Di Claudio Grassi
Caro Nichi Vendola, anch’io penso che, dopo il disastroso risultato elettorale del 13 e 14 aprile, il modo con il quale stiamo affrontando questo congresso possa essere fatale per il nostro partito. Anche a me non piacciono le “conte interne” e la denigrazione delle posizioni che non si condividono. Soffro anch’io nel vedere il mio partito piegato, ancora una volta, in una lacerante lotta interna anziché in una lotta di tutti noi contro le destre e i padroni. Non accetto assolutamente che il confronto diventi scontro personale, denigrazione, processo alle intenzioni, odio. Tu fai un lungo elenco di accuse che ti sarebbero state rivolte e che sarebbero false, offensive, non “da compagni”. Ti senti ferito, provi dolore. Hai ragione, ma questo vale per tutti, anche per me. E non da oggi. Potrei parlarti del dolore lancinante provato al Congresso di Venezia quando mi venne indicata la porta. Oppure quando, per rappresentare le mie idee, nei blog di cui tu parli, si usano termini “gentili” come stalinista, vetero-comunista, identitario. Se la mettiamo su questo piano, quindi, come vedi, non sei l’unico bersaglio. Allora, caro Nichi, abbiamo solo una possibilità per contribuire a fermare questa deriva: mettere chiaramente a confronto le idee diverse che abbiamo sul futuro del nostro partito.
E qui avanzo una prima critica al tuo ragionamento. Perché, se era nelle tue intenzioni lavorare per svolgere un congresso unitario, non hai accettato la proposta che veniva da noi, ma anche da moltissimi circoli, di farlo a tesi? Certo, so bene che quella modalità non ci avrebbe messo al riparo da una discussione anche forte tra di noi, ma avremmo potuto circoscrivere il dissenso a pochi punti. Non era meglio, soprattutto per le nostre strutture di base, dare loro un unico documento, farle pronunciare sul merito, chiedere anche a loro di avanzare proposte, anziché metterle di fronte ad una conta tra mozioni contrapposte? Aver rifiutato questa proposta ritengo abbia alimentato la contrapposizione interna. Così come, pur avendo una grande stima nei tuoi confronti, credo sia stato un errore avanzare una auto-candidatura alla guida del Partito.
Non ti pare che sia un “cedimento” a quella personalizzazione della politica che noi avversiamo? Non ti pare che anche il nostro partito, dopo aver sperimentato per anni una leadership forte, debba riflettere sulla necessità di costruire quell’intellettuale collettivo di cui ci parlava Gramsci? Non ti dà fastidio, prima ancora che il tuo partito abbia iniziato a discutere e a scegliere, essere scelto dalle televisioni e dai giornali come il “candidato leader” di Rifondazione Comunista? E poi, caro Nichi, ma veramente tu pensi di riuscire a fare contemporaneamente il Presidente della Puglia e il segretario di Rifondazione Comunista? E, ammesso che tu ci riesca, non è anche questo in palese contraddizione con quanto abbiamo tutti assieme deciso a Carrara e cioè che una buona innovazione sarebbe quella di evitare i doppi e tripli incarichi?
Infine vorrei dirti due cose. Contesti il fatto che ti si accusi di voler sciogliere Rifondazione Comunista che - tu dici - hai «contribuito a costruire nelle strade polverose prima che nelle istituzioni». Lo so. Per quel che vale, anche io ho macinato più di un milione di chilometri, con le mie macchine ormai rottamate, per raggiungere i paesi più sperduti per fare comizi, riunioni o per convincere i compagni a non abbandonare il partito in passaggi difficili come la scissione del ‘98.
Ma se ritieni che Rifondazione Comunista debba continuare ad esserci per l’oggi e per il domani, perché non lo hai scritto chiaramente, come noi abbiamo fatto, nella tua mozione? Perché quando in campagna elettorale si sono alzate voci autorevoli che hanno parlato del comunismo come “tendenza culturale” tu non hai detto che eri contrario? D’altra parte un compagno che ha sottoscritto la tua mozione lo ha sostenuto lealmente in una riunione della commissione politica, affermando che «se avessimo preso l’8% lo scioglimento di Rifondazione sarebbe stato all’ordine del giorno»! E anche la proposta che avanzate di Costituente della sinistra come deve essere intesa se non come un processo, come ha ripetutamente detto Alfonso Gianni, alla fine del quale si prevede il superamento di Rifondazione Comunista?
