Intervista a Paolo Ferrero pubblicata su “il Riformista” del 14/06/2008
Ferrero, tra D’Alema e Bertinotti si parla chiaramente di alleanze. Lei è invece scettico sul Pd
“Anche io vedo che nel Pd c’è una diversità di approcci tra D’Alema e Veltroni. Mentre il segretario ha una certa attitudine all’omicidio della sinistra, D’Alema no, come ha mostrato la sua linea sullo sbarramento alle europee. E’ una differenza che apprezzo. Ma non è questo il punto.”
E qual è il punto?
“Nei contenuti non ho visto una diversità di approccio su come si fa opposizione a Berlusconi. Il Pd continua a proporre dall’opposizione lo stesso liberismo temperato di quando stava al governo.”
Con Pd, dunque, niente alleanze?
Non col Pd, ma con questo Pd niente alleanze. Trovo strano che Nichi veda le aperture di D’Alema come elemento che deve farci ricostruire le alleanze, mentre il problema è di contenuti politici. Il tema delle alleanze si pone se il Pd cambia linea.
Si spieghi meglio.
“Quando eravamo al governo la politica economica è stata la riduzione del deficit in tempi che più stretti non si poteva: una cosa pazzesca. Coi poteri forti, penso a Confindustria, Vaticano e banche c’è stata mediazione e non è stato rispettato il programma. Basti pensare alla legge 30, ai Dico, alla tassazione delle rendite. Di più: la mancata risposta al milione di lavoratori in piazza il 20 ottobre è stata una delle cause della sconfitta. Mi pare che di questo ci sia una sottovalutazione.”
Allora, da dove si riparte?
“Abbiamo subito una sconfitta più grave vissuta dalla sinistra negli ultimi 60 anni dopo essere stati al governo col Pd. La gente non ha capito a cosa servivamo. Da questa situazione non ne usciamo solo ricostruendo la relazione col Pd che è stata la causa della sconfitta. E la proposta che avanza Nichi non fa i conti con le ragioni della sconfitta. Dobbiamo ritornare nella società e ripartire dalla utilità sociale della sinistra. Quelli della Chiesa e dell’esercito sono due esempi chiari.”
La Chiesa e l’esercito?
“La Chiesa, dopo la sconfitta ai referendum sul divorzio e sull’aborto, è ripartita dagli oratori, dal lavoro sociale e ha vinto il referendum sulla fecondazione assistita. Ha saputo ricostruire la sua utilità nel sociale e lo stesso ha fatto l’esercito dopo l’antimilitarismo e il pacifismo degli anni ‘70, intervenendo in prima persona nei terremoti del Friuli e dell’Irpinia. L’utilità sociale della sinistra si ricostruisce soltanto con la sua reimmissione nella società. Non è propaganda. Dobbiamo dare risposte concrete alle condizioni materiali della nostra gente. Anche a questo servono le Case della sinistra che noi proponiamo. Il Partito del pomodoro olandese, che abbiamo invitato a un seminario, ha fatto le mense per i poveri. In Italia ci pensa la Caritas. Credo che dobbiamo farle anche noi.
Oltre al Pd lei critica Vendola perché, a suo giudizio, vuole sciogliere Rifondazione.
“In italiano la si può girare come si vuole. Ma se si fa una costituente per un nuovo soggetto politico alla fine non c’è più Rifondazione. Fava, che è il vero interlocutore, lo dice chiaramente: il progetto è una sinistra senza aggettivi”.
Lei all’aggettivo comunista non ci rinuncia?
“Dopo le elezioni sono sempre più convinto che dobbiamo tenere assieme il tema del comunismo, inteso come trasformazione sociale, e della rifondazione, ovvero dell’innovazione. I soggetti politici non si improvvisano. Servono riferimenti forti. La costituente di Vendola ricorda quella di Occhetto. Anche Occhetto, quando sciolse il Pci, parlava di un soggetto non più comunista, non più socialista, capace di “andare oltre”, che inseguiva il nuovo. Sono tutti termini che ritornano. Ma quella cosa lì non ha prodotto nulla”.
E la sinistra di governo?
