FERRERO (PRC): APPELLO A TUTTA LA SINISTRA PER COSTRUIRE OPPOSIZIONE SOCIALE NEL PAESE, VISTE LE PULSIONI CONSOCIATIVE IN PARLAMENTO.
Che Berlusconi dopo aver vinto le elezioni provi a realizzare il suo programma senza conflitti mi pare normale. E’ l’obiettivo di ogni governo. Il problema è la reazione del PD che invece di contrastare i contenuti di questo progetto pare intenzionato al dialogo emendativo. Si ha addirittura l’impressione che il PD cerchi di trarre la propria legittimazione proprio dal riconoscimento che gli viene da Berlusconi.
In questo contesto è assolutamente necessario che tutta la sinistra, politica e sociale, si riunisca per costruire una piattaforma di mobilitazione contro i propositi Berlusconiani. Che in una situazione in cui un terzo delle famiglie italiane non arrivano a fine mese l’unica misura ipotizzata sui salari consista nella detassazione degli straordinari e delle liberalità in un quadro di riduzione del peso dei contratti nazionali di lavoro è un fatto vergognoso e destinato a ridurre ulteriormente il potere d’acquisto medio dei salari.
Il governo Berlusconi sceglie di foraggiare i grandi interessi anche quando ripropone un piano di grandi opere osteggiate dalle comunità locali in un contesto in cui mancano i soldi per la sanità e gli anziani e non ci sono case popolari per chi ne ha bisogno.
Per questo rivolgo un appello a tutta la sinistra per costruire nel paese quella opposizione che il PD pare non voler costruire in parlamento. Il 2 giugno, già proposto da Carta, potrebbe essere una data buona per una prima assemblea di massa.







Si è parlato molto di come l’adesione all’UNIONE e l’ingresso nel governo Prodi abbiamo negativamente pesato sull’esito elettorale per la Sinistra Italiana e Rifondazione.
Si è parlato molto di come la campagna mediatica sul voto utile e le sue ripercussioni sulle preoccupazioni degli italiani abbiamo negativamente pesato sull’esito elettorale per la Sinistra Italiana e Rifondazione.
Si parla molto di come riconquistarsi la fiducia della gente di sinistra con il ri-radicamento territoriale e con una seria e puntuale presa di coscienza dei problemi reali del paese.
Si parla molto di come sarebbe determinante - per Rifondazione Comunista - arrivare ad un Congresso a tesi e non come solitamente si è fatto; cioè a mozioni distinte e/o contrapposte.
L’unica cosa di cui non si parla è che probabilmente la Sinistra Italiana e Rifondazione devono rivedere alcune loro posizioni; solo in questa maniera potranno ricomporre un contatto e riconquistare la fiducia della gente che non l’ha votata; e continuerà a non votarla se non si calerà realmente nei problemi veri e adotterà dei percorsi condivisi che avranno necessariamente come stella polare il cambiamento dello stato sociale a favore delle categorie più deboli.
Tale percorso, che ci consentirebbe di uscire vivi dalla morsa asfissiante calata dall’alleanza PD - PDL, non può essere però intrapreso con un approccio di diffidenza e contrapposizione radicale, ma dovrà essere accompagnato criticamente ed essere assolutamente concreto e serio, perché nessuno è più disposto ad ascoltare le nostre bellissime parole se però dopo non ci sono dei fatti tangibili a suffragarle.
Dobbiamo solo prendere coscienza che la maggior parte delle persone di sinistra, che hanno problemi seri e reali come metter il piatto a tavola la sera a cena, vogliono sentire parlare di Sinistra, di Rifondazione, solo dopo aver cenato.
Il diritto al lavoro con annesso il tragico problema della sicurezza, della precarietà e del raggiungimento di un salario dignitoso, il diritto ad una pensione equa e giusta per gli anziani che devono vivere una esistenza tranquilla, il rafforzamento della laicità dello Stato, il rafforzamento della figura femminile nella società, la pace, il diritto ad un ambiente eco-compatibile, le grandi opere per rilanciare il paese, il diritto alla salute e l’ attivazione di un sistema di welfare innovativo, l’integrazione razziale e sociale, il diritto all’istruzione, l’abbattimento dei costi della politica, la trasparenza e il miglioramento della gestione del servizio della cosa pubblica, il diritto ad una informazione diversa, più autonoma e chiara.
