Ma compagni siete davvero convinti che il futuro di Rifondazione possa dipendere da come Fosco Giannini e Claudio Bellotti si svegliano al mattino? Compagno Grassi che fine farà questa segreteria quando Falcemartello porrà il veto sulle alleanze locali? Chiederà il sostegno alla due? (e non dirmi che decidono le federazioni perchè le regionali dovranno pur venire, prima o poi)
E Compagno Ferrero cosa faremo alle Europee,la sinistra europea o la lista dei comunisti con i fan del KKE?
caro compagno tonino, non credo che il futuro di questo partito possa essere scelto dagli umori con cui si sveglia al mattino questo o quest’altro dirigente nazionale; che esso sia un Fosco Giannini, un Claudio bellotti (che seguendo il suo discorso stimo molto per la limpidezza e la coerenza), un Nichi Vendola o un Paolo Ferrero. Sono però convinto che debba essere deciso basandosi su una linea politica chiara e coerente che si basi su un’analisi obiettiva di quella che è la realtà che ci circonda, la realtà delle contraddizioni della nostra epoca, la realtà delle condizioni materiali dei nostri ceti sociali di riferimento, la realtà del conflitto sociale. Tocchi un nodo fondamentale parlando di alleanze locali. Sei davvero convinto che sia “salutare” per il nostro partito perseguire in alleanze e giunte come quella Bassolino in Campania? o riproporre in altre salse un’accordo di centro-sinistra origine di quella sconfitta disastrosa che è stata il 14 aprile? non so quali e quante esperienze ancora occcorrano per comprendere la reale natura del partito democratico come forza filo-confindustriale e comprendere che un’opposizione e veti ad alleanze con il partito dei calearo e colaninno non dipenda da come ci si sveglia un mattino ma da una visione generale di quello che tale partito rappresenta.
sono così importanti le ‘alleanze locali’ ? non sono state un fallimento dappertutto finora ? quale sindaco o presidente di provincia o regione (vendola incluso !!) ha fatto qualcosa di importante per i lavoratori ? speriamo proprio che tirare dentro falcemartello serva a non fare piu’ certe s***e (schifezze) !!
le liste alle europee, poi, cosa c’entrano ? mi risulta che alle scorse elezioni, in pieno dominio bertinottiano, rifondazione sia andata alle elezioni come rifondazione comunista. sì, ci stava anche il simbolo della sinistra europea, che gli elettori manco hanno notato. tempesta in un bicchier d’acqua
vendola sta al governo in puglia con democristiani, dipietristi (che secondo bertinotti sono ‘di destra’) e ladri di tutti i tipi ma ferrero non puo’ governare il partito con giannini e bellotti ??
caro Tonino, ma sei davvero così impaziente di trovarti nei caldi abbracci di dino della binetti, di rutelli, di quel fulgido esempio di sinistra che corrisponde al nome di franceschini? Davvero oggi pensi che la questione sia se faremo o meno le alleanze alle regionali con il pd? Davvero pensi che gli emuli dei sopra nominati a livello locale siano meglio dei padrini? Davvero pensi che si debba stare in giunta con bassolino, con l’inquisita giunta calabra? Davvero avere l’assessorato al turismo dell’emilia romagna ha fatto fare un passo avanti alla qualità della vita in emilia? Se le tue risposte sono si, beh allora chiama veltroni e bettini, magari dopo avere rivisto la puntata su roma e l’urbanistica contrattata, e fatti un giro dai loro paraggi, vedrai che da lì non si sentono le puzze io invece continuo ad andare in metro e autobus e vedo che le persone non vivono bene, magari tu si. Cordilità
massimo
Se Falce e martello pone il veto si decide con la maggioranza dei voti favorevoli.
Alle europee le liste sono nazionali e non ci sono problemi sulla collocazione ne parlamento.
