La tristezza probabilmente non rientra nella categoria degli elementi politici, ma e’ proprio con profonda tristezza umana e politica che leggiamo e rileggiamo l’intervento di Quattrone che è comparso ieri su Liberazione.
Una tristezza umana e politica tanto simile a quelle di decine di compagne e di compagni di tutte le sensibilita’ che guardano con stupore l’utilizzo strumentale, in prospettiva congressuale, che viene fatto dei e delle migranti, che chiedono a noi uomini e donne native/i del Prc, di essere strumento di emancipazione a prescindere dalla nostra collocazione.
Pensiamo per questo – e crediamo di poter parlare per conto di quasi tutte e tutti gli appartenenti al nostro partito – che il Prc non meriti un simile contributo.
Proviamo ad uscire da questa sconfinata tristezza e ad analizzare la nascita e la crescita del circolo migranti.
Lo vorremmo fare per rendere giustizia a una esperienza politica che Quattrone utilizza per attaccare il Prc bolognese, il suo segretario e il gruppo dirigente di federazione (sport per altro preferito da Cofferati ).
L’idea del Circolo dell’Immigrazione nasce nel contesto delle lotte e della resistenza alle politiche securitarie del sindaco sceriffo che avevano come bersaglio principale gli immigrati, di qualunque condizione: i rom baraccati sul Lungoreno da sgomberare, i rumeni che delinquono “per cultura”, la piaga dei lavavetri da debellare ai semafori, i negozi di pakistani piuttosto che di bengalesi da fare rientrare negli orari della citta’ del coprifuoco che il sindaco immagina e vuole per i bolognesi.
E’ storia degli ultimi cinque anni, cominciata quando di Quattrone come di tanti altri non vi era ancora segno di presenza: non alle prime luci dell’alba quando venivano sgomberati i rom, al nostro fianco e a quello di un pugno di compagne e di compagni che cercavano di rendere almeno la testimonianza della tradizione solidale di una citta’ come Bologna, non allo smontaggio del Cpt, fatto per cui tanti compagni e compagne (anche del Prc tra cui Tiziano) sono oggi perseguiti da quella giustizia che non sa rispondere ai bisogni e alle domande di chi emigra e naufraga da noi, alla ricerca di una possibilita’ di vita, una giustizia che non sa rispondere quando non e’ nemica, come nel caso della Bossi-Fini.
E questa resistenza – umana e politica – l’abbiamo fatta quando troppi ci ingiungevano di essere moderati, di non rompere le scatole, di dimenticarci degli immigrati, di pensare agli interessi degli italiani, specie se costruttori che impiegavano mano d’opera immigrata in nero.
Che i migranti si organizzassero dentro e per il partito, come facevano nelle loro associazioni e nei sindacati, e’ stata l’idea che ci ha portato a sostenere la proposta di costituire il circolo dell’immigrazione a Bologna.
Uno strumento in piu’ per la battaglia dell’emancipazione e del riconoscimento pieno dei diritti dei nuovi cittadini, uno strumento in piu’ per la loro lotta senza confini, senza etnie.
Per questa idea abbiamo lavorato e ci siamo battuti affinché – superando le resistenze da parte di alcune/i compagne/i – il Cpf di Bologna approvasse la costituzione di quel Circolo tematico.
Ora ci troviamo accusati di volere distruggere questa esperienza, mentre quella che critichiamo duramente è la GESTIONE del Circolo. Una gestione “proprietaria”, che identifica le sorti del circolo – ma prima di tutto delle e dei migranti del circolo – con quelle dell’attuale segretario.
In questo modo si ripropone non la possibilità di trasformazione delle persone e della realtà, ma la pura ripetizione delle stesse pratiche così diffusi nei paesi dei tanti sud del mondo, passando da un “padrone” ad un altro.
Così il successo delle iniziative politiche sul terreno dell’immigrazione non è più merito collettivo del lavoro di tutte e tutti le/i compagne/i che vi hanno lavorato, ma il successo di una singola persona, di un novello “lider maximo” (ma senza un passato che ne giustifichi l’aura), che – a partire da questi “meriti personali” – richiede il voto di scambio per sè e per la mozione che ha deciso di sostenere.