In ogni caso ti faccio una proposta, visto che, come tu dici, nessuno vuole sciogliere Rifondazione Comunista: chiunque vinca il congresso si impegni a fare na gestione unitaria e ci si impegni tutti a rimanere nel partito. Inoltre, si dichiari da subito che ci presenteremo con il nostro nome e il nostro simbolo alle prossime elezioni del Parlamento Europeo.







Mi addolora, dirlo per la grande considerazione e l’affetto che tutti noi abbiamo nei suoi confronti, ma la lettera di Nichi su Liberazione è sgradevole. Intanto perchè si fa un uso personale del quotidiano, già colpevolmente inflazionato da pagine intere di interventi congressuali (ormai quasi un bollettino interno con qualche buona notizia giornalistica), ma anche perchè rischia di imbrattare di veleni un quadro già talmente oscuro per il corpo militante da rendere ancora piu’ incomprensibile la scelta delle mozioni contrapposte. Nichi si disegna come una vittima di altrui veleni ma, ammesso e non concesso, che tante prese di posizione di merito su alcune sue dichiarazioni o atti mediatici compiuti siano stupidamente scadute a infima polemica nei commenti su blog e siti vari, mi chiedo come si preoccupi delle ricadute di questo scontro - ai limiti del ridicolo - sui militanti e su quegli elettori rimasti con noi. Datevi tutti una calmata perchè le uniche vittime siamo noi militanti, eppure siamo quelli continuano a fare politica nella società reale. Non possiamo permetterci il lusso di giocare ai duelli rusticani. Tanto piu’ - come scrive Giovanni Russo Spena in un precedente intervento su questo sito – “in un contesto in cui una forte torsione autoritaria, giustizialista, securitaria produce una semplificazione così brutale della rappresentanza da configurare un passaggio dalla democrazia autoritaria alla democrazia dispotica”. Il duo PD/PDL ci ha fatto fuori dal Parlamento, noi con questo andazzo ci mettiamo fuori dalla realtà quotidiana. Riprendiamo il cammino, Rifondazione è una comunità irrinunciabile anche per il futuro unitario della sinistra intera.
Sono stato chiamato ad elaborare una riflessione critica sul congresso del Partito della Rifondazione Comunista che si terrà nei Circoli e nelle Federazioni provinciali del partito in tutta Italia nel mese di giugno, ed a luglio quello Nazionale.
E’ un congresso che segue la grande sconfitta elettorale del PRC nelle elezioni politiche del 13 aprile, che non gli ha consentito l’elezione di nemmeno un parlamentare e senatore.
Il Prc a quelle elezioni non si è presentato da solo e con il proprio simbolo recante la falce e martello, si è presentato agli elettori in un cartello elettorale comprendente altre componenti parlamentari della “sinistra” (parlamentari dei DS che non avevano voluto aderire al nascente PD capitanato da Veltroni; parlamentari dei Verdi), con un nuovo simbolo denominato “La sinistra, L’Arcobaleno” scritto in un cerchio con i colori dell’arcobaleno sottostante la scritta.
Il cartello non ha raggiunto il 4% dei voti e tutti giù per terra.
Certo Rifondazione rimane senza rappresentanza parlamentare ma ancora gli rimane una piccola “truppa” al parlamento europeo e poi nei consigli e nelle Giunte di governo regionali, provinciali, comunali ed in quell’esteso mondo del sottogoverno e del sottopotere che ancora gli costituisce motivo di contendere per i congressi.
Di tutto quanto ora si discuterà in congresso, della sconfitta e di quello che rimane; il congresso si svolgerà per mozioni, esattamente 5 mozioni, ciascuna alternativa alle altre e ciascuna a sua volta emendabile, e chi vince piglia tutto, proprio come l’asso – in parte è quanto successo nell’ultimo congresso-.