C’è una linea politica chiara ed avanzata che è stata deliberata al congresso. Tutte le tue domande trovano risposta lì. Presto apriremo al PDCI, alla sinistra critica ed al PCL. Forse non hai capito che il PD è morto come il riformismo che lo ispira, che tra due poli capitalisti(PD e PDL) serve il polo anticapitalista che dia un’altra idea di società, di stato, di libertà rispetto a quelle idee che noi occidentiali siamo abituati a concepire. Rispetto a questo grande lavoro di teoria e prassi le beghe D’alemiane che animano la vostra mozione sono piccolezze. Quanto a te, Cafeo, ci devi ancora spiegare cosa ti ha illuminato sulla via di Damasco: eri un fan accanito del compagno Ferrero, poi, improvvisamente il tuo idolo è diventata la costituente di sinistra…
Il potere costruito con il bilancino della matematica consegnerà un partito ingessato.
e me li vedo i tanti poltronai che conosco fare i conti con le richieste di falce e martello..
fabio amato sarebbe felice di fare una lista con il KKE…
Caro Ned Ludd quando la smetterete tu e gli amici tuoi di attribuire ai compagni di Rifondazione per la sinistra la subalternità al PD e ogni altra nefandezza? ( come quell’altro..non voglio dire cosa che dice che “Vendola governa coi ladri”)Sono questi i vostri argomenti? Cmq se ti piace il pdci, ferrando e altre cose simili,auguri buona fortuna davvero, ma questo è il XXI secolo, non scordarlo!
Io comunque non ero e non sono un fan sfegatato di nessuno:ricordo solo che ho imparato tantissimo da un compagno che per anni ha teorizzato il “movimento politico e sociale per l’alternativa” , invitato a non chiudersi nei propri recinti, affermato che il PRC doveva guardare all’Izquierda Unida spagnola e che-pensa un pò- sarebbe stato folle far cadere Prodi.
Era forse Nichi Vendola? No, si chiamava Giovanni RussoSpena
Vorrei rassicurare il compagno cafeo sul fatto che questa maggioranza è più unita di quanto possa emergere dalla lettura dei documenti congressuali (e dei giornali). E ciò per motivi diversi ma complementari:
1. Perchè a volere l’unità tra Ferrero, Grassi, Pegolo e Bellotti è stata la grande spinta venuta dal basso della militanza, esasperata da una gestione del partito che definire scandalosa è un complimento. E’ a questa spinta, al desiderio di voltare pagina che i compagni della direzione dovranno renere conto, non solo alle loro rispettive aree.
2. Perchè il congresso finalmente fa chiarezza sullo stato del partito: da un lato i liquidatori dall’altro i rifondatori dle comunismo, da un lato i riformisti dall’altro i comunisti,
da un lato i superatori e rinnegati del comunimso, dall’altro coloro che a vario titolo si riconoscono in una tradizioneche ritengono fertile e produttiva per l’oggi e per il domanini, da un lato i seguaci di un profeta, dall’altro il corpo militante.
3. Perchè si è fatta anche una scelta di campo, tra il campo del nuovo centrosinistra, riformista e colluso coi poteri forti, e il campo anticapitalista, aperto a tutte le forze e i movimenti che considerano irriformabile e quindi da rovesciare questo sistema produttivo e sociale.
Un bagno di umiltà all’opposizione non può che farvi bene, per sbollire il furure religioso che vi pervade e ritornare coi piedi per terra. Quando avrete fatto pace con la vostra coscienza e dignità, battete pure un colpo e le porte del partito si apriranno nuovamente anche per voi. Se intendete continuare su questa strada, vi mettete automaticamente fuori dalla comunità politica di Rifondazione Comunista.
“i rinnegati”??!! fabrizio, ma chi sei?? il nipote di Stalin??
Ma di che base vai cianciando? I famosi congressi del nord ( quelli dove avete vinto ) ve li siete fatti in quattro gatti…dove questo partito ha un minimo di base abbiamo vinto noi e non è un caso.
Se questo è il comune sentire della “nuova”rifondazione mi auguro di non vedervi mai al governo: rischieremmo tutti di fare la fine dei dissidenti nella vecchia urss!
