto punto, in una fase così delicata della vita politica del PRC Calabrese, sarebbe opportuna una presa di posizione ufficiale dell’area nazionale di Rifondazione per la Sinistra. La preoccupazione maggiore è che la situazione politica calabrese sia proiettata su altri fronti politici localì.
Ho apprezzato moltissimo la lettera delle compagne e dei compagni calabresi che hanno sostenuto il 2°documento al congresso nazionale, ma vorrebbero un partito diverso nella loro regione, mi ci ritrovo pienamente, perchè, anche io, che al contrario ho sostenuto il primo documento a livello nazionale, vorrei un partito diverso in Sardegna, “un partito tutto proteso a battersi in difesa dei cittadini vessati dalle cricche e dalle caste” che ponga al centro del suo agire politico la Questione Morale, che abbandoni il verticismo burocratico e violento da partito di Assessori e Baronetti territoriali.
Trovo molto condivisibile il passaggio della lettera in cui si descrive l’idea di un Partito “svincolato dalle logiche della gestione del potere e delle clientele e scevro da atteggiamenti di ricerca di sistemazioni personali e di gruppo”, leggendolo mi vengono in mente le premesse della Conferenza d’organizzazione di Carrara.
Mi piacerebbe immaginare un gruppo dirigente nazionale del Partito, che trovi una soluzione unitaria, democratica e plurale e allo stesso tempo severa e intransigente, sul rilancio di una campagna nazionale per la riconquista della Questione Morale, che faccia capire alla società in maniera “chiara” la nostra diversità culturale, dentro e fuori il nostro partito. Che parta non solo dal metodo di partecipazione trasparente nei governi delle Giunte Regionali e Locali, ma riprenda la questione degli stipendi, che non possono essere distanti dagli stipendi degli uomini e delle donne che dovremmo rapresentare, dalla questione dei doppi incarichi, e della verificabilità costante e continua della linea politica del partito a tutti i suoi livelli, nazionale, regionale e federale.
Roberto Loddo
Componente CPF di Cagliari
PERSINO SD CRITICA IL PRC CALABRESE
In Calabria esistono i rifondatori
dello spirito pubblico
Mimmo Talarico*
Loiero pare che abbia deciso. La maggioranza regionale del Partito della Rifondazione Comunista pure. Le sorti del turismo calabrese verranno affidati, a cavallo di Ferragosto, al consigliere regionale di quel partito, Damiano Guagliardi. Operazione legittima, come legittime sono le ambizioni di governo dell’interessato e del suo partito. Tuttavia la questione si presta ad una serie di obiezioni politiche che chiamano in causa la sinistra e l’intero centrosinistra. Cominciamo da Rifondazione. Il partito dopo una lunga discussione decide di abbandonare la giunta Loiero, adducendo una serie di motivazioni politiche. Nella sostanza la giunta Loiero appariva fallimentare agli occhi di quel partito e dell’opinione pubblica calabrese.
Dopo qualche mese di Aventino, ad eccezione di qualche lampo di buon governo proveniente da specifici settori della giunta, nessuno ha colto segnali concreti di cambiamento tali da indurre i rifondatori del comunismo calabrese a cambiare idea. D’altronde anche su temi come la sanità i responsabili tematici di quel partito hanno dichiarato che per loro tutto è rimasto come prima.
Non vi è dubbio che in mancanza di serie e credibili ragioni politiche il ripensamento della maggioranza dei compagni di rifondazione crea un problema a tutto il centrosinistra e in specie a quella sinistra che intende perseguire un percorso unitario.
Sbaglia chi legge la questione calabrese come intrecciata con le vicende congressuali nazionali di Rifondazione. Lo svolgimento e gli esiti di quel congresso sono solo sfiorati dalla “via catanzarese al socialismo”. Né vale riproporre un cliché, che mal si adatta al caso di specie, secondo il quale c’è una sinistra di lotta e un’altra di governo.
Personalmente sono per una sinistra che abbia un profilo e una cultura di governo. Ma qui evidentemente stiamo parlando di un’altra cosa.
La partita che si sta giocando in Calabria è un’altra ed ha come regista il governatore Loiero, il quale punta a ricostruire il quadro politico che lo ha portato a vincere nel 2005, magari allargando i confini della coalizione fino ad includere l’Udc.
