di Francesco Paolillo (il Manifesto del 10/07/2008)
C’è chi giura di aver visto votare gente che, fra il primo ed il secondo piatto, si allontanava da un matrimonio per partecipare al congresso di circolo. Chi, invece, è inorridito vedendo compagni portare alle urne infermi quasi barellati. E chi, poi, ammette di aver riconosciuto giovani di An o Udc partecipare alla scelte delle mozioni. Per molti sono semplici illazioni, per altri la prova provata che a Reggio Calabria Rifondazione va rifondata.
Dunque, l’annullamento del congresso di «Reggio centro» è probabilmente solo la punta di un iceberg. Sono tanti i lati oscuri del congresso di Rifondazione comunista nella città dello Stretto. Abbastanza da frantumare un partito già bloccato da anni di commissariamenti e provato da uno scontro che sta velocemente sbriciolando rapporti, amicizie, sentimenti costruiti in anni di militanza. Quello che sta accadendo nella provincia reggina non è soltanto un duro e serrato confronto sulle mozioni «Vendola» e «Grassi-Ferrero-Mantovani». E’ di più. E’ una vera e propria guerra fatta d’ingiurie, ricorsi e carte bollate che ha coinvolto fratelli, sorelle, persone che un tempo dividevano tutto e che adesso si gettano addosso infamie, incubi, fantasmi.
L’orlo del precipizio è vicino, almeno quanto il congresso nazionale di Chianciano, e vista la situazione tanto delicata, Nichi Vendola ha deciso di scendere in città per ben due volte nel giro di pochi giorni. Lo ha fatto qualche settima fa per incontrare la base e parlare del proprio progetto, lo farà fra poche ore partecipando alla festa del lavoro della Cgil Reggio-Locri. Sa bene, infatti, che la Calabria sarà una regione determinate per le sorti del partito. Che vada bene a lui o che la spuntino gli altri, rappresenta comunque un ago della bilancia.
Nel contestatissimo congresso di «Reggio centro», annullato senza possibilità di ripeterlo dalla commissione nazionale, Vendola ha vinto con 345 voti contro i 2 dell’altra area. Voti andati in fumo per la gioia di Grassi, Ferrero e Mantovani. Così, il caos è sovrano. Allora si contano tessere, numeri, sottoscrizioni. Si guarda in faccia il compagno senza riconoscerlo, si cercano infiltrati che con i comunisti non c’entrano nulla ma che votano per fare un favore ad un amico. Indisturbati. Così, si militarizzano intere sezioni per far svolgere i congressi in maniera corretta. Si tenta e basta. Visto che la realtà è già difficile e se si mettono pure le beghe di corrente le cose si complicano. Claudio Grassi parla dell’assemblea di «Reggio centro» come un momento dove «l’unica cosa che interessava era votare. Bisognava votare e farlo al più presto».
Presente, racconterà di trecento compagni «novelli» privi di tessera in una sezione che conta 460 iscritti: «Tutti quelli con cui ho parlato nel corso della votazione, anche dirigenti del circolo stesso, mi hanno confermato che non solo non avevano la tessera, ma non avevano nemmeno versato la quota per poterne venire in possesso». Semplice prassi, secondo il segretario provinciale Antonio La Rosa che dalle colonne di Liberazione spiega come, spesso, si voti anche senza tessera perché verrà sottoscritta in seguito. Lui stesso ricorda il giorno in cui votò per la prima volta in un congresso: «Nel mio circolo partecipai e votai senza avere la tessera in tasca e senza aver pagato alcuna quota d’iscrizione». Quelli sì che erano altri tempi, quelli sì che erano attimi in cui ci si poteva fidare l’uno dell’altro. Ed al buon La Rosa non resta che imprecare perché, oggi, «si è definitivamente rotto ogni vincolo di fiducia, ogni sentimento di solidarietà».
