Ferrero: Ora gestione unitaria. Il Prc non guarda indietro

Ferrero: «Chiedo a tutto il Prc di sostenere la svolta a sinistra»

di Romina Velchi (Liberazione 29-07-2008)
Se gli chiedi se ha il torcicollo, Paolo Ferrero sgrana gli occhi come chi non ha capito la domanda. Perché il neosegretario di Rifondazione comunista, ovviamente, respinge al mittente le critiche di chi ritiene che sia finita la storia del Prc e che, dopo il congresso di Chianciano, il partito nato diciassette anni fa stia facendo un salto all’indietro. «Se c’è una cosa finita è questa parentesi di collaborazione organica con il Pd. Per me il vero strappo con la storia di Rifondazione comunista è stato andare al governo con forze moderate come l’Udeur o fare l’accordo al primo turno con Rutelli a Roma. Proseguire con questa linea politica sarebbe stato il suicidio del Prc. Il problema non è più ricostruire un centrosinistra, ma, attorno e con Rifondazione comunista, una sinistra in grado di rappresentare l’opposizione sulle questioni sociali, democratiche e morali».
Dicono di lui che è spartano, anche a causa della sua fede valdese. E subito penso che esagera quando mi riceve, al terzo piano dello stabile che ospita la direzione del partito, in una piccola stanza senza aria condizionata e con sulla porta la targa con un altro nome. Questo vuol dire essere un «valdo-marxista», come qualche giornale ti ha ribattezzato? «Mah - si schermisce - sono credente, nato in una famiglia valdese e di sinistra “non targata”. Sono diventato marxista, e poi comunista, sui banchi di scuola, nel ‘76-’77, come molti della mia generazione».

Per la cronaca, il neosegretario di Rifondazione comunista, piemontese, ha 48 anni, due figli, suona il pianoforte e non ama, dicono, borse e vestiti di marca. Nel ‘79, appena uscito dall’istituto tecnico, entra nella Fiat come operaio metalmeccanico e nell’80 è obiettore di coscienza: «La nonviolenza l’ho scoperta un po’ di anni fa; per me, è un valore da sempre».

Hai detto che andrai meno in tv…
Il problema non è andare meno in televisione, ma non pensare che il rapporto tra noi e la nostra gente passi esclusivamente per la comunicazione televisiva. La tv è necessaria, nessuno pensa il contrario. Ma c’è un altro lavoro da fare: stare tra la gente in carne ed ossa e misurarsi con i problemi reali del vivere quotidiano. La tv è un pezzo della propaganda e il nostro lavoro non si può ridurre ad essa. Dobbiamo affrontare problemi concreti e costruire risposte a questi problemi; dobbiamo evitare che la politica si riduca a presenza nelle istituzioni e mera propaganda, ma sia lavoro sul territorio, nei luoghi di lavoro, come ha sempre fatto il movimento operaio, come abbiamo fatto da Genova in poi. Dobbiamo migliorare quel modello.

Ma come si fa a fare il segretario di un partito spaccato a metà?
Si fa lavorando onestamente per una gestione unitaria del partito. Domenica ho proposto che il tesoriere del partito, che ha votato la mozione Vendola, resti al suo posto e sono contento che abbia accettato: domani avremo un primo incontro. A settembre proporrò anche a tutte le mozioni di entrare in segreteria. Che non è un invito a sedersi su uno strapuntino, ma ad assumersi responsabilità concrete. E si fa mettendo in campo con determinazione nettissima la linea politica decisa al congresso, dopo mesi di discussioni interne e un lungo periodo di progressiva passivizzazione. Insomma, facendo uscire il partito dalle sue stanze. Il congresso ha deciso una linea chiara, ne propongo la gestione unitaria.

Ma Vendola ha già detto che non entrerà in nessun organismo dirigente. La “Rifondazione per la sinistra” sarà una spina nel fianco?
Vedremo nel concreto. Io considero il pluralismo una ricchezza, se non è correntismo. Il partito nel partito, al contrario, lo giudico un impoverimento. Sarei perplesso se chi vuole l’unità della sinistra poi, per esempio, proponesse una manifestazione solo della sua corrente.