“Io dico, anche al Pd, che si deve ripartire dall’opposizione sociale al governo Berlusconi. Su questo terreno si costruisce la nostra utilità. Il problema del governo si pone dopo che si modificano i rapporti di forza e la cultura egemone nella società. Altrimenti si va al governo ma il potere ce l’hanno gli altri come è già successo”.







Compagne/i, scusate se mi ripeto, è che sono abbastanza sotto choc:ma di che stiamo parlando? In Sicilia , da soli o in coalizione col PD siamo quasi scomparsi.Il problema non è ribadire la propria identità come dato aprioristico perchè sono le identità sociali che sono letteralmente terremotate, con conseguenze imprevedibili sul piano dell’identità politica. ( A Messina -per le comunali-in alcuni seggi sono venuti fuori voti di lista per il PRC accoppiati alla preferenza per il sindaco di AN!). Se questo è lo scenario, facciamo il partito sociale e facciamolo di corsa, resta però incomprensibile il rifiuto -anzi la demonizzazione- del tema della costituente che, anzi, a questo punto dovrebbe essere urgente discutere nel merito.
Mi spiego meglio:ieri sera il nuovo presidente della provincia di Messina ( PdL, il nome non credo vi importi) delineava un radioso ( a suo dire) futuro per il nostro territorio a base di Ponte sullo stretto, grandi alberghi, inceneritori, centrali nucleari ( e dosi massicce di lavoro precario…lui non lo dice, aggiungiamolo noi). La logica dell’avversario quindi agisce su piani diversi ma è pervasiva e UNIFICATA, sorretta da una visione, perversa ma forte. Pensare di rispondere a tutto ciò ostinandosi a sottolineare che-poniamo- io sono rosso , e amo lòa falce e martello, lei è più verde , l’altro preferisce-mettiamo-l’approccio etico ed a considerare così le identità come compartimenti stagni, è quantomeno discutibile. Ecco, per me la costituente proposta dalla mozione due è un antidoto a tutto questo. Sono forse matto?
Concordo pienamente con il post di Cafeo, ho l’impressione che il lungo dibattito (per i tempi odierni della politica)stia generando una riflessione autistica mentre fuori di noi tutto cambia. La destra in questo momento è fortissima poichè ha un idea di Stato e di Grandeur egemone nella società anche in campi che riteniamo spocchiosamente di snobbare: energia, sicurezza ed efficienza della pubblica amministrazione ecc.. O si ricostruisce una vasta opposizone alla nuova destra o siamo spacciati a fare seminari sulla Luxembourg e su quanto eravamo bravi 100 anni fa. Se il problema è che è moderato ed inservibile anche Vendola nella visione di Ferrero con chi pensiamo di ripartire? A meno che il problema non sia quello ma altro e cioè meno siamo e meglio stiamo….
Caro Danny, una nota veloce veloce.
Sabato a Roma 10-20.000 donne e uomini hanno partecipato ad una manifestazione contro la destra al governo della città. La manif era indetta dai Centro Sociali e dai movimenti per il diritto all’abitare (quelli che occupano le case, per capirci).
La domanda semplice semplice è: prova un po’ a pensare da chi e cosa dovremmo ripartire :-).
Saluti e libertà.
Ale B.
Beh non sei molto lontano dalla realtà, forse qui , sul loro sito non hanno il coraggio di scriverlo, ma basta dare una occhiata alle invettive ed alle richieste di toglierci dai coglioni che ci lanciano sul sito del manifestoperlarifondazione per capire che il partito si sta avvitando in una ragedia e certo interviste come quella di cui sopra non servono certo a calmare le acque. Il dibattito ha abbandonato i siti della politca per trasformarsi in un amici da una parte, nemici dall’altra, sembra che una componente della uno abbia oramai preso il sopravvento e dia l’indirizzo, il suo di sempre, alla logica dello scontro frontale. Ci si accusa di tesseramenti impazziti al sud, dimenticando la blindatura del tesseramneto in troppe federazioni del nord e del centro. Si riesce solo a vedere il giardino del vicino, dando l’immagine che invece il nostro sia tutto oro e splendore, tutto questo costruirà una immane tragedia per Rifondazione. Spero che si inizi a rendersene tutti conto e la si smetta di fare affermazioni non suffragate da nessuna prova , ma solo dalle proprie parole.
Dai Ripartiamo con Loiero, mi pare che come inizio non è male per ricostruire una vasta opposizione alla destra, giusto?