Tuttavia, l’evoluzione dei rifondaroli reggini resta un caso da manuale. Al tracollo delle comunali del 2007, infatti, non è coinciso un flop di adesioni. Se nel 2002 il Prc raccolse il 4,1%, perdendo quasi un punto e mezzo alle elezioni del 2007 (2,8%), dai primi mesi del 2008 il partito supera abbondantemente le tremila adesioni. Per essere più precisi, fra il 2006 ed il 2007, anni in cui il governo Prodi deludeva i militanti e gli elettori del partito, a Reggio ben mille persone decidevano di sottoscrivere la tessera di Rifondazione, facendo schizzare i numeri del tesseramento fino ad allora fermi a 2.756. Roba da antidoping.
I vendoliani si indignano nel sentir parlare di «tesseramento gonfiato», mentre i grassiani e ferreriani gridano allo scandalo. Ed altri casi limite spuntano a Seminara, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro, dove alle ultime elezioni politiche tutta la Sinistra Arcobaleno ha raccolto 64 voti alla Camera a fronte di 87 iscritti al circolo del Prc. O a Melicuccà, comune dove i 26 tesserati rifondaroli hanno messo insieme 9 voti per il candidato premier Bertinotti. Oppure al circolo «25 Aprile» proprio a Reggio città dove, solo due anni fa, si contavano quasi 30 tesserati che nel 2008 sono diventati 161. Circolo senza segretario né sede. E da queste parti, i più cattivi già parlano di furbetti, «comunisti del quartierino».







Scusate, ma la provincia di Rieti si trova in Calabria? Domando questo perchè a leggere quello che succede mi sembra ci sia molta affinità. Discrepanze madornali tra voti alla SA e voti alla moz. 2 (tutto a favore di quest’ultima), compagni che votano “in deroga” perchè devono andare a cuocere le salsiccie o addirittura prima dell’ inizio della discussione perchè hanno fretta ma sono appena arrivati, congressi con neanche un intervento e/o relazione del segretario che non è neanche un saluto, quote tessera non versate, congressi convocati il giorno prima per il giorno dopo o spostati dalla mattina al pomeriggio a sorpresa. Cose Turch, scusate Calabre. Congresso blindato con l’attuale segr. prov. che tempo fa accusava la allora componente di maggioranza (che aderiva strumentalmente alla componente dell’ Ernesto ad eccezione del precedente segr prov che infatti ha pagato con la sfiducia per la sua coerenza) di militarizzare il partito, ed ora si rirovano tutti insieme fraternamente a gestire ancora peggio questo congresso con buona pace della politica. Fieri del risultato “obbediente” di troppi compagni, dopo aver fatto del tutto per allontanare le voci critiche dal partito a Rieti e in provincia. Siamo fraternamente in contatto con il profondo sud attraverso il buco nero del centro d’ Italia.
Marco.
Compagno Nicki, alla fine dell’attenta lettura del tuo articolo/appello di oggi su Liberazione, continuo a non capacitarmi di questa tua indifferenza nei confronti dei processi degenerativi che hanno cambiato la natura del nostro partito nel sud e in qualche luogo del nord. Mi scuserai se utilizzo il tuo appello per sottolineare quanto speravo di leggere e che non ho trovato.
Franco Cilenti
federazione di Torino
Lettera aperta al mio partito su come evitare che prevalga lo spirito di dissoluzione e su come ricostruirci
Il cattivo congresso e la buona politica
Nichi Vendola
Quando avremo guadagnato una sufficiente CAPACITA’critica dalla nostra incandescente vicenda congressuale, forse riusciremo a leggere nelle nostre stesse parole e nei nostri stessi gesti quei sintomi che dicono chiaramente di una crisi profonda: che è della politica, della società, della cultura, del costume E DEL MALCOSTUME CHE SI E’ IMPADRONITO DI TANTE SOGGETTIVITA’ LOCALI CHE PENSAVAMO IMMUNI. Una crisi di cui noi siamo parte, anche se spesso ci riteniamo immuni e brandiamo i termometri con cui misuriamo la febbre degli altri. Anche la nostra febbre è alta. La malattia è anche dentro di noi PERCHE’ IN ALCUNE REALTA’ VERIFICHIAMO CHE “GLI ALTRI” SONO DENTRO DI NOI. QUESTA INTROMISSIONE DI CORPI ESTRANEI riguarda la frattura di tutte le forme di comunità, ANCHE DELLA NOSTRA, così come si sono concretamente prodotte nella storia novecentesca. Riguarda l’implosione degli alfabeti della vita pubblica: un poderoso processo di “privatizzazione della politica” (e di americanizzazione della società) che ha travolto tutto e tutti, anche qualcosa della nostra coscienza e del nostro immaginario. Varrà la pena di tornare più approfonditamente, in futuro, a riflettere su di noi con spirito di verità e con sguardo impietoso. Oggi, ora, a questo punto del processo congressuale, e dei suoi persino nevrotici guazzabugli procedurali e statutari e politici, RIBADENDO LA MIA ADESIONE ALLE REGOLE E AGLI ORGANISMI DI CONTROLLO CHE IL NOSTRO PARTITO SI E’ DATO è possibile evitare che prevalga quello spirito di dissoluzione che tutti, a parole, dicono di voler bandire, e che invece rischia di prodursi come una dinamica fatale?
