Come abbiamo già detto, non vogliamo intervenire in dibattiti impropri sulle decisioni della Commissione Congressuale. Commissione che è organo che deve decidere in piena autonomia la corretta applicazione delle norme che regolano la nostra vita interna nello svolgimento dei congressi. Ci limitiamo a ricordare che la decisione di annullare il congresso del circolo di Reggio Centro è stata presa per il fatto che i partecipanti a quel congresso non risultavano iscritti, come la stessa nota della seconda mozione conferma. E che è stata assunta con il solo voto contrario dei rappresentanti della mozione 2.
Sul tesseramento reiteriamo invece la preoccupazione fortissima che abbiamo espresso in questi giorni rispetto alle dinamiche che si stanno manifestando in maniera grave in alcune realtà, sia pure geograficamente delimitate. Utilizzo delle tessere 2008 per raddoppiare la platea degli eventi diritto al voto, spesso non ritesserando gli iscritti 2007, con un abuso del regolamento che va contro la norma e lo spirito dello Statuto. Casi ormai non più episodici di neoiscritti che sono esponenti di altre formazioni politiche. Casi di persone neoiscritte, su cui si sono operate verifiche, che hanno dichiarato di non sapere di aver aderito a Rifondazione. Congressi di circoli con centinaia di tesserati che durano un’ora, giusto il tempo di votare. Territori in cui il numero di iscritti si avvicina a quello dei voti raccolti alle ultime elezioni (la stessa Reggio Comune avrebbe circa 1600 iscritti se si contano le richieste di iscrizioni a Reggio Centro a fronte dei 3075 voti per la Sinistra Arcobaleno alla Camera nelle ultime elezioni). Che ci sia un tesseramento gonfiato a fini congressuali è sotto gli occhi di tutti, ed è un problema politico assai serio. Che le tessere vengano fatte perlomeno rispettando le regole formali, ci sembra il minimo. La preoccupazione per processi che rischiano di produrre degenerazioni nella nostra comunità è molto grande. Crediamo sia responsabilità di tutti evitare che questi guasti si producano e ritrovare le modalità di un confronto limpido sulla politica.
Il coordinamento del Documento 1







ANNULLIAMO TUTTI I CONGRESSI FARSA DELLA CALABRIA.
Francesco Perri dalla CALABRIA CAMMELLATA
Scusate, ma c’è un passaggio che non è chiaro in questa dichiarazione: volete dire che i non iscritti non possono partecipare ai congressi di circolo? Oppure significa che al voto hanno partecipato anche persone non iscritte (cosa che mi sembra piuttosto improbabile)?
solo perchè la vs mozione non riesce a portare a votare che poche persone, perchè le situazioni che descrivete sono successe con numeri molto inferiori (dati dalla totale avvulsione dei maggiorenti locali dalla realtà)in vari circoli di federazioni del nord.
E adesso faremo come voi e inizieranno i ricorsi…
Siete gli stessi vendoliani ad ammetterlo nel comunicato: tutti quelli che si sono presentati a votare a Reggio Centro erano senza tessere. Al segretario, forse perchè aveva deciso di sostenere la 1, non è stato permesso di ritirarle e non si è mai saputo in che mano fossero finite le tessere spettanti al circolo. Fatto sta che molti compagni, anche attraverso lettere inviate alla Commissione nazionale congressuale, hanno dichiarato di aver fatto richiesta di iscrizione al circolo, e che questa gli è stata accordata dal direttivo, ma che non hanno sottoscritto mai alcun modulo per il tesseramento, nè pagato le somme dovute al partito.
Compagno Ferrara, tu sei stato responsabile dell’organizzazione e conosci le regole condivise del nostro partito. Articolo 2, comma 5 dello Statuto: “L’atto di iscrizione si perfeziona in ogni caso con il regolare pagamento della tessera al circolo. Il segretario/a del circolo deve firmare la tessera e curarne la consegna. Il segretario/a del circolo è altresì responsabile del corretto invio dei tagliandi di controllo e delle quote del tesseramento spettanti alle diverse istanze”. Di che stiamo parlando?
I toni isterici con i quali i leader dellamozione 2 si scagliano contro la commissione congressuale nazionale dopo l’annullamento del congresso di Reggio Calabria assomigliano molto agli attacchi di Berlusconi alle cosidette “Toghe Rosse”.
