Rapporto Istat, Ferrero: Italia Messico d’Europa! Opposizione subito

Una famiglia su tre non arriva a fine mese,  quasi una famiglia su tre non riesce a far fronte a una spesa imprevista  e più della metà dichiara di non essere riuscita a mettere da parte risparmi nell’ultimo anno. In sei anni il reddito degli italiani è sceso  del 13% rispetto alla media europea. Tra il 1995 e il 2006 le retribuzioni orarie reali sono cresciute molto di più nel vecchio continente che in Italia, in particolar modo, in Francia e Svezia la crescita è di cinque o sei volte più consistente delle nostre.
L’Italia sta diventando il Messico dell’Europa, con salari bassi e alti tassi d’incidenti sul lavoro. In questa cornice utilizzare le risorse pubbliche per dare alle imprese  ancora più potere con la detassazione dei straordinari significa semplicemente ricattare i lavoratori. Il Tesoretto che Tremonti sta nascondendo deve essere utilizzato  per innalzare i salari e le pensioni. Per questo è necessario creare da subito  un coordinamento di tutte le forze di sinistra per costruire l’opposizione al Governo Berlusconi. Così Paolo Ferrero commentando il rapporto ISTAT 2008

1 Response to “Rapporto Istat, Ferrero: Italia Messico d’Europa! Opposizione subito”


  1. 1 Luca Carraro

    Sapete, compagne e compagni, cosa penso? Che non sia un bel vedere come ci sprechiamo in commenti, a volte davvero non necessari, nei post relativi al dibattito interno, mentre sembra poco interessante dire la propria sul fatto che il nostro paese, soprattutto nelle sue parti più deboli ed esposte, stia andando alla deriva.
    Perché non pensare a una campagna forte per il ritorno a una forma di recupero automatico del potere di acquisto? Perché non si discute di un limite minimo alle retribuzioni, o di altre forme di sostegno al reddito da lavoro?
    Oggi esiste una questione salariale e tutti, anche a destra, lo riconoscono. Sarebbe opportuno cogliere questa occasione per porre in testa alla nostra agenda la condizioni di vita di chi vorremmo rappresentare.
    O forse pensiamo di riguadagnare radicamento sociale con qualche uscita estemporanea su fatti di cronaca nera?
    Se non saremo in grado di offrire soluzioni credibili e alternative alla crisi delle classi lavoratrici, consegneremo la nostra gente alla destra populista e alle sue ricette xenofobe e antidemocratiche.
    E’ questo che vogliamo?

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