Il patto di consultazione tra PD e Sinistra Democratica è un evento pesante. Parla di una prospettiva che non riguarda solo la concezione dell’opposizione a Berlusconi. Parla della sinistra, cioè di noi. Subito dopo il tragico tracollo della Sinistra, L’Arcobaleno il compagno Mussi in una intervista a “Il Manifesto”, parlò di Sinistra Democratica come un ponte lanciato tra il Prc e il Partito Socialista Europeo. Il compagno Vendola ci invita tutti “a non usare il PD come una clava al nostro interno e soprattutto non indicate me come se fossi pronto ad andare dall’altra parte”. Non mi risulta che nessuno lo abbia fatto e personalmente ritengo che nè Nichi né gli altri compagni della sua mozione anelino a rinnegare una storia di 16 anni per finire sotto le ali protettive del Pd veltroniano.
C’è però un problema politico che è oggetto del nostro congresso ed è a questo che dobbiamo attenerci. Mi spiego.
La proposta di “costituente della sinistra” lascia in piedi una ambiguità che è stata letale nell’esperienza de La Sinistra, L’Arcobaleno. Penso che se SD e una persona per bene come Claudio Fava sentono in modo così forte l’attrazione verso il PD è anche perché alla loro sinistra si mantiene in vita questa ambiguità. Credo che tutta Rifondazione dovrebbe chiedere a Fava e ai compagni di SD di fare come Lafontaine. Ovvero di rompere con il Partito Socialista Europeo e di scegliere senza più esitazioni il campo della sinistra alternativa che in Europa si chiama Partito della Sinistra Europea. Questa scelta è la sola, insieme ad un deciso impegno di costruzione dal basso e nelle lotte della sinistra, che garantisce l’autonomia progettuale e sostanziale dal PD e dalle sue lusinghe.
Più che “costituire” o “federare” quel che c’è a sinistra credo che la nostra priorità sia quella di mettere insieme l’opposizione sociale e politica al governo Berlusconi. Offrire cioè alle forze che hanno promosso la manifestazione del 20 ottobre o che con noi hanno condiviso la sventurata avventura elettorale, uno spazio, un coordinamento in cui stendere ed agire una agenda politica che riparta dalla società. Sarà per un lettura sbagliata che i mass media - specialmente quelle di area PD - fanno del nostro dibattito interno ma qua e là per l’Italia stanno sorgendo delle iniziative promosse dal Partito Democratico e dalla ”Associazione a Sinistra” fondata dal compagno Nerozzi che coinvolgono oltre che esponenti del PD, compagni e compagne di SD e di una sola componente del nostro partito. Segnalo per tutti quello che si terrà mercoledì 28 maggio alla Casa della cultura di Milano dal tema :”Oltre il voto, aprire un nuovo confronto a sinistra”. Sia chiaro, ogni luogo dove si discute è salutare specialmente dopo una batosta di queste dimensioni. Il problema è anche qui di linea politica. Mentre gli esponenti di SD avanzeranno la loro posizione un nuovo centrosinistra, il partito socialista europeo come approdo delle forze che hanno dato vita a La Sinistra, L’Arcobaleno ci rimane la curiosità su come i nostri compagni declineranno in quei luoghi la loro proposta di ”costituente di sinistra”. Costituente con chi? Con quale relazione con il PD di Veltroni e con le componenti più dialoganti, in verità “avvolgenti” di D’Alema e Bersani?
Noi abbiamo depositato un documento che non rinchiude il PRC “in un fortino per restare a guardare un cielo con le stelle fisse”. Anche noi come Bertold Brecht lodiamo il dubbio. Con una certezza però. Che noi, quel ponte gettato dal compagno Mussi tra il Prc e il socialismo europeo, non lo attraverseremo mai.
