DEMOCRAZIA ORGANIZZATA E NON PLEBISCITARIA: SOPRATTUTTO AL SUD.

di Giovanni Russo Spena

No, non sono proprio d’accordo. Il mio dissenso è radicale e non ammette mediazioni; perché è un dissenso di principio, un paradigma fondativo che attiene al costituzionalismo democratico, anzi all’essenza stessa dello stato di diritto.
Vendola non può affermare: “la Cassazione è il nostro popolo” facendo assumere ancor più alla propria candidatura una curvatura plebiscitaria che oscilla, come un pendolo, tra le forme estreme di americanizzazione e il tardo terzointernazionalismo del segretario come capo supremo al di fuori e al di sopra delle leggi (un ferro vecchio novecentesco).
Io voglio un partito sociale che viva attraverso regole permanenti e diffuse di democrazia organizzata e conflittuale. Ritorniamo, perlomeno, alla forza teorica della ricerca di Kelsen, senza sposare gli schmittiani “stati di eccezione”. In questo senso, l’editoriale di Liberazione è figlio (forse inconsapevole, ma questo è peggio) di una cultura giustizialista ed emergenzialista che ha costituito la bancarotta di tanta parte del movimento comunista. Per abbandonare una logica politica sostanzialista sarebbe bene rileggere la critica luxemburghiana (senza bisogno di riandare al disperato e straordinario esperimento di democrazia collettiva quotidiana di cui siamo tutti eredi, la Comune di Parigi, punto più avanzato del tentativo di costruire regole di convivenza fondate sulla democrazia di mandato e non sull’oligarchia). Non è vero che l’unica alternativa al partito plebiscitario è il partito elitario, chiuso. Il partito sociale è, invece, proprio un sistema a rete che vive dentro le case della sinistra con un sistema di garanzie e regole.
Rifiuto l’appello ad un popolo che si esprime solo nei pochi secondi di una votazione congressuale senza nemmeno ascoltare una sillaba della discussione in corso. E’ il massimo della delega, altro che partecipazione. Questa è la verità dei fatti; tutti l’abbiamo vissuta, con amarezza, a volte anche di segretari di circolo che aderiscono alla II mozione. Il resto è chiacchiera propagandistica che maschera, in alcuni casi, un’organizzazione capillare della delega al “partito del capo” come corto circuito che si illude di superare debolezza politica e sofferenza sociale. Le donne e gli uomini del sud conoscono bene la complessità, nel mezzogiorno, della questione contemporanea della rappresentanza; sono i comportamenti confusi, superficiali, populisti che affossano il meridionalismo democratico e comunista, che deve sfidare l’alterità dei comportamenti, dei punti di vista, della democrazia. È ridicolo pensare che io sia diventato antimeridionalista; sto solo, con grande umiltà, riproponendo il tema che già Gramsci ci pose. Contro ogni forma di meridionalismo banale. La legalità, il rispetto delle regole statutarie e regolamentari, è un valore in sé; da tutte e tutti noi deve essere vissuta come “limite invalicabile”, come scriveva ieri Rodotà. Le votazione non possono diventare “un lavacro, che rende intoccabile l’unto dal voto popolare”. La sovranità popolare, nel nostro ordinamento costituzionale, non è assoluta; essa si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, come ci ricorda Ida Dominijanni. Ciò che vale per la statualità democratica tanto più deve valere per la legalità statutaria del Partito.
Così vive la vera partecipazione; solo così viene agito il protagonismo delle nostre iscritte e dei nostri iscritti a cui dobbiamo restituire il potere decisionale sostanziale.

34 Responses to “DEMOCRAZIA ORGANIZZATA E NON PLEBISCITARIA: SOPRATTUTTO AL SUD.”


  1. 1 roberto

    Caro Russo Spena,
    ma tu sei un esperto di queste pratiche deteriori: a Venezia, tre anni fa, ci avete indicato la porta, dopo aver cammellato tutto il cammellabile ai congressi di circolo e dopo aver modificato lo Statuto a maggioranza. E ora riscopri la democrazia e la critica del leaderismo e del plebiscitarismo, dopo che fosti il primo a presentare ai compagni lo scorso Congresso come un referendum pro o contro la segreteria di Bertinotti. Dovresti fare un minimo di autocritica, io sostengo che tu e quelli che con te hanno contribuito a distruggere questo partito -Ferrero,Fantozzi,Barbarossa,Boghetta,Nicotra,Amato,eccetera, eccetera- non abbiano alcun titolo per far le prediche agli ex compagni di malefatte, Vendola,Giordano e Migliore

  2. 2 Giovanni Russo Spena

    Non ho mai personalmente escluso nessuno. Ma è vero, e lo dico autocriticamente, che sono successe pessime cose anche al congresso di Venezia. Questo non vuol dire che debbano continuare a succedere con intensità maggiore oggi in un congresso così importante. Penso, comunque, per quanto mi riguarda, che non esistono dirigenti per tutte le stagioni.

  3. 3 Francesco

    Credo che questo congresso abbia assunto i connotati di una guerra senza esclusione di colpi,io caro compagno Russo Spena ho votato la mozione 2.Faccio parte di uno dei circoli incriminati ( Arezzo ).
    Altro che cammellaggio come qualcuno si apprestò subito a dire ( vedi Nicotra ) citato dal compagno Roberto.
    Lì vennero ragazzi e ragazze vogliosi/e di dare il loro contributo.
    Tutti tra l’ altro nostri elettori ( da sempre ),tutti impegnati nell’ associazionismo,nei comitati e nei movimenti.
    Fummo vilipesi e trattati come traditori,onestamente rimasi affranto e deluso per come il compagno Nicotra ( sempre ritenuto gran politico e grande combattente )si comportò nei nostri confronti.
    Forse qualcuno ha proprio ragione quando dice che i congressi ( da sempre momenti di grande travaglio ) tirano fuori il peggio dalle persone.
    Facciamo uno sforzo tutti quanti per abbassare i toni e cominciamo a parlare di contenuti.
    Già la delusione è tanta dopo il voto di aprile,vediamo di risollevarci e di incominciare a parlare di politica.

