CONGRESSO PRC, A ROMA VINCE LA MOZIONE ACERBO-FERRERO – DOMANI PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA MOZIONE AL COLOSSEO.

Dichiarazione dei firmatari della “mozione n. 1″ al congresso nazionale del Prc.
Al Comitato Politico federale del Prc di Roma che si è tenuto ieri sera presso la federazione romana del Prc, la maggioranza relativa – e peraltro quasi assoluta (il 47,38%) dei voti - è andato alla mozione Acerbo, Ferrero, Grassi, Mantovani. Domani, sabato 24 maggio, a partire dalle ore 15, si terrà, sempre a Roma, l’incontro pubblico di presentazione della mozione stessa, un vero debutto “romano” dei suoi promotori, presso il teatro Colosseo, che si trova in via Capo D’Africa n. 29.  Interverranno, tra gli altri, Maurizio Acerbo, Andrea Alzetta, Imma Barbarossa, Maria Campese, Roberta Fantozzi, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Haidi Gaggio Giuliani, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Citto Maselli, Giovanni Russo Spena e Francesco Caruso.
Per quanto riguarda i risultati del Cpf (Comitato politico federale) del Prc di Roma, il dato politico emerso l’altro ieri sera è semplice: la maggioranza dei suoi componenti hanno sottoscritto  la mozione  “Rifondazione comunista in movimento”, i cui primi firmatari sono  Maurizio Acerbo Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Ramon Mantovani. La mozione ha raccolto 45 voti ( 47,38%) mentre la mozione n.2, “Manifesto per la Rifondazione” (primo firmatario Nichi Vendola e a cui fa riferimento Massimiliano Smeriglio segretario uscente della Federazione), ha avuto 37 voti (38,95%). Inoltre, “Dall’appello di Firenze alla mozione dei 100 Circoli”, primo firmatario Gianluigi Pegolo, ha ottenuto 9 voti (9,47%), la mozione “Disarmiamoci: liberi/e e pacifici/che” (primo firmatario Walter de Cesaris) ha raccolto 3 voti (3,15%) e “Una svolta operaia per una nuova Rifondazione” (primo firmatario Claudio Bellotti), ha preso 1 voto (1,05%). Nell’esprimere piena soddisfazione per l’esito della votazione, gli esponenti del documento “Rifondazione comunista in movimento” confermano la scelta di una gestione unitaria della Federazione, in rappresentanza di tutto il partito.
Ufficio stampa Prc

7 Responses to “CONGRESSO PRC, A ROMA VINCE LA MOZIONE ACERBO-FERRERO – DOMANI PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA MOZIONE AL COLOSSEO.”


  1. 1 ned ludd'75

    PERCHE’ HO SCELTO FERRERO

    La sconfitta è storica, il risveglio è stato difficilissimo. Doloroso analizzare le molte cause della sconfitta. L’inutilità effettiva di Rifondazione Comunista nel governo Prodi è stata impietosamente giudicata dagli elettori: dal 1998 al 2005 avevamo dato luogo ad un’opposizione incessante e fruttuosa, grazie ad essa avevamo accumulato credito ed aspettative purtroppo andate deluse col governo. La prova più evidente sono le morti sul luogo di lavoro: una strage continua ed a bassa intensità che alterna stragi laceranti (Torino, Molfetta) allo stillicidio del morto quotidiano. Non siamo riusciti minimamente a fermarla. Che cosa è la politica che non “salva” la vita e non “ferma” la morte? Lo dice il senso comune: è una politica che non serve. Il 15 aprile mentre circolavo da solo a piedi per la città mi rispondevo anche ad altre domande. Perchè è stato interrotto il progetto di Rifondazione? Perchè è stato realizzato un cartello elettorale(ma c’è chi lo definiva “soggetto unico”, “futuro partito unico dal 15 aprile”: non si capiva niente) il cui progetto non ci è stato mai spiegato? Perchè ci hanno tolto i nostri simboli e ce ne hanno dato uno nuovo coloratissimo ma forse non adatto ad una competizione elettorale di opposizione sociale, mettendoci addosso un vestito nuovo che non avevamo richiesto, ma che neppure ci era stato offerto? Perchè tutto dall’alto senza mai contattarci, senza mai consultarci, intruppandoci nei pullman e mandandoci a Roma a vedere quello che si stava organizzando nei famosi “Stati Generali” dai quali non abbiamo desunto niente? Perchè abbiamo dovuto fare la campagna elettorale con alcuni ex DS, età media 65anni, che continuavano a ripeterci quanto il comunismo fosse brutto e sepolto, che non c’erano più ideologie e che bisognava mandare a gambe all’aria Rifondazione Comunista, costituire una sinistra pronta a fare la “sinistra” del PD in maniera perpetua? Chi ha deciso tutto questo? Chi ha descritto tutto ciò come un processo irreversibile dal quale non si poteva tornare indietro? Non certo gli elettori che si sono espressi nella maniera impietosa che conosciamo mandando a gambe all’aria la “sinistra” l’arcobaleno e qualsiasi unione di sigle a sinistra.