Anche qui nulla di strano se le condizioni del 2005 fossero rimaste immutate. Invece il capitale di fiducia è stato sperperato in pochi mesi, (vedi sanità, ambiente, occupazione, questione morale); le giunte proposte ai calabresi sono state quattro o forse più; degli advisor si é persa traccia, tranne che per qualcuno che oggi siede tra i banchi senatoriali del Pdl; le tradizionali risorse politiche ed ideali della sinistra calabrese saccheggiate da una cultura di governo basata sulla clientela e sullo scambio. Basterebbe questo per dire che sino ad oggi la Calabria migliore difficilmente accetterebbe di stare, tutta, sotto le insegne dell’attuale giunta.
A chi rivolgere allora l’insopprimibile domanda di cambiamento e di speranza che, malgrado tutto, continua a serpeggiare nelle città e nelle contrade della Calabria? Qualcuno riprendendo in uso un vecchio arnese, ci dirà che così si fa il gioco della destra. Invocare il pericolo del nemico per giustificare l’esistente è una prassi sbagliata politicamente e inaccettabile moralmente.
Credo che in Calabria ci sia una corposa, magari disorganizzata opinione pubblica progressista, che va dalla sinistra storica ad ampi settori del Pd in sofferenza, disponibili a cercare il filo della matassa. Per un terzo polo civico - progressista? Per una compagine capace di dettare delle condizioni? Non ci è dato sapere al momento. Di certo i rifondatori di uno spirito pubblico in Calabria, per mestiere, ceto e condizione, rappresentano oggi il partito di maggioranza relativa.
*coordinamento Regionale Sinistra Democratica Calabria
da Liberazione, 9/08/2008
E’ arrivato il momento di agire in Calabria. Noto con interesse che molti compagni della mozione2 stanno prendendo le distanze in maniera irrimediabile dai loro dirigenti locali e nazionali. E’ normale dopo quello che è successo nella fase congressuale. Stiamo parlando di cose incredibili che sono state fatte per assicurare alla mozione di Vendola un numero incredibile mai visto prima di voti. Ormai il congresso è terminato e chi si è macchiato di operazioni indifendibili deve dare delle spiegazioni agli organi appositamente e statutariamente previsti. Bisogna che qualcuno dia spiegazione dei circoli nati in fase congressuale, di circoli con 20 iscritti dove risultano 200 voti per la mozione 2 e zero voti per gli altri documenti, gente non avvisata della data dei congressi di circolo poichè noti elettori di documenti diversi; questo solo per dire le voci più ricorrenti, ma ce ne sono altre che i dirigenti nazionali di questo partito conoscono bene. Qualcuno deve per forza rispondere al collegio di garanzia nazionale. Se ciò non avvenisse rischieremo di avere problemi di credibilità coi nostri stessi compagni e la questione morale diventerebbe un’anatra zoppa. Questi compagni che oggi si dissociano dalla gestione del prc calabrese(rischiando in prima persona) farebbero un atto privo di senso
rispondo all’intervento di Omar Minniti.
dalle sue parole traspare con chiarezza quale sia lo stato del partito in calabia. debbo però pensare che il compagno Omar Minniti, non avesse ben chiaro quale fosse l’intento della mozione num.2 (Vendola).
ciò detto, non si può che ringraziarlo per la sua testimonianza. mi sentirei di proporre al nuovo segretario, ed al comitato politico nazionale, una presa di posizione inequivocabile,
sui sig.ri: Scarpelli, Guagliardi ed altri a loro fedeli.
esiste pur sempre, l’opzione espulsione.
cosa si aspetta a porla in atto? questa decomposizione morale all’interno di un partito che si definisce ancora Comunista, non può essere tollerata oltre. i rami marci, di una pianta sana, vanno recisi con determinazione.
DAVVERO QUALCUNO VUOLE ENTRARE NELLA GIUNTA LOIERO??
Invio questo pro memomria ansa e ricordo che il PM De Magistris per queste indagini è stato estromesso in modo vigliacco da una sentenza di Cassazione che fa il PIlato della situazione e da un CSM a cui poco importa sapere che la procura di Salerno non solo ha assolto De Magistris ma indaga sulla procura di Catanzaro e mi chiedo ancora adesso mentre Bertinotti era Presidente della Camera perchè non è andatao dai cittadini calabresi a chiedere perchè difendenvano De Magistris? Spero di avere una risposta perchè quanto è accadauto da un anno a questa parte mi ha ferita come cittadina calabrese e come compagna che pensava di avere una certa sinistra da parte del popolo e della giustizia.
