A volte si torna a casa con sentimenti contrastanti: rabbia, impotenza, disagio, frustrazione.
Mi sono trovato a far da relatore del primo documento in un congresso di circolo a me molto caro, il Circolo migranti di Bologna. Una realtà nuova, anomala in questo nostro partito, potenzialmente tanto simile a quelle “case della sinistra” frutto del meticciato intellettuale e culturale a cui in tante e tanti dovremmo guardare.
Sono fra quelli che ha assistito alle fasi concitate della nascita del Circolo e che ha avuto il privilegio di essere presente alla sua inaugurazione, ma sembra passato tanto, troppo tempo da allora.
Il Circolo ha lavorato insieme alla Federazione, è divenuto utile punto di riferimento, le tematiche che andava a toccare erano tematiche di carne e sangue, in un contesto ostile come quello cofferatiano, si occupava della vita concreta di uomini e donne a cui è negata cittadinanza sociale e politica, un luogo in cui le vertenze sociali, sfociavano in proposta politica. Non voglio lasciarmi trascinare dall’amarezza e dire che oggi tutto questo si è dissolto in nome della lotta per contendersi un voto ad una mozione, non voglio assumere il precipitare di una giornata convulsa e squallida come unico elemento valoriale, non voglio dimenticare il prima, voglio sperare nel dopo.
Ma qualcosa di grave è accaduto e coinvolge la nostra etica, la nostra – e sottolineo nostra – moralità. Alla presentazione dei documenti congressuali non eravamo in molti, c’erano ospiti esterni della federazione, 4 relatori e una ventina di compagne e compagni iscritte/i al circolo. L’atmosfera era tesa, pesavano i fatti avvenuti, il respiro nazionale assunto dalla vicenda, gli elementi di rancore che su questa si sono determinati. Un rigonfiamento spropositato, inatteso, del numero degli iscritti, le contestazioni e la sospensione della validazione delle nuove iscrizioni, ed il provvedimento di sospensione dagli incarichi direttivi per tre mesi del segretario del circolo, Armando Quattrone. Si è forse perso il senso giusto delle cose, il necessario equilibrio, le responsabilità degli uni non escludono quelle degli altri. Un dibattito surreale: se si eccettua lo sforzo di parlare di “politica” e il richiamo ad una unità di azione fatto anche dagli altri relatori – Ali Rashid, Leonardo Masella, Serena Capodicasa – le due ore e mezzo di discussione sono state cariche di provocazioni, diatribe, anche insulti.
Il clima diveniva rovente quando un compagno si autodenunciava, dichiarando di aver avuto la tessera dal proprio datore di lavoro – con cui ha aperta una vertenza – e dal segretario di circolo senza che gli venisse richiesta quota di pagamento e anzi rassicurandolo sul fatto che “non c’è niente da pagare”. Tutto veniva messo a verbale. Ogni tanto i lavori in sala venivano interrotti per urla e grida fra i sostenitori di diverse mozioni che si scontravano, quasi venendo alle mani, nei locali antistanti.
Sempre per allentare la tensione si rispettava la richiesta di 3 lavoratori, di poter votare anzitempo, il lavoro li attendeva e volevano partecipare al voto.
Ma la bagarre è letteralmente esplosa all’inizio della prima chiamata per le votazioni: la sala si è riempita all’inverosimile. È vero che forse sarebbe stato più corretto tenere l’intero congresso in un orario più congruo per chi lavora, ma – ce ne siamo accorti in molti – non era questa la sola ragione dell’improvviso sovraffollamento. Fra gli iscritti del 2007 molti ricevevano fuori i soldi per il rinnovo della tessera, dai leader delle comunità, alcuni insieme ad un bigliettino con su scritta la mozione per cui votare. Fra coloro che organizzavano concretamente il voto degli iscritti di Rifondazione, mi è stato detto che era presente un funzionario della Cgil tesserato di Sinistra Democratica! Il segretario del circolo accompagnava di persona al voto gli iscritti, la sua presenza risultava così pressante da costringere la garante, più volte a chiederne l’allontanamento. Ma si era solo all’inizio, sui 114 aventi diritto al voto del 2007 si erano presentati solo in 38, poca cosa per tanto clamore. Enorme invece l’affluenza dei nuovi iscritti, a detta di molti facce mai viste, fuorisede italiani e cittadini migranti che venivano condotti come oggetti al voto. Brutto modo per aprire un percorso di partecipazione paritaria. C’è stato chi candidamente chiedeva ad alta voce per chi votare, chi veniva quasi guidato per mano, chi sapeva di dover solo riempire una colonna. Una discussione fra “italiani” di differenti mozioni colta al volo:«Ma ancora pensate che ci siano i “compagni”? Quelli non ci sono più, per questo sono venuto a votare». Le operazioni di chiamata e di voto proseguivano in maniera sempre più caotica nonostante gli sforzi della garante e di alcune compagne della presidenza, fuori volavano insulti inaccettabili fra compagni, minacce pesanti. A poco o a nulla servivano i tentativi svolti oltre che dal sottoscritto dagli altri compagni relatori, in particolare da Ali Rashid, per far svolgere regolarmente il congresso. Il risultato? Per quello che conta se venissero convalidati solo i voti fra gli iscritti 2007, 9 delegati andrebbero al 2° documento e uno ciascuno al 1° e al 3°, se invece si arriverà a considerare anche gli iscritti 2008 altri 65 votanti (su 69) andranno al 2° documento che così avrebbe tutti gli 11 delegati spettanti al circolo.
