Dichiarazione di Paolo Ferrero, esponente del Prc e tra i firmatari della mozione congressuale n.1.
Il compagno Nichi Vendola, qualche settimana fa, mi ha scritto una lettera aperta “sul dolore”, lettera pubblicata sulle colonne del quotidiano del nostro partito Liberazione, lettera nella quale mi proponeva di abbassare i toni della polemica pre-congressuale dentro Rifondazione comunista. Ho immediatamente accolto il suo appello, rispondendogli subito su Liberazione e cercando sempre – nelle settimane e giorni seguenti – di riportare la discussione e i toni di uno scontro anche aspro, dentro il Prc, al livello di una normale dialettica congressuale, ai livelli della discussione politica. Non mi sembra affatto, però, che vadano in questa direzioni le vergognose falsità e le posizioni radicalmente e assurdamente distorte che mi vengono attribuite oggi sulle pagine di alcuni grandi quotidiani. Nemmeno la Lega Nord, durante i quasi due anni in cui ho svolto la funzione di ministro alla Solidarietà sociale, mi aveva mai attribuito tante nefandezze e stupidaggini in una volta sola. Ad esempio, per dirne solo alcune, l’idea di non voler far votare, al congresso del mio partito, i nuovi iscritti. O gli operai iscritti alla Fiom, i lavoratori migranti, gli extracomunitari, i precari. Temo che questi schizzi di fango servano semplicemente a un unico scopo: distruggere il senso di appartenenza e la stessa possibilità di convivenza e futuro di una comunità politica, quella del Prc, comunità che, invece, va difesa e preservata contro ogni attacco le arrivi, esterno o interno a essa. Proporrei, infine, a Nichi Vendola e a tutti i compagni e le compagne del Prc una minima regola di costume e moralità della politica, e cioè che quando dei compagni e delle compagne del mio partito vogliono attaccare, anche duramente, le posizioni politiche di altri compagni e compagne del Prc ci mettano la loro faccia e lo facciano in modo trasparente. Non attraverso anonime veline ai giornali.









Bravo Compagno Ferrero
non dobbiamo avere paura noi del doc 1.
votino tutti i nuovi iscritti e consentiamo le deroghe (nei limiti del buon senso e del regolamento) per far votare chi non può esser presente al momento del voto! D’obbligo far votare chi non può esservi per motivi di lavoro.
Solo così dimostreremo a tutti che non abbiamo paura di vincere, né di perdere. PErché il partito comunque vada non si scioglie!
“Prendiamo atto con sincero piacere della volontà, affermata da Paolo Ferrero, di non contrastare in alcun modo il diritto al voto dei nuovi iscritti nel corso del nostro congresso. E’ importante che tale volontà sia ribadita con decisione a livello nazionale, mentre a livello locale gli episodi denunciati ieri (non con veline ma con un comunicato firmato dal coordinamento della mozione) e ripresi da alcuni giornali si sono purtroppo verificati e sono facilmente accertabili e documentabili. Ci aspettiamo pertanto d’ora in poi, a livello sia locale che nazionale, un atteggiamento diverso e in linea con quello illustrato oggi da Paolo Ferrero.
Siamo tutti decisi a fare il possibile per garantire, come sarebbe giusto e necessario, uno svolgimento della dialettica congressuale contenuto nei limiti dello scontro politico anche aspro. Non possiamo però nascondere che alcuni episodi, come quelli indicati nei giorni scorsi o come la riunione di tutte le mozioni ad eccezione della nostra che si è tenuta oggi presso la direzione del partito, che i partecipanti hanno cercato poi di tenere rigorosamente segreta, desta qualche inevitabile inquietudine”.
Il coordinamento della mozione 2
..compagno Ferrero, prova a negare il merito delle questioni citate(che sai essere solo una piccola parte rispetto alle tante delle quali i compagni della tua mozione si stanno rendendo protagonisti). Essere forte con i deboli, e debole con i forti è un modo di comportarsi disdicevole, ma che solitamente porta i suoi frutti a chi lo segue. Il problema sorge quando ci si crede forti, si alza la voce, e poi si rischia di restare zittiti dalla realtà dei fatti..
Forse il compagno Ferrero è disattento, forse è male informato e forse ha semplicemente la coda di paglia. Ciò che è scritto su “la Repubblica” e su “l’Unità” è frutto di un comunicato stampa che già ieri (giovedì) compariva in prima pagina sul sito della mozione due. Altre dichiarazioni riportate di autorevoli dirigenti della sua mozione a chi sono invece attribuibili? Ciò che è scritto sul comunicato della due perchè non è stato smentito in alcune sue parti già nei giorni scorsi quando erano già usciti articoli su “liberazione” a riguardo?
Comunque la merda nel ventilatore sta sporcando tutti e sarebbe meglio finirla qui. Chi sarà il primo a fare un vero gesto unilaterale nonviolento?
Penso che la dichiarazione del cord 2 sia molto debole, inqualche modo sembra prendere tempo…nessuno chiede niente altro che trasparenza, se questa viene a mancare penso che sia giusto che gli organismi che devono mantenere il rispetto delle regole interevengano.
Inoltre non capisco le inquietudini della 2, ci sono persone molto rispettabili nelle mozioni, io sono della 1 ma stimo ad esempio la traslarenza di De cesaris e non capisco cosa ci sia di male se in casi in cui il congresso si svolga al di fuori delle norme con tesseramenti di massa non si possa intervenire vaslutando le situazioni.
Se vi inquietate perchè ci si incontra tra compagni dentro il PRC quanto dovremmo essere inquietati noi dopo gli inconti diretti tra Veltroni e Giordano? E quelli di Dalema con Niki Vendola?
Ripropongo anche qui il mio breve intervento che ho fatto in calce al comunicato - giusto ed equilibrato- del segretario regionale del Prc della Lombardia. Lo ripropongo perchè dagli interventi vedo volutamente che si vuole ignorare lo snaturamento che il tesseramento gonfiato e una impostazione da “primarie” possono avere sulla vita democratica del partito. Un vulnus democratico che può chiamare in causa la stessa regolarità del congresso che stiamo tenendo.