D’altra parte alcuni fatti pongono domande: delle 111 tessere 2008 riconsegnate, solo 3 (tutte di italiane/i, tra cui quella del segretario attuale!) sono rinnovi.
Le 115 tessere 2008 avute dal Circolo (escluse 20) vengono ritirate e consegnate (per un totale di 111 – 63+48) nel giro di quest’ultimo mese e mezzo circa, improvvisamente dopo che il congresso e le mozioni erano state presentati e decisi.
Ci pare strano che Quattrone si presenti al congresso di un altro circolo per accompagnare – quasi per mano – sette dei dodici migranti iscritti a quel circolo a votare (ovviamente tutte/i per la stessa mozione di Quattrone).
Come ci pare altrettanto strano che Quattrone decida che il Circolo Migranti non aderisce al presidio anti-razzista in difesa dei rom e dei sinti convocato dalla Federazione Provinciale.
Ogni volta che abbiamo posto in discussione questo meccanismo - per lo meno sospetto – veniamo accusati di compiere gesti criminali nei confronti di quel circolo e di quella mozione. E’ ancora una volta strano che Quattrone dimentichi di citare il fatto che le proteste sul tesseramento “anomalo” vengono prima di tutto da altre/i iscritte/i native/i e non native/i del “suo” circolo.
Guarda caso negli altri circoli i cui segretari si sono schierati per la stessa mozione di Quattrone, vicende di questo tipo non avvengono, ma si procede, correttamente, prima a rinnovi e poi ai nuovi iscritti.
Mentre scriviamo queste sofferte righe, dalla cucina di cui è provvista la nostra federazione arrivano gli odori del cibo tradizionale preparato da uomini e donne della comunità romena (e del nostro partito) per il momento di ritrovo e festa che si terrà stasera nei nostri locali, come da loro espressamente richiesto.
Di loro non sappiamo “da che parte stanno”, sappiamo solo che sono nostre/i fratelli e sorelle e che assieme a loro abbiamo camminato nelle lotte per i loro ed i nostri diritti. Questo ci è sufficiente ed il fatto che continuino – nonostante le polemiche – a volersi mescolare a noi ci sembra bello ed importante.
Qualcosa di ben diverso dall’angusto, triste, indegno spettacolo di un tesseramento gonfiato in chiave pre-congressuale: l’unica volta in cui abbiamo visto diversi compagni e diverse compagne, sempre pronti/e ad alzare la mano per sostenere il vincitore, protagonisti/e e non gregari/e.
Leggiamo poi oggi sui giornali che Cofferati entra “a gamba tesa” nel nostro congresso dichiarando che la coalizione con la sinistra si può fare se c’è la scelta del governare e che non è detto che la mozione che vincerà a Roma, vinca anche a Bologna e questo potrebbe essere un problema.
Che non sia anche questa la spiegazione all’aumento delle tessere?
L’idea cioè di “normalizzare” l’esperienza bolognese che punta a costruire un percorso alternativo della sinistra rispetto al Partito Democratico, ritessendo i fili delle relazioni con i movimenti e ciò che si muove in città?
Tiziano Loreti – Segretario provinciale
Alessandro Bernardi – Responsabile movimenti
Sergio Spina – Capogruppo in Provincia







Questa lettera ci ha riempito davvero di tristezza, ma anche e soprattutto di orgoglio per i compagni con cui abbiamo lavorato nei nostri limiti, e di voglia di rivendicare la storia e i meriti delle battaglie combattute dalla Federazione di Bologna, l’apertura e il rispetto per le diversità interne, l’assoluta correttezza: perciò lo facciamo di corsa.