Ma vale la pena fare questi conti? A mio avviso no. L’interpretazione che verrà fatta del regolamento ci consegna comunque l’ennesima sconfitta della politica (non di una mozione) della voglia di costruire un partito diverso. Ha prevalso lo scontro combattuto con ogni mezzo, lecito e illecito, ha pesato la burocrazia dei vertici e una logica militarizzante che ha contaminato quasi tutta la base del circolo, ha prevalso il peggio del nostro passato anche se si ammanta di modernità e di futuro. Ha prevalso una falsa idea di accoglienza tanto, troppo simile ad un voto di scambio, ad una forma neocoloniale di intendere l’approccio alle tematiche dell’immigrazione.
Me ne sono andato sorridendo e salutando tutte e tutti, perché per me chiunque vuole essere un compagno o una compagna lo è. Ma me ne sono andato chiedendo un appuntamento, comunque vada il congresso, all’inizio della prossima stagione di lotte contro la xenofobia dilagante.
Quel giorno, con presunzione, indipendentemente da quello che sarà il mio ruolo nel partito, vorrò vedere concretamente chi ci sarà ad avere realmente a cuore una questione fondamentale per la tenuta democratica di questo paese e chi avrà esaurito il suo compito con una tessera e un voto dato alla leggera. Da ultimo non credo che tali dinamiche avvengano perché gli uomini e le donne migranti che si avvicinano al partito siano più deboli e meno consapevoli. Credo che si debbano avvicinare per trovare quella cittadinanza sociale altrimenti negata, costruendosi un proprio percorso di lotta e non accettando le prime promesse che chiunque di noi potrebbe fare. Ho già visto scene simili, meno violente e meno cariche di tensione, in altri circoli in cui i votanti erano totalmente autoctoni. Facce simili, entravano, votavano e scappavano via. Vogliamo tutte e tutti costruirlo così il nostro partito?
Stefano Galieni







E’ esattamente quello che è successo al Circolo San Donato e al Circolo Precari di Bologna al Congresso del 2005. A livello provinciale,vinse (418 voti a 395) la prima mozione (tra i firmatari di quest’ultima: Ferrero, Russo Spena,Fantozzi,Amato,Barbarossa,Nicotra. Vi dicono qualcosa questi nomi?) grazie all’apporto decisivo dello “Spazio Sociale Studentesco” per il circolo Precari (realtà vicina agli allora Cofferatiani della Cgil) e di iscritti ai Verdi e alla sinistra Ds per il Circolo San Donato. Ecco con quale compagnia contate di salvare il Prc, compagni della mozione 1. Chi semina vento…
Cari dirigenti nazionali, autori del regolamento,come avete potuto compiere un errore così grave?
Perché avete fatto sì che si ripetesse un schifo del genere, come si è già ripetuto in passato?
Se questa è la competenza con la quale si è “innocentemente” compilato il regolamento congressuale, MI CANDIDO IO ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO!
Sarà… ma mi è parso subito ovvio che chi volesse falsare il congresso con iscrizioni dell’ultimo minuto potesse farlo, possibile solo a me?
Michele Frascarelli Maturando 2008, iscritto dal 2005.
caro Stefano,
il tuo report è davvero illuminante. ma questi non vogliono ri-costruire il partito. vogliono “superarlo”.