  4. 4 limpido

    No caro Roberto sbagli a dire siamo tutti uguali, per quanto mi riguarda penso che quello che scrive Giovanni è giusto. Io non ho mai cammellato, nel partito mi son battuto da sempre per affermare la democrazia contro i codazzi e ho visto crescere con preoccupazione la metastasi di un ceto politico che si staccava giorno dopo giorno dalla sua base per continuare ad autoaffermarsi. In questo il governo Prodi è stato solo l’ultimo passaggio, ma la deriva è iniziata prima.
    Oggi vedo che quei sintomi sono diventati prassi in alcune regioni del sud e non solo, e questo mi preoccupa non solo, perchè mi pare che questa cosa non riguardi solo il nostro partito, ma la costruzione della sinistra. Per questo ritengo che si debba mettere mano ad una questione morale senza mediazioni, per questo ritengo il richiamo al partito sociale significativo. Carrierismo, leaderismo, per non aggiungere altro sono la deriva del partito leggero e personale, dove le regole vengno travolte dagli applausometri e sonaggi.
    Oggi spesso mi sento dire, lo abbiamo sempre fatto ed è cosi che va, come? Io non l’ho mai fatto, e se vedo chi lo fa lo dico, questa cultura da basso impero mastelliano è bene che se ne esca davvero dalla nostra comunità, è bene che se ne esca per sempre, e sia chiaro non parlo di mozioni, perchè nella 1 2 3 4 5 ci sono tantissimi e tantissime bravi compagni.
    Se questo congresso ha evidenziato questa deriva che subito si faccia di tutto per intorromperla, non è questione di mozione, è questione di chi lo fa, perchè dietro alla mozione c’è il posizionamento personale, c’è il partito dei capi tessera. Se dovesse affermarsi questa idea di partito senza che nessuno tiri fuori niente allora rifondazione sarebbe finita davvero per sempre,

  5. 5 Roberto Mapelli

    Ancora una volta bocciata Liberazione all’esame di giornalismo.

    Liberazione (o il suo direttore) vive su Marte? Oppure ci piglia per i fondelli?
    Chiunque di buon senso e di minima esperienza politica rimane allibito nel leggere l’editoriale di oggi (senza firma), dove si prende posizione per la mozione 2 riguardo all’annullamento del congresso di Reggio Calabria. Si dice che siccome è impensabile la truffa, allora siamo di fronte alla partecipazione di massa; e che chiunque la metta in dubbio come tale fa male al partito e alla democrazia.
    Quindi si dice che di fronte a congressi nel cui dibattito partecipano poche decine di persone e però alla cui votazione si presentano centinaia di iscritti (poco importa se regolari o illegittimi), che guarda caso votano tutti per una mozione, si è in presenza non di “cammellaggio” e in qualche misura di “voto di scambio”, ma si assiste al consenso di massa e alla democrazia partecipativa.
    O si è su Marte o si è disonesti.
    Non si tratta solo di rispettare la decisione di una commissione di garanzia in cui tutte le componenti sono rappresentate paritariamente (e che ha votato a larghissima maggioranza l’annullamento del congresso di Reggio), ma di valutare la lesione morale ed etica che il comportamento della mozione 2 sta provocando a tutti i livelli.
    Non si tratta solo di dubitare di un congresso dove nella stragrande maggioranza delle federazioni una mozione vince e poi per il numero dei voti in poche altre, se non addirittura in pochi circoli, un altra prevale, cioè di un esito congressuale di fatto definito da una concentrazione locale di voto clientelare, ma di chiedersi seriamente quale levatura morale ed etica possono vantare gli autori di tali operazioni e di quale senso di responsabilità mettono in campo in una evidente opera di distruzione del partito.
    E si, perché il partito forse può reggere la sua peggiore crisi di consenso (l’evidente motivo, dopo l’esito disastroso delle elezioni, del basso numero di voti espressi in tutte le federazioni, tranne qualcuna – dove evidentemente vige la strana proporzione inversa tra esito elettorale del Prc e iscritti), ma non può senz’altro sopportare il gioco al massacro fatto dalla disgregazione di ogni legame di fiducia nella condivisione delle regole comuni.
    Di questo dovrebbe preoccuparsi il direttore di Liberazione, in primo luogo come giornalista. La notizia sta qui: la mozione Vendola sta cercando di distruggere il Prc, o disgregandolo prima del congresso o tentando di vincere in modo inaccettabile per tutti gli altri. Perché? Il serio giornalista comincia da qui la sua indagine, non la finisce con la sentenza religiosa sulla bontà aprioristica degli attori in campo.
    Ancora una volta, come su Cuba e il Venezuela, Liberazione bocciata all’esame di giornalismo….

    Roberto Mapelli (Cpf di Milano)

  6. 6 Stefano Moscufo

    Caro Direttore, dissendo profondamente dall’articolo di fondo apparso su Liberazione. Anzi debbo constatare, purtroppo, che ormai siamo identici agli altri partiti e alle modalità con le quali in certe regioni si “fa politica”. Per quanto mi riguarda, volendo mantenere in vita rifondazione, penso sia indispensabile mettere fine a questo stato di cose. Non può esistere un partito comunista e di sinistra che tolleri di diventare come gli altri. Per quanto riguarda le nuove iscrizioni al partito in qualche regione esiste, in questo congresso, un problema. Non è normale che ci siano circoli che raddoppiano o addirittura triplicano gli iscritti. Fossero vecchi iscritti usciti in dissenso proprio sul governo il problema non ci sarebbe. Ma che ci siano centinaia di nuovi iscritti entusiasti di rifondazione che votano come un sol uomo la mozione Vendola non è normale, non è accettabile. Esiste perfino il fenomeno della comunità terapeutica dei seguaci di Fagioli che si iscrive in massa (a Roma) per votare nel cogresso di rifondazione comunista. Insomma, a tutto c’è un limite, anche perché certe cose innestano un processo degenerativo che alla fine coinvolge tutti. Per quanto mi riguarda mi comporterò di conseguenza dicendo e ripetendo che i padroni del partito sono quegli iscritti che partecipano alla vita del partito e non i fans di questo o quel leader che compaiono dal nulla per votare al congresso.