Paola Ferroni, segretaria del Circolo territoriale “Marcos” BO
Leo Bragliani, presidente del Collegio di Garanzia “
Cari compagni, letteratura e verità, non sempre vanno a braccetto. Il vostro intervento mi sembra più vicino alla prima, che alla seconda. Mi piacerebbe invece sapere se rispondono al vero le seguenti mie affermazioni.
a) il regolamento del congresso non impedisce di tesserare prima i nuov* compagn* e poi procedere ai rinnovi. Spesso questa scelta è obbligata vista la gestione delle tessere.
b) la commissione povinciale del congresso di Bologna (organismo prima di tutto di garanzia), ha utilizzato lettere anonime (cioè non le ha mostrate a tutta la commissione), per impugnare il tesseramento e criticare la pratica politica del circolo.
c) è poi risultato che un compagno che aveva scritto una o più di quelle lettere, ha utilizzato firme non autorizzate e per questo è stato deferito al collegio di garanzia.
d) la commissione medesima, ha forzato la convocazione del più numeroso circolo cittadino alle ore 15 di un giovedì lavorativo, in federazione, con votazioni previste alle 18.15, tanto per favorire la partecipazione.
e) i nuovi tesserati, dei quali è stata messa in discussione la buona fede (perché di questo si tratta), sono stati convocati? invitati? sollecitati? (qui non so la formula usata, ma me la direte voi) a presentarsi in federazione per giustificare la loro scelta di aderire a rifondazione.
Cari saluti, martino
ps.
Tiziono, tu una volta mi hai detto che, pur non condividendo molte delle mie idee, apprezzavi la mia moralità politica. E’ proprio per questo che mi permetto di dialogare sul ‘vostro’ sito. Non so te, ma io, attorno a noi, vedo un partito in ginocchio. Invece di dargli dei calci, tutti noi, sarebbe meglio gli tendessimo una mano. Ciao, martino.
Martino Albonetti, è vero che il regolamento congressuale non impedisce di tesserare prima i nuovi iscritti. Però è anche vero che lo STATUTO del Partito della Rifondazione Comunista dice:
«La compagna/il compagno iscritta/o ha diritto a ricevere la tessera per gli anni successivi alla prima iscrizione; in tal caso la consegna della tessera è atto dovuto.»
Di conseguenza, un circolo che riceve oltre 100 tessere e le usa tutte (eccetto 3) per fare nuove iscrizioni sta platealmente violando lo Statuto del partito. La concomitanza della fase congressuale, inoltre, rende questa condotta intollerabile - perchè essa si rivela non un errore in buona fede, ma uno sfacciato tentativo di cammellaggio.
Fate votare questi migranti.
Fateli votare, vecchi o nuovi iscritti che siano.
Se fosse per me farei sicuramente votare ai congressi dei circoli del PRC anche i cosiddetti ” clandestini “.
E avrei convocato questo e altri congressi di circolo in tutta Italia davanti a quei lager che sono i CPT o in quei luoghi di disperazione e di miseria che sono purtroppo i ” campi nomadi “.
Altro che presso la federazione di Bologna !
non ho mai voluto credere che la ‘gestione delle tessere’a scopo di predominio (personale e/o di gruppetto) fosse non solo l’occupazione preferita ma anche la principale espressione dell’attività politica di alcun* nostr* compagn*. pensavo che episodi di malcostume,che mi venivano narrati,fossero circoscritti a giochetti o sgambetti personali,a beghe occasionali o contingenti.
Mi sono sbagliata.
C’è una mentalità dell’arrangiarsi a spese di chiunque che circola ingiustificatamente nel partito e che trova consenso tra quant* credono che la politica sia l’arte dell’acchiappare “potere” ,quale che sia,e usarlo per dominare sugli altri,quali che siano,compagn*compres*.
Il dispiacere che provo mi impedisce di raccontare
Leggo la lettera con un groppo alla gola. Bisogna pubblicamente rifiutare la cultura della clientela e della “carne da cannone”, bisogna avere il coraggio di ostacolare i piccoli napoleone come armando quattrone. Alla fine, e questo mi duole dirlo, il circolo non aveva le necessarie basi solide che servivamo per mantenerlo sano. Quando dialoghi con i capi delle comunità e costoro fanno ricadere sui loro connazionali tessere così come se piovesse a pochi giorni dal congresso, non metti in pratica l’unità di classe.
Li stanno usando come manovalanza.
Spero che noi Comunisti torniamo ad insegnare l’italiano come avveniva 50anni fa con i contadini…non a strumentalizzare la povera gente.
Quello che sta avvenendo è disgustoso, è figlio di una cultura politica che non mi appartiene.