Dicono che in realtà volevi fare il segretario fin dall’inizio; che sei stato «furbetto» e hai impedito l’accordo con la mozione che aveva il 47% dei voti.
Ho sempre detto che prima bisognava discutere di politica e non fare una sorta di primarie. Sarebbe stato un plebiscitarismo, questo sì, sbagliato. Quanto all’accordo, ci è stata proposta come base la relazione di Nichi Vendola. Che è legittimo, ma non era una posizione condivisibile e non diceva una parola sulla necessità di una svolta a sinistra dopo l’esperienza del governo Prodi. Erano linee politiche diverse e c’era un rischio che andava evitato a tutti i costi: produrre un documento ambiguo in cui non si capiva niente, lasciando Rifondazione nel pantano. Nessuna delle mozioni ha avuto la maggioranza assoluta e compito del congresso era determinare una sintesi. Questo è stato possibile con le altre mozioni ma non con la due.

Ma è vero o no che la maggioranza che ha vinto il congresso è eterogenea? Quale progetto politico la tiene insieme?
Intanto ricordo che questa maggioranza è meno eterogenea di quella che sostenne Bertinotti contro Cossutta nel ‘98: c’era, per esempio, l’area di Sinistra critica che oggi è fuori dal Prc. Ma, battute a parte, le quattro mozioni si sono ritrovate su un progetto politico chiaro, che nel documento votato dal congresso si articola in tre punti fondamentali. Il primo: si riparte da Rifondazione comunista, come partito (le tesi della conferenza di organizzazione di Carrara) e come progetto politico (il tema della rifondazione comunista e della trasformazione radicale della società). Il secondo: rilancio a partire da un nuovo lavoro nel sociale. La Sinistra arcobaleno ha perso perché era un’unità di ceti politici fuori dalla società. Il che significa riscoprire il senso pieno della parola politica: non solo stare nelle istituzioni, ma costruire lotte e mutualismo, come era nel movimento operaio. E terzo: svolta a sinistra. Cioè riprendere piena autonomia dal Pd. Non vogliamo essere l’estrema sinistra di un partito liberale, ma il partito di un nuovo movimento operaio che si pone il problema della trasformazione della società. Il nodo deve essere la costruzione dell’opposizione a Berlusconi e Confindustria a partire dalla difesa del contratto nazionale di lavoro. E in questo lavoro di costruzione, fondamentale è tenere insieme questione sociale, questione morale, questione democratica.

Ti riferisci alle polemiche su Di Pietro che hanno tenuto banco nel dibattito congressuale?
Il mio lavoro è far sì che sia il Prc a convocare una piazza e non partecipare alla manifestazione di altri con cui non si condividono molte questioni. Dire che sono un giustizialista è una stupidaggine. Semplicemente penso che la sinistra non può stare a guardare, deve muoversi e giustamente mostrare la propria indignazione contro le leggi vergogna di Berlusconi. Meglio Piazza Navona che niente. Ripeto: il nostro vero problema è farla noi la manifestazione. E ne approfitto per respingere l’accusa di essere un plebeista. Dico solo che non si può separare la politica dal sociale. Questa sì sarebbe una visione subalterna. Bisogna socializzare la politica per politicizzare il conflitto sociale.

Che vuoi dire?
A noi serve una politica nell’accezione più larga, che sappia padroneggiare la complessità dell’agire politico. Per noi comunisti politica vuol dire trasformazione della realtà, sia quando lavoriamo nelle istituzioni, che quando lavoriamo nella società. Considero pericolosa l’autonomia della politica (tipica della sinistra moderata), dove i ceti dirigenti si sentono liberi di fare quello che vogliono. La politica come arte della governabilità, come fatto separato dalla società, non c’entra niente con il comunismo. Cos’era il Pci quando aveva due milioni di iscritti? Non era certo quello degli eletti, ma quello che lavorava nei quartieri, nelle fabbriche. I consiglieri erano i terminali della lotta che si faceva sul territorio (mi viene in mente la battaglia contro la legge truffa). Non è quello che abbiamo fatto dopo Genova? Invece, gli ultimi due anni hanno indotto nel Prc modifiche non consapevoli di cultura politica. E’ vero che la critica alla casta è egemonizzata dalla destra e dalla Confindustria, ma non possiamo far finta di niente. O facciamo nostra la critica, da sinistra, o siamo muti. Non a caso proponiamo di attuare le decisioni prese a Carrara, come la rotazione delle cariche e la non cumulabilità degli incarichi.

