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Care/i Compagne/i
Ho imparato a prendere col giusto peso le notizie dei vari quotidiani, ma qualcosina suppongo di giusto trapela sempre, sè il “buon” Grassi davvero (oggi su repubblica.it) sarebbe sceso ad un compromesso con Vendola, qualsiasi esso sia che portasse il Governatore a capo della Segreteria lo troverei a dir poco scellerato e demenziale.
Ma come; si parla di autonomia, NO con questo pd, più Sinistra, rifondazioneinmovimento, e poi…………..
Spero che sìano davvero fandonie, proprio adesso che ci vuole il sostegno degli altri compagni dei Doc. 3/4 e 5, x impedire che alle macerie si aggiunga fanghiglia.
Saluti proletari
Salve Compagni
Perchè Zero tv continua a ripetere di un accordo gia concluso tra Vendola e Grassi? fatemi capire, sono confuso, che succede?
Compagni ma cercate un accordo con Pegolo e Bellotti è l’unica via d’uscita!!
L’attacco di Vendola e Giordano sulla manifestazione di piazza navona è un segnale che loro hanno preso un’altra direzione, inconciliabile con un reale partito che ha il riferimento nel popolo lavoratore!
Questa dei pensieri lunghi, spesso, e questo appare il caso, diventa un discreto alibi per non affrontare quell’oggi che nell’intervento viene presentato con l’incredibile e fantastica capacità descrittiva di Nichi. Ma sul “fare dell’oggi” Nichi si limita a pochi accenni -tutti politicistici, congressuali - il che da già una misura di una già praticata idea del fare politica. Ovvero la politica dopotutto è questione di apparati non necessariamente legati con la base del partito, nè con il popolo della sinistra (e questo lo dico con rispetto ma anche con l’odierna consapevolezza di quanto accade nell’attuale fare pugliese di Nichi).
Quindi sul “fare dell’oggi” si ritiene sufficiente dare dei segnali, nulla di più.
Ulteriori perplessità nascono dalla seguente considerazione. Da tempo non amo, nè stimo, questa sorte di gioco delle tre carte con il tempo e con gli spazi che consente alla politica di indignarsi per quanto accade agli antipodi -cosa apprezzabile che indigna me come il resto del popolo della sinistra - ci si indigna, quindi, per un oggi molto lontano geograficamente e invece si produce una politica molto meno indignata, se non moderata, sull’oggi locale, quello a noi vicino, oppure, e questo, paradosso non di poco conto, accade nell’intervento in oggetto dove, a fronte degli scenari descritti, si applicano elementi del “fare dell’oggi” poco puntuali se non generici, dove a conti fatti vi è un visibile squilibrio tra questa sorta di iconografia dell’oggi –immaginifica tecnica politica piuttosto diffusa nella recente storia politica del paese – e proposta politica.
Cosa può accadere in questo paradosso?
Potrebbe per esempio accadere che ci si indigna per quanto accade lontano, mentre vicino a noi accadono medesime cose che noi affrontiamo con il fare poco indignato della politica? quello che ha una spanna di pelo sullo stomaco? Certo, l’esperienza di governo pugliese nella sua incomunicabilità con le associazioni ne è la riprova, quando, se si venisse a convegno con l’associazionismo quest’ultimo ci getterebbe in faccia due sostanziali questioni.
La prima. Scelte strategiche importanti non condivise con la società civile, è questo un aspetto rilevante e non di poco conto che può essere obbiettato con la nostra modesta forza nel governo locale. In questo senso la affermazioni sono del tipo “facciamo politica in un recinto”. Risultato: realpolitik e pragmatismo moderato che già tra un paio di giorni correrebbero il rischio di contaminare anche il nostro fare opposizione, quando invece ci sarebbe da domandarsi se il calcolo delle forze in campo sia sempre stato pietra angolare del nostro fare e se le nostre lotte – qualcuna l’abbiamo vinta o no? - ci vedevano sempre partire in posizione vantaggiosa. Colgo, così, un ulteriore brutta contraddizione tra il cuore di noi tutti e i calcoli politici di parte di noi.
Ma c’è ancora una seconda questione che le associazioni pugliesi – importante termometro del nostro fare – non vedono l’ora di gettarci in faccia, cosa del resto fatta già il 13 aprile. La sentina della nostra politica non si è differenziata dal passato e questo è un aspetto che non riguarda le forze in campo, riguarda noi, riguarda il nostro fare. Nomine, incarichi e troppe situazioni eticamente poco apprezzabili hanno modificato l’assetto della nostra immagine, deleterio quadro sublimatosi con la formazione delle liste appoggiata in primis dallo stesso Nichi, riapparso, perlomeno in forma fisica, nelle stanze del partito per manifestare il suo non indifferente parere in tal senso.
In conclusione. Nessuno degli elementi a mia disposizione – oltre ai miei limiti non ne ho poi tanti, di elementi, ma questo è un problema del partito, non mio – mi indica che il futuro di un “partito gentile” esulerebbe da un modello pugliese che ha mostrato tanti e troppi limiti.
Come ho sempre pensato fin dall’inizio, nonostante i tentativi subdoli da parte dei media vendoliani, Claudio non tradirà.
Lo ha detto ieri nel suo intervento.
ho seguito alla radio parte del dibattito di ieri, deliranti le relazioni di de palma e gennaro migliore, pretestuose e vuote a dir poco. pensare che questi due compagni avranno incarichi di direzione mi fa pensare e molto in negativo
condivido, sottoscrivo e faccio mio il post di Filippo