Alla DC si facevano queste cose
Saluti comunisti
Simone Gimona, Circolo Migranti PRC Bologna
Solo due parole di risposta all’intervento di Ferrero che racchiudono il mio sconforto e il mio schifo … ” Senti da che pulpito viene la predica ” … Di esempi vissuti in prima persona sono pieno, dalla non possibilità di voto a compagni chiaramente appartenenti alla seconda mozione, a episodi di cammellaggio spudorato nei circoli del sud A FAVORE DELLA PRIMA MOZIONE…( e avete il coraggio di imputare a noi della seconda queste pratiche politiche…Non vi manca certo il coraggio dell’incoscienza e della disperazione ). I complimenti da un semplice militante per il clima orrido che siete riusciti a creare, Ferrero per primo. ( E naturalmente essendo questo sito militarizzato e non aperto agli interventi di critica, al contrario del sito della seconda mozione, questo intervento non vedrà mai la luce, come già successo ad altri compagni. E’ questa la democrazia e la partecipazione che auspicate??? Auguri!)
caro Fabrizio,
come vedi questo sito non è militarizzato.
In quale regione del sud hai assistito a questi cammellaggi a favore della mozione di cui io sono immeritatamente il primo firmatario ?
A quali circoli ti riferisci ?
Mi sembra che a sud non ci siano stati molti congressi fino all’ultimo fine settimana.
Ricordati che noi abbiamo fatto di tutto per scongiurare un congresso a mozioni contrapposte.
Caro Maurizio,
sono molto felice della tua risposta, anche se sinceramente ho esperienze di compagni che hanno replicato ad interventi in questo sito e non hanno avuto il piacere della pubblicazione. Ma al bando le polemiche almeno in questo.
Se tu mi chiedi quali sono gli esempi spefici dei circoli in cui ci sono stati episodi di cammellaggio, ti rispondo chiedendo perchè proprio voi della prima mozione avete sollevato il dubbio a livello nazionale della veridicità dei nostri tesseramenti soprattutto al sud, senza portare casi dettagliati. Prospettando perfino un risorso alla magistratura. E comunque, mettendo da parte i vari casi in cui è stato negato il diritto di voto a militanti chiaramente schierati per Vendola per delle ” sottigliezze regolamentari ” forse a volte inesistenti, mi sono trovato in casi in cui dei circoli, schierati per voi, hanno aumentato all’improvviso i propri tesserati nell’ordine del 100, 200 % rispetto al 2007. Quando questi episodi sono imputati a noi, è cammellaggio, mentre nei vostri circoli sarebbe partecipazione democratica?! Non credo. Sarei portato a credere al contrario piuttosto… Infine, credo che le mozioni contrapposte servano soprattutto per garantire una responsabiltà politica ( presente e futura ) alle proposte politiche fatte. Detto questo, rinnovo i miei saluti e ti ringrazio nuovamente per la risposta.
Fabrizio
caro fabrizio,
il ricorso alla magistratura è stato invocato sui giornali non certo dalla mozione 1 che si affida alle commissioni del congresso e agli organismi del PRC.
Non mi hai elencato i nostri cammelli, comunque ti ringrazio per la gentilezza con cui interloquisci.
Certo ti avventuri con qualche giudizio poco corroborato dai fatti, ma capisco che la passione congressulae annebbia.
Di quale regione sei ?
Da tanto tempo ormai non sono piu’ iscritto a Rifondazione nonostante vi fossi iscritto dalla fondazione. Ho lasciato non perche’ abbia deciso che il comunismo e’ un’ipotesi perdente quanto per la scars(issim)a moralita’ politica di una pletora di rampantissimi dirigenti. Troppo ego debordante, troppo desiderio di accettare la sfida del Governo per non cambiare poi nulla, nessun lavoro politico serio perche’ troppo impegnati a contrattare posti in consigli di amministrazione, in assessorati alle varie ed eventuali. Insomma, troppo Risiko. Per questo, leggere di un piccolo lider maximo che si costruisce una carriera non mi sorprende, anzi, mi induce uno sbadiglio, e’ un film gia’ visto, come vedere per la trentesima volta in tv “pretty woman”.