L’adesione al Prc è una adesione ad una comunità, ad un progetto ad un lavoro politico. A differenza delle primarie del PD c’è un di più della semplice “una testa, un voto”.
Forse è questo l’elemento del contendere.
E’ come se si svolgessero congressi con due regolamenti. Nel primo caso si svolge con la prassi e la consuetudine della storia di Rifondazione Comunista (anche se qua e là qualche cammellaggio nella storia congressuale del nostro partito si è fatto ma non ha mai raggiunto limiti di guardia o di palese involuzione).
Nel secondo si tessera in massa e a pioggia. Con dieci euro si “acquista” un qualcosa - il diritto di decidere del futuro del Prc - che prima acquisivi soltanto con la militanza, il sostegno diretto o indiretto (ognuno secondo le proprie possibilità) al partito e alla sua vita e lotta. Con dieci euro voti. Non hai bisogno neanche di conoscere la comunità del tuo circolo, sei solo una macchina da voto (e ovviamente, rifuggendo il confronto e presentandoti solo al momento del voto come è accaduto ad Arezzo, hai già scelto cosa votare). Dopo te ne vai, forse non ci tornerai mai più in quella comunità. Ma il tuo voto avrà inciso, avrà determinato maggioranze e minoranze. Poco importa che chi tira la carretta ogni giorno sia stato sepolto dalle macchine da voto. L’importante in quella logica è aver scelto il leader che guarderai nel salotto della tua TV. Insomma “una testa, un voto” per una volta. Dopo c’è la delega (ad Arezzo la mozione vincente non riusciva neanche a trovare i nomi per il direttivo, tanto da offrire alla mozione 1 tre componenti in più , proposta ovviamente rifiutata con sdegno).
Domanda conclusiva: stiamo tenendo un congresso di un partito comunista (o semplicemente di sinistra, da questo punto di vista poco importa) o stiamo tenendo delle primarie?
Dalla riposta a questo quesito discende un comportamento o l’altro.
Corsaro rosso
Vedo che nonostante le parole scritte vari limpido incontrati nella rete non scessan di fare delle dietrologia, questo è un male icurabile che uccide la sinistra. Ma vorrei porre una domanda al compagno ferrero. Nella tua lettera si legge, non scritto, ma eplicitato dalle parole che usi, che ciò che viene scritto dai due quotidiani sarebbe orignato dalle aprole di Vendola o altri. Leggendo però i due articoli non si evince in nessuna delle parole scritte che ciò sia avvenuto, cioè , al contrario sembra che ciò che è acritto sia tratto da comunicati ed in particolare dal comunicato sul tesseramento apparso sul sito vostro e dalle lettere apparse su Liberazione dei due sgretari di circolo. Prvo a dare una risposta o si sottntende che qle mani sono state giudate a scriver quelle lettere, ma quest è dietrologia, o si sottintende che non solo le man degli autor delle lettere, anche quelle dei giornalisti siano stato giudate per un fine ben preciso, coemfa il compagno che mi precede. Ben cosnoscendo la tua pèersonaltà non credo che questo sia il tuo pensiero, però m chedo perchè lasciar intendere ciò che io, oscuro miltante di base ha capito? Forse cattivi consioglierei?, quelli del tipo che nella fase precogrerssuali di venezia vinsero congressi di federazione facendo credere che se vinceva bertinotti il gorno dopo avremmo abbandonato bandiera rossa, falce e martello e riferimenti al comunsmo? O ti sei già dimenticato di tutto questo?
Io credo che tutti abbiamo il diritto, se intendono farlo, di potersi iscrivere al PRC, partecipare al congresso, dibattere, votare e decidere.
Rispettando le regole nella sostanza.
Senza arrivare alle aberrazioni: mi riferisco al fatto che non si fanno votare operai dell’Italsider di Taranto perché debbono andare a lavorare prima della fine del congresso, oppure convocando un congresso del Circolo Migranti di Bologna in un giorno feriale alle ore 14,00, presso la federazione alla periferia della città, oppure pensando che se a Brescia operai iscritti alla Fiom aderiscono al Partito questo ” inquini ” il risultato finale del Congresso.
E potrei continuare a lungo con queste miserabili storie.
I congressi non si vincono con i cavilli burocratici, con i ricorsi sulle scemenze, appellandosi a piccoli dettagli di regole che ci sono e vanno rispettate ( anche se personalmente le ritengo abbastanza demenziali perché impediscono una reale partecipazione ” di massa ” e sembrano essere state concepite a prescindere da come si svolge la vita reale delle persone comuni oggi in Italia ).
I congressi si vincono o si perdono con la proposta politica che si è in grado di avanzare ai compagni e alle compagne.
Il consenso si raccoglie sul progetto, sui programmi, sulle idee.
Guardavo, su questo sito internet, i risultati parziali dei congressi di Circolo già tenutisi fino ad oggi in Italia.
C’è un solo dato che per il momento mi ha particolarmente colpito e che mi inquieta: la scarsissima partecipazione al voto.
Sembra che stiamo facendo un congresso tra pochi reduci, tra quattro gatti, ci parliamo addosso fra amici e compagni di sempre: la media dei votanti nei circoli è di circa 16/17 iscritti !
E però sembriamo solo interessati alle percentuali delle mozioni.
Compagne e compagni, alla fine del Congresso, se si va avanti così, qualcuno avrà vinto e altri avranno perso.
Ma spero che girandoci indietro non troveremo alle nostre spalle solo il vuoto !
Comunque saluti comunisti a tutti.