Quando Cossutta e Diliberto fecero la scissione del PdCI, rivolgevano a Bertinotti le stesse accuse che oggi gli epigoni di Bertinotti lanciano a Ferrero. Per Cossutta, Bertinotti era diventato un estremista, si era alleato con i trotskisti, aveva imposto una mutazione genetica al PRC e così via. Poi i fatti hanno dimostrato chi davvero ha rinunciato al progetto strategico della Rifondazione Comunista. Penso che si stia ripetendo lo stesso meccanismo con Vendola e Migliore, nelle parti di Cossutta e Diliberto.
Come si è già dimostrato una volta, penso che quel progetto sia più forte e durevole dei dirigenti che hanno pensato di incarnarlo “a divinis”.
mah, caro Ferrari, a me pare che Diliberto invece sia molto contento di questa “svolta” ..i conti non tornano evidentemente.
Sarò schematico ma -per me- la posta di questo congresso era assomigliare alla Linke o al partito comunista portoghese..è stata scelta la seconda strada ( malgrado le buone intenzioni di Ferrero)
Il congresso lo ha “vinto”l’ernesto .
vedi che è il contrario Cafeo. Diliberto tifava segretamente per la mozione II: solo così infatti avrebbe avuto “sangue” nel suo partito, nella speranza che molti compagni delusi si rifugiassero nel PDCI. Perchè hanno fatto un CPN di 580 elementi? Non te lo sei chiesto? Perchè convinti che vincesse Vendola, gli iscritti da più tempo volevano il posto al sole rispetto a quelli che sarebbero arrivati. Gli abbiamo scompaginato i piani. Compagno Cafeo, non farti sequestrare le idee da una logica correntizia e ricordati che il congresso è terminato: la linea politica venuta fuori da Chianciano è tra le più avanzate in Europa. Se poi anche a te non piace “la plebe” e fai il razzista contro i compagni dell’Ernesto, mi dispiace ma ci sono altri partiti PD e SD nei quali proseguire la tua militanza.
Cordiali saluti
Caro Cafeo, Diliberto ha il problema che a questo punto non sa più bene dove portare il suo partito e spera che Rifondazione gli offra una sponda. Anch’io penso che sarebbe ancora più contento se andasse avanti comunque l’idea della Costituente di Sinistra per potergli contrappore la Costituente Comunista. La scommessa di Chianciano è che il rilancio del PRC imposti la questione dell’unità in termini diversi dalla contrapposizione ideologica e quindi chiuda gli spazi ad entrambe le ipotesi.
Sul parallelo Ferrero 2008-Bertinotti 1998 si può leggere quanto ha scritto Maura Cossutta (figlia di Armando e tra le promotrici della scissione che diede vita al PdCI):
“Ma la vittoria di Ferrero non può stupire più di tanto. Sembra allora piuttosto un dejà vu, per chi ben ricorda la storia di Rifondazione e il passaggio di un altro lontano congresso, nel 1998.
Una spaccatura netta, oggi come ieri. Oggi, come allora, è stata ribaltata per una manciata di voti la maggioranza politica decisa nel congresso precedente e si è compattata un’altra maggioranza, ibrida, fatta di alleanze a dir poco improbabili, tra anime e culture politiche che si sono sempre contrapposte e che restano sempre le stesse, dei nostalgici di Democrazia Proletaria, dei comunisti duri e puri e dei trotzkisti. Nel ‘98 è stato Bertinotti a rompere la sua maggioranza e ad allearsi con loro, oggi è stato Ferrero. Sono cambiati i soggetti, ma le cose si ripetono. Ieri come oggi hanno prevalso alleanze costruite più su accordi e interessi organizzativi che politici. Ha prevalso il primato delle logiche di governo interno del partito, più che il primato della politica. Sono sopravvissute le appartenenze “a priori”, senza investire sul processo di ricomposizione della cultura politica di un partito che (come indica nel nome) questo avrebbe dovuto perseguire. “Rifondazione comunista” in realtà non è stata rifondazione proprio di nulla, né di pensiero né di pratiche.”