Abbiamo:
la Mozione “a”
la mozione “a”
la mozione “a”
la mozione “a”
la mozione “a”.
l’impostazione delle mozioni, così come sono presentate, costituiscono una sfida all’intelligenza .
Ciascun aderente ad una delle 5 mozioni dovrà necessariamente parlare bene della propria e male delle restanti 4 mozioni, per cui nel complesso, insieme ad una grande confusione avremo ottenuto di aver parlato per 1 parte bene del partito e per 4 parti ad averne parlato male, nel complesso si sarà parlato 5 volte bene del partito a 20 volte male: se ho 10 minuti per parlare, per due minuti parlo bene della mia mozione e dedicando 2 minuti ad ogni mozione avversa, parlerò 8 minuti male delle restanti mozioni descrivendo nel contempo le corna ed il codino attorcigliato sopra al culo dei loro sostenitori.
Alla fine ne usciremo tutti con le corna ed il resto: restando repellenti.
Ci accostiamo dunque ai diversi documenti “a”, “a”, “a”, “a”, “a” a partire da quello che ciascun A pensa e dice dei restanti A e di sé, che con un breve calcolo aritmetico ci da il valore di 25 definizioni che, di cui 5 saranno in positivo e 20 in negativo con il risultato finale della repellenza – qualcuno ha parlato di sinistra repellente -.
Dopo parleremo dei documenti A.
Il documento “a”, in data odierna, viene accusato di plagio da una piccola truppa di firmatari del documento “a” , un gruppetto di membri assai autorevoli, i quali scrivono ironici di essere rimasti - …piacevolmente sorpresi nello scoprire…quanto quel documento si sia trasformato (sottilmente alludendo alle pratiche di trasformismo proprie del mondo della politica) ed ampliato nel corso del tempo…ripercorrendo in intere parti lo schema del documento “a”, e molti temi che prima erano assenti dalla mozione “a” sono stati trasportati di peso dalla mozione “a” alla mozione “a” – gli intruppati intravedono in queste trascrizioni e furti di temi -…furbizie, inganni, colpi bassi, diffusione di una cultura del sospetto che risale alle peggiori tradizioni della sinistra …in un congresso decisivo per le sorti ecc. ecc. ecc.-.
Occorre sapere che le due mozioni “a” ed “a” nascono dalla stessa area di maggioranza del partito, quella che aveva vinto (sic!) il congresso, in una battaglia(sic!) e con armi(sic!) inenarrabili della politica.
,… la fase attuale si caratterizza come il tentativo di rapportarsi con il corpo militante del partito attraverso un messaggio, espresso attraverso la presentazione di mozioni congressuali, tutto teso a carpire un consenso (utilizzando il metodo ambiguo della negazione della volontà di mettere in discussione la soggettività e l’autonomia di un soggetto comunista in questo Paese), da utilizzare per conseguire uno scopo diverso se non opposto da quello dichiarato.
…
Se ciò che dico risponde a verità, non posso che chiedere a tutti rispetto tra di noi. Proposte chiare, piattaforme politiche altrettanto chiare! La parola alle compagne ed ai compagni dei circoli, ma per favore basta con questo disgustoso camaleontismo
… Dire, come si dice a pagina 10 del documento Vendola, «Noi, tutti noi, siamo chiamati, in questo congresso, al compito più arduo della nostra storia: salvare Rifondazione comunista», e poi, a pagina 30 dello stesso documento «ciò che dunque è necessario, anzi decisivo per un avvenire del nostro patrimonio politico e per quello di un campo alternativo della sinistra in Italia, è l’avvio di un vero e proprio processo costituente», è del tutto incoerente e nella migliore delle ipotesi siamo di fronte ad una contraddizione in termini.
In risposta alla truppa abbiamo le dichiarazioni che seguono:
E’ paradossale l’accusa di plagio su un tema, la questione del Nord, rispetto al quale nel nostro partito ci si è esercitati lungamente a negarne l’esistenza. Alcuni dei firmatari più prestigiosi della mozione Vendola sono stati convinti sostenitori di tale negazione. Negazione lì nuovamente evocata, oltretutto, perciò, sulla “questione settentrionale” diciamo cose diverse. Altro che plagio!