Marco Renzini
Concordo abbastanza con quanto scritto dal Corsaro. Proprio per questo, per evitare la possibilità che ” poteri altri” (altro che sinistra diffusa!) decidano delle sorti di Rifondazione, dopo che la base è stata espropriata del diritto di esprimersi con lo spostamento del Congresso, si doveva limitare la platea congressuale ai SOLI iscritti del 2007. Era perfettamente prevedibile che ci sarebeb stato l’assalto alla diligenza da parte di quei loschi figuri disposti a tutto pur di consegnare il partito nelle mani della borghesia liberale in cambio di un nuovo posto al sole.
La Commissione congressuale ha sbagliato. Doveva usare criteri più restrittivi fin da subito onde evitare che il congresso si riducesse a colpi di carte bollate, come sta accadendo, e che la discussione politica passasse del tutto in secondo piano.
Intervenire maldestramente ora può risultare solo controproducente.
Spero che non siano vere le cose che mi hanno detto di alcune federazioni, non faccio nessuna dietrologia caro battistino, dico chiaro che se oggi, qualche circola raddoppia le tessere di qualche centinaio, e magari tutti nuovi iscritti, vuol dire, con i tempi che corrono, che c’è una deriva Mastelliana in atto nel nostro partito.
Nel mio circolo e nella mia città non vedo questa mobilitazione esterna verso di noi, se non indotta da ceto politico, se la cosa di Arezzo ad esempio si ripete in altre federazioni ritengo che sia giusto intervenire. Ha ragione Corsaro, nessuno pensi che questo congresso sia come le primarie utilizzando magari qualche assessorato pesante per portare le truppe a votare, queste cose sono da democrazia cristiana dei vecchi tempi, stiamo a vedere battistino.
certo che questi botta e risposta, per noi osservatori esterni, sono estenuanti e vagamente inquietanti.
Cara Jena mi puoi cortesemente dare le tue generalità affinchè io possa denunciarti per diffamazione? Te le chiedo non per un moto repressivo, ma perchè penso che le leggi che tutelano le persone siano un diritto che va fatto valere anche dentro le organizzazioni politiche che non sono una specie di zona franca nella quale vige l’impunità. Sono contro l’immunità parlamentare figuriamoci se accetto l’immunità di blog. Anche questa è una concezione della civiltà politica e di organizzazione contro la barbarie. Saranno leggi borghesi, ma con queste sono riuscito a far rispettare molti deboli ed oppressi in quasi quarant’anni di militanza comunista (36 anni di tessera).
Se non vuoi darmele, fa niente, non indagherò, mica sono uno sbirro.
un abbraccio, mirko
Grazie
Un esempio:
Con la presente intendo segnalarvi una situazione anomala rispetto al trend di tesseramento degli altri circoli genovesi. Il circolo del centro storico aveva nel 2006 64 iscritti. Nel 2007, fino a pochi giorni prima della chiusura 68 iscritti. Alcuni giorni prima della chiusura del tesseramento 2007 sono state consegnate 86 nuove tessere di cittadini migranti, molte incomplete e che con fatica sono state successivamente completate attraverso i dati forniti non dagli stessi, ma da un compagno del circolo che dice di conoscerli ed averli tesserati lui. Ovviamente , dopo aver completato i dati, ma senza mai aver visto queste persone né in federazione né in campagna elettorale né in nessuna iniziativa fatta nel circolo, queste 86 tessere sono state aggiunte alle 68 precedenti per cui il tesseramento del 2007 è stato definito in 154 tessere fatte.
Nel 2008, alcuni giorni fa e comunque prima dei dieci giorni regolamentari del congresso che si svolgerà il 21 e 22 giugno, sono state consegnate altre 37 tessere nuove di migranti, più altri. il tesseramento 2008 risulterebbe dunque di 197 tesserati aventi diritto di voto al congresso.La cosa ha suscitato un certo scalpore anche perchè uno di questi iscritti era in realtà già iscritto ad un’altro circolo ed ha dichiarato di non sapere della doppia iscrizione, e nessuno li ha mai visti fare attività e nemmeno presenziare ad iniziative di partito. E’ evidente che io ho teso a minimizzare, anche in considerazione del fatto che queste persone hanno già guai e debolezze proprie, determinate dalla loro precaria condizione, e ci mancherebbe anche che si trovassero, magari ignari, in un turbillon di contestazioni regolamentari congressuali quali la verifica delle generalità o altro. Segnalo però l’anomalia di un tesseramento di un circolo che storicamente era fra le 50/60 tessere e che balza a circa 200 nell’arco di 5 mesi con un aumento del 300% per la quasi totalità fatto da migranti.
Vi ringrazio dell’attenzione
Mirko Lombardi commissario della federazione di Genova
cara berbara,
niente paura, è solo un congresso.
già, maurizio: ma si può anche farlo essere meno di un congresso.
specie se non lo si facesse tenere, giusto?
sono un amante del noir.
le allusioni di Anubi calzerebbero a pennello in bocca ad un personaggio di un romanzo di Dashiell Hammett e Raymond Chandler. ve lo immaginate poi Bogart che se ne esce con una battuta del genere in un film ?
reso omaggio ad un vecchio amico le cui posizioni politiche ultimamente non capisco, vengo al dunque.
caro Anubi, parliamoci chiaro: non ho mai sentito un giornalista dirmi che si pensa ad una scissione di Ferrero, di Mantovani o di Grassi. Per quanto mi riguarda poi potrei dedicarmi soltanto all’esodo.
Chi usa i giornali come arma di distruzione di massa ?
Chi rischia di produrre effetti collaterali irreparabili e sembra non preoccuparsene ?
più in generale assumerei come slogan in questa fase un vecchio classico dell’hip hop nostrano: STOP AL PANICO!
Caro Ferrero, caro Vendola (in rigoroso ordine alfabetico per evitare bofonchiamenti).
Per una qualche mia disattenzione informatico-telematica (alla quale porro’ presto rimedio chiedendo di esserne escluso),
mi ritrovo iscritto nelle mailing-list delle vostre “correnti” congressuali.