Alfio Nicotra







caro alfio non c’è nessuna ambiguità mussi fava e vendola vogliono aderire al socialismo europeo e fare un’ alleanza stretta con veltroni. é talmente evidente
Alessandro, hai ragione, del resto era evidente da un bel pezzo. Vendola rappresenta l’estrema destra di Rifondazione, questo è ormai chiaro. Il problema è: come si pone Ferrero di fronte al PD, e alla rincorsa verso il PD del resto della defunta Sinistra Arcobaleno? Perchè, se non erro, Ferrero parla ancora di federazione, il che vuol dire che se gli altri cespuglietti di sinistra si alleano col Pd anche noi andremo (come sempre) al traino. E non è dettaglio trascurabile…
Bravo Alfio invece. Articolo equilibrato ed efficace. Così va condotto il confronto congressuale. Stare sui temi, sulla proposta politica. Il documento Vendola è infatti una nebulosa.
Caro Alfio, la tua è una domanda retorica, non c’è alcun dubbio che al di là delle parola la scelta fatta dai compagni di SD è compiuta: a quandpo il reingresso nel PD? Non so se i compagni che aderiscono alla mozione Giordano la pensano in questo modo, l’esperienza sul territorio mi dice che forse non siamo a questo, ma la strada è molto stretta per non cadere dentro. E che ne dici poi della “pubblicità alla succitata mozione che alcuni giornali “borghesi” e tra questi lUnità ma anche Aprile fanno. Non sarà che sperino, a torto o a ragione?, che la vittoria di Giordano & c. possa facilitare il dissolvimento del nostro partito ?
saluti Claudio
no fabrizio la mozione acerbo è chiara e anche ferrero ha detto no a federazioni tra partiti. noi dobbiamo fare opposizione senza ambiguità . se altri partiti sono intenzionati a farla bene (e non è il caso del pd) altrimenti la faremo noi riallacciando i rapporti con i soggetti sociali(movimenti, Sindacati di base ecc..).dobbiamo impegnarci tutti perchè vinca la mozione acerbo che non è una mozione basata sul liderismo ma basata sulla volontà di tantissimi compagni che vogliono difendere e rilanciare l’esperienza del prc.
dai Fabrizio che ce la facciamo!!
SALUTI COMUNISTI
caro claudio i giornali di area pd sperano proprio nella distruzione del prc. dobbiamo impedirglielo
Diciamo che la linea Vendola è sotto un mare chiamato confusione. Ora si troverà in un bel dilemma, perchè non potrà continuare ad inseguire SD che tra l’altro non fa altro che cercare di contrattare qualche posto per le prossime europee con il PD, appena fatto da SD a fare la stessa mossa sarà un pezzo dei Verdi. Probabilmente, lo farà anche qualcuno dei nostri che non può star lontano da relazioni di potere, del resto non sarà facile per il nostro partito ripensarsi opposizione.
Ma dal punto di vista politico il congresso di ieri si è già chiuso, e si è chiuso con la secca sconfitta dell’ipotesi della costituente invocata da Nichi. Si fa con chi ci sta? ma chi ci sta?
Certo, vincere il congresso reale invece sarà un’altra cosa, e ci impegneremo tutti per farlo cercando di evitare lo scontro all’ultimo sangue, devo dire che i poteri forti, che tengono in mano la stampa non lesinano spazi a Nichi, e questo può essere un problema, anche se fortunatamente repubblica può far segretario Veltroni nel PD, ma non penso ci riesca anche nel nostro partito.
Detto questo, io lancerei da subito un forum per l’opposizione sociale, che metta al centro l’appoggio ai compagni che lavorano contro la destrutturazione della contrattazione nazionale e questo davvero che lo farei con chi ci sta. Altro elemento è la sinistra europea, è chiaro che a questo punto la sinistra europea ed il suo rilancio in senso federato, reticolare, dal basso, possono essere un percorso praticabile. E qui come giustamente sottolinea Alfio apriamo un’altro fronte, perchè non mi pare sia intelligente provare a fare una costituente con chi appena eletto con i nostri voti ( Sd è un’esercito di generali senza esercito) passerà nel PSE.
la vostra credibilità sulla posizione anti-leaderistica si evince soprattutto quando costruite un documento a firma di Maurizio Acerbo ma costantemente e perennemente presentato come mozione Ferrero-Grassi-Mantovani..
Tutto è lecito, ma sarebbe meglio essere un po meno arroganti nei confronti degli altri e un po meno ipocriti nel sostenere certe posizioni moralistiche..