    Con la sconfitta storica del 13 e 14 aprile si è chiusa un’epoca. L’epoca dell’ “Unione”, l’epoca del “governismo” come bene assoluto, l’epoca della fedeltà al PD, l’epoca delle alleanze tra sigle e tra ceti dirigenti. Ormai è chiaro che l’alleanza tra la ex sinistra moderata,ora centro, e la “sinistra di cambiamento” da noi rappresentata non è sempre possibile. Ne è prova non solo la triste vicenda dell’ultimo governo Prodi, ma anche il pessimo governo della Regione Campania, dove noi governiamo fedeli alleati di Bassolino, che ha prodotto quello scandalo “monnezza” ormai noto in tutto il mondo. Ne è prova anche il malgoverno di Roma passata nelle mani della destra più nostalgica con molti voti della sinistra e con grande sgomento da parte nostra. Sgomento subito passato liddove abbiamo visto le immagini della trasmissione “Report”. Anche lì alleati fedeli del PD di Rutelli, di Veltroni e di Rutelli ancora fino all’ultima disfatta. Sarebbe facile chiedersi dove fossero i compagni e le compagne più insigni della Campania e della federazione romana mentre le giunte del PD allora alleate ponevano in essere pratiche di governo antipopolari e da pattume. In realtà più che colpa dei singoli è tutta una stagione di “accordi facili e scontati” ieri col centrosinistra oggi col PD che è finita la sera del 14 aprile. Né le cose vanno meglio da altre parti. Ormai possiamo dire che liddove il PRC governa con il PD, anche quando possiede la massima rappresentanza dell’ente, la sua diversità è annacquata e non si vede. A Rifondazione Comunista si mette la museruola e le elezioni per noi sono sempre tristi. I dati in Puglia, ad esempio parlano chiaro: Vendola presidente della Regione ha perso il 14% in quasi tre anni, e il PRC crolla dal 7,8% al 2,9%. E’ chiaro che una rivoluzione resa “troppo gentile” dal PD ha allontanato le masse, ha penalizzato il partito e sarà difficilissimo(se non impossibile) recuperare il terreno perduto negli anni restanti del mandato.

    Per superare questa crisi vengono proposte due strade. UNA PORTA ALLO SCIOGLIMENTO DEL PARTITO, invita a tuffarsi in una avventura buia di cui non si conoscono né l’orizzonte, né i compagni di viaggio. Nello stesso scenario la sinistra si divide in due “tronchetti” ideologizzati e molto noiosi per noi italiani. Da una parte è già pronta una “costituente comunista” formata dal PDCI. Ma se c’è una costituente comunista pronta, l’altra “costituente della sinistra” a cosa si riferirà? Naturalmente alla socialdemocrazia, ed ecco riproporsi la stessa minestra già assaggiata per decenni. Che la “costituente della sinistra” avrà un’anima moderata comunque traspare dalle complicatissime e bizzarre immagini che vengono impiegate per descriverla. Poi nella pratica vedi i compagni di viaggio: quasi tutti gli SD, qualche ambientalista, qualche associazione, qualche professore universitario, qualche pacifista, qualche scrittore, molti politici già deputati, ex ministri: osano chiamarla la sinistra del XXI secolo.