La dipendenza da…..maggioranza per certi compagni è forte quasi come la dipendenza dall’eroina,il solo pensiero di potere perdere il potere decisionale e gestionale del partito, li sta portando a fare tutte le cose oramai ampiamente documentate e denunciate nel comunicato del compagno Ferrero.Le crisi di astinenza portano a fare questo ed altro, aspettiamoci anche di peggio nei congressi dei prossimi circoli.
Resistere…Resistere… Resistere,contro lo snaturamento del partito e contro la deriva politicista e moderata della mozione 2. Vittorio
Più si susseguono le notizie su questi tesseramenti più mi vengono dubbi sulla regolarità di questo congresso.. Come sarà possibile accettare un risultato congressuale ben sapendo che nel sud Italia vengono tesserati amici e parenti, funzionari pubblici, militanti di forze politiche vicine e lontane. Dirsi preoccupati ormai è un eufemismo, e non parlo da sostenitore del documento, ma da militante del Partito.
Il comitato di gestione riprenda il controllo di Liberazione:l’organo del Partito deve essere neutro sui contenziosi,non tifare per una parte.Cosiglio di verificare prima di un congresso se i neoiscritti siano tutti stati ratificati da una riunione ufficiale del direttivo di Circolo 10 giorni prima ,altrimenti le neoiscrizioni sono nulle per palese violazione dello Statuto
Oltre la metà dei circoli non risulta ancora scrutinata e la vittoria della mozione 2 appare più che probabile. I vendoliani hanno costruito il loro successo basandosi su 3 regioni (Puglia, Campania e Calabria) il cui tessuto sociali è storicaamente pervaso dall’intreccio fra voto di scambio, clientelismo e malaffare. Un pragmatismo impressionante e senza scrupoli etici e morali che farebbe impallidire la teorizzazione di un uso del potere da attuare con qualsiasi mezzo fatta dal grande Macchiavelli nel Princcipe. Viene così del tutto meno l’aspirazione valoriale del movimento comunista italiano (da Gramsci a Berlinguer), di assumero come elemento centrale di un progetto di rinnovamento e cambiamento sociale dell’Italia(a partire dal Mezzogiorno), la questione morale e la lotta acerrima per spezzare l’intreccio fra la politica e il mlaffare. Una sconfitta ennesima che ci riporta indietro, nel passato ancora recente in cui nella sinistra prevalse, con il craxismo, la logica di assumere il potere e la sua gestione istituzionale come aspirazione e orizzontee ultimi del progetto politico. L’esito potrebbe essere dinuovo devastante: allora fu la tomba del PSI; oggi è probabile che diventi quella del PRC e di una prospettiva comunista in Italia. L’ambiguità del regolamentto congressuale ha dato un armaa formidabile in mano a chi vuole manipolare il tesseramento e il voto nei congressi di circolo. Non basta annullare un congresso o due per ritornare a un minimo esercizio di democrazia: dai dati del tesseramento si evince che nelle 3 regioni suddette ci sono oirca 15mila voti sicuri per la mozione Giordano-Vendola. Un numero più che sufficciente a vanificare l’esito del voto nel resto del paese.
Amici e compagni mi stanno chiedendo cosa diavolo succede dentro Rifondazione. Sono domande ingenue le loro? Certo che lo sono, perchè nella mia attività politica (quotidiana!!!!! tengo a precisarlo) ho sempre disegnato un partito che a quanto pare non esisteva. Anchio fino a pochi giorni fa mi facevo, e ripetevo nei miei interventi, l’ingenua domanda ” perchè la scelta della conta con un congresso a mozioni invece di un confronto a tesi?”. Una scelta che ho pubblicamente definita STUPIDA. Beh, ora ho capito! Da ieri resta ancora una ingenua domanda: possibile che il nostro amato Nicki copra immoralità e illegalità oramai talmente evidenti, e dimostrate, che sporcano la sua e la nostra limpida storia di comunisti?
Un’altra domanda farò a Nicky, se riusciremo a fare il congresso nazionale, e riguarda la gestione della sanità in Puglia. Mi è stata inviata da un compagno di Medicina Democratica questa mail e, ancora incredulo, la porto all’attenzione di tutto il partito.
POLITICA E PSICHIATRIA IN PUGLIA: IL NULLA OSTA AI NUOVI MANICOMI !!!
Grazie Dio Vendola (governatore della regione, futuro portabandiera di questa sinistra italiana, uno e trino) per aver dato il nulla osta al consolidamento delle logiche manicomiali ed al rafforzamento delle strutture che le gestiscono. Ora il governatore potrà vantarsi, così come si vanta di aver 30 anni fa contribuito alla chiusura dei manicomi, di aver contribuito in maniera decisa, senza esitazioni, alla loro riapertura.