Ebbene, vi voglio gentilmente segnalare che - a mio modesto parere - i messaggi che vi circolano sono davvero deprimenti e scoraggianti.
Nonostante che da una parte e dall’altra si continui a professare “che non si vuole alzare il tiro”,
che si vuole mantenere il tono basso, invece, in pieno stile “sinistro” e “radical-chic”, si dicono
belle cose e poi se ne fanno altre.
L’ultima e’ questa querelle su chi deve votare e chi no, sugli infiltrati nei congressi o sugli esclusi, sui cammellaggi.
Per non citare la giornaliera sequenza - neanche fossimo al giro d’italia - delle classifiche, dei punteggi su chi vince tra queste due “correnti”.
Della serie la solita zuppa, per non dire - scusate lo scambio di consonanti - la solita puzza.
Per carità, caro Ferrero, caro Vendola, non vi voglio attaccare ne’ offendere, ma solo manifestare la mia tristezza.
Infatti, sono davvero triste, ve lo dico sinceramente.
Sono triste perche’ mi chiedo sempre di piu’ se la casa per quell’idea a cui tengo sia davvero un partito che non trova di meglio che cannibalizzarsi con chissa’ quale mai futuro dopo. Una pacca sulle spalle e - dopo il congresso - tutti compagni di nuovo ? Dopo tutte queste accuse ?
Mah non so. Di certo mi posso anche sbagliare. Non ho una risposta ad oggi a questo inquietante quesito.
Quindi penso che partecipero’ al congresso ma lo faro’ solo per il mio circolo, per il mio segretario e per tutti i
miei amatissimi compagni ed amici. Se lo faro’, e ancora sono molto in dubbio, non lo faro’ certo per voi due.
Sempre un po’ avvolto da questo attacco di tristezza, intanto - caro Ferrero, caro Vendola (sempre in rigoroso ordine alfabetico) -
vi invito ad abbracciarvi, pubblicamente. Magari serve…. più di mille parole e di mille classifiche.
Riccardo, del Circolo S.Ermete, Pisa.
Precisazione. Per evitare qualunque strumentalizzazione del mio precedente messaggio, quando dico “non lo farò certo per voi due”, intendo dire semplicemente che non mi motivate a partecipare ad un congresso che non sento ancora mio. Tutto qua.
Grande Riccardo ! Finalmente un compagno che ragiona.
Non mi avviluppo nel tentativo di difendere la mia mozione e di attribuire agli altri tutti i torti. Non è questo che mi interessa del tuo intervento. E’ l’anima che fa lo stile, diceva il buon vecchio Allen Ginsberg.
E condivido lo spirito. devo solo farti notare che Paolo non si è autocandidato e che noi avevamo anche fatto nostra la proposta del compagno franco russo di non eleggere per un anno il segretario per favorire un congresso unitario.
Inoltre vorrei farti notare che il primo firmatario della mozione RIFONDAZIONE COMUNISTA IN MOVIMENTO è il sottoscritto e che dalle nostre parti ci si è incontrati proprio a partire dal rifiuto del leaderismo.leggi le mozioni e scegli quella che esprime la linea politica che ti sembra di condividere di più (magari dopo aver dato una sbirciatina alla rassegna stampa che trovi sul nostro blog).
E soprattutto grazie per avere ricordato che il partito non è composto da androidi, ma di compagni e compagne nei circoli per i cui sentimenti andrebbe mostrato maggiore rispetto.
solidarizzo con Riccardo anke se arrivo a conclusioni diverse nel senso che poi al congresso andrò e voterò. Vorrei sapere cosa si pensava che succedesse in un congresso cosi importante, dando la possibilità dell’iscrizione fino a 10 giorni prima dei congressi di sezione? Ma non vi immaginavi che poteva succedere questo casino? A questo punto ki ha cervello lo usi. Per quanto mi riguarda ho una mia idea sulle cose successe e non sono daccordo a mettere le responsabilità al pari, non voglio alimentare le polemiche, anche se di inesattezze plateali ce ne sono in giro e, anke se, è roba da renderci tristi e depressi, ogniuno si informi e giudichi. Voglio solo dire che sarebbe stato molto meglio fare subito un incontro di tutte le mozioni nessuna esclusa e li ritrovare un clima almeno passabile, mentre anche in questo si è continuato a sbagliare o, peggio, a farlo scientemente lasciando fuori una mozione. Saluti fraterni a riccardo e a tutti voi, Lido
guarda, maurizio, che io non stavo parlano di qualcun@ in particolare.
stavo parlando del rischio che c’è se non muta l’attuale corso dello scontro - non della discussione congressuale, di questa cosa qui che ormai la sovrasta.
consiglio di dare un’occhiata alle colonne di commenti su questo sito come su quello della mozione 2.
c’è da restare attoniti, non credi anche tu?
che c’entra cosa si è sentito dai giornalisti? leggi quello che ci si scrive qui, “dentro”.
è normale che questa meta-discussione, chiamiamola così, sulla rispettiva “legittimità” (perché di questo si tratta) arrivi a far affermare anche a compagn* intelligenti e stimat* cose come la rimessa in discussione delle stesse regole congressuali?