    Stefano Moscufo direttivo circolo Prc Palata

  7. 7 Alfio

    Caro Francesco,
    non so se ci conosciamo ma non importa. Non mi aspettavo ad Arezzo un congresso con tanti familiari iscritti e tante persone presenti solo al momento del voto. Ho un figlio di 16 anni che potevo reclutare, i suoi nonni, suo zio e altri parenti stretti. Non l’ho fatto non lo farò mai per rispetto a loro e anche a quella combattiva comunità che è stata rifondazione comunista ad arezzo. Ognuno di noi evidetentemente si è sentito ferito in qualcosa, ma ciò che è avvenuto ad Arezzo è una inezia rispetto a ciò che sta avvenendo altrove. Adesso siete voi maggioranza in quel circolo, fatelo vivere non solo l’alito di un voto, ricostruite in città una sua utilità sociale,una sua presenza . C’è ne è bisogno. Il tempo è d’altronde galantuomo, chiarirà tante cose.
    Un caro saluto.
    Alfio Nicotra

  8. 8 Nando

    Roberto ritengo personalmente che sbagli x un principio, non x quello che disse Russo Spena a Venezia, ma x il fatto che nella vita si sbaglia,purtroppo anche in modo grave, ma non si deve perseverare.
    Io non ero contrario alla sfida di governo, ma… tra chi non rispettava il programma e il P.R.C. che con 1.000 motivi in più di 10 anni or sono oltre a non avere il coraggio di uscire, è stato connivente alle decisioni prese contro i lavoratori, gli onesti e a favore di imprese e banchieri.
    Nella “maledetta” regola nel bene e nel male di accettare comunque le decisioni del partito, tutti hanno sbagliato, TUTTI…ma c’e’ chi persevera (leggere bene il Doc 2) e chi in grave ritardo a fatto (sembra) mea culpa.
    Sono orgogliosamente di origine Pugliese, ma le cose che sono successe a Reggio Calabria e da sempre al Sud non mi scompongono, fanno schifo allucinanti……ma le sò.
    Reggio 180.000 abitanti circa (credo) la città più nera d’Italia dove il P.R.C. quando godeva di ottima salute aveva l’1% comunque, ora “sembrerebbe” che hanno gli stessi iscritti di Milano città con un aumento nel periodo dell’estinzione del partito esorbitante di tessere, e caso strano 470 persone votano tutte allo stesso modo quando non sono arrivati neppure a 500 voti alle elezioni…ASSURDO non vi pare???
    Come collegio di garanzia chiedo di andare avanti xchè ahimè fa male dirlo ma sono sicuro che ci sono altre Reggio al Sud dove nessuno a me può parlarmi male, ma proprio in quanto legato devo ammettere le gravi anomalie e carenze.
    Roberto caro la “giordanellite” è INGUARIBILE…io sto con Ferrero ma non mi sono ritesserato x votarlo, o non mi faccio pagare da qualcun’altro x votare contro quello che dice la mia testa con tutti i miei limiti..

    Saluti proletari

  9. 9 Alessandra

    Sono fiera che la mozione 1 abbia aderito alla manifestazione dell’8. Solo uno stolto può tirarsi indietro come fa Vendola, che vergogna, che subalternità al PD, ai dalemiani. E come usa Vendola la clava dei mass media, di quei poteri forti che indubbiamente lo preferiscono. Pur di non perdere sta dilaniando il partito.
    A prescindere dall’esito del congresso, andiamo avanti per la nostra strada compagni.
    Alessandra

  10. 10 Franco

    Il partito è una comunità o una proprietà? La logica maggioritaria del 51% appartiene più alla seconda logica che alla prima. Il Congresso di Venezia da questo punto di vista ha inaugurato la strada che ci porta agli elementi di degenerazioni politica e morale che riscontriamo in questo congresso e di cui sono indubbiamente protagonisti i dirigenti della seconda mozione.
    Nel primo documento si è fatta giustamente un valutazione critica di quel processo anche da parte di chi a Venezia stava nella maggioranza.
    In un partito in cui votano 30-40.000 persone, 1.000-2.000 voti acquisiti con qualche spregiudicata manipolazione possono essere determinanti per conquistare la proprietà, ma è evidente che lacerano la comunità in modo probabilmente irreparabile.
    Ci prepariamo a “vincere” il prossimo congresso andando in giro per le mense Caritas a raccogliere qualche centinaio di “barboni” per portarli a votare nei circoli, o lasciamo perdere e proviamo a ricostruire qualcos’altro su altre basi e con altre logiche?

  11. 11 Matteo

    Questo congresso sprigiona un’anima politica che non appartiene ai compagni meridionali

    Noi pensiamo di ricostruire un partito di lotta e di opposizione. Noi crediamo che la lotta sociale e politca sia l’unico mezzo per liberare “gli scarti sociali”. Le donne e gli uomini del sud non condividono e non si lasceranno igabbiare nelle ragnatele clientelari. Quando accade in tanti circoli è il frutto della degenerazione del nostro partito, consegnato ad “individui” attaccati alle logiche di spartizioni municipali. Noi, compagni del sud, non vogliamo e non permetteremo che nel nostro partito si radichi la mala pianta del craxsismo o, peggio, del cesarismo. Questo prodotto politico-clientelare ci danneggia, oggi e domani. Oggi, perchè si alterano i risultati congressuali, screditando, ulteriormente, la nostra militanza politica e il nostro partito; domani, perchè dovremmo gestire il contraccolpo politico, sociale, organizzativo ed elettorale dei tanti iscritti sottomessi al “signore” locale. Compagni, è proprio vero: in questa nostra terra si alimenta, l’opportunismo, il cittadino furbo, che mira, hic et nunc, al particolare. Ma il nostro impegno è un impegno esistenziale per emancipare la nostra gente, ma anche coloro che ci impediscono di trasformare lo stato esistente. Chi può, bloccasse questa vergogna dei tesseramenti gonfiati. Chi può, dica al compagno Vendola che questo è il modello meridionale dei mazzieri fascisti di ieri e di oggi.
    Matteo