Si può distillare, dalla contesa in corso, un succo politico, una cifra progettuale, un’idea rifondativa di noi stessi e della sinistra? E si può dunque disincagliare il partito dalle secche di una rissosità, IMPOSTE DA CORPI E VOLONTA’ ESTRANEI, che ormai ha superato ogni soglia di razionalità e di decenza?
DI FRONTE AL BARATRO CHE SI PRESENTA DAVANTI AI NOSTRI OCCHI, NONCHE’ AI NOSTRI CUORI, ripropongo come tema di ricerca, la questione dell’odio. L’odio come confine che separa, irreparabilmente, gli uni dagli altri, che li contrappone con virulenza marziale e persino belluina, che alimenta passioni livide. INDOTTI ALL’ODIO RISCHIAMO DI TRASFORMARCI in una comunità povera di sentimenti e ricca di risentimenti. FATTI INQUALIFICABILI CI HANNO PORTATO AD ACCUSARCI reciprocamente delle cose più inverosimili. Ci si delegittima, ci si inchioda a sentenze inappellabili, ci si annulla (come persone prima che come voti congressuali).
Eppure attorno a noi accadono cose terribili, per le quali dovremmo insieme rimetterci tutti e tutte in cammino: una girandola di pulizie, etniche e classiste, lega una dirompente domanda di giustizia sociale con un rischio crescente per le libertà individuali. Mentre la destra prende le impronte ai piccoli rom, noi ci prendiamo le impronte tra di noi? Mentre il lavoro regredisce a merce povera e disperata, mentre la precarietà scandisce la vita del mercato e il mercato della vita, mentre si cerca di rinserrare il cerchio della maledizione sulla sofferta libertà delle donne, noi ci chiudiamo in un congresso? In un congresso che ci chiude? NO, NON CHIUDEREMO LA COMUNITA’ DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
QUESTA E’ LA MIA RISPOSTA ai nostri compagni CHE si chiedono e ci chiedono se arriveremo a Chianciano. Bisogna dire con chiarezza che andremo a Chianciano per ricominciare, per ricostruire questo nostro partito, questa nostra comunità e la sua efficacia come strumento di rappresentanza politica di interessi oscurati ed esclusi: per riaprire il cantiere dell’innovazione. Perchè questa è stata Rifondazione: una scommessa sul futuro e mai un’ipoteca sul passato.
Possiamo fermare la deriva in corso? Possiamo archiviare la brutta pagina della soluzione burocratico-autoritaria della contesa congressuale RISPETTANDO LE REGOLE CHE CI SIAMO DATI? Lo dico con sincerità a nome mio e della mozione che rappresento e che AVRA’, SPERO, la maggioranza RELATIVA dei consensi: si può immaginare che su quello zero virgola qualcosa che fa la differenza tra una maggioranza relativa e L’ALTRA META’ DEL PARTITO si celebri un’ordalia?