è normale che a congressi di circolo già in corso si dica:
“è stato sbagliato consentire l’iscrizione fino a 10 giorni prima del congresso di circolo”
oppure:
“ci vuole la garanzia d’un@ compagn@ già iscritt@ per la/il nuov@”
oppure ancora:
“è sbagliato eleggere la platea dei delegati su qualsiasi altra base che quella delle/degli iscritt* al 2007″
è normale, maurizio, davvero?
che succederebbe se una qualsiasi di queste affermazioni, oppure una qualsiasi altra proposta che rimetta altrettanto in discussione statuto e regolamento finisse formalizzata al “tavolo” fra i coordinamenti di tutte le mozioni, chiesto dalla 2 per martedì prossimo?
accadrebbe che le minacce reciproche di “andare in tribunale” attribuite da quei giornalisti in questi giorni, si concretizzerebbero.
e dunque accadrebbe esattamente che il congresso… non c’è più.
cioè non c’è più “una” Rifondazione comunista.
speriamo di no, giusto? è quel che non vogliamo, vero?
e allora diciamolo e diciamo pure che così il rischio c’è.
giustappunto per farlo svanire.
più che dire, facciamo.
altrimenti, vedi caro maurizio: io come sai dall’esodo vengo, per me questo è solo un ri-attraversamento. se poi salta tutto “in caciara”, come si dice a Roma… non faccio manco la fatica, mi avvantaggio dell’esperienza e ricomincio a praticarlo, l’esodo. magari con più rabbia.
p.s.: maurizio, attenzione che quel “noir” negli Usa di quegli anni era strumento di denuncia e di disvelamento della realtà politica e sociale. grazie comunque d’avermi fatto per un attimo vedere nei panni del grande Bogey;-)
Vedo che hai compreso il mio omaggio. troppi compagni si sono abituati a leggere poco e a (s)parlare molto.
per il resto il tema è semplice: se davvero è in atto un processo inusitato di rigonfiamento del tesseramento non ci si può lamentare delle reazioni.
Se invece siamo entro domensioni che non superano la decenza la tempesta nel bicchiere diventerà bonaccia.
altrimenti il bicchiere si rompe.
Personalmente ero per un regolamento che consentisse di votare solo ai nuovi iscritti entro la data del congresso.
A testimoniare l’assenza di malizia di gran parte dei compagni della mia e di altre mozioni sta il fatto che la proposta avanzata da Franco russo e De Cesaris non fu recepita dalla commissione regolamento e dal CPN.
Comunque se non c’è la moltiplicazione dei pani e dei pesci tutto dovrebbe tornare tranquillo.
buona serata
Care Compagne e Cari Compagni
riteniamo giusto nella più ampia tranquillità e coerenza politica dirvi chi siamo e quindi permettervi di capire come stanno esattamente i fatti rispetto alla missiva del Commissario Mirko Lombardi.
Rehhal, Responsabile di Emigranti Regionale e fino all’arrivo del Commissario Lombardi Responsabile dei Migranti della Federazione di Genova:
- mi sono sempre occupato di mediazione culturale sono stato socio fondatore del forum antirazzista di Genova, sono il responsabile della comunità Magrebina e da tre anni e in questo ruolo coordino le seguenti comunità: Algerina, Tunisina, Marocchina, Rumena, Albanese, Cinese ed Iraniana. Attualmente sto prendendo contatti con la comunità Ucraina e Russa. Sono, in contatto come si può evincere dalle mie responsabilità, con circa 500 Migranti. Tra le tante altre cose ho fatto parte della delegazione di PRC Sinistra Europea a Bruxelles.
Hammath:
- sono arrivato a Genova nel 1989 e mi sono occupato della mia comunità localmente diventando tre anni fa Vice Presidente della Comunità Senegalese. Sono membro nazionale del Partito Progressista del mio Paese e mi occupo nello specifico di questioni inerenti ai permessi di soggiorno, dei flussi e di alcune pratiche amministrative. Inoltre insieme a Rehhal ed alle persone “dell’ambulatorio città aperta di medicina democratica”,ci o ccupiamo delle questioni Sanitarie degli Migranti in generale. Negli ultimi tre anni abbiamo collaborato insieme al Forum della Sinistra in Liguria per la definizione della Legge Regionale sull’immigrazione.
Prevosti Franco:
- sono uno dei Fondatori a Genova del movimento, e , in seguito Partito PRC. Sono stato il primo Segretario del Circolo G. Geymonat che si riuniva tra l’altro negli uffici dove lavoro (1998 – 99). Sono Tesoriere e Responsabile del Circolo G. Geymonat/Centro Storico/ CE da tre legislature. Vi rendo noto che ho mandato una lettera a Liberazione (circa 6 mesi fa) dove esprimevo il mio plauso per il lavoro svolto sull’immigrazione da parte dei Compagni Rehhal, Hammath ed altri peraltro pubblicata, Ho seguito come Responsabile del tesseramento la linea della coerenza, della lealtà e l’unica imputazione che mi può essere fatta è la rigidità con cui ho applicato da sempre l’articolo 2 dello statuto del PRC.
Paolo Scarabelli:
- mi occupo di Emigranti dal 1989 organizzando a Genova in qualità di Presidente dell’ UISP una campagna contro il razzismo insieme alla CGIL e il giornale la Repubblica. Sono stato Presidente dell’UISP nella città di Genova dal 1989 al 2004 e prevalentemente mi sono occupato di questioni sociali (carcere, disagio giovanile, handicap ed emigranti). Sono stato dal 1996 fino al 2004 coordinatore di Libera associazione contro le mafie e nel 2001 insieme ai compagni dell’Arci e di Città aperta ho organizzato concretamente la manifestazione del 16 Luglio 2001 degli Migranti. Inoltre sono socio fondatore del Forum del terzo settore e sono stato dal 2000 fino al 2004 Segretario Provinciale del Forum. Da alcuni anni sono Segretario del Circolo G. Geymonat/Centro Storico/ CE e con i Compagni Rehhal ed Hammath abbiamo svolto negli ultimi tre anni un lavoro comune a servizio del Partito ottimizzando le nostre competenze individuali svolte nel proprio settore di competenza.
Abbiamo scritto brevissimamente chi siamo e cosa facciamo non per essere annoverati, per dirla come De Niro (vedi suo famoso film), tra quelli che fanno chiacchiere e distintivo ma per dire ciò chi effettivamente siamo ed abbiamo fatto per il Partito.
I Migranti si sono iscritti al PRC (vi preghiamo d’ora in poi di considerarli come esseri pensanti) presso il nostro circolo perfettamente consapevoli e dopo un lungo lavoro che il Circolo ha fatto collegialmente.