Ma compagni siete davvero convinti che il futuro di Rifondazione possa dipendere da come Fosco Giannini e Claudio Bellotti si svegliano al mattino? Compagno Grassi che fine farà questa segreteria quando Falcemartello porrà il veto sulle alleanze locali? Chiederà il sostegno alla due? (e non dirmi che decidono le federazioni perchè le regionali dovranno pur venire, prima o poi)
E Compagno Ferrero cosa faremo alle Europee,la sinistra europea o la lista dei comunisti con i fan del KKE?
caro compagno tonino, non credo che il futuro di questo partito possa essere scelto dagli umori con cui si sveglia al mattino questo o quest’altro dirigente nazionale; che esso sia un Fosco Giannini, un Claudio bellotti (che seguendo il suo discorso stimo molto per la limpidezza e la coerenza), un Nichi Vendola o un Paolo Ferrero. Sono però convinto che debba essere deciso basandosi su una linea politica chiara e coerente che si basi su un’analisi obiettiva di quella che è la realtà che ci circonda, la realtà delle contraddizioni della nostra epoca, la realtà delle condizioni materiali dei nostri ceti sociali di riferimento, la realtà del conflitto sociale. Tocchi un nodo fondamentale parlando di alleanze locali. Sei davvero convinto che sia “salutare” per il nostro partito perseguire in alleanze e giunte come quella Bassolino in Campania? o riproporre in altre salse un’accordo di centro-sinistra origine di quella sconfitta disastrosa che è stata il 14 aprile? non so quali e quante esperienze ancora occcorrano per comprendere la reale natura del partito democratico come forza filo-confindustriale e comprendere che un’opposizione e veti ad alleanze con il partito dei calearo e colaninno non dipenda da come ci si sveglia un mattino ma da una visione generale di quello che tale partito rappresenta.
sono così importanti le ‘alleanze locali’ ? non sono state un fallimento dappertutto finora ? quale sindaco o presidente di provincia o regione (vendola incluso !!) ha fatto qualcosa di importante per i lavoratori ? speriamo proprio che tirare dentro falcemartello serva a non fare piu’ certe s***e (schifezze) !!
le liste alle europee, poi, cosa c’entrano ? mi risulta che alle scorse elezioni, in pieno dominio bertinottiano, rifondazione sia andata alle elezioni come rifondazione comunista. sì, ci stava anche il simbolo della sinistra europea, che gli elettori manco hanno notato. tempesta in un bicchier d’acqua
vendola sta al governo in puglia con democristiani, dipietristi (che secondo bertinotti sono ‘di destra’) e ladri di tutti i tipi ma ferrero non puo’ governare il partito con giannini e bellotti ??
caro Tonino, ma sei davvero così impaziente di trovarti nei caldi abbracci di dino della binetti, di rutelli, di quel fulgido esempio di sinistra che corrisponde al nome di franceschini? Davvero oggi pensi che la questione sia se faremo o meno le alleanze alle regionali con il pd? Davvero pensi che gli emuli dei sopra nominati a livello locale siano meglio dei padrini? Davvero pensi che si debba stare in giunta con bassolino, con l’inquisita giunta calabra? Davvero avere l’assessorato al turismo dell’emilia romagna ha fatto fare un passo avanti alla qualità della vita in emilia? Se le tue risposte sono si, beh allora chiama veltroni e bettini, magari dopo avere rivisto la puntata su roma e l’urbanistica contrattata, e fatti un giro dai loro paraggi, vedrai che da lì non si sentono le puzze io invece continuo ad andare in metro e autobus e vedo che le persone non vivono bene, magari tu si. Cordilità
massimo
perchè tu volevi fare l’alleanza con vendola? ma non scherziamo!!!!
ora ripartiamo da rifondazione, dal comunismo. e se si deve rompere con le giunte locali allora romperemo.
dobbiamo ricostruire il nostro partito dall’opposizione.
caro tonino bisogna saper perdere impara un po’ magari dopo tanmti anni riesci anche tu a costruire qualcosa
Se Falce e martello pone il veto si decide con la maggioranza dei voti favorevoli.
Alle europee le liste sono nazionali e non ci sono problemi sulla collocazione ne parlamento.