  12. 12 corrado

    ciao Roberto, ne approfitto per salutarti.
    sono della 2 e naturalmente dissento sulla linea in generale, ma in particolare, tu dici:
    “Di questo dovrebbe preoccuparsi il direttore di Liberazione, in primo luogo come giornalista. La notizia sta qui: la mozione Vendola sta cercando di distruggere il Prc, o disgregandolo prima del congresso o tentando di vincere in modo inaccettabile per tutti gli altri. Perché? Il serio giornalista comincia da qui la sua indagine, non la finisce con la sentenza religiosa sulla bontà aprioristica degli attori in campo”
    mmmmmm

    ma come? un bravo giornalista si dovrebbe chiedere se la tesi è fondata.
    Dovrebbe chiedersi inanzitutto se è vero cioè, che Vendola sta cercando di distrugegre il partito, e non darlo per assunto.

    purtroppo partendo da assunti preconcetti si tirano somme sbagliate.
    perchè col processo alle intenzioni si può fare e disfare tutto. Anche dire che Ferrero sta rovesciando il risultato elettorale dei congresi per scindere il partito.

    tutte discussioni che fanno male al partito e fanno male al compito che insieme dovremmo affrontare: ricostruire una comunità ferita, ridare voce ad una politica anticapitalista e costruire le basi per il rilancio del nostro partito.

    Anche in questo congresso non credo che riusciremo a parlarne, nella migliore delle ipotesi ci limiteremo a ridefinire i gruppi dirigenti.
    In una parola: conservazione di ceto politico.

    che tristezza…

  13. 13 gino

    la predica “democratica” viene dal pulpito di Russo Spena. Da colui che ha cacciato Turigliatto da gruppo del Senato ancor prima che si pronunciasse il collegio nazionale di garanzia. Togliatti con la sua doppia verità è stato superato dalla quadrupla verità di Russo Spena

  14. 14 giovanni

    Caro Giovanni il punto, mi pare, non sia la giustizia del popolo, ma piuttosto avere la possibilità di dissentire dalla scelta della commissione per il congresso sull’annullamento del congresso di Reggio Calabria, e cosa altrettanto grave l’impedimento a poterlo riconvocare. Ferrero parla di magistratura interna, mi pare, francamente, fuorviante, sono compagni come noi eletti da noi con pesi proporzionati al risultato delle mozioni, forse è arrivato il momento di pensare, naturalmente per il futuro, di dotarsi di organi di garanzia che siano effettivamente terzi, questo a garanzia di un’autonomia di giudizio e soprattutto a garanzia di chi è oggetto di provvedimento. Nel caso di specie ti chiedo: a tua memoria è mai accaduto che un congresso fosse annullato? Annullato a maggioranza? E’ mai accaduto ed è normale che non si ascoltino gli organismi di quel circoloche e ci si basi sulla lettera di un compagno, come me di parte, seppure autorevole come Grassi? Perchè il deliberato del direttivo di quel circolo sull’elenco degli iscritti è stato annullato? Ti sei chiesto se e come sia possibile che tutti proprio tutti non fossero tesserati, ti sei chiesto quali elementi la commissione abbia acquisito? Ti prego per il rispetto che ho di te, non dirmi che sei per l’autonomia ecc.ecc.già detto da Ferrero. Io credo di avere il dovere di interrogarmi, ed ho soprattutto la necessità di capire, se per colpire la mozione 2 non si compia l’ingiustizia di annullare il voto ed il congresso di tanti compagni. Ti chiedo: è sufficiente il sospetto che trattandosi del sud ci sia del malaffare? Ti chiedo: quali sono le federazioni in cui si è prodotta maggiore innovazione e rinnovamento, dove registriamo un numero considerevoli di giovani iscritti? No non è bene fare del facile meridionalismo, magari un po’ buonista come tu dici, ma credimi quel che mi pare è che si stia facendo del facile, troppo facile, e pericoloso, sul piano culturale, facile antimeridionalismo.Forse ci sentiamo più rassicurati in quei circoli o in quelle federazioni in cui da anni non c’è ricambio né rinnovamento né innovazione. Caro Giovanni mi appello al tuo alto senso della giustizia, e non lo dico solo per i tuoi studi, ma per le questioni su cui ti ho visto impegnato in tanti anni. Dissobbedire significa: non accettare ciò che ritieni ingiusto, anche se costretti a subire. Forse dovremmo ricordarci tutti, che gli iscritti vecchi e nuovi sono in gran parte persone normali e forse si sentono umiliate e offese,spesso proprio non ci capiscono!

  15. 15 mix

    Caro Russo Spena,
    è un fatto o no che il direttivo del circolo di Reggio Calabria centro ha approvato l’elenco degli iscritti il 18 giugno all’unanimità? Se è un fatto, il congresso è valido, punto e basta, e bisogna dire a Grassi di fare affidamento su “compagni” più svegli se vuole vincere i congressi al sud, ok? Se aveste il coraggio di quello che sostenete, ora dovreste annullare tutti i congressi in cui ha vinto la 2, semplice e netto. Basta mezze misure, basta travestirvi da costituzionalisti democratici: avete compiuto un abuso legalizzato (cioè con la decisione a maggioranza nella commissione nazionale) annullando un congresso ex-post visti i risultati. O no?

  16. 16 paolo P.

    Ciccio Cirigliano (Mozione 1 - Grassi) ha scritto:
    «SANSONETTI (oggi su Liberazione, in uno specioso editoriale non firmato) DIFENDE CONGRESSI DOVE VOTANO ANCHE NON ISCRITTI?! CONFRONTATE QUESTI SEMPLICI, MA MOLTO INDICATIVI, DATI:
    REGGIO CALABRIA
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE CAMERA 2008 N. 3075
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE SENATO 2008 N. 2662
    ISCRITTI PRC PER CONGRESSO 2008 N. 2766
    COSENZA
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE CAMERA 2008 N. 924
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE SENATO 2008 N. 853
    ISCRITTI PRC PER CONGRESSO 2008 N: 2843
    morale della favola: forse è arrivato il momento di costruire una Liberazione (giornale) un pò meno supina e un pò più libera. Di veline mistificatorie il paese ne ha già troppe, non credete?»