Sarebbe stato molto più semplice e produttivo per tutti e per l’interesse del Partito in primis, da parte del Commissario Lombardi sforzarsi ed avere la volontà politica di capire cosa stava accadendo di importante nel nostro circolo e nel centro storico. Finalmente i Migranti con la loro adesione riconoscono in Rifondazione uno strumento e una possibilità di riscatto sociale e affermazione e un attivo ruolo politico. Quando affermiamo e ci chiediamo qual’ è l’utilità del nostro Partito non possiamo altro che riferirci, pur nella sua parzialità, al lavoro svolto dal nostro circolo.
Inoltre ricordiamo che nel terremoto politico della Sinistra Arcobaleno e nella storica sconfitta alle elezioni del 13-14 Aprile, nel territorio dove il circolo fa attività politica (Prè-Molo-Maddalena) se non ricordiamo male come Sinistra Radicale abbiamo raggiunto quasi il 10% (lo diciamo con molta umiltà capendo in modo molto consapevole la drammaticità della situazione).
Lombardi dovrebbe ringraziare il lavoro complessivo del circolo che vede rappresentate tutte le mozioni e che se avesse voluto qualsiasi spiegazione tecnica, sociale, politica ed organizzativa poteva richiederla liberamente e tranquillamente al Circolo.
Comunque a Lombardi, a sua insaputa, ha già risposto Sansonetti (pur non condividendo da parte dei sottoscritti il nocciolo dell’articolo) ribadendo che è ora di smetterla di scrivere con questo atteggiamento della cultura del sospetto.
Terminiamo affermando che Lombardi ha da sempre applicato il principio dell’Autorità, qualcuno dovrebbe sforzarsi di capire perché 15 circoli su 18, ben prima della convocazione del Congresso Nazionale, si sono ribellati ad un Commissario che da subito non ha applicato il diritto alla partecipazione ed alla democrazia. Ora lasciateci fare bene il nostro Congresso di Circolo e ricordiamo a tutti che avendo la nostra sede presso la Federazione la nostra porta è sempre aperta.
Rammentiamo a tutti che Migranti hanno gli stessi diritti e doveri di tutti Noi.
Fraterni saluti.
Cari Rehhal, Hammath, Franco e Paolo, non è con me che dovete prendervela. Non ho obiettato nulla, né al tesseramento, né ai numerosissimi nuovi iscritti. Ho solo segnalato. Questi iscritti migranti al vostro circolo potranno liberamente esercitare il diritto di voto senza nessuno degli assurdi controlli che in altre parti d’Italia (Bologna ad esempio) vorrebbero essere imposti. Ho solo segnalato il caso del vostro circolo a mo’ di esempio per dire che tesseramenti “in crescendo” ce n’è di ogni mozione e che quindi quelli del sospetto si dessero una calmata. O mi sbaglio che voteranno tutti per la prima mozione?
Speriamo che interveniate affinchè anche a Bologna i migranti possano votare senza tante storie.
Non esibisco le mie medaglie di organizzatore dei diritti dei migranti. Ricordo solo i 20 giorni di sciopero della fame in piazza Loggia a Brescia, giorno e notte con 300 migranti per il rinnovo del permesso di soggiorno, una lotta che diede il via ad un movimento nazionale di riconoscimento generalizzato. Oppure la costruzione (fisica) e la difesa (fisica) dei campi Rom…… dagli anni ‘95 ed in terra leghista, mica nella Genova di sinistra!
cari Rehhal,Hammath,Franco,Paolo,
non mi piace la vostra nota. E’ vittimista e remissiva. Nella peggiore delle tradizioni, far pena per far breccia.
Allora ricapitolando Lombardi ha posto una questione concreta circa il tesseramento di un circolo (migranti o non migranti non importa, è un circolo prc) di genova. riportando fatti e dati. penso che Lombardi l’abbia scritto per ricordarci che “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ovvero che in questo congresso di aumenti anomali ce ne sono da tutte le parti (anzi da da due parti sole: doc 1 e doc 2). E voi cosa fate? rispondete parlando di voi stessi e della vostra esperienza politica? Rispondete col fatto che 15/18 circoli si sono ribellati al commissario (e perché non hanno evitato il commissariamento eleggendo un segretario), come se Lombardi fosse il responsabile politico del commissariamento della fed di genova.
Insomma rispondete con tanti argomenti, tranne che con uno che possa in qualche modo spiegare l’anomalo aumento di tessere che ci riporta Lombardi. Ma forse solo perché di spiegazioni non ne avete.
Caro Maurizio,
io credo che tu sia un bravo dirigente, e sono contento che sia tu il portavoce del comitato digestione. Ma cosa serve dire “Io avrei voluto…” le regole sono quelle votate dal CPN e a queste regole di dobbiamo attenere. Come ho giàscritto, noi del doc1 non dobbiamo avere paura di affrontare il congresso con le regole che ci siamo dati. la nostra forza sta nella politica e se anche non avremo la maggioranza, se anche il doc2 avrà la magg assoluta, un risultato è ormai certo: rifondazione non si scioglie!
Caro Silvestro, ha poco senso riferirsi alle regole del CPN, ieri ho avuto notizie di circoli che si ritrovano decine e decine di persone che vedono la prima volta al voto. Un clima surreale, un compagno mi ha chiamato dicendomi che non ne vale più la pena, e credimi non sto parlando di uno degli ultimi arrivati. Ti parlo di Roma, e nn invento niente. io a differenza tua sentendo queste cose non capisco come tu possa essere così sicuro del fatto che il PRC nn si scioglie, sentendo molti della 2 l’oltrismo non mi pare sconfitto e l’ambivalenza della loro mozione resta tutta in piedi, basta che ti leggi il dossier delle loro dichiarazioni che trovi nel sito e la chicca finale, non smentita da nessuno dell’appello allo scioglimento. Il tesseramento di massa, sul modello primarie paghi voti e te ne vai mi pare confermi che stiamo parlando di una concezione della politica che non mi appartiene, se qualcuno vuole andare oltre con questi atteggiamenti da Mastella non mi appartiene, questo vuol dire che il rischio di una rottura della comunità mi sembra che ci sia tutto ed in qualche modo si stia consumando nel peggiore dei modi.