Il Pd è preoccupato. Veltroni dice che hanno vinto «le posizioni più estreme». Vuoi far cadere tutte le giunte di centrosinistra?
Hanno vinto posizioni di sinistra. Non c’è nulla di estremista. Chiediamo cose semplici come la giustizia sociale, la liberà, il rispetto dell’ambiente e l’allargamento dei diritti. Mi viene da dire che chi ha iniziato la legislatura con l’abbraccio a Berlusconi dovrebbe considerare estremista pure Rosy Bindi e la dottrina sociale della Chiesa. Ed è una stupidaggine l’idea che faremo cadere tutte le giunte locali. Sono boatos frutto di una campagna tesa a deformare la nostra posizione, come quasi su tutto. Quello che diciamo è che, nel rispetto dei livelli locali di decisione, occorre fare una ricognizione della nostra attività istituzionale, per verificare se è coerente con la nostra linea politica. Cioè se dà risposte alla domanda sociale, visto che gli enti locali sono il primo interlocutore del cittadino (si pensi alla casa, agli asili nido, alle rette, ecc) e il loro potere è via via aumentato con il federalismo. Per come la vedo io, le giunte di centrosinistra si devono distinguere nettamente da quelle di destra. In alcune questa differenza è esigua. Lunga vita, quindi, alla giunta pugliese, ma ritengo sbagliato rientrare nella giunta della regione Calabria.

Leggi anche le interviste a Paolo Ferrero su Repubblica, sul Mattino e sulla Stampa

18 Responses to “Ferrero: Ora gestione unitaria. Il Prc non guarda indietro”


  1. 1 Filippo Bari

    Credo che il PRC abbia bisogno di un organo di informazione di massa.
    Quindi
    a) potenziare la nostra presenza in rete
    b) una radio è proprio quello che ci vuole. La considererei come una priorità.

    Auguorni a Paolo e a tutti i compagn@

  2. 2 il lonfo

    e la giunta campana???
    in quella che si fa??????????

  3. 3 Posturanismo

    Non so voi, ma io Paolo lo condivido appieno. Come non condividere le sue parole?

  4. 4 limpido

    La decisione della campania spetta al cpr campano, la stessa cosa vale per la calabria. Certo se fosse per me dovremmo uscire dalla regione campania e non entrare in giunta in Calabria, mentre verificherei situazione per situazione.
    Davvero la vicenda calabrese rappresenta la tristezza di questi tempi, al congresso una giovane comunista ci raccontava della propria terra, mi chiedo cosa pensi del rientro in giunta Loiero, e che sinistra vuol rifondare con queste scelte.
    Dov’è finita quella necessaria resistenza morale che contraddistingueva noi dagli altri, mi domando cosa direbbe Impastato di queste scelte….

  5. 5 Luca

    Spero vivamente che Vendola e i suoi non si mettano di traverso. E’ incredibile la loro arroganza: troppo abituati a dominare il partito ocn metodi discutibili, ora non ci stanno a fare la minoranza e a contribuire alla gestione del partito. Piena fiducia al nuovo segretario. Forza Paolo, la maggior parte della base è con te!!!

  6. 6 daniela

    Aspetto allora di vedere il prc uscire dalla giunta toscana dove è entrato con i voti dell’area grassi, ferrero, bertinotti, e con i voti contro delle altre aree.

    Basta fare due conti per capire che non è più il caso di rimanere in quella giunta…

    o no?

  7. 7 Mino

    La cosa che più apprezzo in Paolo è la semplicità e la chiarezza dei suoi discorsi… in bocca al lupo, compagno segretario!!!!!!!!!!

  8. 8 Pietro Cruccas

    Spero vivamente che Paolo faccia risorgere Rifondazione Comunista.
    Erano anni che che mi sentivo orfano del partito.
    Ora vedo la speranza che molti militanti comunisti riprendano ad impegnarsi per il partito.
    Piena fiducia al nuovo gruppo dirigente.

  9. 9 picchiotto

    non mi sono mai iscritta a prc, pur avendo sempre sostenuto col voto questa parte politica. l’ultima volta ho votato per senso di fedeltà, ma con poca convinzione. a settembre, però, chiederò la tessera al partito. ora è proprio arrivato il momento!!!
    forza paolo, forza tutti. ci aspetta un autunno in salita e tanto, tanto lavoro.