    [Questo è quello che ha scritto Francesco Cirigliano]

    PREMETTO CHE NON VOGLIO POLEMIZZARE CON NESSUNO. TANTO MENO IN UN MOMENTO IN CUI LA “FRITTATA”, I COMPAGNI DELLA MOZIONE UNO, LA HANNO GIA’ FATTA. QUELLO CHE MI DISGUSTA E’ IL TENTATIVO - POSTUMO - DI “MORALIZZARE” LA VICENDA FORNENDO DATI DEL TUTTO SBALLATI.

    Mi sono, infatti, “preso il fastidio” di controllare i dati presso il sito del Ministero dell’Interno. Risultano i seguenti:

    REGGIO CALABRIA

    VOTI ARCOBALENO POLITICHE CAMERA 2008 N. 8.728
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE SENATO 2008 N. 7.825

    COSENZA
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE CAMERA 2008 N. 12.164
    VOTI ARCOBALENO POLITICHE SENATO 2008 N. 10.690

    Tutto ciò volendo mantenere per buoni i dati che ci ha fornito Francesco Cirigliano (per la Mozione 1) sugli iscritti partecipanti al congresso 2008 (ovviamente semmai relativi alle federazioni Reggio e Cosenza).

    Già, oggi, Angela Lombardi ha scritto testualmente sulla nostra mailing list:«[...]Abbasso i baroni e tagliargli la testa è un atto democratico», facendo pienamente intendere (pur se da un presupposto assolutamente viziato) la reale consapevolezza con cui si pongono in essere certe azioni; Adesso, invece, si fanno circolare DATI PALESEMENTE ADDOMESTICATI per rappresentare una realtà che non esiste.

    Morale:
    Chi mistifica la realtà?
    E, soprattutto, una volta che si è posto in essere un atto contrario alla volontà espressa dai nostri compagni calabresi, che motivo c’é di infierire, finanche falsificando i dati ufficiali?

    RITENGO CHE QUESTE PSEUDO-GIUSTIFICAZIONI (peraltro non richieste) RENDANO APPIENO LA CATTIVA FEDE E LA SITUAZIONE IN CUI CI TROVIAMO.
    SENZA PAROLE.

    P.S.
    I dati sono consultabili sul sito del Ministero dell’Interno.

    PAOLO PESACANE

  17. 17 gennaro esposito

    Giuvà,me lo spieghi concio concio cosa significa?

  18. 18 andrea colombo

    Caro Giovanni, ma pensi davvero che ci sia bisogno di scomodare Kelsen, Rosa Luxemburg, Carl Schmitt (in negativo) e quant’altri per giustificare quello che la tua mozione sta facendo?
    Oggi il vostro, e purtroppo anche tuo, punto di riferimento non è Hans Kelsen, non è Rosa Luxemburg e non è neppure Carl Schmitt: è il giudice Corrado Carnevale, quel signore che intepretava il garantismo come capacità di sfruttare ogni cavillosità burocratica, ogni virgola fuori posto, per abbattere processi. Quel giudice che, mascherandosi dietro il garantismo, di fatto lo sputtanava.
    E’ quello che oggi fate e fai anche tu. Lo fai ogni volta che chiudi gli occhi sui cavilli ipocriti che la tua mozione usa per raggiungere uno scopo preciso, che con il rispetto delle regole sai perfettamente non entrarci niente: impedire alla mozione 2 di raggiungere il 51% dei voti, costi quel che costi. E, come Corrado Carnevale, così facendo sputtanate e sputtani il rispetto sostanziale delle regole comuni. E sei anche troppo intelligente e colto per non rendertene conto.
    Certo che la volontà popolare è soggetta alla Costituzione, come tu e Ida graziosamente ricordate, ma la Costituzione (per fortuna) non si basa sulla brutalità del principio di maggioranza secca, e non prevede un diritto fondato su accordi spartitori, non sottomette il diritto a patti e promesse di ingressi in segreteria.
    Dubito che Kelsen avrebbe approvato un principio secondo cui la volontà popolare (in questo caso quella degli iscritti a norma di statuto) è sovrana, purché a esprimere quelle volontà non siano in troppi.
    Dubito che Rosa Luxemburg avrebbe trovato accettabile l’idea di non far votare gli operai di Brescia perché iscritti a un circolo diverso da quello indicato come obbligatorio dal burocrate di turno, o avrebbe approvato la cancellazione (in pieno stile Pcus) di uno dei circoli più grandi d’Italia, quello di Reggio centro, in base a cavillo truffaldino. Era una ragazza seria.
    E dubito fortemente che tu creda davvero nelle cose che scrivi.

  19. 19 mirco

    Car@,
    è triste notare come agli appelli al tesseramento seguono le verifiche circa le fedeltà politiche. Non esistono “padroni” del partito: se qualcuno ritiene che dovrebbero esistere, gli consiglio di rivisitare le ragioni della sua militanza. Penso sia demoralizzante il fatto che Russo Spena, ma anche Mantovani e Ferrero, si ostinino a non riconoscere i fatti: il direttivo del circolo di Reggio Calabria centro ha approvato l’elenco degli aventi diritto al voto il 18 giugno all’unanimità. Ora, se questo è vero, l’annullamento del congresso dopo i risultati è un palese abuso, orchestrato per impedire alla mozione 2 di superare il 50% (Reggio Calabria non è l’unico caso: segnalo la vergogna del circolo migranti di Bologna). Fossi in voi, ammetterei di aver peccato di superficialità: disporre del segretario di circolo come a Reggio avrebbe dovuto scongiurare il congresso prima del suo svolgimento, visto che anche prima avevate paura del risultato. Ma perchè annullarlo DOPO, senza tra l’altro contemplarne la riconvocazione? Capirete che non esistono ragioni o giustificazioni con le quali mascherare ciò che è avvenuto. Credo siano malriposte le speranze, neanche troppo velate, di un abbandono di Vendola o di una scissione dopo il congresso. Ora Claudio Grassi dovrà prendere una decisione grave: agire mediante la commissione nazionale per annullare altri congressi avversi, oppure rassegnarsi e venire a patti con la sua nemesi di sempre, Fausto Bertinotti, che secondo lui Vendola incarna. La situazione, per me, è pressochè identica a quella del 6° Congresso: quattro mozioni contro una, con la differenza che i dispositivi di controllo e la struttura organizzativa oggi sono a completa disposizione delle minoranze. Volete risollevare anche agli occhi di chi osserva dall’esterno la vostra assise? Ferrero, Mantovani, Grassi, Burgio, Russo Spena…lasciate svolgere i congressi del sud in maniera tranquilla, senza ingerenze o interventi dall’alto per impedire sconfitte sgradite e, se perderete, proponete la gestione unitaria per il proseguio, sostenete quell’ipotesi come avete già fatto. Lasciate che coloro i quali temete vinceranno il congresso si assumano completamente le responsabilità del loro ruolo