Testardamente, come segretari regionali, abbiamo in questi anni denunciato nel CPN e nell’Esecutivo quello che stava avvenendo nel Nord, richiedendo al Partito Nazionale un impegno e una indagine specifica rispetto allo sfondamento culturale, politico e sociale che stavamo subendo dalla destra leghista e populista, ma, proprio da chi oggi ci accusa di “scippo”, è stata negata una specificità settentrionale non solo in termini di analisi ma anche di pratica politica.
continua……
nicolò
A me la lettera di Vendola mi fa ricordare un pò, prendendo ad esempio una metafora calcistica, quel difensore che si frappone tra la palla e l’attaccante e poi cade a terra chiedendo all’arbitro la punizione poichè si lamenta di essere stato spinto. Gli era stato detto che avrebbe frantumato una comunità rifiutando un congresso unitario e addirittura autoproclamandosi segretario. Non ci ha ascoltato. Adesso si rialzi da terra e pensi a giocarsi la sua partita senza lamentele se si sente ancora in grado di vincerla, altrimenti, io glielo consiglio poichè da pugliese gli voglio un gran bene, torni a fare a tempo pieno il presidente della Regione e costruisca una ipotesi riconferma in Puglia al momento purtroppo lontana.
insomma tutta colpa di vendola abbiamo capito…come sempre…
Ma mi chiedo è una fobia questa di ferrero vs vendola vendolavs ferrero??? ma perchè invece di parlare delle persone non parliamo delle idee, delle proposte, della politica???
lui almeno la digintà di candidarsi l’ha avuta…. e non credo chissà per quali fini malefici, ma semplicemente perchè crede in quello che dice e propone e vuole portarlo avanti come farebbe chinuque….
Cerchiamo di spostare i meccanismi di dibattito di questo congresso sulle idee, le proposte, la critica giustissima ma sensata e non sterile, sui contenuti in sostanza. Basta tizio, caio e sempronio
SIAMO UNA COMUNITA’ PRIMA DI ESSERE UN PARTITO.
RICORDIAMOCELO OGNI TANTO.
DON’T FORGET
giulia gc*
Non è possibile che si continui a fare gli stessi errori. Accuse,accuse,accuse. Intando che voi vi accusate gli operai non arrivano alla fine del mese,il nostro futuro ma direi presente (sono uno studente universitario) è sempre più incerto, i poveri sfruttati e oppressi vengono menati,emarginati ed accusati come se fossero il più grande male dell’Italia.Nelle istituzioni vi sono mafiosi,corrotti,faccendieri,p2isti e scalatori di banche….perchè non parlate di questo,perchè non dite a voce alta che siete pronti ad essere PORTAVOCI di chi vive oppresso e depresso in questo Paese. Le mie critiche non sono a caso,ma perchè credo che solo il NOSTRO PARTITO possa rappresentare ed essere punto di riferimento di tanti e tante. Con la vostra arroganza contribuite a far allontanare sempre di più chi fino a oggi era disposto a rimetterci la passione che un’altro mondo è possibile,anzi è necessario.Non vi rendete conto che gli operai e soprattutto i figli degli operai (io per esempio) vuole ritrovare la forza di lottare per il cambiamento dello stato delle cose presenti,ed invece si presenta una situazione in cui forse domani non esisterà più la Sinistra? Convinto che solo un Partito possa incidere nelle Istituzioni per intando faccio Associazionismo ma non basta,bisogna incidere dall’alto. Questo tutti noi ci aspettiamo,visto che le speranze sono ormai andate perdute…
Caro grassi sono un militante di rifondazione e sono iscritto alla federazione di reggio emilia, che sicuramente tu conoscerai bene. Proprio oggi tu che parli di gestione unitaria noto che viene pubblicata dal resto del carlino una tua affermazione di volere isolare il nostro capogruppo matteo e l’assessore! Se è vero bel modo di unire il partito!!! noi abbiamo partecipato alla vita e sostenuto la sinistra l’arcobaleno e penso che come militante di rifondazione meriti più rispetto e risposte che considerino il lavoro da noi svolto. Ciao