    Davanti a questa opzione io scelgo la seconda che si chiama RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA. Abbiamo un patrimonio ideale, ed una memoria di lotte politiche e sociali accumulati in questi anni di militanza che non si sono dispersi e non sono estranei rispetto a questa società terrorizzata dalla paura di tornare povera. Abbiamo un partito fatto di sezioni disseminate nel territorio, ed in queste sezioni ancora tantissimo capitale umano da contrappore al capitalismo finanziario impazzito che ci domina sempre più a mala pena, sempre più violentemente. Bisogna mettere benzina e riavviare il motore del PRC; quello stesso motore che nel 1998 attivò la ripresa del grande movimento della pace che ormai era ridotto a quattro monaci che pregavano nel loro monastero ed a quattro reduci del sessantotto con le antiche bandiere del PCI in assembramento. Tra i quattro monaci ed i quattro reduci del sessantotto in assembramento abbiamo inserito 3 milioni e mezzo di persone che sfilarono per Roma in quella grandissima manifestazione della pace che diventava oceanica con quell’immensa marea umana che manifestava in contemporanea in tutte le capitali del mondo. Partimmo facendo gli scudi umani sui ponti di Belgrado, insultati e vituperati da tutti con Prodi ancora piangente poiché avevamo buttato giù il suo governo moderato. Partimmo da soli arrivamo in 3 milioni e mezzo. Quella grande stagione di lotte non fu solo opera di Rifondazione, c’erano tutti i movimenti con noi; ma noi fummo in grado di fare da sponda politica, fummo in grado di tessere centinaia di contatti, fummo in grado di coinvolgere milioni di persone senza scioglierci e senza cedere il nostro simbolo ed il nostro nome poiché qualche alleato li riteneva sconvenienti. Anche lì provenivamo da una situazione difficile. Tutta la stampa addosso, tutti i sindacati contro, intere fette del mondo operaio contro di noi. Per certi versi eravamo perfino odiati poiché avevamo fatto cadere, dicevano, “il governo della sinistra”. Rispondemmo coi fatti, ed i fatti ci diedero ragione.

    La Rifondazione che serve al popolo è questa: un partito che guardi ai grandi movimenti “neocomunisti” nel mondo e non che si cristallizzi in Italia nel dialogo con il PD e coi socialdemocratici. La Rifondazione che serve è il partito che dialoga con quei paesi neocomunisti che sperimentano forme di economia pubblica ed anticapitalista come le nazionalizzazioni di Chavez e Morales. Chi in Italia crede che debba fondarsi una sinistra del XXI secolo non si è accorto che essa è stata già creata nei paesi in via di sviluppo col “neocomunismo”(continuo ad utilizzare la definizione di Le Monde Diplomatique) che si pone il problema della gestione delle risorse nel mondo, della redistribuzione globale della ricchezza e di conseguenza della pace tra gli esseri umani.

    Per questo voterò il documento di Paolo Ferrero e di Ramon Mantovani poiché io che sono comunista, figlio di Rifondazione, che ho votato sempre per i documenti proposti dalla maggioranza e sono cresciuto politicamente con questa cultura del dialogo, dell’apertura, del rispetto, della lotta anticapitalista trovo assolutamente logico e coerente continuare a votare per il documento che più di tutti rispecchia il patrimonio ideale e la memoria di lotte politiche e sociali accumulati in questi anni di militanza; e che ci comunica i principi del rilancio immediato di un’azione d’opposizione al governo delle destre. L’unico documento che ponendosi in continuità protegge la nostra comunità e la sinistra anticapitalista tutta da migliorismi vezzosi ma culturalmente pericolosi che portano a dire che “il comunismo è solo una tendenza culturale”. Queste elezioni le abbiamo perse poichè la gente ci ha considerati uguali a tutti gli altri, intrappolati nella nassa della casta e della burocrazia. Io voterò per quel documento che educherà di nuovo Rifondazione Comunista e la sinistra tutta ad essere “diversi” dagli altri, a rompere le reti nere della casta e della burocrazia oppressive. Voterò quel documento che rimette i nostri piedi in movimento lungo le strade della storia

  2. 2 MICHELE FRASCARELLI

    CHE SENSO HA QUESTO CONGRESSO SE CI SI può ISCRIVERE 10 GIORNI PRIMA DEL CONGRESSO DI CIRCOLO?