    auguri

  20. 20 Zaccheo

    Rispondo a Roberto, e all’altro compagno di Arezzo.
    Io non difendo nessuno, nemmeno Russo Spena, che comunque ritengo uno dei dirigenti meno colpevoli tra quelli del nostro partito, rispetto a questo scontro politico interno.
    Perchè?
    Perchè bisogna prendere atto di aver sbagliato con il progetto della Sinistra Arcobaleno.
    Un progetto calato dall’alto e mai del tutto tramontato dai discorsi inquietanti di ieri fatti da Giordano sul Foglio.
    Un discorso rafforzato da un documento congressuale ambiguo e solo in extremis completato con una presa di posizione (anch’essa ambigua) sul PRC.
    Presa di posizione in cui solo adesso si dice che si “deve ripartire” da Rifondazione Comunista.
    Balle, sappiamo tutti che se SA avesse avuto minimi risultati elettorali, era già pronto lo scioglimento del partito.
    Avremmo deciso qualcosa, noi, cari compagni?
    No, nulla.
    Così come sul progetto della SA, sulla candidatura di Giordano e di Bertinotti, rispettivamente segretario e candidato SA.
    La mancanza di un congresso straordinario fatto in tempi non sospetti, ha reso maggiormente aspro il confronto.
    Un errore anche questo, un errore aspettare a fare un confronto tra i militanti del partito prima di una sorte così delicata come quella della Sinistra in Italia a un passo dalle elezioni politiche…
    Dovevamo precedere quello che era preventivabile, una caduta di Prodi.
    Riguardo alla situazione del cammellaggio, rispondo sopratutto al compagno di Arezzo, toscano come me.
    Nel mio circolo (S.Casciano VP, FI), la maggioranza l’ha avuta la mozione2 con 16 voti contro 13 per la mozione 1.
    Bene, di quei 16 voti, 11 addirittura erano di nuovi iscritti, alcuni MAI visti prima e arrivati solo 10 minuti prima della votazione e poi a risultato acquisito, spariti.
    Alcuni palesemente “planati” da SD, come la figlia del segretario del Comune di SD, con consorte al seguito.
    Gente militante da una vita negli ex DS.
    Gente che ha fatto la differenza nel mio circolo senza mai essere entrata in sezione, senza mai aver partecipato, nemmeno da consumatore (!) alla nostra festa di Liberazione.
    Statutariamente tutto giusto, corretto, legale, vero?
    Ma eticamente?
    Eticamente chi vincerà questo congresso?
    Uno dei documenti votato dai militanti di RC o il destino del partito lo decideranno gli “esterni” al partito, le possibili nuove sponde?
    Ennesimo colpo di coda della nostra vecchia dirigenza che non accetta di tornare a sedersi sulle sedie di un CPP qualsiasi non volendosi scollare dalle poltrone di un direttivo o una segreteria nazionale.
    Non accettano di farsi giudicare dagli stessi militanti del nostro stesso partito.
    Ricordiamoci che cmq, RC, ha 4 documenti con un minimo denominatore comune, la permanenza del partito.
    Questi 4 documenti sono la larga maggioranza di RC, se una spaccatura da questo nascerà sarà una decisione estremamente verticistica e autoreferenziale del vecchio gruppo dirigente.
    Una scelta sbagliata, frutto di qualche calcolo politico.
    Come ci dimostrano le sorti di SA però, non sempre ci si azzecca.
    In tal caso peggio per loro, io so già da che parte stare.
    Dalla parte di Rifondazione, ma di quella del 2001.

  21. 21 Pino De Stasio

    Car* Compagn*,
    conoscete la vicenda politica napoletana? noi appoggiamo maggioranze di centrosinistra dove di Sinistra non c’e’ proprio nulla!
    Abbiamo un Assessore di Rifondazione Comunista a Napoli favorevole all’inceneritore o termovalorizzatore ( come dicono gli eufemici positivisti ) ad Agnano.
    Conoscete Agnano? , le Terme , le fumarole , il Parco degli Astroni , i Campi Flegrei , ……….un paesaggio di straordinaria importanza planetaria.
    Donne e Uomini in carne ed ossa , cittadini di quella parte di Napoli dicono No! non lo vogliamo! E Rifondazione Comunista a Napoli cosa dice? Condivide le scelte dell’Assessore alle Polite Sociali ? se e’ contraria lo esplicitasse!
    E sulla centrale a turbogas di Vigliena a San Giovanni a Teduccio cosa dice ?
    La nostra permanenza in giunte dove si affermano sempre piu’ politiche di territorio deregolamentative che non tengono minimamente presente cittadini e ambiente vedono emergere sempre piu’ dicotomie tra teoria e prassi .
    Da un lato vi e’ una estetica del conflitto , molto spesso si vedono alti dirigenti del nostro partito a manifestazioni di popolo ( Chiaiano in primis ) dall’altro invece negli esecutivi cittadini e regionali si appoggiano le piu’ strane nefandezze!
    E’ ora di dire basta !
    Altra riflessione per Giovanni, un compagno che stimo molto, sul tema del nuovo Statuto Regionale in Campania : e’ molto pericoloso!
    Vi sono grossi elementi di sfrenato Presidenzialismo ( temi quali il referendum , il controllo dei cittadini sugli atti amministrativi ed in generale sulla partecipazione diretta degli stessi che tenga presente il trattato di Ahrus che stabilisce i diritti dei cittadini a partecipare ai processi decisionali attinenti a questioni ambientali).
    Insomma subito dopo il nostro martoriato congresso tutti questi temi , e moltissimi altri ancora , dovranno trovare una coerente risposta.
    Pino De Stasio

  22. 22 Stefano (GC Como)

    Concordo col compagno Russo Spena, quando afferma che il fatto che a Venezia il Partito abbia sbagliato non implica la necessità di continuare a sbagliare. I cammellaggi sono sempre presenti e vanno combattuti, di qualunque parte siano. Ma al Sud la questione sta assumendo proporzioni drammatiche che non si possono ignorare. Sottolineo ancora una volta che un’eventuale vittoria del secondo documento ottenuta con queste modalità paralizzerebbe il partito in quanto la mozione vincitrice avrebbe l’appoggio di al più 4 regioni mentre le restanti accuserebbero il Segretario di brogli… è davvero questo che vogliamo?