CAFEOOOOOoooOOoOOOOOoooOOoOOo!
MA cosa diciiiiiiiiIIiiIII!
Posso riassumere il tuo ragionamento così:
Mi piace il macchiato caldo, perciò predo il caffè shakerato. Ed è il ragionamento organico dei compagni della due, i quali sono convinti che la mozione due è la mozione sociale!
Ti faccio, nella mia ignoranza, un quadro della situazione e forse ci capiamo, un ragionamento LINEARE che tutti possono capire: la maggior aspirazione del pd è quella di cancellarci, o meglio, assimilare i nostri elettori. Non ci sono riusciti nelle scorse elezioni perchè i nostri si sono, per la maggior parte, astenuti mentre i destri non son caduti nell’astenzionismo (e leggiamoli sti flussi no?D’Alema lo fa), quindi cercano-alcuni di loro cercano- un ulteriore accordo con noi(anche a fini delle dinamiche di potere interno) pserando di svangare una futura vittoria o, appunto, assimilare i nostri votanti. Giusto o no? (Domanda n°1)
SD, come dicono alcune correnti, punta a diventare organica, a prescindere dalle pratiche e dalla cultura politica, a rifondazione pr vari motivi che non sto qui a spiegare. SD è interna al socialismo, europeo cioè quello che esprime il presidente della banca mondiale e della bce, cioè, per chi non se lo ricordasse, i nostri peggiori nemici(una volta si chiamavano affamatori del popolo)e , a differenza di lòafontaine della linke che ha sbattuto in faccia la porta alla S.E., non hanno intenzione di uscire da questa combricola di vergognosi, gli stessi vergognosi contro cui marciavamo a genova 2001.
S.D. vuole l’accordo col PD. Il pd vuole cancellarci. Tu ci vuoi portare nelle braccia del PD. Hai capito, cafeo?
E’ ora di finirla con analisi di fase farlocche.
O riusciamo ad avere un peso a prescindere dal PD, quindi costruire dal basso e dal radicamento la sinistra non costituenti o robe da ceto politico.
Partito sociale o estinzione politicista.
Scegli. Sapendo che i soliti noti un posto lo trovano SEMPRE
@battistino se vuoi la mia opinione avrei impedito la partecipazione al congresso di nuovi tesserati (non i rinnovi) iscritti dopo la presentazione dei documenti congressuali (19 maggio se non sbaglio)
GERMANIA: FT, LAFONTAINE ‘CANCELLIERE SEGRETÒ IMPRIME SVOLTA A SINISTRA = Berlino, 17 giu. (Adnkronos) - Il Financial Times fa un ritratto di Oskar Lafontaine, l’uomo che la stampa tedesca ha soprannominato il ‘cancelliere segretò. Il copresidente della Linke - scrive - accoglie il visitatore forte della convinzione che il suo partito, il maggiore raggruppamento di opposizione, stia di fatto guidando il governo. «Siamo noi quelli al potere», spiega il copresidente della Sinistra, il partito che sta collezionando una serie di successi elettorali e che ha visto salire al 12 per cento il tasso di approvazione da parte dell’elettorato del paese. «Stando ai commentatori, siamo noi che guidiamo il dibattito politico in Germania», prosegue l’ex premier del Saarland, che nel 1999 si dimise da ministro delle Finanze dopo essere entrato in disaccordo con l’allora cancelliere Gerhard Schroeder. Non a caso, si legge sul Financial Times, la Cdu del cancelliere Angela Merkel ed il suo partner di coalizione a livello federale, la Spd, si sono spostati a sinistra adottando misure sostenute dalla Linke, tra cui maggiori benefici sociali e per i disoccupati. «Il nostro obiettivo è quello di cambiare la politica in questo paese. Questa è la nostra massima priorità», spiega Lafontaine commentando la svolta in direzione dell«agenda Robin Hood’ - quella di togliere ai ricchi per aiutare i poveri - adottata dal suo partito. Lafontaine spiega la popolarità del suo partito in questi termini: »Il vecchio meccanismo per cui la popolarità di un governo cresce con il buon andamento dell’economia si è rotto.Per la prima volta ci troviamo davanti ad un’economia in crescita ed a salari reali in calo«. E »la chiave - aggiunge - sta in salari più alti«.