Grazie al compagno Galieni per quello che ha fatto al congresso del circolo migranti, ero li’ ed ho visto di persona tutto quello che dice stefano, anche io ho perso la calma, anche io ho piu’ volte urlato, volevo difendere il mio partito da un simile scempio…
In Calabria succede anche di peggio in queste ore. Anche eprchè si consolida una tradizione gia’ tipica sel congresso 2005. Qui non vengono migranti e autoctoni di altre strutture della sinistra :qui vengono cammellati delinquenti e soggetti contigui alla malavita organizzata.
Questo è l’andazzo che conferma quanto detto da Stefano,che saluto,con l’aggravante,tipica della Calabria,della delinquenza organizzata
FRANCESCO PERRI
E SECONDO ME CI SONO GLI ESTREMI TUTTI PER ANNULARE I CONGRESSI DI CIRCOLO CALABRESI DI COSENZA E CROTONE
FRANCESCO PERRI
Stefano, ti conosco da tanto e so quanto lavoro dal basso con e per i migranti tu abbia fatti nel corso degli anni. So quanto tempo hai passato a parlare con loro dei problemi grandi e piccoli del vivere in questo paese, quanto tempo hai trascorso cercando di trovare soluzioni ai loro problemi, quante volte sei entrato nei CPT in compagnia di qualche parlamentare (che disastro… ora che non siamo più in parlamento non possiamo neppure più controllare cosa succede là dentro)… insomma sul tuo lavoro nessuno credo possa trovare da obiettare, al di là delle diverse collocazionio congressuali.
Il tuo racconto, sobrio ma sofferto, mi restituisce una situazione molto grave e soprattutto non consona a quello che dovrebbe essere il nostro impegno per il riconoscimento di percorsi di democrazia e partecipazione dei cittadini migranti alla vita politica e sociale del nostro paese.
Sono davvero colpita dalle cose che leggo e che ho sentito anche da compagne/i presenti al congresso. Spero che i nostri dirigenti e la commissione congressuale sappiamo prendere la decisione più giusta e saggia per la situazione.
Eccomi, sono un “cammello”.
Neo-iscritto, fresco fresco, giusto 11 giorni prima del congresso del circolo…
Mai stato in un partito prima, diciamo anche che la “forma partito” non mi convince o soddisfa completamente. Vengo da altro tipo di esperienze (centri sociali, comitati cittadini…disobbedienti….). Ho incontrato spesso compagni di rifondazione nelle mie battaglie, nelle nostre battaglie, sono anni che camminiamo assieme… Sapete, vorrei continuare a camminare!
Infatti, penso che in questo particolare congresso sia importante “il continuare” ad andare, continuare la sperimentazione di nuovi
percorsi e sentieri politici. E non da soli. Ho sempre creduto che questa fosse la “forza innovatrice” di Rifondazione, questo il suo motivo d’essere. E’ sempre stato, e spero tanto continui ad essere, un partito
“post-novecentesco” (nella migliore accezione del termine) un partito che del camminare domandando è riuscito a fare la sua pratica politica, un partito che, con Genova e Firenze, ha capito a fondo il suo nuovo ruolo e che con l’intuizione della sinistra europea ha cominciato a metterlo in pratica in produzione teorica, politica e si, anche organizzativa. Cos’altro è il processo costituente se non il riaprirsi alla società, alla sinistra diffusa; come ha detto Nichi (ma anche come si evince dal testo della mozione, per chi volesse leggerla..), entrambe le parole di questo concetto sono importanti e fondamentali: la costituente senza processo, senza un percorso, senza un cammino di riavvicinamento e ricomprensione della società, senza il camminare riconnettendosi con i soggetti politici, le associazioni, i movimenti, le nostre e le altre aspirazioni di liberazione, senza tutto questo, non potrebbe esserci. E’ proprio la parola processo che
mi ha fatto capire che le critiche (spesso e volentieri strumentali)di tanti compagni, sono infondate e ingiuste(infatti parlano solo di costituente e dimenticano il processo). Questa è una delle parole che mi ha convinto ad appoggiare e a spendermi per questa mozione. Questa parola rispecchia e nello stesso tempo rilancia, l’anima fondativa di Rifondazione.
O almeno io la penso così.
Credo sia nei momenti difficili che
tutti abbiamo bisogno e dovere di partecipare, abbiamo bisogno di “dare una mano” affinché, non si perda senso e anima. Ecco perché sono un nuovo iscritto, ecco perché ho deciso di “fare la tessera”. Nessuno me l’ha chiesto, sono io che ne ho bisogno!!