Questi sono dei punti basilari e irrinunciabili nel percorso politico di in individuo di sinistra.
Dobbiamo però smettere di parlare sempre e solo di diritti.
E’ vero sono sacrosanti e scritti nella Costituzione.
Ma ci sono anche dei doveri dei quali spesso, per comodità di appartenenza ci dimentichiamo.
Non è possibile pensare che ci debba essere sempre qualcuno che ci deve risolvere un problema.
E’ ora che anche noi ci adoperiamo a fare la nostra parte per risolvere i problemi che attanagliano la nostra popolazione; e se su qualche argomento dovremo darci dei pizzichi sulla pancia, bèh ce li daremo.
Contribuiamo, attraverso il nostro metodo e la nostra visione, alla risoluzione di problematiche che comunque facendo semplice e sola opera di denuncia ed opposizione, resteranno sempre lì sul tavolo.
Solo in questa maniera potremo riavviare una nuova rifondazione comunista; sicuramente in chiave internazionale, propositiva e con la missione di modificare lo stato delle cose con un progetto a lungo termine, che deve prevedere la partecipazione diretta al governo del paese.
Ripercorriamo il programma con il quale la Sinistra l’Arcobaleno è stata nettamente e democraticamente bocciata il 13 e 14 aprile:
1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali. La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.
Si deve costruire un percorso condiviso fatto di rapporti, di informazione capillare, di convegni, di manifestazioni, di formazione, che coinvolgano tutti i tessuti sociali per affermare nel tempo l’utilità e la necessità, anche per le imprese, di arrivare ad un “quadro generale di diritti” che interessi tutti i lavoratori (compresi i cosiddetti precari), fare continua formazione ed informazione sul tema della sicurezza in sinergia tra le OO.SS. e le imprese, fissare un tetto massimo di straordinario da poter effettuare al giorno e soprattutto fare in modo che i salari minimi, al netto degli straordinari, garantiscano il raggiungimento della soglia minima per una vita dignitosa.
2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.
E’ evidente che il superamento della legge 30 non può avvenire tout-court affermando contestualmente come forma ordinaria di lavoro il contratto a tempo indeterminato. (sarebbe la realizzazione di un bellissimo sogno)
Bisogna fare in modo che il modello della legge 30 sia accompagnato da forme di compensazione ed accompagnamento per gli eventuali periodi scoperti, e soprattutto sia inserito in un più ampio quadro di opportunità offerte dalle imprese interfacciate con i Sindacati di Categoria, nel quale individualmente, le figure che oggi chiamiamo precari, autogestirebbero la loro flessibilità e mobilità lavorativa.
3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.
Sicuramente, fino a quando non ci sarà un netto abbassamento dell’evasione fiscale, bisognerà elevare le detrazioni fiscali dei lavoratori dipendenti, è necessario intavolare un difficilissimo percorso con gli industriali, presieduto dal Governo, che preveda una più equilibrata distribuzione del reddito prodotto, ad esempio diminuendo i prelievi fiscali dei redditi bassi ed aumentando la tassazione delle rendite finanziarie.
Su forme di sostentamento ai giovani in cerca di occupazione, è necessario si produrre delle forme di assistenza fatte di forniture di beni e servizi, ma contemporaneamente, per molti di quei giovani e/o disoccupati, sarebbe uno sbocco utile adoperarsi nelle attività che oggi, non si sa per quale motivo, nessuno più vuole fare; escludendo quindi, salvo particolari casi da valutare puntualmente, qualsiasi forma di assistenza fatta di erogazioni monetarie.
4. Pensioni: per un’anzianità dignitosa.
Il sistema pensionistico contributivo combinato con la discontinuità dei versamenti causata dai contratti precari, condannerà milioni di ragazze e ragazzi a un futuro di povertà. La Sinistra l’Arcobaleno propone un intervento legislativo di riforma del meccanismo di calcolo delle pensioni, che assicuri una pensione netta non inferiore al 65% dell’ultima retribuzione, con un minimo nel 2008 di 600 euro mensili, rivalutato successivamente di anno in anno sulla base dell’inflazione reale.
Nei criteri di accesso alla pensione va considerata non solo l’età, ma anche gli anni di
contributi versati.
La tipologia del lavoro svolto influisce direttamente sia sull’aspettativa di vita sia sulla sua qualità.