  10. 10 andrea

    care cari capisco che ora è il tempo di “festeggiare” ma è meglio calmarsi. Settembre sarà un mese difficile sotto tanti punti di vista.Comunque non mi rassegno al fatto che il 47% del partito non sia con noi…..vedremo riposatevi e forza…

  11. 11 jack

    Evviva e complimenti! Pero teniamo su anche questo sito chwe è fatto bene ed è anche utile alle/i compagni/e (anche perchè c’è la rassegna stampa ;) )

  12. 12 peppinio

    Avanti con la svolta a sinistra!
    Torniamo a lottare al fianco dei lavoratori e dei disoccupati del mezzogiorno. Basta con bassolino , loiero e quelli del Pd. Possiamo ricostruire il partito! non un passo indietro

  13. 13 Gianni

    Ciao compagni,
    sono contento per l`esito del congresso del nostro partito, sono contento per Ferrero segretario perche` mi sembra una persona onesta che ha fatto un`autocritica seria a differenza degli altri. Per quanto sono contento sono pero` preoccupato perche` a sentire le parole oscene di Niky Vendola ora tenteranno apertamente di sciogliere il partito aumentando il tesseramento a dismisura con l`unico obbiettivo di indebolire il partito fino a portarlo allo scioglimento alla prima occasione buona. E` la prima volta che qualcuno promuove un tesseramento non per rafforzare il partito ma per scioglierlo e questo e` davvero scandaloso oltre che viola chiaramente le regole di questo partito. Io penso che non possiamo permettere che questo accada, non possiamo stare a guardare mentre Vendola dice che fara` aumentare il tesseramento per ribaltare questa maggioranza e cioe` fare quello che ha tentato di fare in questo congresso fortunatamente senza riuscirci. Io credo che il partito si debba dare delle regole perche` questo non possa avvenire, il partito e` dei militanti e non della “sinistra diffusa”, il partito e` di chi lo vuole far crescere per rafforzarlo e non per scioglierlo. Facciamo delle regole serie per savare il partito perche` altrimenti compagni questa vittoria sara` solamente l`inizio della fine del nostro Partito!

  14. 14 michele

    Ho sentito molte cose in questi giorni in merito al congresso di Rifondazione Comunista e alla vittoria di Paolo Ferrero come segretario.
    Sofisticate analisi politiche, angosciose profezie, peccato che niente di quanto sia stato scritto e detto corrisponda a verità.

    La verità è detta da un delegato della mozione 2, è molto più semplice e quindi molto più sofferta:
    abbiamo perso perché oltre Vendola, ed in nome di Vendola, non avevamo nessuna proposta politica.

    Abbiamo fatto i congressi gonfiando a dismisura il tesseramento del 2008!
    Approfittando di una leggerezza formale che “obbligava” a rinnovare le tessere per l’anno in corso, in modo da permettere ai vecchi iscritti di poter esercitare il loro diritto di voto; abbiamo così cominciato a fare tessere a chiunque avesse delle relazioni sociali con noi. Roma, Bari, Napoli, Reggio Calabria, abbiamo tranquillamente tesserato, operatori sociali, ex indultati, iscritti al Sert, disoccupati dei corsi di Formazione, per poter ribaltare un risultato congressuale già segnato dalla sconfitta in comitato Politico nazionale all’indomani del 13 e 14 aprile.

    Aver ribaltato i “numeri” tuttavia, non è servito, anzi, le nostre delegazioni congressuali sono state “segnate” negativamente dalla composizione di una platea composta da “ignavi” delle più elementari regole di funzionamento di un congresso, accanto a capo mozioni che indicavano cosa fare: quando votare, quando battere le mani, sedevano degli spaesati personaggi annoiati e stanchi.

    I dirigenti nazionali e regionali della mozione 2, nella scelta di composizione della nostra platea ci hanno fortemente danneggiato! Difficile dire se le scelte di quest’ultimi sono stato il frutto di un gesto di solidarietà politica “per gli ultimi del mondo”, oppure un calcolo al ribasso del materiale umano. Aver pensato ai numeri ed al controllo dei delegati, non ci ha permesso di formulare una proposta politica adeguata, una “sola proposta veramente adeguata”!