C’è una linea politica chiara ed avanzata che è stata deliberata al congresso. Tutte le tue domande trovano risposta lì. Presto apriremo al PDCI, alla sinistra critica ed al PCL. Forse non hai capito che il PD è morto come il riformismo che lo ispira, che tra due poli capitalisti(PD e PDL) serve il polo anticapitalista che dia un’altra idea di società, di stato, di libertà rispetto a quelle idee che noi occidentiali siamo abituati a concepire. Rispetto a questo grande lavoro di teoria e prassi le beghe D’alemiane che animano la vostra mozione sono piccolezze. Quanto a te, Cafeo, ci devi ancora spiegare cosa ti ha illuminato sulla via di Damasco: eri un fan accanito del compagno Ferrero, poi, improvvisamente il tuo idolo è diventata la costituente di sinistra…
Il potere costruito con il bilancino della matematica consegnerà un partito ingessato.
e me li vedo i tanti poltronai che conosco fare i conti con le richieste di falce e martello..
fabio amato sarebbe felice di fare una lista con il KKE…
Caro Ned Ludd quando la smetterete tu e gli amici tuoi di attribuire ai compagni di Rifondazione per la sinistra la subalternità al PD e ogni altra nefandezza? ( come quell’altro..non voglio dire cosa che dice che “Vendola governa coi ladri”)Sono questi i vostri argomenti? Cmq se ti piace il pdci, ferrando e altre cose simili,auguri buona fortuna davvero, ma questo è il XXI secolo, non scordarlo!
Io comunque non ero e non sono un fan sfegatato di nessuno:ricordo solo che ho imparato tantissimo da un compagno che per anni ha teorizzato il “movimento politico e sociale per l’alternativa” , invitato a non chiudersi nei propri recinti, affermato che il PRC doveva guardare all’Izquierda Unida spagnola e che-pensa un pò- sarebbe stato folle far cadere Prodi.
Era forse Nichi Vendola? No, si chiamava Giovanni RussoSpena
Vorrei rassicurare il compagno cafeo sul fatto che questa maggioranza è più unita di quanto possa emergere dalla lettura dei documenti congressuali (e dei giornali). E ciò per motivi diversi ma complementari:
1. Perchè a volere l’unità tra Ferrero, Grassi, Pegolo e Bellotti è stata la grande spinta venuta dal basso della militanza, esasperata da una gestione del partito che definire scandalosa è un complimento. E’ a questa spinta, al desiderio di voltare pagina che i compagni della direzione dovranno renere conto, non solo alle loro rispettive aree.
2. Perchè il congresso finalmente fa chiarezza sullo stato del partito: da un lato i liquidatori dall’altro i rifondatori dle comunismo, da un lato i riformisti dall’altro i comunisti,
da un lato i superatori e rinnegati del comunimso, dall’altro coloro che a vario titolo si riconoscono in una tradizioneche ritengono fertile e produttiva per l’oggi e per il domanini, da un lato i seguaci di un profeta, dall’altro il corpo militante.
3. Perchè si è fatta anche una scelta di campo, tra il campo del nuovo centrosinistra, riformista e colluso coi poteri forti, e il campo anticapitalista, aperto a tutte le forze e i movimenti che considerano irriformabile e quindi da rovesciare questo sistema produttivo e sociale.
Un bagno di umiltà all’opposizione non può che farvi bene, per sbollire il furure religioso che vi pervade e ritornare coi piedi per terra. Quando avrete fatto pace con la vostra coscienza e dignità, battete pure un colpo e le porte del partito si apriranno nuovamente anche per voi. Se intendete continuare su questa strada, vi mettete automaticamente fuori dalla comunità politica di Rifondazione Comunista.
“i rinnegati”??!! fabrizio, ma chi sei?? il nipote di Stalin??
Ma di che base vai cianciando? I famosi congressi del nord ( quelli dove avete vinto ) ve li siete fatti in quattro gatti…dove questo partito ha un minimo di base abbiamo vinto noi e non è un caso.
Se questo è il comune sentire della “nuova”rifondazione mi auguro di non vedervi mai al governo: rischieremmo tutti di fare la fine dei dissidenti nella vecchia urss!