Il primo luglio 2008, con 40° all’ombra, passa in regione la scandalosa e tristemente famosa delibera “vuoto per pieno” (delibera 1170, 01.07.2008).
Delibera che consoliderà una gestione tutta privata delle problematiche sulla salute mentale, una gestione che non lascia spazio alle famiglie e quantomeno agli utenti, ai percorsi autogestiti sbandierati dalla giunta vendola e dai suoi consulenti quali il dott. Rocco Canosa, una gestione che negli anni ha consolidato solo profitti e cronicizzazioni.
Delibera che regala alle strutture contratti a convenzione, e non a prestazione, impossibili da scardinare per i prossimi 30 anni, indipendentemente da qualsiasi valutazione in merito alla gestione, alla qualità delle prestazioni e ai risultati.
Gli utenti trattati come macchine da far arrugginire e il fatturato il nuovo criterio di accreditamento (gli enti gestori stanno infatti pensando di esportare i loro manicomi in Cina, dove la manodopera costa di meno e il fatturato aumenterebbe; sempre ovviamente con utenti pugliesi, tanto per loro non cambierebbe: parcheggiati su un divano in una città che non riconoscono più o parcheggiati su un divano in cina cosa c’è di diverso?).
Nelle strutture, probabilmente, si starà festeggiando: solito cocktail di champagne per i manager ed ennesimo cocktail di farmaci per gli utenti.
Grazie a questa giunta abbiamo fatto un salto indietro nella storia di 50 anni: sono state espulse le figure non sanitarie dai vari servizi riportando le problematiche sulla salute mentale a mera questione biologica e medica e sono state rafforzate tutte le logiche manicomiali per i prossimi 30 anni.
Il tutto in regione, ovviamente, con le solite manovre occulte di corridoio tipiche del peggior sud.
Tutti quelli interpellati fino a questo momento sulla delibera non parlano o, ancora peggio, non sanno che è passata.
Ai pochi rappresentanti di questa classe politica dirigente che hanno dichiarato, anche se timidamente, il loro dissenso (comunicato del 13.03.2008), alla CGIL (comunicato del 07.03.08), a psichiatria democratica pugliese (comunicato del 13.03.2008), alle associazioni e a tutti quelli che in questi mesi si sono ribellati e hanno condiviso l’impegno contro la delibera chiediamo un atto di responsabilità e la definizione di un percorso che possa mettere in discussione questa scelta disastrosa.
Per quale motivo la destra non dovrebbe presentare e richiedere le modifiche alla 180 a favore delle proprie strutture private quando la sinistra fa esattamente la stessa cosa pensando, di fatto, solo agli interessi economici e clientelari delle strutture a lei vicine?
E poi diciamo la verità: che cambierebbe in fondo per gli utenti? qualche tso un po’ più lungo (ma i tso e le ospedalizzazioni durano spesso mesi anche adesso), il potere di firma solo ai medici (ma i sindaci nemmeno la vedono la firma ora quando la mettono), etc.
Cronicizzare in una struttura chiamata riabilitativa con qualche vacanza a casa o cronicizzare in strutture chiamate diversamente, in fondo, forse, non è poi così diverso.
Il dato certo è: ad un povero essere umano che inizia ad avere problemi di malessere e sofferenza emotiva spetta una vita da inferno!
Alleghiamo, ci sembra il caso, anche un’intervista al dott. Giorgio Antonucci di pochi giorni fa. Il dott. Giorgio Antonucci è stato uno dei collaboratori di basaglia e, a differenza di quello che nelle tante celebrazioni alla 180 che si sono avute in questi mesi si è detto, non fa finta di dimenticare quegli anni e ha sempre lavorato rispettando quelle idee che anche il povero Basaglia esprimeva, idee ormai dimenticate e svendute.
Grazie per l’attenzione.
Ezio Catacchio
(Associazione “Altre Ragioni” - Bari)
Cari compagni, spiegatemi ‘almeno’ due cose:
a) perché il compagno Grassi (che saluto, ciao Claudio), che era presente a Reggio Calabria, e che ha controllato i compagni e le compagne uno ad uno, chiedendo la tessera e un documento d’identità, li ha fatti votare se non erano regolarmente iscritti?
b) perché la commissione non accossente alla riconvocazione del congresso del circolo? Questa decisione non lede un diritto soggettivo, quello di ciscun iscritto di poter esprimere con il proprio voto una preferenza politica, compreso quello dei 39 compagni che avevano scelto la vostra mozione?
