Dato che su qualunque argomento si deve ricominciare quasi da capo, parlo delle forme di lotta: vanno bene tutte quelle convalidate dalla lunga pratica del sindacato, che è il più antico agente di lotte nonviolente che storicamente si sia dato: manifestazione, petizione, sciopero, sciopero alla rovescia, picchetto, boicottaggio, sabotaggio. Ripassiamole: tutte conservano attualità, anche se la manifestazione è venuta un po’ calando.
In ogni modo è il caso di riconfermare che sono tutte lotte nonviolente: l’unica dubbia, il sabotaggio, da alcuni non è ammessa come lotta nonviolenta e certo ha bisogno di una organizzazione ferrea, perchè non degeneri in azioni nocive di cui non si misurano tutte le conseguenze sulle persone.
Bisogna molto vigilare, perchè la decisione del Governo di ridurre le possibilità di lotta definendo pezzi del territorio: “territorio di interesse militare” andrà avanti e potrebbe anche invadere parti della libertà sindacale. Già ora interventi decisi da prefetti violano la libertà e privatezza personale.
Con altri ho incominciato una forma di lotta istituzionale che ho chiamato Opposizione Ombra: dato che al parlamento appare un governo legale, e un governo ombra e l’opposizione quasi non c’è, almeno di sinistra, quando riscontriamo una violazione grave dell’ordine costituzionale o delle norme vigenti o delle tradizioni giuridiche consolidate, scriviamo un testo come fosse un’ interrogazione o un emendamento o una traccia per il dibattito in aula e lo mandiamo a tutti i parlamentari Pd, per vedere se qualcuno raccoglie il “grido di dolore” che viene da chi è diventato suo malgrado solo extraparlamentare. La cosa, provata a proposito di pacchetto sicurezza, ha ottenuto qualche interesse tra deputati eletti (Bachelet Amati ecc.); serve anche per capire qual è il numero di parlamentari eletti con Veltroni che sia -almeno un po’- di sinistra.
Credo assolutamente che bisogni riconfermare la scelta dell’azione nonviolenta come forma di lotta generale, anche perchè la tendenza a criminalizzare qualsiasi protesta obbliga a studiarne di assolutamente legali e nonviolente (bisogna dimostrare visibilmente e agli occhi di molti e molte che è il Governo ad essere “illegale e violento”): senza questa avvertenza si andrebbe subito allo scontro e ciò scatenerebbe una ondata di paura sulla “sicurezza”. Il ministro degli Interni o di polizia manovra largamente i prefetti e la piazza senza alcuna vergogna e capeggia in Europa la crociata contro i Rom. E’ gIà passata largamente l’opinione che chiunque entri in Italia senza documenti o con documenti non validi, ci venga per delinquere e sulla “presunzione” che abbia “intenzione” di delinquere, facendo parte di una etnia “sospetta”, viene fermato schedato richiesto di mostrare i documenti ecc. Beccaria si rivolta nella tomba. Questo comunque è razzismo preciso, da manuale.
Cercherò in futuro argomenti meno tristi: ma davvero sono a rischio o almeno minacciate libertà fondamentali e si lavora da parte del governo per formare un’opinione pubblica negativa verso qualsiasi movimento di sinistra: se invece si tratta di omicidio a Verona, o di assalti al Pigneto o di incendi di campi Rom a Napoli, non si tratta di “politica”: sono reazioni un po’ esagerate, esuberanza giovanile, tutta una cosa di ormoni.







Domenica 8 giugno 2008, presso un ameno castello di Nocera mInferiore - SA- si è tenuta l’assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti del PRC unitamente a Comitato politico provinciale, per la presentazione delle 5 (dico cinque) mozioni congressuali (io sono rimasto a quando il comunismo, come un capello, si spaccava in quattro -.