Spero tanto vada bene, spero tanto che la nostra mozione (si, la sento anche mia!!) vinca, o meglio convinca! grossa parte del partito, per non tornare indietro, per continuare a camminare…
vergognatevi: mentite, offendete, demonizzate, urlate e sbraitate, e voi sareste quelli che auspicherebbero una gestione condivisa? Sono davvero senza parole. Non è questo il partito che ho votato per tanti anni e spero tanto che non lo diventi se mai dovesse prevalere la vostra mozione. saluti
..più leggo i vostri commenti e mi accorgo del vostro modo di mistificare la realtà e di nasconderne gli aspetti che meno vi convengono, più mi auguro ed auguro al partito tutto che questo congresso finisca diversamente da come sperate voi..
PICARO, MA LO SAI CHE TI SEI ISCRITTO A UN PARTITO CHE NELLE SUE RELATA’ PERIFERICHE PIU’ LONTANE CAMMELLA DI TUTTO DI PIU’ E IN CALABRIA CI SONO QUASI 9000 TESSERE QUASI QUANTO I VOTI DI RIF COM?
IL CONGRESSO E’ CAMMELLATO DAI VENDOLIANI.
Francesco Perri dalla CALABRIA CAMMELLATA
sono uno studente diciottenne che da poco si sta interessando agli affari del partito, anche se non ho la tessera. vorrei dirvi che, se mai avessi pensato di diventare membro attivo del partito, dopo le dispute di questi giorni sarò ben lungi dal farlo. lotte fatricide, continue dispute (non politiche ma di ben altri toni), il non sapere cosa veramente si vuole, l’attaccarsi a semplici sciocchezze, la volontà di vincere ad ogni costo, la facilità con cui si attacca un compagno solo perchp non è della stessa mozione, l’alienazione dal mondo, la mancanza di partecipazione…. potrei cotinuare all’infinito.
lungi da me giudicare ma a me sembra che se si continua così il partito non finirà perchè ci sarà una costituente, una fusione ma perchè saremo noi stessi (mi metto in mezzo anch’io…siamo tutti compagni) a farlo crollare, dal basso!
proprio questo il problema di moli partiti, tra cui, purtoppo, Rifondazione: il credere che il vizio e la corruzione siano solo all’esterno, che all’interno ci sia solo verità e moralità. Sarà veramente così? io ne dubito
anch’io ovviamente propendo per una mozione ma non per questo attacco i miei compagni, solo perchè sono di un’altra mozione. la politica è una cosa, la vita è un’altra!!
Buone le nuove pratiche
Dal cammellaggio al caporalato. Potevate fare anche un emendamento.
Vergogna, vergogna.
da Repubblica.it di oggi:
“PRC: NEL CIRCOLO DI BERTINOTTI E INGRAO VINCE FERRERO
Vittoria per la mozione Ferrero-Grassi-Mantovani nel congresso del Circolo “Marisa Musu” di Rifondazione Comunista nel quartiere nomentano di Roma. Al Circolo sono iscritti gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti e Pietro Ingrao. Bertinotti ha partecipato al congresso del Circolo, dove la mozione che sostiene la candidatura di Nichi Vendola alla segreteria e’ stata presentata da Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo Sviluppo Economico del Governo Prodi e da sempre braccio destro di Bertinotti. La mozione di Ferrero-Grassi-Mantovani e’ stata presentata dal docente universitario e leader del ‘68 nella capitale Raul Mordenti. Alla fine il conteggio dei voti ha segnalato la vittoria della mozione Ferrero-Grassi-Mantovani con 41 preferenze, contro le 7 che sono andate alla mozione Vendola. Nessun voto hanno riscosso le altre tre mozioni congressuali in vista delle assise nazionale di Rifondazione, previste per la fine di luglio”.
Ferrero, ti stai facendo fottere dai bertinottiani come un pivello… a cosa pensavate quando si votava il regolamento congressuale? Eppure lo sai, come funziona il cammellaggio… Negli ultimi congressi li organizzavi tu, i cammellaggi, per conto di Bertinotti…
picaro,
quante chiacchere ammantano il tuo spirito di prevaricazione.
VERGOGNATI
Caro Gallieni, è difficile darti credito quando tu che dovresti rappresentare i diritti dei migranti li dividi in buoni e cattivi a seconda di quale mozione votano. Sai del caso di Genova, sai che sono intervenuto per abbassare i toni e soprattutto per disinnescare spinte che con qualche ragione prospettavano addirittura l’azione penale. Hanno tutti votato la prima mozione senza sapere nulla. Ma la cosa imbarazzante è che di 15 delegati, mi pare, sono solo due i migranti, gli altri sono rigorosamente indigeni.