Almeno l’altro documento lo ha fatto Vendola, lo firma Vendola, lo presenta Vendola e lo si chiama documento Vendola. Chiarezza significa anche questo..
Ipocrisia e falsità invece significa, ad esempio, pubblicare un documento per una settimana in un sito scrivendo che chiunque lo può costruire e poi rendere la bozza definitiva senza nessuna modifica sostanziale. Due sono le cose, o nessuno ha voluto contribuire a integrarlo o era solo una presa in giro. Io opto per la seconda..anche perchè, oramai, aimè, conosco i miei POLLI!! Senza offesa ovviamente!
riccardo sai cosa ti dico : smettila di offendere i compagni e vai con vendola e mussi nel partito democratico
Il Pdci lancia l’appello all’unità dei comunisti; i Verdi si spaccano in tre, con una parte che guarda al Pd, un’altra “autonomista” e solo qualche briciola che ancora pensa a modelli tipo la “Sinistra Arcobaleno”; adesso anche quello che resta di Sinistra democratica - quei quattro gatti che ancora non sono tornati direttamente nel Pd - apre un canale privilegiato con Veltroni & co. Mi chiedo: i compagni che si riconoscono nel documento Vendola-Giordano-Migliore, con chi intendono farla la “Costituente della Sinistra”???
Alessandro, stai impervensando, su tutti i blog esistenti solo per dire che Vendola deve andare nel Partito Democratico e che lo devono seguire anche tutti quelli che voteranno la stessa mozione.
Solo su questo post ci sono 4 interventi su 9 con la tua firma e dici sempre la stessa cosa: Vendola deve andare nel PD ! Da dove nasce questa tua ossessione ? Magari…. magari succede che diventa segretario del PRC….
Voglio dire solo una cosa: finalmente ritorno a sentirmi rappresentato da questo partito, almeno dal punto di vista programmatico (non è tutto ma almeno è già qualcosa!) attraverso una linea o delle posizioni che io giudico sinceramente NATURALI per questo partito.
No perchè negli ultimi due anni è stato tutto una tiritera di diktat verticistici a mezzo mediatico, volti a buttare a mare il patrimonio di Rifondazione, e per supportare altrettanto verticistiche svolte moderate, vuoi per giustificare quella che è stata col senno di poi un’INUTILE esperienza di governo, vuoi per creare un nuovo partito ex-comunista e neo-socialista con la piccola oligarchia ex-DS di Mussi & co.
Adesso quel “con chi ci sta” di Bertinotti suona quasi ridicolo in mano a Vendola: non ci sta nessuno.
E se ci sta qualcuno, si è visto che non rappresenta nessuno, e nonostante questo ci chiede non si sa perchè di assumere la loro posizione, cambiare collocazione europea e altro!
Prima ci diamo una linea chiara di opposizione sociale a tutto campo, mandando nel giusto posto le opzioni politiciste, più chiaramente lo facciamo, prima potremo tornare ad occuparci di cose CONCRETE.
Altrimenti, chiaro, la gente ci butterà definitivamente nel pattume della storia.
renzini spiacente non avrai questa soddisfazione. vendola sarà sconfitto
Il destino del compagno Vendola cui, nonostante la diversità di vedute, pure mi lega un comune percorso politico, dalla FGCI in avanti, sinceramente non rappresenta la prima delle mie preoccupazioni. Credo infatti che questo congresso cada nel bel mezzo di uno snodo veramente drammatico nella vicenda della Sinistra Italiana. Il rischio concreto risiede, a mio avviso, nella possibilità che alla nostra cancellazione dalle istituzioni corrisponda la totale estrusione delle nostre ragioni dalla società.
Tale rischio si cela dietro ai due possibili esiti della crisi che stiamo attraversando, e che dobbiamo con ogni sforzo scongiurare. Sto parlando della possibilità di ricadere in un antagonismo incapace di comunicare con la società circostante, o specularmente del rischio di barattare la nostra esistenza con il ruolo di appendice sinistra del pd, formalmente autonomi, ma nei fatti subordinati alle logiche del bipartitismo.