I lavori usuranti (notturni, a vincolo, alla catena, a rischio) dovranno essere riconosciuti
effettivamente e definitivamente, consentendo ai lavoratori che li svolgono di andare anticipatamente in pensione.
Per le pensioni attuali minime e basse La Sinistra l’Arcobaleno propone un aumento fino ad almeno 800 euro nette mensili e di cambiare il meccanismo di rivalutazione di tutte le pensioni collegandolo alla ricchezza prodotta dal Paese e all’inflazione calcolata su un paniere di beni e servizi essenziali.
Per quanto concerne le pensioni bisognerà una volta per tutte stilare la lista dei “lavori usuranti” e stabilire quali agevolazioni avranno i lavoratori di tali categorie.
Addivenire quindi ad un sistema pensionistico di tipo contributivo e stabilire infine la soglia di età per andare in pensione al compimento dei 60 anni di età e 35 anni di contributi.
Parimenti sarebbe opportuno portare allo studio un sistema che preveda la soglia massima di inserimento nel mondo del lavoro che potrebbe essere di 25 anni di età per coloro che hanno conseguito il grado di istruzione secondaria superiore e 35 anni di età per coloro che siano stati impegnati con il conseguimento di dottorati.
Il superamento di tali soglie di età produrrebbe automaticamente l’innalzamento del limite di età per il raggiungimento della pensione che tuttavia non dovrebbe mai superare i 65 anni di età.
Favorire infine l’adozione di integrazioni pensionistiche di categoria collegate ai sgravi fiscali per i lavoratori dipendenti e per le imprese.
Tutta la fase transitoria dovrà essere gestita in maniera tale da non creare situazioni di indigenza e comunque con lo spirito solidale e la concessione gratuita dei servizi minimi di base per i pensionati che non raggiungono la soglia minima per una vita dignitosa.
5. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.
6. Libertà e autodeterminazione femminile
Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
Riguardo alla laicità dello Stato e i diritti individuali della persona sarà utile una volta per tutte fare una proposta italiana evitando, come sempre succede, di andare a vedere come funziona in altre Nazioni.
Bisogna prendere atto che l’Italia non può radicalmente cambiare nel giro di una legislatura parlamentare; e questo perché la metà del paese non la pensa come noi ma soprattutto perché storicamente il nostro paese ha vissuto vicende tali da consigliare un approccio più misurato.
A mio avviso sarebbe già un grandissimo risultato arrivare al riconoscimento pubblico delle unioni civili da differenziarsi comunque con l’istituto della famiglia eterosessuale, che resta sempre punto cardine della società, su taluni temi sensibili mentre una legge sul testamento biologico la inquadrerei in un contesto più ampio che tratti altresì il tema dell’utilizzo delle cellule staminali, l’utilizzo della pillola RU 486, la rivisitazione della legge 40.
7. La pace, il disarmo
L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.
Non dimenticandosi che l’appartenenza alla NATO e all’ONU prevede per il nostro paese una serie di impegni internazionali che non possiamo disattendere.
E’ evidente che la riduzione delle spese per armamenti è da chiunque auspicabile e non si può che aderire e rafforzare tale proposito anche promuovendo iniziative di informazione capillare, convegni, manifestazioni che coinvolgano tutti i tessuti sociali.
Così come non credo sia auspicabile creare degli scompensi sociali derivanti dalla metà del paese che è a favore della base di Vicenza e l’altra metà che è contraria.
Sarebbe opportuno organizzare una grande campagna di informazione seria e capillare sugli impegni derivanti dall’appartenenza alla NATO per arrivare ad una consultazione referendaria che obblighi il governo di turno, attesa l’ormai quasi ventennale fine della guerra fredda, a rivedere in una nuova chiave la funzionalità delle basi militari di altre nazioni presenti nel nostro territorio.
8. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.
L’opera di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici e all’abbassamento delle emissioni in atmosfera deve essere determinata e perseverante.
Bisogna arrivare ad un piano energetico di largo respiro e di totale sicurezza sfruttando in primis le risorse locali e quindi l’energia solare deve essere una delle componenti principali di tale programma.
E’ evidente che non basta e pertanto bisogna supportarla da altre energie alternative di varia natura, e se ciò fosse utile a ridurre la troppa dipendenza del paese da forniture straniere, anche l’energia nucleare.
L’acqua deve essere un bene di tutti e pertanto pubblico, quindi adoperarsi affinché se ne sprechi meno possibile ripubblicizzando la gestione del servizio.