Ciao, martino albonetti
PS. Mi risulta che nella storia del nostro partito mai prima d’ora era stato annullato un congresso in maniera definitiva (cioè ad un circolo non era stata concessa la possibilità di partecipare al percorso congressulale). Risulta anche a voi o avete dei precedenti da segnalarmi?
Le palesi irregolarità sono sotto gli occhi di tutti, ma non possiamo fingere che le cose andassero diversamente nei precedenti congressi, con la differenza che, a fronte di una maggioranza che teneva insieme le attuali mozioni 1 e 2, ciò veniva anche a nostro vantaggio. Se l’esito finale del congresso sarà quello che spero, occorrerà fare molta attenzione a chi curerà l’organizzazione, così che almeno chi deve “controllare i controllori” abbia una parvenza di onestà, a differenza di un certo personaggio da novella di Pirandello che fa il buono e il cattivo tempo nel partito da ormai troppo tempo.
Nel mio comune avrei potuto fare 100- 150 tessere, ma avrei trasformato il congresso nello squallore a cui abbiamo assistito per le primarie del Partito democratico, non è e non è mai stato nel nostro costume gonfiare il tesseramento a ridosso dei congressi. Devo dire che c’e’ stato molto interessamento da parte di SD che si è spinta sulla soglia dell’ingerenza, respinta dai compagni che hanno votato liberamente, ci sono stati pochi nuovi iscritti che peraltro già erano attivi nel circolo da tempo ed ai quali è stata fatta la tessera in occasione del congresso perchè le tessere ci sono state distribuite in netto ritardo ed in quantità molto inferiore rispetto agli iscritti del 2007.
Se si vuole vincere a tutti i costi allora vuol dire che la 2 mozione non la racconta tutta su le sorti di Rifondazione.
“I vendoliani hanno costruito il loro successo basandosi su 3 regioni (Puglia, Campania e Calabria) il cui tessuto sociali è storicaamente pervaso dall’intreccio fra voto di scambio, clientelismo e malaffare. Un pragmatismo impressionante e senza scrupoli etici e morali che farebbe impallidire la teorizzazione di un uso del potere da attuare con qualsiasi mezzo fatta dal grande Macchiavelli nel Princcipe.” [di BUNI]
Da siciliano, io certe tesi proprio non le posso sentire. E vorrei anche capirne la logica. Non so come andranno i congressi in Sicilia, però cerchiamo di essere franchi: ipotizziamo che io sia un trafficone senza scrupoli e che vada procacciando tessere a destra e a manca, ebbene: che offro a quello a cui chiedo il voto? che “scambio di favori” ho da proporre? un giro di volantinaggio nella periferia di Messina? Scusate compagni, vi vorrei ricordare che siamo al 3% sul piano nazionale e che in molte regioni siamo fuori dai consigli comunali, che al Sud spesso non siamo nelle giunte. Esattamente, quali clienti mi dovrebbe procurare una posizione “in alto” nel partito?
Possiamo stare a scriverci per dei giorni sulla qualità della partecipazione congressuale, in un momento in cui prevale nettamente la quantità; però quando analizziamo questa scarsa qualità poniamoci delle domande, non abbandoniamoci al pregiudizio. Il pregiudizio ci serve solo a mantenere intatte certezze granitiche scientificamente infondate. Le domande potrebbero aiutarci a capire com’è che sta succedendo tutto questo, cos’è successo nel frattempo, mentre eravamo chissà dove.
settimana scorsa è stato approvato nell’assemblea di sd lo statuto.
un articolo è esplicito: gli iscritti al movimento politico di sinistra democratica non possono avere la tessera di un qualsiasi partito.
quindi quella gentaglia che si crede furba e va a votare per la mozione 2 non voglio che sia considerata di sd. il partito della rifondazione comunista deve andare al congresso senza interferenze altrui. buon congresso, non litigate troppo.
Hai sbagliato a non farle, in questo momento serve avvicinare e non respingere. Mi domando perchè il segretario del circolo ed il responsabile locale della comm. di garanzia, tutti e due della mozione uno hanno approvato il tesseramento se questo era illegale? Perche il comqagno Grassi ha permesso lo svolgersi del voto se era irregolare? Perchè la commissione di garanzia invece che basarsi su prove sostanziali si è basata solo su di una lettera del suddetto compagno? Perchè il congresso non si può ripetere fatti tutti gli opportuni controlli? Vorrei rispopndere a quel compagno che chiede un atto di imperio verso il giornale: se desideri certe cose fatti il passaporto nordcoreano.
