La notizia che Rifondazione comunista vorrebbe “rompere” tutte le giunte locali nelle quali governa con il centrosinistra è una notizia falsa, completamente e artificialmente inventata. Non so chi l’abbia messa in giro, ma si tratta solo di uno dei tanti, ennesimi, veleni che hanno tentato di non far concludere in modo legittimo, sereno e positivo - al partito della Rifondazione comunista - il suo VII congresso, che si è tenuto a Chianciano. Non ho mai pensato una cosa del genere, non l’ho mai detta, non la farò mai. Soprattutto, non è scritta da nessuna parte nel documento che la nuova mozione nata al Congresso di Chianciano e sulla base del cui programma politico sono stato eletto segretario del Prc. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. In merito alle singole esperienze amministrative locali, valuteremo caso per caso la necessità e l’agibilità della nostra presenza al governo, ove se ne presenterà occasione e modo per discuterne, non certo decidendo, con decisioni unilaterali e onnicomprensive, di uscire da tutte le giunte.
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Però sul documento abbiamo scritto che è finita l’alleanza organica con il Pd, che il nostro progetto è strategicamente alternativo a quello del Pd e che non è più valida la linea fin qui seguita di appoggiare sempre e comunque le alleanze locali. E che faremo delle verifiche per fare un bilancio dell’utilità della nostra partecipazione alle giunte. Diciamo anche quali criteri utilizzare per fare le verifiche: privatizzazioni, questione morale, politiche securitarie. Credo che questo significhi che da qualche giunta dovremo pur uscire. Spero che il documento politico sottoscritto e votato abbia un valore
il problema Liberazione…
mentre il compagno Ferrero giustamente dichiara (a proposito delle notizie diffuse artatamente dell’ uscita dalle alleanze nelle giunte locali): “si tratta solo di uno dei tanti, ennesimi, veleni che hanno tentato di non far concludere in modo legittimo, sereno e positivo il suo congresso”, LIBERAZIONE del 29/07, pag. 2 continua ad instillare il dubbio (al pari dei vari giornali borghesi) che la linea dell’abbandono di fatto esiste: “E’ da vedersi se si verificheranno altri ‘casi Calabria’ in giro per l’Italia (seppur con motivazioni alla base diverse…);
insomma l’opera di disinformazione del quotidiano diretto da Sansonetti continua; ancora più evidenti la titolazione dell’intervista odierna a D’Alema, in prima pagina :”«Sinistra radicale, addio senza rancore…» con il chiaro tentativo di insinuare nei lettori il dubbio: avete votato Ferrero, bene siamo isolati!
Sansonetti vuole, coscientemente, giungere alla rottura con il partito per poi urlare alla repressione…
Concordo con il compagno Trotzkij. Il documento politico votato a maggioranza al congresso nazionale segna una positiva svolta a sinistra nella linea del nostro partito, l’eccessivo istituzionalismo e l’organicismo nelle alleanze con il centro-sinistra alla base dei nostri cedimenti e della nostra sconfitta elettorale è una fase chiusa; e se questo si legge nelle parole del documento, a questo devono seguire dei fatti ben precisi. E’ legittimo che il partito verifichi caso per caso, in ogni giunta qual’è la nostra agibilità politica e quali miglioramenti abbiamo ottenuto per i ceti disagiati ed è doveroso che si esca da quelle giunte che portano avanti una politica xenofoba e securitaria (come abbiamo fatto a Bologna) e quelle giunte travolte dagli scandali perché io penso che a tutt’oggi sia una vergogna, un suicidio politico continuare ad appoggiare una giunta come quella Bassolino!!!
Le nostre “stanze” non sono le giunte locali, ma i posti di lavoro, i call center della precarietà diffusa, le fabbriche, le scuole… torniamo tra la nostra gente, torniamo tra la nostra classe così puà rinascere un partito comunista all’insegna della lotta e del radicamento sociale!
per Trotsky: hai scelto un nick molto impegnativo. Sarà proprio così. Al di là del documento così formato sul punto per merito della mozione 4, vi è da dire che essa ha incontrato un “comune sentire” che già albergava nel primo documento. Io ad esempio che ho votato documento 1 l’ho fatto anche perchè a livello locale non voglio più alleanze inutili che non cambino la vita delle persone.
Va distinto il piano nazionale - fine alleanze organiche col PD (spesso Ferrero aggiunge, opportunammente, con “questo PD”)- da quello locale - caso per caso, secondo linea politica e risultati. Concordo con quanto dicono gli altri interventi: porre criteri chiari, linee guida, dalla difesa dei beni comuni al rifiuto del securitarismo all’inclusione egualitaria di migranti e Rom, alla importante - e bentornata! - questione morale. Via dalla Campania: quanti voti abbiamo perso laggiù? Vorrei sapere cosa cambia se si è uniti o no con il resto della sinistra costituenda: se la linea politica è questa, se siamo cosi “separati” dalla vita e dal sentire del nostro popolo, abbiamo voglia di “costituirci”…la linea politica prima di tutto.