Adottare infine dei strumenti che inaspriscano i reati ambientali di qualsivoglia natura che interessino sia soggetti individuali che società.
9. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.
Le proposte fatte dalla Sinistra l’Arcobaleno sono sicuramente meritorie, quindi ben vengano le opere che potenziano il sistema del trasporto pubblico nazionale in special modo quello metropolitano, ben venga una politica fatta della riduzione della produzione di rifiuti e contestualmente l’aumento delle quantità portate a riciclo e l’aumento della raccolta differenziata.
E’ tuttavia necessario interrompere l’attività di contrasto a quelle opere che già sono in corso, che danno reddito a migliaia di famiglie e che comunque rivestono un carattere di strategica importanza nel paese soprattutto in chiave europea.
Sono d’accordo nel non iniziare il ponte sullo stretto, almeno fino a quando non sarà completo un idoneo sistema viario che permetta all’utente di poterne usufruire, ma altresì sono d’accordo nel portare avanti l’opera del MOSE a Venezia e soprattutto il sistema di alta velocità che interessa la Val di Susa.
10. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. Inoltre La Sinistra L’Arcobaleno propone di abrogare la Fini-Giovanardi sulle droghe, superando in una prospettiva non proibizionista la normativa vigente.
Le proposte fatte dalla Sinistra l’Arcobaleno sono sicuramente buone e auspicare il loro compimento è un dovere di ogni individuo.
Il Sistema Sanitario Nazionale non può che essere pubblico. (lo stesso tema dell’acqua)
La gestione del sistema deve cambiare migliorando e ottimizzando il servizio con particolare cura ed attenzione alle persone più deboli.
Tale servizio deve essere corrisposto in chiave anche pedagogica perché deve essere chiaro che chi frequenta un ambiente ospedaliero e/o similare è un individuo che ha un problema di salute e solo per questo deve essere trattato con la sensibilità e l’amore con cui si tratta un bambino.
E’ evidente che va migliorato il servizio su ciò che riguarda i ticket, le liste di attesa, nonché rimodulare la liste delle cure da inserire nei livelli essenziali del sistema.
Va inoltre benissimo il piano che lancia la realizzazione di asili e asili nido a servizio del cittadino e soprattutto delle famiglie, dove lavorano entrambe i genitori, che hanno notevoli difficoltà nel reperire tale tipo di servizio che nel 2000 è diventato essenziale.
Diversamente va inquadrato a mio avviso il problema droga; non è con l’abrogazione di una legge che si risolve un problema.
L’attuale legge va sicuramente rivista, ma è evidente che bisogna affermare il principio che le droghe, di qualsiasi genere, fanno male, sono dannosissime e pertanto bisogna combattere strenuamente contro il loro commercio e il loro uso.
E’ evidente che il consumatore di droga, cosi come del resto l’alcolista, è un malato e allo scopo va curato in strutture pubbliche e/o private; (comunità e/o similari) non tanto per il recupero dell’individuo per il quale è sottintesa la cura, ma per far nascere nella coscienze del malato la convinzione dell’inutilità e soprattutto della dannosità che deriva dall’utilizzo di droghe.
11. La casa è un diritto, non una merce
Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.
Le proposte fatte dalla Sinistra l’Arcobaleno sono sicuramente condivisibili.
Lo Stato deve organizzare un grande piano di edilizia popolare che recuperi ed offra una possibilità a tutte quelle fasce sociali che oggi soffrono di basso reddito, potenziale sfratto, mutuo alto etc.
Non si può certo però pretendere che venga abolito il canale libero di contrattazione né altresì pensare che un individuo non può usufruire di un suo bene perché l’affittuario, che non trova un’altra sistemazione, non esce per morosità.
12. Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello ius soli.
Sulla Convivenza, Inclusione e Cittadinanza, credo sia importante chiarire fin d’ora cosa si intende per normativa che introduca l’ingresso per la ricerca di lavoro.
Credo che se l’ingresso è gestito sull’individuo resta difficile seguire poi l’immigrato che gira per il paese in cerca di occupazione.
Ritengo invece fattibile la creazione di apposite Agenzie Interministeriali, - diffuse sul territorio - riferenti ai Ministeri competenti e coinvolgendo i Governi dei paesi di origine degli immigrati, che possano preventivamente e continuamente aggiornare un quadro chiaro di riferimento afferente la richiesta di lavoro e quindi consentire di modulare gli ingressi in maniera mirata.