Sinceramente non so come i rappresentanti della mozione Vendola pensassero di poterla fare franca, di poter far passare sotto silenzio questa macelleria burocratica messa in atto senza pudore.
E’ ancora più drammatica la volontà di giustificare ad ogni costo questa abnorme crescita di partecipazione finalizzata (e fidelizzata).
Perché i cari compagni del sud non si sono impegnati negli anni precedenti a far crescere così il nostro Partito?
Voglio ammettere che qualunque mozione può aver posto in atto qualche “giochetto” ma le proporzioni di quanto accade con la mozione Vendola distruggono qualsiasi approccio alla partecipazione democratica.
Arrivano accuse alla mozione 1 di non essere stati capaci “coinvolgere la gente”.
Rispondo che coinvolgere con mezzi inappropriati per fini ambigui non fa parte del dna dei comunisti.
Speriamo bene…
A Reggio Calabria, il Sindaco Scopelliti già segretario del missino FdG, intitolerà la più grande piazza di Reggio Calabria a Giorgio Almirante. Tutte queste centinaia di comunisti del circolo Reggio centro che hanno deciso di impegnarsi in Rifondazione, rimangono inerti? In quale modo si stanno mobilitando?
Che Vendola non volesse un esito unitario si capì dal momento che rifiutò il congresso a tesi. Le truppe cammellate sono miserevoli, la dicono lunga di una cultura che punta sulla furbizia più che sull’intelligenza. E qualcuno si impegna per argomentare politicamente queste furbizie … ed io mi dovrei farmi rappresentare da questi?
Starò diventano leghista ma inizio ad averne le scatole piene di questa cultura meridionale che si fa strada a colpi di clientele.
In un partito serio le nuove iscrizioni dovrebbero essere vagliate dal direttivo di circolo: se si vuole dire che il partito è lo specchio della società quindi porte aperte a tutti, che bisogno c’è di cambiarla?
Alla cultura del perdono cattolico preferisco il rigore morale dei protestanti.
Due questioni in una forse. Occorre demilitarizzare questo assurdo dibattito e ricondurlo ad una discussione più articolata, forse fondata anche su modelli radicalmente diversi di immaginare il futuro di rifondazione. Modelli diversi che debbono trovare però modo di convivere e di superare il tornado congressuale rispettando anche le reciproche ferite che ci stiamo infliggendo. Alcuni piccoli ma sostanziali interventi possiamo già farli, utilizzando le parti più sane di un regolamento da cambiare e alcune accortezze di trasparenza generale. Ad esempio per congressi come quello del circolo di Reggio Calabria sarebbe sufficiente riportare le motivazioni verbalizzate per cui si è disposto l’annullamento. Queste motivazioni, unitamente alle dichiarazioni rilasciate da chi era materialmente presente al congresso andrebbero pubblicate integralmente su Liberazione. Su quest’ultima da collaboratore da anni del giornale debbo dire che ho trovato l’uscita di oggi quanto di meno utile si poteva fare per aiutare il dibattito interno. Chi oggi legge il giornale si allontana ancora più da noi, non comprende e vede tutto sotto le lenti deformate dell’antipolitica. Quanto sarebbe stato più utile svolgere un lavoro più faticoso di informazione reale, schierato certo (non metto in dubbio il diritto di pensarla come la si vuole) ma con meno omissioni, capace di fornire a chi ci guarda una visione più reale del dramma che sta vivendo il nostro partito, le persone che ne fanno parte con i loro sistemi di relazione. Ma per farlo è necessario un impegno che ieri, con schiettezza e mi duole dirlo, non ho visto.
Come iscritto da una vita sono io che pago Sansonetti ma non posso sbatterlo in mezzo alla strada. Caro Piero se hai un minimo di dignità e rispetto per questo partito vattene. Subito!
Non so se la carica ironica delle vostre affermazioni è voluta (nel caso siete geniali) oppure involontaria. Considero geniale l’invenzione delle “gabbie congressuali” mutuato dal pensiero antimeridionalista e leghista delle “gabbie salariali”. Per cui i voti congressuali dei circoli del mezzogiorno devono valere di meno. Ma soprattutto è puntuale la serie di motivazioni tratte dalla antologia classica dell’antimeridionalismo militante, insinuante. Ci manca solo la descrizione dell’uomo(o donna) cammello secondo i parametri lombrosiani della fisiognomica. Davvero eccezionale!
