Immigrazione: costruiamo la mobilitazione contro le politiche folli, stupide e crudeli delle destre.

di Roberta Fantozzi

L’introduzione del reato di immigrazione clandestina  è un’aberrazione giuridica ed umana. Significa affermare che persone che non hanno altro torto che quello di cercare di costruirsi un futuro, scappando da situazioni spesso di estrema deprivazione, devono finire in galera per quest’unico motivo. Ed è tanto più grottesca nella situazione italiana in cui per poter entrare legalmente nel nostro paese teoricamente gli immigrati dovrebbero essere assunti - mentre si trovano ancora nel paese d’origine - da un’impresa o da una famiglia che non li ha mai visti né conosciuti. Essendo questo meccanismo manifestamente impraticabile come è noto la stragrande maggioranza di coloro che oggi risiedono regolarmente in Italia, sono entrati come clandestini e si sono poi regolarizzati con una delle periodiche sanatorie o con quelle sanatorie camuffate che sono i decreti flussi. Fosse stata in vigore il reato di clandestinità quasi tutti gli oltre 3 milioni di immigrati che oggi vivono e lavorano  in Italia sarebbero dovuti finire in carcere! Invece di regolarizzare chi manda avanti le nostre famiglie con il proprio lavoro di cura, chi raccoglie la frutta e verdura che mangiamo, chi costruisce le case in cui viviamo, quasi sempre in condizioni di sfruttamento estremo, il governo Berlusconi vuole mettere tutti in carcere. Una scelta tanto crudele quanto totalmente irrealizzabile. L’unica notizia positiva sono le molte reazioni che ci sono state, dei sindacati, delle associazioni laiche e religiose, di esponenti politici. Va costruita una risposta  subito di iniziativa e di mobilitazione alle politiche gravissime delle destre. Questo è per noi un impegno prioritario.

1 Response to “Immigrazione: costruiamo la mobilitazione contro le politiche folli, stupide e crudeli delle destre.”


  1. 1 marcello pesarini

    Cara Roberta, invio la mozione che propongo nelle Marche, supportata di una versione lunga per argomentare. Se può servire, mentre stiamo cercando di evitare l’immobilità anche i pronunciamenti possono creare dibattito e opinione.
    Marcello

    L’Assemblea Legislativa delle Marche

    premesso che

    le migrazioni sono un dato storico, permanente e strutturale delle società che nessun proibizionismo, nessuna politica restrittiva e repressiva può cancellare;

    tenuto conto che

    le politiche securitarie, basate sull’evocazione delle emergenze immigrazione e sicurezza, distorcono risorse pubbliche dalle politiche sociali vere e proprie, trasferendole agli interventi di polizia e aggravando l’impatto sociale del fenomeno;

    le statistiche fornite dal Dipartimento di PS al Ministro dell’Interno del precedente governo testimoniano che il numero degli omicidi e dei furti dal 1993 al 2006 è fortemente diminuito, mentre, sempre secondo la stessa fonte, le violenze fisiche e sessuali commesse dai partner sulle donne superano il 60% del totale;

    ricordato che

    il nuovo governo sembra intenzionato a chiedere la revisione in senso restrittivo del Trattato di Schengen per limitare la libera circolazione dei cittadini neocomunitari, in particolare bulgari e rumeni, e a introdurre nel corpo legislativo il reato di immigrazione clandestina, tramutando in reato quella che è finora una sanzione amministrativa e prevedendo la detenzione per i contravventori;

    l’introduzione di quest’ultimo porterebbe soltanto ad un aumento della clandestinizzazione delle persone, ad una maggiore difficoltà a realizzare progetti positivi di inserimento sociale ed economico, ad una maggiore ricattabilità dei migranti la cui “regolarità” è perennemente sottoposta alla spada di Damocle del contratto di lavoro

    stigmatizza e condanna fermamente

    i pogrom contro i cittadini romeni, bulgari, rom e tutti gli immigrati, e la politica razzista che il governo sta applicando contro i soggetti più deboli, prendendo a pretesto fatti parziali o persino non accertati;

    ribadisce

    la fermezza contro qualsiasi forma di criminalità e chi mette a rischio la sicurezza dei cittadini;

    ritiene fondamentale

    una politica dell’integrazione fondata sulla creazione di forti legami sociali nel territorio tra immigrati e autoctoni ed invita tutti i lavoratori ed i cittadini ad impegnarsi e mobilitarsi contro ogni forma di xenofobia e razzismo;

    conferma la volontà di proseguire

    la politica in questo senso già portata avanti ed a fornire alle comunità presenti sul territorio ed ai cittadini italiani di nascita gli strumenti per rafforzare le esperienze di integrazione, scolastica, sanitaria, abitativa, lavorativa;

    si impegna ad agire

    sulle altre amministrazioni locali in questa direzione, mettendo in essere politiche che comunichino fra di loro, anche sulla base dei contenuti della redigenda legge regionale sull’immigrazione, le cui premesse sono state discusse e preparate al Tavolo della massima partecipazione degli immigrati, della quale si impegna a prevedere una discussione ed approvazione in tempi certi.

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