Come evitare questo destino non credo sia del tutto chiaro a nessuno, ma sono convinto che il nostro futuro debba avere almeno due solide gambe.
La prima sta nel tornare a dialogare con la nostra gente riguadagnando i codici minimi che ci consentano di essere capiti, e di capire, se necessario calcando la mano sui temi del salario e della precarietà, nonché della difesa della laicità dello stato, magari con iniziative referendarie. Dobbiamo mettere in campo - scusate il linguaggio un po’ bellico - una vera controffensiva delle coscienze, che usi i temi più vicini alla nostra gente come un ariete dietro il quale magari far avanzare argomenti più progressivi. Perché a volte non basta avere ragione, purtroppo.
L’altra gamba di questa seconda rifondazione deve poggiare non tanto su un nuovo partito, che sarebbe una inutile scorciatoia, ma su un partito nuovo, che sappia cioè coniugare passione politica e tempi di vita, che sappia essere nella società senza essere separato da essa.
E tanto per dare contenuto alle dichiarazioni di principio ho almeno tre proposte.
1. incarichi “a tema” che qualifichino i militanti impegnandoli magari nelle proprie sfere di competenza professionale.
2. ripensamento della struttura e del numero dei circoli che dovrebbero avere un numero minimo di militanti, più che di iscritti ( tanto per evitare le riunione con due tre compagni, che non sono un bel vedere ), dotando magari ciascun circolo di un proprio forum su internet, aperto anche ai simpatizzanti e non.
3. Imporre che annualmente le federazioni e il partito presentino un “bilancio sociale” preventivo e consuntivo, in cui siano elencate iniziative, progetti, e risultati operativi raggiunti e programmati. Senno i bilanci si rischia di farli solo dopo le batoste. E questo, converrete, non aiuta molto il morale.
Francamente non credo sia importante sapere se perderemo di vista qualcuno lungo la strada, credo sia molto più importante sapere dove ci porta questa strada e se siamo attrezzati per percorrerla. Se avremo scelto bene, quelli disposti ad accompagnarci non potranno che crescere.
Luca Carraro - Circolo PRC Trecasali (PR)
Non condivido l’odio sprezzante verso i compagni della mozione Vendola, e neanche auspico l’uscita dello stesso candidato alla segreteria (l’unico per altro).
Le modalità con cui è entrato nel congresso sono però discutibili. Dichiarando in conferenza stampa, commosso, che Bertinotti avrebbe firmato la sua mozione. Quale grande sorpresa… sembrava il finale della Bella e la Bestia.
Da tesserato recente (due anni) e da ragazzo non affiliato nei Giovani ritengo la carovana Vendola assolutamente discutibile.
Riccardo parlava di ipocrisia della mozione Acerbo. Beh, se permetti sei tu che vuoi fare solo polemica. Ferrero-Grassi-Mantovani sono i nomi più noti, è normale usate le loro facce per comunicare via web. La scelta di mettere i firmatari in ordine alfabetico è dovuta semplicemente ad evitare sterili polemiche su chi dei tre dovesse essere il primo, vista la provenienza varia che non accomuna i sostenitori del testo. Non ci vedo nulla di strano, nè tanto meno di ipocrita, visto che era una decisione chiara, comunicata da tempo.
Per altro mi pare ridicolo il tentativo dei giornali (compreso il Corsera) di appoggiare esternamente Vendola e Giordano. Continuano ad essere le uniche voci, e i compagni che ho tesserato qualche mese fa mi chiedono se sia l’unico candidato… Aggiungerei che nella mozione Vendola si tende a nascondere determinate figure (intendo nascondere dalla piazza mediatica) che risulterebbero scomode in parallelo alla discussione nei circoli.
Insomma, tu non conosci questo pollo, perchè io dentro alle logice di faide interne non entro. E ti assicuro che anche per polli esterni, che non gradiscono certi paragoni, la mozione Acerbo pare più chiara, meno confusa e più coerente di quella di Vendola. Detto senza pregiudizi.