Chiarire infine, in maniera inequivocabile, che l’accesso ai diritti e ai servizi da parte dell’immigrato non può avere un canale preferenziale rispetto ad un italiano.
13. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.
La scuola, che a mio parere deve restare pubblica e pertanto limitare al pubblico i finanziamenti di Stato, è il luogo di genesi della coscienza e della cultura dell’individuo, perché gli studenti di oggi sono i lavoratori di domani.
Bisogna affermare con chiarezza l’impossibilità ad adoperare lavoratori al di sotto dei 16 anni data l’esistenza di una legge che prevede l’istruzione obbligatoria fino a quella età; inoltre proporre l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, così da rendere ancora più stringente l’utilizzo di lavoratori giovanissimi.
E’ necessario valorizzare il ruolo degli insegnanti che hanno una funzione cardine nell’insegnamento dei principi fondanti di civiltà per lo studente.
Bisogna altresì rivedere in aumento la soglia minima per avere accesso al diritto di borse di studio; tale soglia va rivista anche in altri settori dove sono previste facilitazioni e/o erogazioni a favore dei redditi più bassi; insomma bisogna definire, su ciò che è la realtà oggi del vivere quotidiano, quale è il reddito sotto al quale lo Stato deve intervenire attraverso la fornitura gratuita di beni e/o servizi.
14. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.
E’ necessario attuare un serio e mirato il “taglio dei costi della politica” e dei suoi privilegi, armonizzare e rimodulare i costi derivanti da tutte le Istituzioni a partire dalla Presidenza della Repubblica passando per Parlamento, Regioni, Province, Comuni, Settore Giudiziario, Comunità Montane, Consorzi Vari, Enti Sovracomunali etc) che rappresentano un notevole esborso per l’erario e spesso si rilevano improduttivi e di intralcio alla macchina amministrativa.
Non è stato affrontato il tema degli innumerevoli privilegi che hanno i “politici” a cominciare dagli altissimi stipendi, ai diritti alle pensioni, alle varie facilitazioni, ai rimborsi elettorali.
Bisogna affermare con chiarezza che chi fa politica è un lavoratore che per un numero massimo di 10 anni va in aspettativa dal proprio lavoro e va a servire lo Stato e successivamente riprenderà la propria attività come un qualsiasi cittadino e sarà soggetto al quadro legislativo e di welfare che è valido per tutti.
Tali misure dovrebbero essere prese sia per i politici che per tutte quelle fasce sociali in aderenza al sistema politico che sono regolamentate con lo stesso criterio.
Si deve infine tenere sempre aperto un tavolo di discussione e di contrapposizione fatto di rapporti, di informazione capillare, di convegni, di manifestazioni che coinvolgano tutti i tessuti sociali per affermare il principio della legalità e dello Stato e quindi della lotta continua ai mali che chiamiamo Mafia, Camorra, N’drangheta .
15. Una informazione libera, pluralista, democratica
L’Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall’Unione Europea per carenza di pluralismo nell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
L’informazione libera, chiara e plurale è una prerogativa di una qualsiasi democrazia compiuta.
L’Italia soffre da 3 lustri della presenza di Berlusconi che controlla una grossa fetta del mercato dell’informazione.
E’ altrettanto vero che durante il governo Prodi tale argomento non è stato mai all’ordine del giorno.
Basta legiferare in maniera tale da dare un limite alle concessioni per l’emittenza radiotelevisiva che riguardano l’individuo e suoi collegati fino ad un certo grado di parentela.
Bisogna tuttavia anche dire che il cittadino non è poi tanto stupido e che probabilmente è la classe politica – TUTTA – che trova più comodo, o meno scomodo, fare politica da un salotto TV piuttosto che andando nelle piazze, anche più ostiche a respirare i problemi veri della gente.
Il problema di liberazione và risolto
non si può continuare ad avere un giornale che non sia equo.
E’ innammissibile…
Mi verrebbe da lanciare una provocazione: i militanti, gli iscritti, del partito chiedono al direttore di liberazione trasparenza e equità
ALTRIMENTI NON COMPRIAMO PIU’ IL GIORNALE.
SALUTI E BACI
P.S VI ANNUNCIAMO CHE CANDIDIAMO COME SEGRETARIO PADRE PIO! OH LUI CON I MIRACOLI CI SA’ FARE ED E’ ANCHE PIU’ MODESTO
BACI .-)