Io non sento sulle mie spalle una responsabilità al QUASI 50% (virgola più o virgola meno): penso a tutto il partito e a tutto ciò che, fuori da noi, attende un esito che non sia la stupida dissipazione di un patrimonio DOPO UNA STUPIDA BATTAGLIA CHE POTEVAMO PREVENIRE. A noi si chiede di essere capaci di mettere in campo un percorso alternativo AI PEZZI DI gazzarra confusa e regressiva di Piazza Navona: di essere capaci di spargere semi buoni, di quella buona politica che non altera il proprio volto con rancori giustizialisti o con conati di volgarità sessista, PUR NEL RISPETTO DELLA LIBERTA’ DI SATIRA E DELLA RABBIA POPOLARE CONTRO LE IMPUNITA’ DELLA CASTA POLITICA. La buona politica mette al centro la vita e il lavoro, i singoli e i corpi sociali, e cerca di mordere alla radice quei rapporti di potere che mercificano, avvelenano, corrodono il senso medesimo del “bene comune”. Ho detto buona politica, mentre vivo un cattivo congresso. Dico buona e penso alla politica dei comunisti di questo nuovo millennio. (La “cattiva politica” invece è quella che introietta il cannibalismo della società del frammento, dei surrogati identitari, DELLE SOGGETTIVITA’ POLITICHE INDISTINTE, delle fobie collettive).
E allora chiedo al mio partito: si può, anche dopo una sconfitta e uno schianto che non è solo elettorale, ritrovare il filo rosso della buona politica? Non vale la pena provarci? VALE LA PENA, COME PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA!
INFINE, CHIEDO SCUSA ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI DEL NORD PER L’ACCUSA DI LEGHISMO RIVOLTA NEI LORO CONFRONTI IN RISPOSTA ALLE CRITICHE SUI PROCESSI DEGENERATIVI VERIFICATOSI IN ALCUNI CONGRESSI DI CIRCOLO A ROMA E IN ALCUNE REGIONI DEL SUD.
CAPISCO CHE L’OPERA DI COSTANTE DELEGITTIMAZIONE DEL PARTITO DI REGGIO CALABRIA DEBBA AVERE UN SUO LINEARE PROSIEGUO, E CHE QUINDI OGNI OCCASIONE DIVENTI BUONA IN TAL SENSO. MA VI CHIEDO, DA COMPAGNO A COMPAGNI: CUI PRODEST? DOPO LA FINE DI QUESTO CONGRESSO DURISSIMO, A CHI SERVIRA’ AVERE ATTACCATO IN TUTTI I MODI IL PRC CALABRESE? A COSA CI PORTERA’ QUESTA DISTINZIONE IN “BUONI” E “CATTIVI”, IN COMPAGNI DI SERIE A E DI SERIE B?
DOBBIAMO VOLERE BENE A QUESTO PARTITO, A QUESTA COMUNITA’, FACENDO ANCHE UNO SFORZO DI UMILTA’: PRIMA VENGONO LE RAGIONI DI RIFONDAZIONE, DI TUTTA RIFONDAZIONE; LE SPECULAZIONI CONGRESSUALI E’ MEGLIO GIUNGANO ASSAI DOPO.
CMQ, VI INVIO TESTO DELLA LETTERA CHE HO SCRITTO PER IL MANIFESTO, UTILISSIMA PER FARE ALCUNE PUNTUALIZZAZIONI E ALCUNE PRECISAZIONI.
SALUTI COMUNISTI. A TUTTI I COMPAGNI.
ANTONIO LAROSA
SEGR. PROV. PRC REGGIO CALABRIA
Gentile redazione,
in relazione all’articolo di Francesco Paolillo, pubblicato su IL MANIFESTO del 10 Luglio a pag. 5, dal titolo “Rifondazione in Calabria. Così si suicida un partito”, si puntualizza e si precisa quanto segue:
§ Nel congresso del Circolo RC Centro svoltosi sabato 28 Giugno, i voti ottenuti dal Documento n. 1 (Ferrero-Grassi) sono stati 39 (con diversi nuovi iscritti approvati all’unanimità, insieme all’elenco di tutti gli iscritti aventi diritto al voto congressuale, dal Direttivo del circolo riunitosi il 18 Giugno) e non 2 (due!).