  23. 23 SANDRO B

    Estremizzo:posso capire gli iscritti e la partecipazione al voto dell’ultima ora in un congresso “TUTTO INTERNO AD UN PARTITO DOVE LE DIVERSE VISIONI RIGUARDANO LA TATTICA POLITICA MA NON METTE IN DISCUSSIONE IL FINE E IL PARTITO”

    Mi pare, invece, che quello che sta avvenebdo nel PRC non sia così.
    Le nuove iscrizioni di massa e la presenza al voto di persone riconducibili a SD e a una sinistra “diffusa” con un voto che và a maggioranza nella prospettiva del superamento del PRC NON E’PARTECIPAZIONE MA UN’INGERENZA scandalosa nella vita interna di un partito per portarlo al suo scioglimento.Se fossi un sostenitore della mozione II non sarei contento di questo a meno che non fossi d’accordo con tale prospettiva.Con la storiella della partecipazione di massa (Democratica?) al voto stiamo regalando alla futura costituente di sinistra(OCCHETTO,FOLENA,MUSSI,BOSELLI,BERTINOTTI,ecc.)il nostro partito.Sinistra Democratica con questa operazione si ritroverebbe senza fatica regalato su un vassoio d’argento la nostra storia il patrimonio di idee, i militanti, il radicamento, LE PROPRIETA’,I SOLDI,del nostro partito visto che loro non hanno nulla.
    Amici della mozione II volete questo?
    Se lo volete ditelo chiaramente.
    Agli altri e a me non rimane che assistere passivi ad un altra Bolognina.

  24. 24 Carlo

    SANDRO B ha perfettamente ragione. L’operazione che forze interne ed esterne al partito stanno tentando di compiere NON HA PRECEDENTI nella storia dei partiti politici italiani.
    Se un ricorso così diffuso e capillare del cammellaggio era la regola nella vecchia DC, bisogna ricordare che questa andava ai congressi per correnti, non per mozioni (dove chi vince prende tutto il banco). E in ogni caso non era certo in dubbio l’esistenza della DC. Anche il PSI craxiano attuava pratiche assai dubbie, ma bisogna ammettere che la finalità ultima era quella di aumentare l’autonomia del PSI.
    Noi invece stiamo consentendo ad un apparato dirigente nemico (dato che ci ha fatto la guerra fino all’altro ieri), rimasto per varie vicende orfano di una struttura di partito, così come di un grupppo parlamentare, di METTERE LA MANI SUL NOSTRO PARTITO.
    Da questo congresso avremo un unico vantaggio, se il partito sopravviverà, finalmente sapremo con chiarezza chi sono i nemici di questo partito. E capiremo una volta per tutte che chi non fa parte del partito, fa parte del problema.

  25. 25 gennaro esposito

    vorrei rassicurare pino de stasio,che mai ho visto ad agnano,ma nemmeno a chiaiano,tantomeno ad acerra.gli vorrei garantire che il partito di bagnoli,il partito della rifondazione comunista,pubblicamente e nelle assisi popolari e istituzionali ha DETTO CHIARAMENTE COSA PENSA DELL’INCENERITORE AD AGNANO.Lo vorrei invitare oggi ad un assemblea pubblica fatta in piazza,al pendio di agnano,i cui i comunisti presenti in massa,discuteranno,alla pari,coi movimenti,con la gente,le associazioni,le parrocchie,sulle iniziative di lotta da adottare.lui si preoccupa di cosa dice un assessore?mica avrà il mito del capo!il partito lo facciamo noi.
    buon lavoro

  26. 26 mattia-sd

    la vostra ostilità contro i compagni di sd mi sconcerta, fino a 3 mesi fa costruivavamo iniziative insieme, adesso siamo quelli che “sporcano e falsano” il vostro congresso.
    Andate avanti così, il vostro settariarismo vi farà sentire importanti ma quando capirete che nei cittadini non c’è molta differanza tra uno di sd, uno dei verdi, uno della mozione 2 o mozione 1.
    Forse la partecipazione ai congressi di sezione è un segnale…OCCHIO AI SEGNALI.

  27. 27 Antonio Larosa

    Intervengo, ed è la seconda volta che lo faccio pur leggendovi quotidianamente, semplicemente per sottolieare una falsitò che si dice in merito alla mia Federazione.
    A Reggio Calabria non vi è alcun boom di tessere. Con ogni probabilità, chiuderemo il tesseramento 2008 con un numero inferiore a quello dell’anno scorso. Dei 37 circoli territoriali della federazione, soltanto 6 o 7 hanno fatto richiesta e ottenuto un numero aggiuntive di tessere rispetto al dato consolidato del 2007, e alcuni di essi non saranno comunque in grado di confermare il dato dell’anno scorso (in termini assoluti).
    Questo è. Il resto sono bugìe e illazioni da parte di chi parla senza sapere, parla perché così gli hanno detto di dire.
    Saluti comunisti a tutte e a tutti.

    Antonio Larosa
    Segretario Provinciale
    Reggio Calabria

  28. 28 morris

    Compagn* vorrei porre un quesito: se quelli della 2 non vogliono sciogliere il PRC , perchè al congresso provinciale di Verbania hanno votato contro a un o.d.g. per un cambiamento dello statuto che diceva che per sciogliere il partito e per vendere gli immobili e il patrimonio ci vogliono i voti favorevoli dei 2/3 dei componenti del CPN ?