Quando Cossutta e Diliberto fecero la scissione del PdCI, rivolgevano a Bertinotti le stesse accuse che oggi gli epigoni di Bertinotti lanciano a Ferrero. Per Cossutta, Bertinotti era diventato un estremista, si era alleato con i trotskisti, aveva imposto una mutazione genetica al PRC e così via. Poi i fatti hanno dimostrato chi davvero ha rinunciato al progetto strategico della Rifondazione Comunista. Penso che si stia ripetendo lo stesso meccanismo con Vendola e Migliore, nelle parti di Cossutta e Diliberto.
Come si è già dimostrato una volta, penso che quel progetto sia più forte e durevole dei dirigenti che hanno pensato di incarnarlo “a divinis”.
mah, caro Ferrari, a me pare che Diliberto invece sia molto contento di questa “svolta” ..i conti non tornano evidentemente.
Sarò schematico ma -per me- la posta di questo congresso era assomigliare alla Linke o al partito comunista portoghese..è stata scelta la seconda strada ( malgrado le buone intenzioni di Ferrero)
Il congresso lo ha “vinto”l’ernesto .
vedi che è il contrario Cafeo. Diliberto tifava segretamente per la mozione II: solo così infatti avrebbe avuto “sangue” nel suo partito, nella speranza che molti compagni delusi si rifugiassero nel PDCI. Perchè hanno fatto un CPN di 580 elementi? Non te lo sei chiesto? Perchè convinti che vincesse Vendola, gli iscritti da più tempo volevano il posto al sole rispetto a quelli che sarebbero arrivati. Gli abbiamo scompaginato i piani. Compagno Cafeo, non farti sequestrare le idee da una logica correntizia e ricordati che il congresso è terminato: la linea politica venuta fuori da Chianciano è tra le più avanzate in Europa. Se poi anche a te non piace “la plebe” e fai il razzista contro i compagni dell’Ernesto, mi dispiace ma ci sono altri partiti PD e SD nei quali proseguire la tua militanza.
Cordiali saluti
Caro Cafeo, Diliberto ha il problema che a questo punto non sa più bene dove portare il suo partito e spera che Rifondazione gli offra una sponda. Anch’io penso che sarebbe ancora più contento se andasse avanti comunque l’idea della Costituente di Sinistra per potergli contrappore la Costituente Comunista. La scommessa di Chianciano è che il rilancio del PRC imposti la questione dell’unità in termini diversi dalla contrapposizione ideologica e quindi chiuda gli spazi ad entrambe le ipotesi.
Sul parallelo Ferrero 2008-Bertinotti 1998 si può leggere quanto ha scritto Maura Cossutta (figlia di Armando e tra le promotrici della scissione che diede vita al PdCI):
“Ma la vittoria di Ferrero non può stupire più di tanto. Sembra allora piuttosto un dejà vu, per chi ben ricorda la storia di Rifondazione e il passaggio di un altro lontano congresso, nel 1998.
Una spaccatura netta, oggi come ieri. Oggi, come allora, è stata ribaltata per una manciata di voti la maggioranza politica decisa nel congresso precedente e si è compattata un’altra maggioranza, ibrida, fatta di alleanze a dir poco improbabili, tra anime e culture politiche che si sono sempre contrapposte e che restano sempre le stesse, dei nostalgici di Democrazia Proletaria, dei comunisti duri e puri e dei trotzkisti. Nel ‘98 è stato Bertinotti a rompere la sua maggioranza e ad allearsi con loro, oggi è stato Ferrero. Sono cambiati i soggetti, ma le cose si ripetono. Ieri come oggi hanno prevalso alleanze costruite più su accordi e interessi organizzativi che politici. Ha prevalso il primato delle logiche di governo interno del partito, più che il primato della politica. Sono sopravvissute le appartenenze “a priori”, senza investire sul processo di ricomposizione della cultura politica di un partito che (come indica nel nome) questo avrebbe dovuto perseguire. “Rifondazione comunista” in realtà non è stata rifondazione proprio di nulla, né di pensiero né di pratiche.”
Ieri come oggi, appunto.