Vi dice nulla? Vi dice nulla che Linke in Germania e SP in Olanda facendo opposizione condizionano i governi senza mediare con i socialdemocratici? A me pare che questo dica molto, invece di andare a chiedere elemosina al PD dovremmo spingere l’accelleratore dell’opposizione, altro che chiacchiere.
BOMBARDARE IL QUARTIER GENERALE
COSTRUIRE IL PARTITO SOCIALE-
E facciamola sta costituente di sinistra,
ha ragione Cafeo, ma facciamola sui contenuti e non sui contenitori.
Non capisco la necessità di alzare il livello dello scontro interno di Battistino. Questo non è il nostro sito (io aderisco alla mozione1 per essere chiara) è un forum dove discutere apertamente con tutt*, ognuno con il suo stile ma senza risentimento. Io personalmente leggo anche il materiale pubblicato da Manifesto per la Rifondazione e rispondo ai post.
Torno al tema, le alleanze: non penso che sia il caso di immaginare alleanze con partiti che attualmente non hanno una linea politica che si avvicini minimamente alla nostra, a meno che a noi non servano manifesti politici che possano essere adattati alle evenienze del caso.
Parlo del PD: chi ha letto il materiale di propaganda elettorale ha trovato al primo punto del programma l’appoggio spudorato alle grandi opere (ponte sullo stretto mai negato neppure da Prodi e di Pietro che hanno mantenuto di fatto la società mangiasoldi; TAV, Centrali elettriche non rinnovabili, nucleare). Addirittura Veltroni ha sostenuto l’ambientalismo del “fare” per dire che gli ambientalisti sono i fautori di una logica nimby che vorrebbe dislocare gli impianti inquinanti lontano da casa propria.
Lo stesso Bertinotti ha commesso uno degli errori più madornali della sua campagna elettorale, ritenendo possibile la costruzione di inceneritori, in quegli stessi territori in cui la popolazione si ribella al malaffare che regna dietro il commissariamento ai rifiuti.
Spiegatemi perchè Paul Connet, scienziato sostenitore della strategia Rifiuti Zero viene portato in piazza da Grillo, dalle associazioni ambientaliste e non dal nostro partito. E poi ci lamentiamo dell’antipolitica di Grillo: Grillo in questo caso diventa utile, più utile del PRC, molti sostenitori del suo meetup sono compagn* disgustate dalla nostra incapacità (intendo come partito) di non sostenere quanto di meglio c’è nel campo della tutela ambientale.
E vengo alla Calabria che mi interessa di più perchè vi abito.
In Calabria siamo dentro a tutti i processi decisionali a livello di province e regione, governate del centrosinistra, ma vi assicuro che non c’è un accordo preelettorale fondato sui paletti tipici della nostra politica nazionale. Siamo in quei processi solo perchè, come ripete spesso il sindaco del mio paese del PD, dobbiamo esserci per emulare ciò che ci venne suggerito dal livello nazionale seppure lì venne fatto con un programma di 270 pagine. Dove si tenta di parlare di accordi politici fondati sulle tematiche che noi elaboriamo e teorizziamo o non c’è accordo o siamo subalterni e ci ritagliano un piccolo spazio dove gestiamo di solito l’assessorato alle politiche sociali purchè non rompiamo le scatole in quelle aree dove veramente si gestisce il potere.
Per cui un accordo in Calabria sarebbe deleterio perchè ci darebbero un contentino per ritagliarci una nicchia (questa sì veramente) dove confinarci e perdere definitivamente faccia, coerenza, capacità di inclusione, credibilità, possibilità di creare il partito sociale.
Scusate la lunghezza
Ciao a tutt*
Gemma
Per FFF
condivido l’invito a guardare a Lafontaine e alla Linke, solo che-mi spiace- questo partito nasce esattamente da una Costituente della sinistra tedesca!
Se i compagni della wasg e quelli della pds, invece di fare ciò che hanno fatto, si fossero persi in discussioni sull’identità comunista o socialdemocratica secondo te ( e secondo i compagni della 1)sarebbero dove sono?
I risultati della sinistra in Sicilia spiegano proprio che se non si è radicati nel territorio, e se non si ri-crea un’anima di sinistra nella società, rischiamo di scomparire.