    GUARDA CASO AL SUD SONO GIà PARTITI PACCHETTI DI TESSERE,

    DALLA PUGLIA POI………….

    TRISTEZZA…QUESTO è IL MIO SENTIMENTO PER LO STATO ATTUALE DEL PARTITO.

    DOVEVANO VOTARE GLI ISCRITTI DEL 2007!!!!!!!!

    MICHELE

  3. 3 alessandro

    caro michele sii più chiaro. Conosci anche fatti specifici? se sì metticene al corrente

  4. 4 SanteCaserio

    eviterei le polemiche sul cammellaggio. a quanto sento e a quanto so ogni mozione ha determinati esponenti locali che pratica questo tipo di strategia. e vale per qualsiasi mozione.

    quindi vedremo ai fatti. tanto sarà ben visibile dove si è gonfiato e dove no.

    basta che ognuno faccia il proprio e tenga gli occhi aperti, denunciando i casi concreti

  5. 5 giu90hs

    Si e già che c’eravamo dovevano votare solo quelli che hanno la tessera del 2007 e quelle precedenti fino al 98….
    ma leviamoci i mostri dalla testa e conduciamo una battaglia civile e partecipata democraticamente per questo congresso…invece di distruggerci a vicenda… come se “in palio” cè poco….

    chetristezzza lo dico io….congresso odioso…

  6. 6 MICHELE FRASCARELLI

    RAGAZZI, NON PARLAVO A VANVERA LE TESSERE SI DISTRIBUISCONO COME PR DI DISCOTECHE.

    AL COMPAGNO GRASSI: PERCHè NON SI è BLOCCATA LA PARTECIPAZIONE AGLI ISCRITTI DEL 2007? E NON MI SI DICA CHE QUESTO FENOMENO NON ERA PREVEDIBILE, VISTO CHE SI è GIà RIPETUTO IN PASSATO!(TRA IL 2003 E IL 2004)

    FORSE NON ERAVAMO SICURI DI AVERE LA MAGGIORANZA ED AVVALERCI DUNQUE ANCHE NOI DELLE TESSERE LAST MINUTE?

  7. 7 arsen

    serenamente aspettando un’altra spaccatura..

    poco importa al nostro circolo, visto che a Genova,
    lo dico per chi conosce la situazione, l’aria è pesante..

    vinca pure chi deve vincere questo congresso, tanto, mai abbiamo conosciuto personaggi negl’organi delle sedi del partito provinciale e peggio che mai regionale, ancor più abbietti e meschini..
    (salvo pochi nomi meritevoli di note di elogio, uno per tutti il povero commissario , che come una goccia ha fatto traboccare il vaso di veleno e soldi ed interessi di careghe)

    ritengono loro (i conti e baroni)che siamo dei dissidenti,
    sarà forse vero ? ..perchè no?
    più passa il tempo più le nostre politiche dissidenti riscontrano conferme .
    il nostro circolo tiene due feste all’anno (gl’altri nessuna) ed ad ogni mese circa s’organizza convegni o assemblee pubbliche di rilievo.

    siamo già mischiati da qualche tempo, con le file di sd e pezzi dei comunisti italiani, socialisti e reduci dei verdi.

    vinca pure chi deve vincere questo congresso, tanto, ormai da tempo il partito non esiste più.. qui a genova e liguria. (dispiasge per i nesci che ghe creddan ancun)

    i nostri confini organizzativi sarebbero solo per un quartiere di una municipalità, pian piano si fanno sempre più vasti..
    forse semplicemente perchè non c’è più nessuno se non gl’emigranti iscritti al circolo del centro storico di genova per un voto al congresso 2008, che si traduce in una sedia di segretario provinciale (1500euri mensili) per l’individuo che l’ha iscritti..

    chi fa da sè fà per tre..
    è poco di sinistra? forse ….
    personalmente a noi sembra più di essere in resistenza,

    la nostra bandiera non importa quali sia?
    trasformisti.?
    personalmente si difendono valori e morali e si lavora sul territorio e tra i cittadini e si dialoga con chiunque ragiona e più che altro agisce di sinistra, invece di discorrere marxianamente sul sesso degl’angeli.
    un saluti a compagni in ascolto

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