§ L’aumento di iscritti riscontrato nel 2007 rispetto al 2006 è pari a poco più di 400 tesserati e non a 1000. La motivazione consiste nel fatto che al dato materiale (e formalmente registrato) del 2006 mancano più di 700 tessere non consegnate per ragioni tecniche e relative sia a circoli di vecchia che nuova costituzione. Una situazione di anomalìa tecnica di cui i responsabili nazionali del tesseramento sono sempre stati a conoscenza.
§ Il Circolo RC Modena non ha, ad oggi, 161 tesserati 2008. Come convenuto con i rappresentanti del circolo, dopo una crisi degli organismi dirigenti che ne ha messo a rischio la stessa esistenza, il tesseramento 2008 del circolo è stato effettuato domenica 29 Giugno prima della votazione congressuale. In quella sede, i compagni votanti hanno sottoscritto l’adesione al nostro partito e pagato la relativa quota, per un numero complessivo di 116 (92 Doc 2 Vendola, 24 Doc 1 Ferrero). Gli iscritti 2008 di RC Modena, di conseguenza, sono al momento 116, fra vecchi iscritti 2007 che hanno inteso rinnovare l’iscrizione e nuovi iscritti 2008.
§ Il Circolo di Melicuccà ha dimensioni assolutamente ridotte e comprende tesserati di una serie di comuni del comprensorio (non soltanto di Melicuccà), prova ne è il fatto che il congresso di circolo si è svolto nel comune vicino di Delianuova. Per questi motivi, la proporzione tesserati/elettori è leggermente diversa da quanto sostenuto nell’articolo.
§ Il dato complessivo del tesseramento 2008, ad oggi, non è affatto superiore ai 3000 iscritti indicati dall’articolo di Francesco Paolillo. Con ogni probabilità, al contrario, il dato 2008 sarà inferiore (altro che “gonfiamento”!) a quello del 2007 (2756 iscritti), per la semplice motivazione che molti compagni iscritti nel 2007 non hanno ancora inteso (e assai ragionevolmente non intenderanno rinnovare nemmeno dopo la fase congressuale) l’iscrizione nel 2008.
Riteniamo che queste precisazioni, delle quali è opportuna una puntuale pubblicazione, siano doverose per una lettura più corretta e, soprattutto, meglio inserita nel contesto del congresso del PRC di Reggio Calabria.
Comprendiamo bene che il partito reggino sia stato individuato, riteniamo in maniera ingenerosa oltre che eccessiva, come una sorta di “capro espiatorio” delle degenerazioni registrate in questo durissimo congresso di Rifondazione. Tuttavia, riteniamo che un’informazione corretta si basi su un’analisi reale e puntigliosa della situazione, e non su letture distorte (eterodirette?) tese solo a creare presunti “casi da manuale”.
Se l’amico Paolillo, autore dell’articolo su IL MANIFESTO avesse contattato direttamente il gruppo dirigente della federazione di Reggio Calabria, composto da esponenti sia del Doc 1 che del Doc 2, o magari avesse letto con attenzione il mio articolo su LIBERAZIONE di domenica scorsa, si sarebbe reso conto che la situazione è assai più normale di quanto qualcuno voglia far credere.
Ma le cose, anche e soprattutto quando confliggono con una visione precostituita o con una tesi già confezionata, bisogna volerle…. no?
Cordialmente.
E’ una cronaca non solo verosimile ma probabilmente veritiera , a stare a ciò che ho visto tentare con i miei occhi nel mio circolo, ma ciò che fa ancora più male è il tono da gossip ridicolizzante che secondo il pezzo ci meritiamo come comunità di uomini e donne, non vorrei che diventasse pratica e senso comune…ma forse è già tardi! e per questo voglio rispondere ad un altro intervento, stavolta su Liberazione.