Un coro perenne, una contumelia di accuse soprapposte, un’abiura che traversalmente lambisce ogni angolo del nostro parlare di congresso. Al primo posto “la disgrazia” delle 5 mozioni ed ammettendo anche che questo sia veramente il primo male mi chiedo con angoscia perchè nessuno chiede (o si chiede)da dove esse provengono: distrazione?.. Noncuranza?.. O omissione furbesca?..o semplicemente questione secondaria in quanto ciò che conta è solo il numero?.. Eppure è innegabile, perchè estremamente lapalissiano visto i nomi dei rispettivi firmatari, che ben 3 (tre) delle 5 mozioni in campo provengono proprio dall’area della maggioranza che in questi 3anni ha gestito il Prc guidandolo nella fallimentare esperienza di governo con Prodi e Padoa Schioppa e nella campagna elettorale che ha sancito la nostra scomparsa e dell’intera sinistra dal parlamento della repubblica. Ieri a gestire insieme e nel peggiore dei modi le sorti del popolo lavoratore e di sinistra; oggi a scambiarsi accuse roventi e intraducibili non trascurando però(nessuna delle tre) di rassicurare le/gli iscritte/i di avere ben capito le ragioni della sconfitta e del rigetto popolare e di conseguenza di avere preparato i necessari antidoti per poter rialzare la testa nel prossimo futuro. Io mi concedo il beneficio di dubitare che chi è palese concausa di un disastro di tali proporzioni possa avere individuato la ricetta per rimediare e rilanciare il Prc (o la sinistra in varie salse come dir si voglia). Anzi mi sarebbe sembrato molto più coerente un loro atto di modestia per poter facilitare sia una svolta rispetto alla linea estremamente governista che essi hanno portato avanti in questi 2anni; sia per consentire un reale e consistente ricambio di gruppo dirigente che dopo la terribile sconfitta appare quanto mai necessario. Invece no!!.. E ognuno dei 3gruppi della ex maggioranza ha preparato il proprio documento salvifico in cui promettono di gestire il Partito per portarlo fuori dalle sabbie mobili in cui si ritrova. Lo faranno ognuno per conto suo?.. Si metteranno dinuovo tutti insieme?.. Io ho deciso di non partecipare a quello che mi ricorda il gioco delle tre carte e visto che ci sono altre 2mozioni finirò per votare una delle due che non ha partecipato alla gestione del partito in questi 3anni, ovvero la mozione tre.
Mi intrufolo tra voi, non sono isritta al PRC, ho votato incompenso la Sinistra l’Arcobaleno, con la percezione pessimistica dell’andare in un mare in burrasca. desi9dero lanciare un modesto messaggio, ci tengo ardentemente che la
che desidero lanciare, perchè desidero ardentemente che la Sinistra tutta trovi la forza di “resuscitare”. Ciò non potrà mai avvenire senza che ognuno dei Dirigenti si prenda le responsabilità che gli competono. Loro, i capi, non hanno capito cosa stava accadendo nella Società. Hanno preferito i sondaggi per conoscere gli umori dei cittadini piuttosto che prendersi il disturbo di contattare, corpo e mente e cuori degli uomini e delle donne. Ho assistito all’esplicitazione di un narcisismo spietato, un compiacimento di sè da rabbrividire. E’ questo il famoso comunismo di cui si parla ? I salotti anzichè le fabbriche ? Le televisione anzichè lo studio degli effetti della Globalizzazione ? La frase ad effetto anzichè saper affrontare le vere emergenze del Paese e del mondo tutto ? Altro che emergenza sicurezza !!
Non voglio approfittare oltre e spero che un pò di saggezza ritorni. Io sono adulta, pensionata e però penso ad una gioventù disaffezionata, chiusa in sè stessa . quasi senza speranze! Questa è una delle più gravi emergenze.