Non sono piu’ di Rifondazione, tanto che alle politiche pur di non dare un voto ad una lista socialmente inutile come l’Arcobaleno, ho votato una lista elettoralmente inutile come Sinistra Critica. (Ho seguito i lavori di uno degli ultimi CPN e l’osservazione di Stefano Cristiano non m’e’ sembrata secondaria: se l’Arcobaleno avesse preso i voti di SinCritica e PCdL il quorum sarebbe stato raggiunto.)
Ma siccome il leaderismo ha prodotto sfracelli, in Rifondazione e non solo, sono istintivamente refrattario ai salvatori della Patria, quindi mi piacerebbe che la mozione 1 potesse affermarsi. Mi sembra piu’ incline a lavorare sul collettivo.
D’altra parte dopo gli anni del massimalismo bertinottiano mi sembra paradossale rileggere le stesse motivazioni del radioso sol dell’avvenire che gia’ prefiguravano Occhetto e soci dalle pagine dell’Unita’ a partire dal novembre 1989.
“Ma siccome il leaderismo ha prodotto sfracelli, in Rifondazione e non solo, sono istintivamente refrattario ai salvatori della Patria, quindi mi piacerebbe che la mozione 1 potesse affermarsi.”
…se si tratta di leaderismo non dichiarato, nancosto, ma palese, dovresti temerlo ancor più…e che il rimpiattino continui.
Caro Martino,
é un po di tempo che non ci vediamo e colgo l’occasione per salutarti con affetto, ma permettimi anche di svolgere alcune considerazioni sulle tue affermazioni. Non è di regolamento e di statuto che voglio parlare; quando il terreno su cui ci confrontiamo è questo allora si è già rotto qualcosa ed è di quella rottura che vorrei parlare. La storia di un collettivo è anche una storia di relazioni e di sentimenti che si intrecciano e si accompagnano con il lavoro politico, con le scelte “razionali” che andiamo via via compiendo. La tristezza, è vero, non è una categoria della politica, ma non è neanche letteratura, non è estranea alla materialità del nostro agire. Partendo da qui, mi sembra evidente che un collettivo chiamato ad assumere decisioni importanti (per me vitali) ha di fronte a se due possibilità: misurarsi su un dibattito interno anche duro e soffero, ma che parte dal riconoscere identità e valore di quella comunità, o lavorare per modificarne la composizione, per costituire già da subito nuovi equilibri e nuove maggioranze interne. Questa seconda scelta, indipendentemente da chi la pratichi, è per me lacerante ed evoca inevitabilmente sentimenti e risentimenti che toccano il senso di appartenenza suscitando rancori e rotture. E’ vero, il regolamento prevede la possibilità anche di triplicare a dieci giorni dal congresso la platea dei votanti (e non potrebbe essere stato altrimenti), ma questa pratica richiede un giudizio complessivo e non limitato alla sua leggittimità. Sappiamo che tutto ciò che è leggittimo non è sempre e comunque né giusto né neutro. Ti propongo perciò questa riflessione: se una netta maggioranza ottenuta nel CPN, nei gruppi dirigenti territoriali, confermata dal corpo dei compagni già iscritti nel 2007, dovesse essere modificata dalle new entry, (ipotesi che ritengo ancora improbabile) non ti sembra che già questo dato indichi una mutazione, un processo di superamento del partito come lo abbiamo conosciuto e vissuto, che neghi le tranquillizzanti affermazioni sulla permanenza in vita di Rifondazione comunista? Con affetto, credimi,
Salvatore Allocca
Il cammellaggio è una piaga esistente già al precedente congresso,lo dico da ex componente della commissione per il congresso della federazione di Salerno,come 14 tesserati irregolari imposti allora dal commissario G.Riccio;senza il cammellaggio Bertinotti non avrebbe vinto il precedente congresso!Il guaio è che molti dei cammellieri di allora, ora albergano anche nella vostra mozione,e la lotta contro i maestri della 2a vedo che è aspra,purtroppo è la credibilità generale del partito che va’ alle ortiche !
Car* tutt*,
sono uno dei 3 firmatari dell’intervento. Vorrei chiarire alcune cose.