Ma che davero?
Cioè io scrivo un post, critico verso la vostra posizione, lo scrivo con passione politica e convinzione e l’unica risposta che ricevo è il vergognati di quel certo Francesco?
Siete messi proprio male…
Se questa ormai per voi è la politica, se questi sono i “toni” da utilizzare verso nuovi e vecchi militanti, beh che dire, siete proprio alla frutta.
Chiamato in causa rispondo, tanto ringraziando chi c’era e ha voluto capire lo spirito del mio intervento, quanto chi non c’era e lo ha iscritto nella lista di chi faceva la conta. Caro Mirko, so ancora poco di quanto accaduto a genova, dove, per quanto mi risulta ci sono uomini e donne migranti che militano da tempo nel partito. Non ho affatto intenzione di dividere gli immigrati buoni (quelli che votano per la mozione che sostengo) da i “cattivi” (gli altri), non è nella mia cultura. Se quello che è accaduto a Bologna avesse visto prevalere la mozione che sostengo, con quei metodi, avrei chiesto di invalidare il congresso, non ho la controprova per dimostrarlo. Chi mi conosce sa quanto prediliga il lavoro politico al calcolo dei consensi, preferirei potere interlocuire con compagni come Mauro, senza domandarmi chi appoggiano piuttosto che giocare a risiko con la vita dei compagni. Da ultimo, durante la fase congressuale, come responsabile di dipartimento ho convocato la commissione immigrazione, erano presenti compagne e compagni di 3 mozioni. Insieme abbiamo pensato a cosa fare dopo il congresso e insieme abbiamo pensato di agire, ognuno all’interno dei propri precari schieramenti, per far entrare in maniera più dirompente i nostri temi nel dibattito. Ingenui? Forse, ma meglio ingenui e propensi al futuro che, armi alla mano, pronti a cercare il nemico al nostro fianco. Questo mentre si varano le norme più xenofobe che la storia italiana ricordi da 70 anni a questa parte, mentre noi (tutti noi) litighiamo per 4 misere tessere nelle nostre stanze sempre più vuote. Da ultimo sul regolamento. Forse dirò una cosa fastidiosa ma questo è figlio e non causa della degenerazione congressuale, un errore che si aggiunge ai tanti fatti in passato. Se decidiamo di fare un congresso che serva a ridarci dignità politica e on solo a contarci e ad accusarci, forse dovremmo e potremmo interrogarci, tutte e tutti, sul perchè di queste degenerazioni, con onestà intellettuale e passione e senza lo scudo di una mozione.
Buon lavoro
Caro Stefano,
ti ringrazio per il report. almeno si fa un pò di luce in modo obiettivo su certe spinose questioni( dovrei dire vergognose, ma mi trattengo).
un piccolo appunto alla gestione della Federazione bolognese: perchè il segretario non era presente alla discussione? era una situazione davvero complicata, era il congresso di un circolo messo sotto accusa e a rischio annullamento.
sarebbe stato opportuno che il segretario, che in fondo rappresenta chi ha messo sotto inchiesta il circolo, fosse presente, anche solo per difendere la volontà di fare chiarezza e giustizia su un fatto di così dubbia moralità.
avrebbe dovuto fare come te, caro Stefano, e prendersi la responsabilità di gestire in modo altrettanto maturo e intelligente un simile casino.
ma forse i dirigenti non sono tutti uguali.
grazie Stefano, anche per aver riparato alla gestione forse poco avveduta della Federazione Bolognese.
un ultimo appunto al circolo migranti: è davvero poco dignitoso fare cose del genere, soprattutto sulla pelle di chi lotta per diritti e libertà.
incredibile!!!
incredibile davero…dal sito della mozione due sono stati censurati i miei interventi…inizialmente erano stati pubblicati poi li hanno cancellati!!!!!!!!!
e si sono dimenticati di togliere le risposte!!!!!
da sbellicarsi, e denunciavo semplicemente il fatto che la due prende oltre mille voti in soli 5 circoli, riportando poi i dati sul tesseramento in puglia ripresi da questo articolo…non posso crederci, andate a controllare!!!!!!
Rispetto al mistificare la realtà (al mentire ecc non rispondo, basta assistere ai congressi di cui si parla) al congresso scorso la prima mozione, quella che viene accusata di aver fatto come al congresso migranti di Bologna era firmata anche da Vendola, Bertinotti, Giordano, Sentinelli, Musacchio (ops, scusate, ho mistificato)