Why Not: Pg Iannelli; “pactum sceleris tra Loiero, Gatto e Saladino”
Martedì 01 Luglio 2008 13:05
”Emerge con particolare nitore il pactum sceleris concluso tra Loiero, Saladino e Gatto”. A scriverlo, come riporta il Quotidiano della Calabria, e’ il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, in una nota di accompagnamento agli atti inviati in Cassazione dal pm Pier Paolo Bruni contro il ricorso presentato da Antonio Saladino contro il decreto di perquisizione ed il sequestro di materiale compiuto a febbraio nell’ambito dell’inchiesta Why Not. La perquisizione riguardo’, oltre a Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria, il presidente della Regione, Agazio Loiero. Il filone d’inchiesta riguarda un presunto finanziamento che sarebbe stato versato da societa’ riconducibili a Saladino e dall’imprenditore Antonino Gatto, titolare di numerosi centri commerciali, in occasione della campagna elettorale delle regionali del 2005. In cambio dell’appoggio economico Loiero avrebbe dovuto favorire, secondo l’ipotesi dell’accusa, le societa’ riconducibili a Saladino e Gatto. Jannelli, nel confermare la notizia, ha detto all’ANSA che nella sua nota ”non si formulano ipotesi accusatorie di merito ma solamente rilievi di puro diritto per ribattere alle tesi difensive”. (ANSA)
questi signori vanno espulsiNon è centralismo democratico,ma questine morale….
Silenzio… fino ad oggi quello che colpisce è l’assoluto e “fragoroso” silenzio dei dirigenti nazionali della nuova (?) area del Prc, “rifondazione per la sinistra”; forse che detto silenzio derivi dal fatto che il 15 per cento dei voti complessivi della mozione 2 provengano dalla Calabria (che rappresenta poco del 3 per cento della popolazione italiana)?
Spero che al più questo mio dubbio sia smentito, conscio che i dirigenti nazionali della moz.2 difficilmente -tra i quasi quotidiani attacchi al compagni Ferrero e al Prc- abbiano trovato il tempo, finora, per un’esternazione sul caso Calabria e sulla “questione morale”.
Di fronte a queste mancate prese di posizioni politiche assumono ancora più valore i comunicati de/lle/ei compagne/i calabresi che prendono le distanze dall’entrata in giunta!
Maurizio Pucci, Massa Carrara
Concordo con Roberto_effe. Via Scalpelli e Guagliardi, se ne vadano nel partito arcobaleno
A proposito di mozione 2 e Calabria, avrete notato che nell’intervista a Ciccio Ferrara, pubblicata stamattina dal giornale di Sansonetti, si parla dell’Abbruzzo ma non della Calabria?
La giornalista si preoccupa di chiedere a Ferrara il suo parere sull’Abbruzzo per poter continuare la campagna sulla nostra distanza politico-culturale da Di Pietro (di cui peraltro non parlavano quando eravamo al governo insieme) ma si dimenta di chiedergli un parere su Agazio Loiero. Alla cui cultura politica evidentemente “Rifondazione per la Sinistra” si sente molto più vicina.
per mau68.
ma cosa vuoi che prendano posizione che sono intrallazzati fino alle midolla…ricordi il filmato di Jacona (sulla Rai), circa le prebende che prendono i politici “istituzionalizzati” anche di Rif.Com. in Calabria? è una vergogna senza fine!!!
neppure un partito che si rifà al Comunismo, ha saputo arginare questo scandalo. Ormai il marcio è dappertutto. Anche tra di noi!
Se uno di noi viene beccato, a “mangiare”, deve pagare il doppio!
Non possiamo accettare, che per colpa di qualcuno che si fregia di appartenere ad un partito Comunista, vi sia discredito su tutti gli altri…sulla nostra bandiera, sulla nostra storia. Vanno puniti in modo esemplare. Senza indugio. Bisogna ristabilire una certa disciplina di partito; Una morale che da sempre ci contraddistingue. Non siamo democristiani… Siamo Comunisti!!
Bisogna ristabilire una certa disciplina di partito; Una morale che da sempre ci contraddistingue. Non siamo democristiani… Siamo Comunisti!!
Espulsioni, Espulsioni, Espulsioni!
non c’è altra via!