Io mi auguro davvero vivamente che il PARTITO SOCIALE parta con entusiasmo e passione, perchè solo così possiamo avere la speranza di riuscire nel nostro obiettivo.
Come sarà possibile dialogare e allearsi con questo PD?? Sarà meglio di no.. Altrimenti torniamo da capo.
Ripartire dalla società. Un dovere.
Caro tonino proprio non ci senti, io ritengo che sia il posizionamento politico quello che conta, penso che il nostro paradigma sia l’opposizione per 5 anni minimo, forse di più. Cosi come non ho problemi a pensarmi forza di governo non ne ho a pensarmi opposizione.
Mi si gela il sangue pensare che stiamo rientrando in calabria e che siamo dentro la giunta a napoli, e in campania, altro che costituenti, non pensi che ci sia un’enorme sottovalutazione della perdita di credibilità che abbiamo subito stando nel governo prodi ed in quelle maggioranze? come ne veniamo fuori da queste risqcche pensando di trovare nelle relazioni tra ceto politico la via d’uscita ?la sinistra per me parte dal basso e dalla tessitura di reticolati ed insediamento sociale stando all’opposizione. Conta poco credimi la costituente se non ti radichii nella società, fatta sei punto e a capo, io mi pongo questo elemento per adesso non altro, che vuol dire oggi riacquistare la fiducia con il mio popolo, per questo penso che il partito sociale sia l’unica risposta intelligente da praticare in questa fase, e sia chiaro non dico che non dobbiamo porci il temma di come aggregare la sinistra, ma appunto come lo fai e con quale prospettiva politica non è secondario.
Ci sono molti modi di essere subalterni al PD. Il principale è quello di produrre una politica minoritaria concedendo loro spazio. Non basta, come è noto, dirsi più comunisti di altri per avere più voti. Trovo sbagliato mettere in contraddizione la manifestazione dei 20.000 di Roma con la necessità di ampliare la base sociale del nostro partito a meno di pensare che la sinistra sia il 3%. Sono convinto che i problemi nostri siano più di contenuti che di organizzare meglio “l’opposizione sociale” basta vedere i risultati elettorali in Sicilia.
Il PD, così com’è ora e salvo una sua profonda rifondazione che non può che venire da un congresso, non rappresenta una vera opposizione culturale, sociale e politica al Berlusconismo. Esso è l’ombra del governo Bermusconi, ne è strutturalmente subalterno. L’unica opposizione parlamentare possibile è quella da destra di Di Pietro.
Pensare ad alleanze vere, non subalterne, con questo PD a me pare davvero un’ingenuità pericolosa, anche a livelli regionali e locali. Quelle che ci sono stanno davvero come d’autunno sugli alberi le foglie.
Tanto più la costituente della sinistra se nasce già facendo finta che il PD, questo PD, possa rappresentare un’alleato o un interlocutore credibile per un’alternativa a Berlusconi, nasce già morta, non credete compagne?
non trovando un articolo adatto commento qui : nella rassegna stampa ho letto una bellissima lettera della Compagna di Sinistra Critica Flavia D’Angeli (a cui ho risposto sul mio blog) , molto bella condivisibile nelle analisi e nelle risposte(ricostruire l’unita dalle lotte) ma meno nella proposta di “costituente anticapitalista” che si aggiunge alla “costituente della sinistra” e alla “costituente comunista” , ho poi scoperto che esiste anche una fantomatica “costituente comunista rivoluzionaria” non chiedetemi chi la proponga, non ne ho idea!! questo fiorire di costituenti è dannoso per la sinistra non sarebbe meglio fermarci, riflettere e cercare un dialogo con chi non si rassegna al duopolio pd/pdl?