Poi io spero che dopo il congresso ci si renda conto che questa faida non interessa a nessuno. Spero che si riesca a fare, come nel nostro circolo, un raddoppio dei tesserati, lanciare iniziative concrete e mettersi direttamente a contatto con le realtà sociali.
Nonostante le parole rassicuranti di Alfio Nicotra sulle buone intenzioni di Vendola e soci,rispetto al fatto che nessuno nel P.R.C. vuole confluire nel P.D.,continuo a pensare che se il documento “Manifesto per la Rifondazione” sarà maggioritario al prossimo congresso, non passerà molto tempo e ci sentiremo dire che confluire nel P.D. è una scelta “irreversibile ed inevitabile” nello stile delle forzature di vertice di Bertinottiana memoria.
Continuo a pensare che il tema centrale del congresso sia il rapporto con il P.D. inteso come alternatività del nostro programma rispetto al loro.
Se come stiamo ripetendo da mesi l’obiettivo di Veltroni(ma credo anche di Dalema) è il bipartitismo compiuto, come si può pensare di rapportarsi e cercare convergenze con un partito che vuole principalmente annientarti o al massimo come Dalema e Bersani ANNETTERTI?
Il P.D. come”corpo vivo e pensante” per dirla alla Niki che può mutare atteggiamento e strategia ,esiste solo nei desideri di Niki stesso, in realtà le dimamiche di quel partito ripropongono lo schema del vecchio P.C.I. basato sul centralismo democratico e dove le minoranze(ammesso che ci siano)sono assolutamente ininfluenti sui livelli decisionali.
Il modello del labour-Party britannico è il massimo che il P.D. ci può offrire tramite le aperture di Dalema(e a quel che sembra ora anche di veltroni) e Claudio Fava sembra avere accettato questa opzione,garantirsi un microscopico spazio di potere e di esistenza all’interno di un partito che agisce l’esatto opposto di quello che vorresti, la stessa sorte del pezzettino Comunista o di sinistra presente nel Labour.
Poche sere fa nel Comitato politico Regionale dell’Emilia Romagna ho sentito parlare di rischi di “derive massimaliste” nel P.R.C. dopo la sconfitta elettorale,chi paventava questi rischi erano coloro che vogliono “senza se e senza ma” irrobustire il rapporto di subalternità verso il P.d. sia a livello nazionale sia nelle Amministrazioni locali,indovinate a quale documento congressuale hanno aderito questi compagni?
In troppi nel P.R.C.non accettano un eventuale anche lungo periodo di opposizione basata sulle nostre opzioni e non su quelle del Partito Democratico,questi compagni come Claudio Fava hanno come obiettivo centrale il governare e non la rinascita sociale e politica della politica. Vittorio Rimini
Un aspetto che va valutato in modo molto negativo dell’incontro tra Fava (SD) e Veltroni è che tutti gli argomenti toccati sono interni alle relazioni politiche: quoziente elettorale, nuovo centro-sinistra, elezioni europee. Non c’è nulla che faccia riferimento alle questioni di merito, che interessano i cittadini (salario, diritti, ambiente, pace, ecc. ecc.) sulle quali ci si è divisi al governo e alle elezioni.
L’obbiettivo di Veltroni (forse) come di D’Alema è quello di costruirsi un satellite di sinistra da utilizzare per raccogliere voti alle prossime elezioni, senza rimettere in discussione nulla delle scelte politiche compiute al governo e radicalizzate in senso moderato durante le elezioni.