    Il primo incontro di delegazione della mozione vendoliana ha visto 4 diverse opzioni politiche alcune delle quali tese chiaramente ad indebolire Vendola stesso. Qualcuno in quella sala ha cercato di spiegare ai nostri brillanti dirigenti ( già così brillantemente trombati alle elezioni politiche) che chiedere “tanto” significa chiedere “niente” visti i numeri risicati, ma loro non hanno voluto ascoltarci!
    “Chiedere tanto” significava una sola cosa: provocare il suicidio politico dell’unico candidato credibile della Sinistra Italiana ed i nostri dirigenti l’hanno fatto!

    La proposta della costituente della Sinistra, formulata durante quel giovedì notte, in disprezzo ad qualsiasi tentativo di ragionevole mediazione con le altre componenti, ha avuto l’effetto di compattare al di là di ogni possibile immaginazione la base trotskista di Claudio Bellotti con la base stalinista di Claudio Grassi.

    Volevamo ostentare la solidità dei numeri ed abbiamo avuto in risposta lo schiaffo dell’immaginazione politica che in nome della salvezza del Partito e della Falce e Martello ha rinunciato a qualsiasi calcolo ideologico, umiliandoci in fatto di serietà e concretezza.

    Allora una domanda? I nostri irresponsabili “responsabili” nazionali e regionali quando vista l’incapacità politica decideranno di scomparire dalla scena politica? Quando decideranno per onestà intellettuale di fare un regalo alla sinistra italiana ed andarsene a casa? Bertinotti da grande Uomo l’ha fatto gli altri quando lo seguiranno?
    Cordialmente Michele.

  15. 15 mau68

    il problema di Liberazione…
    credo che sia chiaro il comportamento del direttore sia durante che dopo il congresso: schierato con Vendola ha cercato in tutti i modi di influire sul voto congressuale e poi -dopo l’elezione di Ferrero- cerca di “denigrare” il partito (vedi articoli di martedì 29 di Mauro e intervista di Marrone, messa senza rilievo nelle pagine interne l’adesione di Menapace) in particolare con la scelta della prima pagina di mercoledì 30: intervista con titolazione eloquente a D’Alema. Abbastanza eloquente risulta la “sfida” al PRC di Sansonetti nell’intervista a La Repubblica 30 cm pag 11: ” … non ho capito benissimo quel che il neosegretario ha spiegato sul futuro di Liberazione… Rivendico tutto… strizzare l’ochio a Di Pietro, anticomunista, anti indulto, anti commissione G8, è il peggiore errore in cui si può inciampare.”
    Falsificando le posizioni di Ferrero (strizzare l’ochio a Di Pietro, sic) continua l’opera di “denigrazione” del partito, su uno dei massimi giornali della “borghesia della borghesia illuminata”;
    molto probabilmente vuole “tirare la corda” da poter così -in caso di intervento dell’ “editore di riferimento”- “urlare” all’attacco stalinista verso l’autonomia del quotidiano!
    Maurizio Pucci, Massa Carrara

  16. 16 ned ludd'75

    Michele ci ha dato notizie importantissime. Non è stato facile per lui, immagino, riferirle in questo sito e spezzare il legame coi dirigenti della sua mozione. I comportamenti che sono stati dichiarati nel suo post sono di una gravità assoluta: violatori di qualsiasi norma di correttezza presente in una comunità; questi comportamenti hanno fatta carta straccia dello statuto e superano le peggiori denunce fatte da molti compagni su questo ed altri siti ed alle quali non si riusciva completamente a credere. Io credo che se nessuno dirigente della mozione n.2 smentirà le dichiarazioni di Michele contenute in questo post, ci siano tutti gli estremi poichè il COLLEGIO DI GARANZIA intervenga per indagare ed eventualmente reprimere tali comportamenti che sporcano, infangano Rifondazione Comunista ed i tantissimi militanti e dirigenti onesti che quotidianamente, senza nessuno tornaconto economico, mandano avanti questo partito.

  17. 17 romololeft

    ferrero è il compagno migliore per il rilancio di rifondazione.Persona onesta umile e intransigente(un vero comunista).

  1. 1 Peccato… » AlessandriAcolori

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