Innanzi tutto io non dico che la mozione 2 tutta è composta da “padroni delle tessere”.
Come scriviamo anche nell’intervento, ci sono altri segretari di circolo che si sono “schierati” per Vendola (per brevità!) e non ci sono casi del genere.
Poi vi do un po’ di numeri:
i nuovi iscritti 2008 per il congresso (nell’accezione - appunto - congressuale comprendenti i trasferimenti, i recuperi, ecc.) di tutta la federazione sono 258 di cui 111 di un solo circolo (quello dei migranti). I circoli a congresso sono 43. Se togliamo i N.I. dei migranti, ne rimangono 147 che, divisi per il nr. dei circoli, fa una media di 3,5 a circolo.
Non vi pare che, anche solo per buon senso, ci sia qualcosa che tocchi?
Inoltre, sui primi 60 N.I. del Circolo Migranti, i non nativi sono 37 ed i nativi 23. Non mi sembrano tutti migranti, on ?!
Aggiungete infine che, alla presentazione della mozione 2 con Vendola a Bologna, una rappresentante di quella mozione nella Comm. Congr. Prov., dice al microfono di andare al banchetto dove ci si può iscrivere “per partecipare al congresso di Rifondazione” e le tessere utilizzate sono quelle consegnate al Circolo Migranti (ne vengono fatte una decina)!
Non vi sembra che ci siano tutti gli estremi, ripeto di buon senso, per porsie porre alcune domande su quel tesseramento?
P.S.: per favore se rispondete non ditemi che se in America non c’è la democrazia, in Russia è peggio, come mi diceva mio padre - liberale - quando discutevamo di politica. Di quel caso specifico sto parlando.
Saluti e libertà.
Alessandro Bernardi.
Circa la volontà di superare Rifondazione non possono esservi dubbi:nel CPR Campania del luglio scorso quando chiesi al tesoriere regionale A.Balzano perchè aveva presentato un bilancio preventivo solo verbale mi rispose :se dobbiamo cambiare il nome è meglio così,alla conferenza di organizzazione della Federazione di Salerno l’ex tesoriere A.Taglialatela già ad aprile 2008 sosteneva che il congresso sarebbe stato rinviato al 2009 perchè così era stato già deciso,come la riunione dei segretari federali del giugno 2008 dove il segretario della federazione di Salerno R.Falivena disse che si era parlato del cambio del nome del Partito.
Spero in una rapida smentita che membri del CPN siano indagati per mafia(L’ho letto in una delle e- mail che pullulano in questo congresso),ma mi meraviglia la vostra meraviglia per le”infiltrazioni”:la Sinistra Europea non è piena di ex DS in cerca di riciclo?Chi ora è segretario della più grande federazione del partito,Napoli,non era fino a 3 anni fa iscritto ai DS e vi posso garantire che così ragiona!Quando Liberazione scriveva articoli osannanti alla Sinistra senza aggettivi e mai ricordando di essere Organo di un partito comunista,non mi pare che vi siate opposti.Un vostro esponente, V.Nocera,quando a novembre gli sollevai in CPR Campania il rischio della perdita dell’identità comunista disse che il mio era un falso problema,l’importante era ed è non staccarsi da Bassolino! Ora vi accusano di fare analisi del sangue.Purtroppo di questo passo non vi sarà la materia del contendere:il PRC .
siamo praticamente in 5 a cercare di far inserire un commento, e non ci stiamo riuscendo…non si tratta, quindi, di un sito militarizzato, questo?
complimenti “agli” “amministratori” e al caro Maurizio, che decide di far pubblicare e di rispondere addirittura al messaggio di Tale Fabrizio, fortunatissimo e privilegiatissimo compagno che ha ricevuto risposta! risposta, a quanto pare, strategica, risposta ad una “fecciatina” o “pizzicata” che si voglia considerare… complimenti ancora, comunque, a tutti i compagni che vi seguono, che stanno davvero sfracellando anche la parola c§om^P§*agN__o… mi spiace ma la vedo così questa parola…troppo ricca di sfaccettature…tra battutine, spionaggi e insinuazioni varie, mi vien solo da dire:CHE SCHIFO!!!(e pian piano si perde entusiasmo)