Con oltre un’ora di ritardo i relatori avviano la loro “parlata”, per primo quello della 1° mozione, perchè di maggioranza, a parlare con toni suadenti è un dirigente della federazione di Napoli, segue l’oratore della 2° mozione, altro dirigente napoletano, mi sembra anche deputato onorevole decaduto, tal Decristoforo. I toni di Decristoforo sono minacciosi, la stessa retorica imperativa che i dirigenti stalinisti della seconda metà degli anni quaranta e prima metà degli anni cinquanta del XX secolo, alla testa delle lotte contadine ed operaie, usavano contro i latifondisti e contro i padroni delle fabbriche e miniere: ora con Decristoforo, con i suoi toni e la sua impostazione teorica qualcosa non quadra, perchè è si di stampo staliniano - nella eccezione che ho detto sopra, di quello stalinismo italiano del dopoguerra che lungi dall’assumere tutte le declinazioni teoriche dello stalinismo ne interpretava la determinazione implacabile ed aspra nella lotta ai potenti ed al capitalismo, perchè questo era allora Stalin, l’eroe e campione del socialismo sovietico che, aggredito dalla belva capityalistica, di stampo fascista e nazista, lo aveva sconfitto- ma tutto rivolto agli stessi comunisti del suo partito suonando al tempo stesso rassicurante per gli “avversari” di classe, ed in questo caso declinando per bene i nessi teorici di quello stalinismo che in Russia negli anni trenta del secolo breve massacrò intere generazioni di dirigenti dei soviet e della rivoluzione d’ottobre. Un angelo sterminatore. Al di la dei toni, cosa dice il nostro unitamente all’impostazione teorica della seconda mozione? Preso atto della sconfitta elettorale - sono stupefacenti nel trattare la sconfitta elettorale, come se non li riguardasse e come se loro non centrassero- occorre ricostruire la sinistra, mettiamo pure partendo da Rifondazione, ma quale Rifondazione?
(duetro “quale rifondazione ci stanno fior fiore di donne e uomini che hanno fatto e fanno questo partito). “Quale rifondazione” contiene un forte elemento di esclusione, perchè da un lato presuppone l’esistenza di diverse rifondazioni, fra le quali individuare quella giusta e passare quindi alla esclusione delle altre. Naturalmente la rifondazione giusta, per Decristoforo e per i sottoscrittori della seconda mozione, è la sua, depurata da tutte le altre. Decristoforo nel suo intervento descrive le altre mrifondazioni che vanno epurate dal partito, riferendosi alla prima rifondazione ed a quei rifondatori che hanno fatto nascere il partito; Egli riconosce i meriti di quei rifondatori e di quella rifondazione, ma li mindividua come non adeguati alla noova fase, certo, Egli dice, sono compagni onesti, hanno coerenza e sono colti ed hanno cultura politica, qualità tutte che però non consentono di stare nelle Giunte e negli esecutivi e nei governi locali e daltronde nemmeno nel governo nazionale, non si può pensare, Egli dice, di restare puri.
Questa è la contraddizione, che mentre Egli afferma che non si può restare puri, avverte anche la necessità di dover epurare dentro al partito.
Dobbiamo meglio riflettere sul carATTERE E LA NATURA DELLO STALINISMO - l’esperienza dello stalinismo è tutta interna alla stessa storia del movimento operaio internazionale, con un esempio che forse è improprio, come le crociate fanno parte del cattolicessimo, e i tribunali religiosi, non saprei quanto avessero in comune con il vangelo, e come possa lo stalinismo derivare dal marxismo- ma certamente le dinamiche sociali e storiche che portarono all’affermazione dello stalinismo furono quelle legate a due parole d’ordine che hanno attraversato la rivoluzione russa “tutto il potere ai soviet” e sucessivamente “soviet più elettrificazione” e tutti possiamo avvertire come dietro all’elettrificazione ci fossero i tecnici e tutta una piccola e media borghesia di tecnici che rendevano inadeguati i dirigenti bolscevichi dell’ottobre.
Agli sciocchi voglio ricordare che i primi grandi atti deol governo sovietico furono di grande emencipazione dell’umanità:
a) Firma della pace e fine della prima guerra mondiale che fino a quel momento aveva fatto oltre 10 milioni di morti sulle trinceee d’europa;
b) fissa zione ad 8 ore della giornata lavorativa;
c) estensione del voto alle donne con il suffragio universale.
segue….
Nicolò