Ai delegati ed alle delegate di tutte le mozioni congressuali - Lettera aperta.
Io in tutti questi anni ho pensato che noi comunist* (tesserat* e non) fossimo diversi dal resto della cittadinanza, che noi fossimo una comunità volenterosa - mossa dall’ottimismo della volontà di gramsciana memoria - nella comunità dell’agire indifferente, che noi facessimo politica per cambiare le cose in meglio e che questo meglio non fosse tanto la realizzazione del nostro interesse come singoli, ma la premessa per la realizzazione di una forma di società più umana.
Mi è sempre piaciuto un noto passo del giovane Marx, quello in cui egli afferma che il comunismo «è la vera risoluzione dell’antagonismo tra la natura e l’uomo, tra l’uomo e l’uomo, la vera risoluzione della contesa tra l’esistenza e l’essenza, tra l’oggettivazione e l’autoaffermazione, tra la libertà e la necessità, tra l’individuo e la specie. È la soluzione dell’enigma della storia, ed è consapevole di essere questa soluzione».
Sappiamo tutt* come è fallito il primo tentativo di realizzazione del comunismo e - se non erro - fu anche per non ripetere gli errori del passato che quando il PCI cambiò nome, questo partito scelse di caratterizzare il nuovo progetto nella forma di una rifondazione comunista.
Poi, da mesi, vedo una comunità di uomini e donne, nemmeno più tanto vasta, che in un momento così difficile e delicato competono tra loro fino ad aggredirsi, invece di cooperare per sforzarsi di ridare nuovo slancio al progetto.
E mi domando allora che senso abbia la nostra progettualità politica.
Mi domando anzi se esista ancora un Noi o se non sia solo un abusato artificio retorico.
E più si inaspriscono i toni e più capisco chi già si è allontanato dal partito, smettendo anche di votarlo.
Se nessuno vuole la dissoluzione del PdRC, una lotta intestina così feroce è a dir poco incomprensibile.
Non vi sto chiedendo di fare un passo indietro, ma di provare a venirvi incontro.
E - credetemi - non sono l’unico a non capire fino in fondo quello che sta succedendo…
Saluti.
Ieri nel comune dove risiedo, Assisi, si è tenuto il congresso di circolo.
Anche se sono tesserato in un comune vicino, a Bastia Umbra, sono andato, da semplice militante, ad assistere e partecipare al congresso.
Tutto si è svolto in maniera molto normale, senza nessun problema e mi spiego.
Il congresso era presieduto da un compagno della federazione che fa riferimento alla mozione Ferrero.
Il segretario di circolo è un sostenitore della mozione Vendola.
Sono intervenuti i rappresentanti ufficiali di tre mozioni: la 1, la 2 e la 5.
Dibattito franco, confronto serrato.
Su 43 iscritti hanno potuto votare tutti, vecchi e nuovi iscritti, compagni e compagne ” indigeni ” e migranti, nessuno ma proprio nessuno ha espresso riserve sulle iscrizioni, sulle regole, ecc.
Hanno votato 28 iscritti. Per la precisione 14 per la mozione 1 e 14 per la mozione 2.
Circa la metà ha votato alla fine del dibattito durante il primo e secondo appello al voto.
Un’altra metà circa durante lo svolgimento del congresso perché dovevano lasciare la riunione per urgenti motivi di lavoro o altri impegni importanti ( faccio notare che Assisi è una città che vive in larga parte di turismo, le attività economiche di questo settore, negozi, ristoranti, alberghi e in generale tutta una miriade di piccole attività lavorano sempre anche il sabato e la domenica con orari diversi di quindi molto molto flessibili ).
Tutti gli esponenti delle mozioni presenti sono stati d’accordo nel ritenere che, nel rispetto totale delle regole congressuali, si dovesse adottare all’unanimità questa scelta per permettere a tutti di partecipare, intervenire, votare, decidere.
Aggiungo che è stato accorpato a questo congresso di Assisi anche quello di un altro circolo di un comune vicino, Cannara, dove per vari motivi che non è quì il caso di indagare, di fatto, non si svolge più molta attività politica e che in questa fase ha solo 7 iscritti.
C’è stato 1 solo voto espresso da questo circolo di Cannara che è andato alla mozione 1.
Dei cinque delegati al congresso provinciale quindi 3 saranno della mozione Ferrero e 2 della mozione Vendola.
Dei tre delegati della mozione Ferrero uno è stato ovviamente assegnato all’unico esponente del circolo di Cannara, con la speranza che anche in quel comune il PRC e la Sinistra in generale possa quanto prima avviare una forte ed efficace ripartenza.
Ho voluto raccontare questa piccola storia di ieri, sabato 21 maggio, per cercare di far capire che le regole congressuali con un minimo di buonsenso comune possono assere applicate nella sostanza, senza attaccarsi ad inutili cavilli burocratici che servono solo ad impedire la partecipazione del maggior numero possibile di compagne e compagni.
Mi pare che in questo circolo di Assisi il confronto politico, abbia prevalso rispetto ad inutili risse.
Si è parlato di politica, di contenuti delle mozioni, di programmi e progetti.
E di come ricominciare un lavoro di ricostruzione del PRC e dell’intera Sinistra.
In un primo momento anche io ho pensato che forse la scissione è da salutare con un pensiero di gioia.
In un secondo momento vedo solo un PRC sempre piu’ piccolo
finchè non si dissolve.
Certo con I compagni della corrente legata a Vendola non si è daccordo , aspettiamo il congresso,aspettiamo i risultati,aspettiamo che siano chiare le nuove linee programmatiche che emergeranno.