Ma dove vi siete superati è nella attribuzione della patente di mafiosita ai circoli che hanno molti iscritti e pochi voti alle elezioni. Vi siete impegnati in indagini numeriche, in approfondimenti statistici, in comparazioni arditissime, sollevandovi dalla realtà. Mia zia, che non è iscritta (lei dice per fortuna sua) ma che smanetta in pò sui blog mi ha detto bruciante : ” Ma questi di Ferrero lo sanno che la mafia fa prendere i voti e non il contrario? Alle elezioni, s’intende, non ai congressi? di rifondazione, poi….”
Un abbraccio anche da lei
Note..
ho partecipato al congresso con tutti i miei più buoni proprositi e francamente non se ne può più.
Ho creduto che l’esistenza di questo partitto fosse indispensabile e lo credo ancora. occorre tuttavia azzerare tutto i gruppi dirigente nazionali, regionali e provinciali. ho votato per ferrero ma credo che sia lui che nichi vendola e bertinotti ormai dividano. Per favore, per il bene del partito fate un passo indietro. e’ ora che tutti voi torniate nei posti di lavoro e re-imparate a conoscere cosa significa lavorare, fare i conti con la quotidinità, con salari da fame o con pensioni misere. Andate in un ospedale pubblico e vedete come sono ridotti, quale liste di attesa, quali cure, quali professionalità.
Esistono tanti giovani che fanno questo per passione, ideologia (che non fa schifo), voglia di cambiare.. Questo gruppo dirigente ha perso l’anima e perciò la credibilità. nessuno è immune da colpe, il tesseramento seppur in alcuni casi è stato gestito in modo patetico è a 360° stato forzato, in alcune realtà vedi reggio calabria abbiamo perso qualsiasi ritegno. Per favore fate un passo indietro
Dall’Umbria:abbiamo assistito in umbria a dei cambi di casacca così repentini ma che non fanno assulutamente bene alla credibilità di questo partito. un gruppo dirigente allo sbando, dove le diverse mozioni hanno riproposto i soliti volti. non può esserci cambiamento se queste sono le premesse.fate un passo indietro.
Per il nostro congresso di circolo 25 votanti in tutto(50 iscritti tra vecchi e nuovi) ho visto arrivare un ragazzo, della mozione 4 che veniva da firenze! e’ questo quello che ci serve tutto il resto è vecchio, gia visto.
Grazie, michele
Cari compagni e care compagne…
Io sono un compagno della provincia di Reggio e penso che la gestione del partito di reggio calabria sia scandalosa, ci sono più tessere che a Milano o Torino eppure la partecipazione è rasente allo zero. Nel 2006 per la campagna elettorale non c’era la gente per attaccare i nostri manifesti e si dovevano pagare gli attacchini. Però improvvisamente ci sono più tesserati che voti. Il problema non è tanto l’esito del congresso, ma quello che avverrà dopo. I compagni che partecipano veramente si stanno schifando di questo modo di concepire la democrazia e il partito, uguale alla gestione clientelare che nelle campagne elettorali è di uso comune a partiti come forza italia e poi si sa prendono migliaia di voti. Quella, come sempre denunciamo, non è democrazia è clientelismo. Non è partecipazione ma plebiscitarismo.
Ma mi chiedo…Con che faccia ci presenteremo alla gente del sud, alle persone della nostra terra che lottano per la legalità, dopo aver gestito un congresso in questa maniera, con quale credibilità parleremo loro?
Gli esponenti della mozione 2 si riempiono la bocca con la parola democrazia, ma poi come nella foto di staliniana memoria, i commenti di coloro che dissentono, sul loro blog misteriosamente svaniscono…. Alla faccia della democrazia… almeno su questo blog si possono valutare idee diverse… sul loro non è possibile… personalmente me ne hanno fatti fuori 2… perciò a tutti coloro che dissentono li invito a continuare a farlo e a chi invece gestisce questo blog lo pregherei di avere la coerenza di pubblicare qualsiasi cosa arrivi… anche le critiche più feroci…
Il congresso si può anche perdere, ma non perdiamo la nostra dignità di essere pensanti… e Liberi!!!
Un caro saluto a tutti e a tutte…
Nicola
Bravo Nicola, concordo.
Ma la posizione di Liberazione non è accettabile.
Purtroppo siamo andati in stampa ieri con i manifesti altriementi, dopo 8 edizioni, avremmo cambiato il nome alla nostra festa.
Invito tutti i compagni a boicottare il giornale: compriamo il Manifesto.