Mi permetto, nientepopodimenochè, di dissentire dal nostro compagno presidente della regione Puglia, che già parla ecumenicamente da segretario nazionale del partito. Quando dice di una “gazzarra confusa e regressiva” a piazza Navona: io c’ero e con me tanti compagni di rifondazione con tanto di striscione e bandiere, che però – guarda un po’ che brutta trasversalità – nessuno ha visto: dal nostro direttore Sansonetti, che pure si aggirava ai margini lontani della piazza, alla stampa tutta sia di carta che audiovideo, e persino il compagno Nichi Vendola…eppure eravamo in mezzo alla piazza, mah!
Ma la cosa che più mi preme esprimere è il senso di liberazione e di ripristino della realtà dei fatti, in un paese stravolto dalla sindrome del rovesciamento, che ha trasformato per poche (troppo poche) ore gli individui frammentati e fratturati in un’embrione di comunità, messa insieme non solo dalla pur comprensibile avversione etica e politica per il berlusca e per ciò che rappresenta nella società italiana, ma soprattutto dalla insopprimibile forza e realtà dei fatti. Uno per tutti: da mestatori e corruttori, e da fascisti (+ o – post) e razzisti cosa ci si poteva aspettare se non un governo organicamente reazionario e razzista che promuove i/le suoi/e più impresentabili tirapiedi, azzeccagarbugli e servitori di camera? e presenta/impone misure come la schedatura razziale?
E tu compagno Vendola ci dici che l’unica occasione di dissenso pubblico, vero, popolare, ancorché strillato e sguaiato (non tutto e non sempre peraltro, e poi da quando in qua il perbenismo è diventato un valore?) è una “gazzarra” …un po’ più di rispetto per i sentimenti e un po’ più di capacità di ascolto per i risentimenti (dentro ma soprattutto fuori di noi PRC) non guasterebbero affatto. L’ho presa lateralmente per dirti che Sì , si può “distillare dalla contesa in corso una cifra progettuale…” ma solo a patto di farla finita con una pratica politica a volta a volta elitaria e furbesca che ha sostituito l’estemporaneità mediatica delle trovate politico-strategiche, spesso geniali e condivisibili, con la capacità e la fatica quotidiana di farle vivere nella realtà di tutti i giorni.
Come si fa? Non lo so compagno Nichi sei tu che ti candidi a Segretario non io, facci una proposta che sappia trascinare le menti e i corpi, ma, per favore, a partire da una trasparenza, perché no, anche burocratico-procedurale perché, anche qui, i fatti sono quello che sono e la verità (che, io ne sono ancora convinto, è sempre rivoluzionaria) è sempre un ottimo punto di partenza.
Aldo Rotolo circolo F.Faccini Roma
P.S. al commento precedente: l’ho spedito come lettera anche a Liberazione, spero non mi censurino.
aldo
circoli viziosi…….a me non mi meravigliano non ci sono soltanto in Calabria sono diffusi in tutto il territorio, il guaio è che l’ingresso di questi finti comunisti, hanno fatto allontanare i veri comunisti, questo processo è stato innescato in primis dai bertinottiani e da chi ora finge di aver preso le distanze!!!!!!!!!!meditate meditade
La mia risposta all’articolo de IL MANIFESTO:
<<>>
Il Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria
(Angelo Antonio Larosa)
In relazione all’articolo di Francesco Paolillo, pubblicato su IL MANIFESTO del 10 Luglio a pag. 5, dal titolo “Rifondazione in Calabria. Così si suicida un partito”, si puntualizza e si precisa quanto segue:
§ Nel congresso del Circolo RC Centro svoltosi sabato 28 Giugno, i voti ottenuti dal Documento n. 1 (Ferrero-Grassi) sono stati 39 (con diversi nuovi iscritti approvati all’unanimità, insieme all’elenco di tutti gli iscritti aventi diritto al voto congressuale, dal Direttivo del circolo riunitosi il 18 Giugno) e non 2 (due!).
§ L’aumento di iscritti riscontrato nel 2007 rispetto al 2006 è pari a poco più di 400 tesserati e non a 1000. La motivazione consiste nel fatto che al dato materiale (e formalmente registrato) del 2006 mancano più di 700 tessere non consegnate per ragioni tecniche e relative sia a circoli di vecchia che nuova costituzione. Una situazione di anomalìa tecnica di cui i responsabili nazionali del tesseramento sono sempre stati a conoscenza.