Ovviamente confluire nel PD è uguale a sciogliersi ,
il PRC deve rimare vivo e speriamo che anche i compagni
delle altre correnti vogliano tenere vivo il PRC detto
questo caro Paolo vai avanti poi Vedremo !!!
saluti
Una testa un voto ?
Debbo dire che a seconda di dove la si guarda li stà la
ragione.
Io ho 45 anni e da quando c’e’ il PRC il mio voto è quasi
sempre andato al PRC.
Essere tesserati ed avere degli impegni politici è sicuramente una cosa importante.
Pensavo che essere dei COMPAGNI fosse importante ma mi pare
che da alcuni dei messaggi qui presenti si possa essere
dei compagni solo se si ha la tessera,non so che fare ?
Ovviamente ho due opzioni :
* prendere la tessera,volere esercitare il mio voto,sono
un compagno da sempre !
* non prendere nessuna tessera , lasciare perdere
tutto.
Dunque forse mi convincono di piu’ a prendere una tessera coloro che dicono che le nuove tessere non debbono votare
che coloro che asseriscono il contrario.
Cari compagni ci siamo dimenticati di essere Compagni.
Un saluto
Caro Paolo, ma come puoi pensare che qualcuno voglia confluire nel PD.
Vorrei ricordarti che la Parte 2 della mozione Vendola inizia testualmente: ” Noi,tutti noi siamo chiamati, in questo congresso, al compito più arduo della nostra storia: salvare Rifondazione Comunista”. E poi la Parte 4 inizia sempre testualmente: “L’esistenza del Partito della Rifondazione Comunista non è un bene disponibile, se non alla collettività di donne e di uomini che lo incarna: non è stato e non è tema di discussione il suo sciglimento..” Per chi conosce le formule classiche antidissoluzione sa che questa è una delle più precise formalmente.
Come vedi, caro Paolo, questo è quanto c’è scritto e si vota, non le singole opinioni di singoli compagni, autorevoli o meno che siano, i quali, legittimamente, dicono la loro. Un conto sono le opinioni che animano il dibattito, un conto ciò che è scritto nero su bianco nei documenti sottoposti al voto. Dunque stai tranquillo. Io che sono tra i fondatori della nostra Rifondazione Comunista lo sono.
un abbraccio
Caro Mirko.
Quello che tu mi dici in parte mi conforta in parte
mi preoccupa.
Mi preoccupa il fatto che compagni ben piu’ capaci di me
abbiano preso in esame tali ipotesi, per me avrai capito
nefaste (ingresso nel PD).
Sono pero’ confortato dal fatto , se mi permetti , che
si sia Compagni e che tali mi auguro si resti.
Contraccambio fraternemente il tuo abbraccio.
Scusa Paolo, ma mi dici dove hai letto che qualcuno di Rifondazione che condivide il documento Vendola ipotizza di entrare nel PD? Sono curiosissimo . Grazie
caro Limpido,
le regole sono regole. questo è il sale della democrazia. se le regole si piagano all’interesse politico allora ha ragione Berlusconi.
Io comqune penso che anche i vendoliani si siano resi conto che sciogliere rifondazione è impossibile. neanche con la maggioranza assoluta. si tratterebbe infatti di una scissione della maggioranza e non di uno scioglimento.
ciao
s
QUELLI.
Il 20 luglio si vedrà chi veramente ha a cuore le sorti del partito.
Quelli che di fronte ad ogni scissione gridavano al tradimento ed al complotto, negandogli alcuna ragione politica.
Quelli che hanno trasformato Rifondazione nel partito che “allontana” soltanto chi vota contro la guerra, ma non i comitati elettorali e le truppe cammellate.
Quelli che dopo aver dipinto il governo come l’unica possibilità di fare politica nel nostro paese si lamentano del “voto utile”.
Quelli che non si peritavano di criticare e boicottare ferocemente i circoli “non allineati”, nel nome del partito democratico e di massa.
Alcuni seguano pure il “richiamo di Fava ed Occhetto”, e facciano la “costituente dividente”.Così almeno si concreterà, per Berlusconi e Veltroni, il detto “divide et impera”. Che se ne vadano pure.
Altri facciano pure le estate ragazzi, gli oratori valdocomunisti.
Io al congresso voterò per una nuova rifondazione.Rifondazione Comunista.
Saluti profondamente delusi.
Da non iscritto, di sinistra fino all’osso, posso dirvi che vi state arrotando su aspetti di forma di cui non frega niente a nessuno?
L’esperienza dell’arcobaleno è stata fallimentare, l’esperienza di governo ancora peggio; per leggere qualcosa di sinistra devo aprire il blog di Grillo o, peggio, quello di Di Pietro!
Lo capite che è ora di atterrare?
Bene i voli pindarici e le analisi di Bertinotti, Vendola, Ferrero & C., ma noi milioni di potenziali votanti non militanti vogliamo ricominciare a sentire parlare chiaro!
Lo capite?
Date un’occhiata a quanto scrive Travaglio e avrete una idea precisa del marcio che c’è da combattere in questo paese. Lo lasciamo fare a Grillo e Travaglio (che per fortuna non si sono ancora schierati) o abbiamo intenzione di ri-impossessarci dei temi che ci appartengono?
O mi tocca votare Di Pietro al prossimo appuntamento elettorale!!??
NICO,
se i problemi attinenti la democrazia interna e la
sovranità dei militanti del Partito per te sono aspetti di forma,
per tanti altri sono cose gravissime e di sostanza.
A te non frega nulla ma a tanti nessuno che
si fanno un mazzo tanto nel PRC glie ne frega e tu,che
parli a nome di milioni di elettori non militanti,devi avere
più rispetto di chi militante lo è e non venire qua a
pontificare.
Io non sono di sinistra fino all’osso come te, mi basta essere
comunista e non andare dietro a profeti come beppe grillo.
vota pure Di Pietro.nel suo partito cose noiose come
l’espressione della volontà degli iscritti e la sua applicazione
non esistono, decide tutto lui e tu puoi startene comodamente
seduto in poltrona.