Ad Avellino, al circolo del capoluogo hanno tentato di fare lo stesso, ovviamente non si parla di oltre 300 tessere, ma di 24…in ogni caso questo non è il partito che può ripartire, non con questi mezzi, compagni.
Andare in giro a presentare la mozione e non ascoltare alcun intervento da parte degliiscritti, nessuno che abbia voglia di dire come la pensa, tutti solo pronti ad alzare la mano per votare il leader e non una linea politica in cui si crede, beh questo è deleterio per tutti noi ma dove andremo a finire??
Ho venticinque anni e sono iscritta a questo cazzo di partito da 10 anni, gli ho dedicato ogni mia energia, ogni mio tempo libero, ogni mio risparmio, e tutto questo io e i tanti compagni liberi da schematismi di potere logorante NON LO MERITIAMO!!!
Abbiate il corggio di portare a votare i compagni e non i cammelli, non servirà a nessuno vincere in modo fittizio questo congresso. Il giorno dopo quando ci ritrovermo le sezioni vuote e avremmo perso i nostri migliori compagni beh allora forse qualcuno si renderà conto ..ma temo sarà troppo tardi.
rossella circolo “E. Che Guevara” Avellino
A PROPOSITO DI TESSERAMENTO ECCO L’APPELLO, FATTO DA FERRERO, PROPRIO A TESSERARSI AL PARTITO:
Subito l’opposizione a Berlusconi. La costituente? Spacca la sinistra - Liberazione
16 Maggio 2008
di Romina Velchi«Capire il perché di una così pesante sconfitta elettorale e politica per me è il primo punto». Paolo Ferrero, già ministro della solidarietà sociale nel governo Prodi, la mette così anche per ribadire che non si candida alla segreteria del Prc.
Ma tu, ti candidi o no?
No, non voglio che il congresso si trasformi in una sorta di primarie. Sarebbe di nuovo rovesciare i problemi. Basta vedere il caso di Veltroni: dopo le primarie del Pd sembrava irresistibile, ma non ha spostato una virgola. L’unica chance che abbiamo è ripartire dal progetto politico: da lì dovranno uscire i nostri gruppi dirigenti e non il contrario. Il Prc deve restare, per l’oggi e per il domani; è necessario ma non sufficiente, per questo deve essere il motore dell’aggregazione della sinistra dal basso, costruendo l’opposizione per rimettere a tema l’alternativa. Anche per questo lancio un appello al tesseramento a Rifondazione.
PARE PERO’ CHE LA MOZIONE 1 NON ABBIA SUSCITATO UN GRANDE ENTUSIASMO…
Caro Direttore, dissendo profondamente dall’articolo di fondo apparso su Liberazione. Anzi debbo constatare, purtroppo, che ormai siamo identici agli altri partiti e alle modalità con le quali in certe regioni si “fa politica”. Per quanto mi riguarda, volendo mantenere in vita rifondazione, penso sia indispensabile mettere fine a questo stato di cose. Non può esistere un partito comunista e di sinistra che tolleri di diventare come gli altri. Per quanto riguarda le nuove iscrizioni al partito in qualche regione esiste, in questo congresso, un problema. Non è normale che ci siano circoli che raddoppiano o addirittura triplicano gli iscritti. Fossero vecchi iscritti usciti in dissenso proprio sul governo il problema non ci sarebbe. Ma che ci siano centinaia di nuovi iscritti entusiasti di rifondazione che votano come un sol uomo la mozione Vendola non è normale, non è accettabile. Esiste perfino il fenomeno della comunità terapeutica dei seguaci di Fagioli che si iscrive in massa (a Roma) per votare nel cogresso di rifondazione comunista. Insomma, a tutto c’è un limite, anche perché certe cose innestano un processo degenerativo che alla fine coinvolge tutti. Per quanto mi riguarda mi comporterò di conseguenza dicendo e ripetendo che i padroni del partito sono quegli iscritti che partecipano alla vita del partito e non i fans di questo o quel leader che compaiono dal nulla per votare al congresso.
Stefano Moscufo direttivo circolo Prc Palata
Quando mi iscrissi per la prima volta nel 2001, era anno di congresso. Io e altre due compagne facemmo trenta chilometri per andare direttamente in Federazione, parlammo per circa un’ora con l’allora segretario federale dopodichè ci fece PERSONALMENTE le tessere.
A partire da quest’anno, improvvisamente una cosa del genere viene considerata una pratica stalinista.
I compagni della mozione 2 si devono dare in primo luogo una calmata, e finirla con questo atteggiamento vittimista, tanto più odioso quando accusa di leghismo gli altri compagni.