Per Danny
Si può essere minoritari stando dentro al governo che fuori, si può incidere stando al governo quanto fuori,
Remember governo Prodi?
il punto è se sia utile in questa fase teorizzare un’alleanza con il PD o meno, che senso ha cinguettare con Veltroni o Dalema quando non esisti nella società? Nessuno, ci troveremmo punto e a capo, occorre ripensare l’opposizone ricostruendo un’etica della politica, un rapporto concreto con il nostro blocco sociale senza perdersi in derive politiciste che producono frammentazione su frammentazione, perdiamo così energie importanti, abbiamo subito scissioni su scissioni e non ci basta ancora, dobbiamo accellerare, per entrare magari in relazione con una forza che ha come riferimento il PSE che sta schiantandosi in due sulla direttiva sull’immigrazione. E sai perchè si schianta in due, perchè dove governa nazionalmente, Germania e Spagna e favorevole e dov’è all’opposizione no, se questo è il livello allora mi chiedo che ci sia molto da riflettere… a partire dalle prossime europee dove dovremmo andare interamente nella sinistra europea
Per FFF
Guarda che sul tema dell’opposizione ( e di certe giunte locali) la penso proprio come te ( anche se voto doc due)
Però, se mi permetti la piccola polemica, nella mia città sono proprio gli esponenti del doc uno che sono strenui difensori dell’alleanza organica col PD!
Le contraddizioni , quindi, ce le abbiamo tutti.
Lo dico brutalmente: in Italia ci sono circa due milioni di persone, più o meno consapevoli della vera natura - sostanzialmente conservatrice - del progetto politico che va sotto il nome di Partito Democratico.
E queste persone sono per la maggior parte (ex) elettori di Rifondazione comunista, che col PD di Veltroni non hanno nessuna voglia di stringere alleanze dove il ruolo che ci viene concesso dal “partito a vocazione maggioritaria” sarebbe giustappunto quello di semplici “portatori di voti”, senza alcun potere di vincolare le decisioni di un ipotetico futuro esecutivo di centro-sinistra.
Se si legge con attenzione la storia della recente esperienza di governo e il dato numerico (in valore assoluto) delle ultime elezioni politiche non si può non convenire su questo tipo di analisi; soprattutto se si fa un attento raffronto con il dato elettorale del 2006: a sinistra del PD c’è quel che rimane di Rifondazione e poco altro.
La scommessa dei bertinotiani - riempire quel vuoto che, in linea teorica, lo scioglimento dei DS poteva determinare nel quadro politico complessivo - non ha retto alla prova dei fatti.
In altre parole: Sinistra Democratica - cioè l’unico referente immediato di chi sostiene la mozione 2 - non ha un portato (e non è in grado di portare) alcun valore aggiunto all’area dell’Arcobaleno.
Osservate e giudicate:
http://elezionistorico.interno.it/coalizioneListe.php?tp=C&dt=09/04/2006&cta=I&tpEnte=A&tpSeg=C&numEnte=0&sut1=&sut2=&sut3=&descEnte=&descArea=ITALIA%20(escluso%20Valle%20d’Aosta)%20%20&codTipoSegLeader=
http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm
Io vedo un PD che mantiene i consensi raccolti nel 2006 dall’Ulivo (guadagna pure qualcosina, in verità).
E vedo il nostro partito che perde più di un milione di elettori, scegliendo di sostenere la linea della lista unitaria nominata “La Sinistra l’Arcobaleno”.
Ora chi prenderà la guida del partito deve compiere una scelta netta: continuare coi giochi di palazzo o tentare di ricucire la rete dei rapporti dispersi con le basi.
Inutile aggiungere che, a mio avviso, un rinnovato dialogo col PD - oggi come oggi - mi sa tanto di “vera e propria di presa per i fondelli”.
Saluti.