§ Il Circolo RC Modena non ha, ad oggi, 161 tesserati 2008. Come convenuto con i rappresentanti del circolo, dopo una crisi degli organismi dirigenti che ne ha messo a rischio la stessa esistenza, il tesseramento 2008 del circolo è stato effettuato domenica 29 Giugno prima della votazione congressuale. In quella sede, i compagni votanti hanno sottoscritto l’adesione al nostro partito e pagato la relativa quota, per un numero complessivo di 116 (92 Doc 2 Vendola, 24 Doc 1 Ferrero). Gli iscritti 2008 di RC Modena, di conseguenza, sono al momento 116, fra vecchi iscritti 2007 che hanno inteso rinnovare l’iscrizione e nuovi iscritti 2008.
§ Il Circolo di Melicuccà ha dimensioni assolutamente ridotte e comprende tesserati di una serie di comuni del comprensorio (non soltanto di Melicuccà), prova ne è il fatto che il congresso di circolo si è svolto nel comune vicino di Delianuova. Per questi motivi, la proporzione tesserati/elettori è leggermente diversa da quanto sostenuto nell’articolo.
§ Il dato complessivo del tesseramento 2008, ad oggi, non è affatto superiore ai 3000 iscritti indicati dall’articolo di Francesco Paolillo. Con ogni probabilità, al contrario, il dato 2008 sarà inferiore (altro che “gonfiamento”!) a quello del 2007 (2756 iscritti), per la semplice motivazione che molti compagni iscritti nel 2007 non hanno ancora inteso (e assai ragionevolmente non intenderanno rinnovare nemmeno dopo la fase congressuale) l’iscrizione nel 2008.
Riteniamo che queste precisazioni, delle quali è opportuna una puntuale pubblicazione, siano doverose per una lettura più corretta e, soprattutto, meglio inserita nel contesto del congresso del PRC di Reggio Calabria.
Comprendiamo bene che il partito reggino sia stato individuato, riteniamo in maniera ingenerosa oltre che eccessiva, come una sorta di “capro espiatorio” delle degenerazioni registrate in questo durissimo congresso di Rifondazione. Tuttavia, riteniamo che un’informazione corretta si basi su un’analisi reale e puntigliosa della situazione, e non su letture distorte (eterodirette?) tese solo a creare presunti “casi da manuale”.
Se l’amico Paolillo, autore dell’articolo su IL MANIFESTO avesse contattato direttamente il gruppo dirigente della federazione di Reggio Calabria, composto da esponenti sia del Doc 1 che del Doc 2, o magari avesse letto con attenzione il mio articolo su LIBERAZIONE di domenica scorsa, si sarebbe reso conto che la situazione è assai più normale di quanto qualcuno voglia far credere.
Ma le cose, anche e soprattutto quando confliggono con una visione precostituita o con una tesi già confezionata, bisogna volerle…. no?
Cordialmente.
Il Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria
(Angelo Antonio Larosa)
spero che i compagni della commissione verifica poteri facciano un verbale dove se è vero si annulla il congresso
VERGOGNA!!!!!!!
I dati, i raffronti li conoscevamo tutti…
Si vergognino tutti coloro che sapevano e hanno acconsentito, presentatevi alla giustizia.
Mi auguro che provato il tutto Vendola che è persona Intelligente rimanga a impegnarsi x la Regione Puglia insieme agli amici di Veltroni e faccia 10 passi indietro.
Oltre che al comitato di gestione il tutto alla Magistratura con i testimoni.
Inamissibile solo il fatto che il 2° Doc. si presenti a Chianciano.
Il Congresso inquinato e pieno di veleni è loro responsabilità tale e quale all’estinzione del P.R.C.
Saluti fraterni
Voglio solo pensare e sperare che il tono di certi commenti sia dovuto solo al caldo estivo !
Stiamo facendo un Congresso del PRC !
Il mondo non comincia e non finisce a Chianciano.
Per fortuna!