Car* tutt* mi pare che non ci sia una novità in come si ta muovendo Sd. E’ la stessa logica che ha reso la sconfitta elettorale rovinosa. stiamo assistendo al riposizionarsi di ceto politico che certo dopo la cancellazione della rappresentanza parlamentare non può certo tornare in produzione anche perchè in produzione non c’è mai stato. Nerozzi lo conosciamo bene da dentro il sindacato: tante parole allussive ad una sensibilità di sinistra, ma poi pratica politica omogenea a quello che è diventata la CGIL. Basti veder i suoi radevouz politici per capire che era solo un apri pista di quello che sta ormai concretizzandosi. La domanda è: perchè anche la parte di rifondazione che si riconosce nel documento Vendola è così sensibile ai richiami del Pd? semplice: per cultura politica. Il famoso slogan bertinottiano “radicalità e unità” si è tadotto sempre più in “suggestioni sociologiche e subalternità”. Ciò che è successo nel governo prodi e durante gli ultimi anni in rif lo stanno a dimostrare. Anche il sedicente “manifesto per la rifondazione” ha ancora quest’approccio. diciamolo: in un discorso di ricostruzione politica, culturale e sociale questi dirigenti non ci credono non dico da sempre, ma da un bel po’ e con l’antico adagio “le masse sono stanche” si apprestano a trovarsi un cantuccio nel cataclisma generale del post-elezioni. In questo sono si “la sinistra che piace”. Basta guardare allo spazio che trovano sui giornali di confindustria e di de benedetti. Lo stesso Bertinotti col cadavere del gruppo parlamentare ancora caldo si sentì rivolgere l’invito ad entrare nel Pd per rappresentare le istanze prima rappresentate dal fu partito della rifondazione comunista. Vendola è un altro retore amaliante, ma non si riesce a capire che analisi abbia della società. Può ripetere all’infinito “basta alla precarietà” come fece durante la campagna elettorale, ma il dolore che coglie da fine letterato è solo una manifestazione di un bisogno crudo e reale di organizzazione sociale e politica autonoma e non invischiata con le mediazioni politiche del Pd. In questo continuo a vedere un esito naturale del gruppo dirigente attuale (o almeno di una sua importante parte) di rif: andare a parodiare ciò che Essere Sindacato era nella cgil nel Pd. Solo che qualcuno giustamente diceva: la prima volta e dramma, la seconda è farsa.
Mi dispiace che si debba sentire proprio da un ex sindacalista che il comunismo è una tendenza culturale. Forse è ora veramente di riscoprire la lotta di classe e capire che l’antagonismo (chiamatelo comunismo o cicciabomba) nasce da dentro il rapporto capitale/lavoro.Dalla “naturale” resistena allo sfruttamento e all’alienazione. Se questi dirigenti tornassero a lavorare capirebbero di cosa si sta parlando.
Credo che l’articolo di AN sia corretto e utile e soprattutto è utile, per far capire quale sarebbe la via d’uscita più praticabile, il riferimento alla Linke e a Lafontaine che peraltro ha alla sua sinistra un partito nonostante tutto ben migliore del PD e alle spalle anni di Berufverbot contro i comunisti nella Germania federale.
Condivido molto l’analisi e le proposte di Luca carraro e vedo anch’io questo rischio.
“Tale rischio si cela dietro ai due possibili esiti della crisi che stiamo attraversando, e che dobbiamo con ogni sforzo scongiurare. Sto parlando della possibilità di ricadere in un antagonismo incapace di comunicare con la società circostante, o specularmente del rischio di barattare la nostra esistenza con il ruolo di appendice sinistra del pd, formalmente autonomi, ma nei fatti subordinati alle logiche del bipartitismo.”
Ma ci siamo accorti che nelle esperienze di governo locale, che dovevano servire a costruire una convergenza politico-programmatica del centrosinistra, abbiamo fatto, quando è andata bene, riduzione del danno. Le politiche pubbliche dei governi locali sono state sui grandi temi le stesse, che noi stessimo in maggioranza o all’opposizione e questo anche in regioni in cui siamo al governo da lungo tempo, non c’è stata alcuna costruzione comune di una politica di sinistra, seppur moderata. E’ come se stessimo all’opposizione, ma con degli assessori in giunta.
Si deve ripartire dall’opposizione alla destra, ma il tema di come si evolve il PD e di come costruire insieme una reale alternativa politica alla destra in Italia non può essere eluso, anche se la conclusione fosse che il PD è ormai impermeabile a qualsiasi istanza “progressista”. In questo caso, con la possibilità di essere definitivamente cancellati da leggi elettorali bipartitiche, la sinistra dovrà reinventare modalità e percorsi in questo paese, del resto RESPECT esiste, prende voti e fa politica, malgrado il sistema elettorale e il NEW LABOUR.
Enrico