cARO tONINO, non so quale sia la tua città, sicuramente non ha rifiuti che bruciano, e non ha una giunta regionale come quella di loiero…. comunque visto che qualcuno continua a cinguettare con veltroni e dalema per aprire contraddizioni spiegami come si possa dialogare con loro dopo questa notizia
MERCOLEDI 18 GIUGNO
UE: RIMPATRI; PITTELLA E SUSTA, IL PD SI È ASTENUTO
CRO S0A QBXB UE: RIMPATRI; PITTELLA E SUSTA, IL PD SI È ASTENUTO (ANSA) - STRASBURGO, 18 GIU - Gli eurodeputati del Pd hanno scelto di astenersi nella votazione finale sulla direttiva rimpatri oggi a Strasburgo. Ne danno notizia i due capigruppo Gianni Pittella e Ginaluca Susta, i quali, in una dichiarazione, indicano che questa direttiva «rappresenta il primo tentativo di una politica europea contro l’immigrazione clandestina, anche se contiene ancora ambiguità e contraddizionì». «Tuttavia - rilevano i due europarlamentari - la dichiarazione congiunta con cui gli stati membri si impegnano a non adottare al loro interno norme peggiorative rispetto a quelle in vigore, l’obbligo per chi non ha limiti alla detenzione di prevederla solo entro il limite, pur ampio, di 18 mesi, la facoltà per ogni stato membro di adottare posizioni migliorative rispetto alla direttiva, soprattutto in tema di minori, rappresentano sufficienti garanzie per non votare contro e per rispondere alla domanda di sicurezza che è diffusa in tutta Europa, senza che questo comprometta la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone costrette dalla miseria all’emigrazione clandestina dai loro paesi». «In queste settimane ci siamo adoperati per presentare e sostenere vari emendamenti migliorativi del testo», rilevano i due eurodeputati, segnalando che questi «hanno ottenuto un significativo consenso in aula, ma non sufficiente per essere adottati». (ANSA)(ANSA). CLG 18-GIU-08 13:11 NNN
FINE DISPACCIO
non credo che si possano risolvere gli attuali problemi della società italiana usando il tempo ,e la volontà ,di cui ciascuno di noi dispone per produrre l’organizzazione di nuovi partiti o nuovi soggetti politici.ciò che serve ora e subito è una azione congiunta di opposizione al governo berlusconi e alle sue pericolose e dannose derive .e qui c’è il pons asinorum ,lo snodo reale delle future possibili alleanze,unioni,aggregazioni,federazioni,costituenti o ricostituenti,all’interno della sinistra:è evidente infatti che chi sta fuori dal parlamento,come il prc,può fare, per forza di cose ,solo l’opposizione sociale ed è bene che tutta la sinistra ,invece di inseguire macchinazioni organizzative ,provi immediatamente e ‘trovarsi insieme’ in una comune attività politica, per denunciare almeno,non riuscendo a frenarlo,il degrado ormai anche istituzionale che questo governo porta con sé.E il PD, se davvero ha intenzione e interesse a produrre una seria opposizione ,faccia la propria parte in parlamento oltre che nella società, e invece che occhieggiare a destra e a manca ,mostri la sua capacità di incidenza nella lotta per una corretta risoluzione di qualcuno dei mille problemi del paese .Se l’opposizione del PD ,la nostra opposizione sociale a berlusconi,e l’azione delle altre forze della sinistra italiana si muoveranno sulla stessa rotta,allora si potrà ricominciare a sperare che l’unità della sinistra sia qualcosa di più e di meglio che il fine di una congrega di ceto politico
caro Tonino,
l’esempio tedesco non calza.
lafontaine ha rotto con la SPD e con il PSE.
La Linke è nata sulla convergenza nei fatti e non a partire dal contenitore.
Infatti Lafontaine sta con noi nella Sinistra Europea, e soprattutto al contrario di Sd non pensa che il governo sia il fine a prescindere dai contenuti. lafontaine non è governista, mentre gran parte dei sostenitori della costituente sì.
infatti la Linke pesta duro e persegue una strada di autonomia e contrapposizione alla SPD.
Non prendiamo lucciole per lanterne.
Caro Paolo
Condivido quasi pienamente quello che hai detto.
Devo dire inoltre che ho letto la sintesi del documento
“rifondazione in movimento” e forse ho capito il perchè
sei contrario alla costituente dei comunisti , forse
perchè il progetto della mozione va molto piu’ avanti
forse perchè ripartendo dalla base e dal sociale l’eventuale
federazione posa le sue basi sul Granito e non sulla Sabbia.
Capisco lo sforzo di tenere unita Rifondazione Comunista ma
sinceramente ti debbo dire che la proposta di Vendola non
accoglie le mie simpatie.
Perchè dovrei ancora far parte di un movimento che si scosta dai miei valori.
E’ ovvio io sono OTTUSO e quindi non ho nessuna voglia di approfondire una discussione con chi mi vuole insegnare dov’e’ il bene e dov’e’ il male, dov’e’ il giusto e dov’e’ lo sbagliato.
E’ora che anche le considerazioni di un semplice cittadino vengano ascoltate e che su queste si possa aprire un dibattito.
Ed e’ anche per questo che per quanto poco conti io continui a voler sostenere il documento “rifondazione in Movimento”.
Un caro saluto
Paolo