Tutto ciò è successo anche a Mugnano di Napoli…persone che hanno votato Udc sono venute a votare la mozione numero 2…persone che parlavano nel dibattito a favore della mozione 1 hanno votato poi la 2 per fare un piacere ad amici, in un circolo che storicamente ha sempre tesserato 40 persone quest’anno magicamente ne ha tesserati 40 in più che ovviamente hanno votato la mozione 2…persone a cui è stata pagata la tessera e che erano li solo per fare un piacere…c’erano tutti i presupposti per avanzare anche nel mio circolo un ricorso ma mi è stato risposto dai delegati della mozione 1 che il mio circolo tra quelli visti era il migliore…non mi spiego come!!!Vabbè da giovane comunista mi sento molto sfiduciato di tutto quello che sta accadendo…dati gonfiati soprattutto al sud e nessuno che fa qualcosa per fermare questa vergogna!!!Se si continua di questo passo presto finiremo nel baratro…o peggio diventeremo un partito qualunque che si basa sul clientelismo per fare politica.VERGOGNA!!!
la mia piena solidarietà a quel compagno che da solo ha detto no al plebiscito di Trinitapoli!
Luca
IO propongo che ognuno tragga le conslusioni, dall’esito di questo voto. Il partito è spaccato nella cultura, nella modalità di gestione nell’etica.
1 fuggiamo da Roma, non ha senso investire tutte le risorse nella struttura romana, essa va limitata e considerata più un luogo per fluidificare le infomrazioni che centro decisionale.
2 creare tre metagruppi regionali unici che hanno un numero fisso di rappresentanti
NORD con sede a Milano
Centro con sede a Firenze
Sud con sede a Napoli
Così almeno eviteremmo di fare un congresso che tiene 3 modalità …
In risposta a quanto scritto dal compagno Antonio Larosa.
1) Giusta la precisazione su Rc Centro: i voti ottenuti dal documento 1 sono stati 39 e non 2, come riportato dal Manifesto ed altre fonti nei giorni precedenti.
2) il fatto che negli archivi della Federazione di Reggio manchino le “prove” di numerose tessere, non sminuisce l’entità dell’impennata del tesseramento tra il 2006 e il 2007: in un anno si è passati da 1790 a 2756 iscritti. Se vegliamo parlare di cedolini mancanti, possiamo citare anche quelli del 2007, relativi a tessere fornite direttameente dal regionale ad alcuni circoli, scavalcando la Federazione. E’ un “problema tecnico” che accade spesso dalle nostre parti…
3) anche il sito del “Manifesto per la Rifondazione” riportava, fino a pochi giorni fa, un numero di tesserati del circolo Rc Modena molto vicino ai 161 (poi, stranemente, ha modificato il dato). Ne assegnava a quel circolo 158, che equivalevano ai 97 vecchi iscritti del 2007 che intendevano rinnovare la tessera e ai 61 nuovi iscritti. E’ questo il dato che ha comunicato la commissione federale di Reggio. 116 sono gli iscritti che si sono presentati materialmente al congresso ed hanno votato. In ogni caso, 161, 158 o 116, non cambia molto: stiamo parlando di un circolo che nel 2006 contava una trentina di tesserati ed è cresciuto ben al di sopra di ogni limite fisiologico. Ricordo che stiamo parlando di un circolo che è da oltre un anno privo di sede e di segretario…
4) Può anche darsi che il circolo di Melicuccà annoveri qualche iscritto proveniente da altri comuni, ma questo non mitiga - anzi aggrava - quanto denunciato: 26 tessere a fronte di 9 voti ottenuti da Bertinotti alla Camera. Ed è solo un caso fra i tanti, vedi Seminara, Gebbione, ecc., dove il partito conta più iscritti che voti.
5) Purtroppo, caro Antonio, il tesseramento 2008 supererà abbondantemente le 3000 unità. Cito solo le nuove iscrizioni fatte da alcuni circoli della città:
Rc Centro: 227
Rc Modena: 61
Gebbione: 133
Rc Nord: 187
Saluti comunisti.
Omar
come si schiereranno i compagni di polistena(rc)?