Ma davvero pensate di poter governare un partito con la minoranza dei circoli, la minoranza delle federazioni, e la minoranza delle Regioni, vincendo solo grazie a un plebiscito nei grandi circoli di Puglia, Campania e Calabria. Anche ammettendo che il voto è in qualche modo regolare, come pensate che i compagni delle altre regioni possano accettare un sgretario che di fatto è un Vicerè
oggi in calabria i giornali informano in prima pagina che il PRC litiga per le tessere e aggiungono ,senza tanti fronzoli, che se vince Vendola allora il consigliere regionale Guagliardi diventa assessore,in caso contrario il partito si terrà lontano dalla giunta Loiero .Che questa sia una chiave di lettura non trascurabile?
Mirko Lombardi, se questo ti sembra il modo di argomentare proprio di un dirigente comunista, c’è da essere ben tristi. Perché ricorrere alla polemica, quasi invettiva, più che al confronto argomentato? Sei pur sempre un dirigente e dovresti essere capace di non metterti su un piano sconveniente.
Per Carlo:
l’iscrizione io l’ho fatta nel 1994 e da allora l’ho sempre rinnovata. Nel mio circolo nessun nuovo iscritto è stato mai “interrogato”, semplicemente faceva richiesta ad un compagno già iscritto che lo indirizzava al responsabile del tesseramento. Da quanto mi risulta nel partito i nuovi iscritti sono sempre stati accolti a braccia aperte.
Ritengo questa prassi della valutazione preventiva effettivamente piuttosto stalinista.
Al caro Benandante ricordo che non io, ma un grande dirigente comunista disse che pazienza ed ironia sono grandi virtù rivoluzionarie. Io che sono, come Paolo Ferrero, un modesto dirigente intermedio, cerco di praticarle, magari senza riuscirci. O senza essere capito.
un abbraccio sincero
C’è uun modo molto semplice per turare la falla del tesseramento gonfiato, senza violare la lettera dello statuto e del regolamento esistenti, come farebbe la proposta della mozione 5.
Il procedimento da adottare mi pare il seguente.
Si assume come criterio determinante dell’esito congressuale il dato del tesseramento 2007 per l’assegnazione definitiva dei delegati spettanti ad ogni circolo e costituenti la base della platea congressuale.
A questa platea si aggiungono i delegati risultanti dal calcolo dei resti.
Il numero complessivo dei delegati da assegnare con i resti si calcola dividendo la somma di tutti i resti per la media federale dei voti che sono stati necessari per eleggere un delegato (somma di tutti i voti validi, meno somma dei resti, diviso il numero dei delegati eletti direttamente dai circoli).
Ottenuto il numero dei delegati da assegnare con i resti, questi delegati si assegnano con lo stesso metodo dei delegati di circolo: totale dei resti diviso numero dei delegati da eleggere come resto, e si ottiene il quorum dei resti, e si assegna ad ogni mozione il numero dei delegati che gli spettano, come se fosse un congresso di circolo.
L’unica decisione, non indolore, da prendere da parte della commissione nazionale per il congresso, sarebbe quella di determinare quale dei due principi contenuti nel regolamento deve prevalere: quello che sembrerebbe discendere dal dettato dell’articolo 4 “La somma dei voti riportati dai rispettivi documenti ne costituirà per ognuno la base politica di consenso”; o quello esplicitamente proclamato dall’articolo 11 “La platea congressuale è quella definita sulla base del tesseramento per l’anno 2007″.
La mia proposta è evidentemente in linea con quanto stabilito dall’articolo 11, che pare tassativa ed operativa. La formula dell’articolo 4 appare invece una dichiarazione di principio che può avere varie interpretazioni, tale e quale come la formulazione dell’articolo 48 della costituzione, (Il voto è personale ed eguale, libero e segreto), che come si sa, può dar vita a sistemi elettorali pratici diversissimi tra di loro, che possono portare a risultati obiettivamente diversi.
E se questo è normalmente accettato in elezioni politiche, dove invece dovrebbe predominare l’assolutezza della uguaglianza, tanto più appare legitttimo all’interno di “partiti”, che, dice la parola, si propongono di realizzare obiettivi che sono condivisi da coloro che costituiscono una “parte”; e se determinati obiettivi discriminanti non sono condivisi, nessuno è obbligato a far “parte” di quel partito.
Ma nessuno neanche deve permettersi di “invadere” un “partito” di cui non condivide le istanze fondamentali.