  29. 29 PINO DE STASIO

    Piccola replica a Gennaro Esposito credo che sia lo stesso compagno di sinistra critica a napoli:
    1) a Chiaiano c’ero insieme a tantissimi altri compagni ( Fonzo,Salvatore Napolitano, Francesco Fabozzi,etc.).
    2) a Chiaiano c’ero nella importante assemlea organizzata da ARS e associazioni di territorio nella sede della municipalita’insieme ad Elena Coccia dei giuristi democratici, Eugeno Donise , Nino Ferraiuolo , Enzo Monreale.
    3) a Chiaiano c’ero con un importante documento approvato dalla mia Municipalita’ ( ………e solo dalla mia municipalita’) che solidarizzava con le popolaioni di Chiaiano e Marano sul tema delle lotte alla discarica.
    4) a Vigliena c’ero ( saro’ testimone in Procura per difendere i compagni accusati di crimini inesistenti)
    5) a Pianura c’ero( con i migranti di via dell’Avvenire….)
    6) ad Agnano ci sto con un documento che portero’ nel congresso provinciale di Rifondazione dove si dira’ NO a tutti gli inceneritori in citta’ e non solo e per far partire da subito una vera raccolta differenziata .
    7) c’ero anche in Federazione del PRC a napoli circa 1 anno e mezzo fa quando difendevo convintamente lo straordinario coraggio di Franco Turigliatto che si opponeva onestamente in Senato al rifinanziamento ed al “ritorno” della guerra in Afganistan.Io (perdona se sottolineo io) con pochissimi altri compagni nella conferenza di organizzazione di Rifondazione dello scorso anno votammo un documento di totale condivisione delle posizioni di Franco Turigliatto ( non ero e non sono mai stato di sinistra critica ma era una battaglia sacrosanta), un compagno che rispetto e stimo.
    Hai memoria corta caro Gennaro ( forse il tempo avanza anche per te ) ed anche una cattiva documentazione sull’attivita’ politica di molti compagni attivisti di Rifondazione Comunista.
    Buona fortuna
    Pino De Stasio

  30. 30 gennaro esposito

    Vedi Pino,il fatto sostanziale non è tanto la memoria(per quella basta un po di supradin),qualche sporadica “apparizione”non organica alla sfilata,e qualche documentino d’apparato,o ancora qualche improvvida dichiarazione di qualche assessore.Oppure l’ordine del giorno di qualche parlamentino,seppur importante(il parlamentino di bagnoli ha approvato a maggiornaza un ordine del giorno che rifiuta l’inceneritore se è per questo).La sostanza è nella pratica continua costante e senza compromessi,nella costruzione di consenso sociale e partecipazione. noi siamo ancora a chiaiano per intenderci.Mi sembra scontata l’opposizione dei comunisti agli inceneritori, ma mi sembra molto sconcertante la messa in secondo piano della raccolta differenziata,forse perchè nel CDA dell’Asia,l’azienda pubblica fallimentare per la raccolta dei rifiuti,siede un compagno a te culturalmente molto affine?coerenza e se puoi(ne sarei felice)smentiscimi.

  31. 31 crepa

    con quale coraggio parli e scrivi, pur sapendo chi sono i personaggi che vi rappresentano al sud?
    davvero non mi sembra il caso…

  32. 32 Pino De Stasio

    Caro Gennaro,
    non so a chi ti riferisci quando mi dici che ho un compagno in ASIA a me molto vicino culturalmente….!
    Io e te abbiamo molti compagni di strada ma laicamente ti dico che non approvero’ mai il “pensiero unico” ma il confronto critico e leale anche con compagni a me affini.
    Comunque gli unici compagni a me molto vicini stanno nelle lotte che ti ho in replica espresso.
    Appoggio la mozione Acerbo_Ferrero poiche’ sono convinto che si debba ripartire dalla costruzione di un Partito -Movimento aperto e strutturato.
    Credo che una riflessione la dobbiate fare ( come Sinistra Critica e sapete bene l’attenzione che personalmente ho delle vostre posizioni ed elaborazioni politiche ); una Sinistra in Italia non si puo’ costruire con le separazioni e le invettive ma con il continuo coinvolgimento e confronto di tutt*.
    a presto
    Pino De Stasio

  33. 33 rageagainsttheworld

    @mattia-sd non ho personalmente nessuna ostilita verso chi è di SD ma se si fosse presentato al mio circolo a chiedere la tesseragli avrei chiesto di aspettare , lo svolgimento del congresso per il semplice motivo che SD è un’organizzazione politica che aderisce al PSE, perche sarebbe di fatto un inquinamento del congresso dato che un attore politico interessato alla costituente entra a influenzare il nostro dibattito e non un attore politico “di movimento” ma un attore politico con gruppi consigliari, rappresentanza parlamentare europea ecc ecc.

  34. 34 compagno xcom

    certo è proprio penoso assistere da comunisti quello che sta succedendo. Con quale coraggio e onesta intellettuale si parla, quando tutti i dirigenti Bertinottiani che oggi si accapigliano, manu militare, inviarono il commissario alla federazione di Salerno -2003- per servilismo verso i DS salernitani e fecero fuori “democraticamente” un segretario che aveva l’appoggio della maggioranza del CPF. Vergognosa l’intervista a Radio Radicale di Gagliardi. Lo conosciamo bene il vostro garantismo nelle osservare le regole interne -statuto-. Da ultimo, dovreste essere rossi di vergogna per il sostegno che continuate a dare agli incenitoristi in ogni amministrazione locale della Campania, allora forse hanno fatto bene tanti vostri ex elettori ad incenerivi nelle urne. Ormai state fuori di testa e fuori dalla realtà. Il che dispiace per i tanti sacrifici dei lavoratori semplici e comunisti che tanto hanno fatto per la falce e martello di questo ex partito! Continuate così, scandalosamente porterete allo scioglimento del partito, in una contesa che sa di “farsa tragica” di cui proprio non aveva bisogno la storia dei Comunisti in Italia.

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